La tua ricerca ha prodotto 54 risultati per alumni.
Stai visualizzando i risultati 1 - 25:

Europa e Covid-19, il giorno della svolta

Alumni Europa e Covid-19, il giorno della svolta Per Fabio Tamburini , direttore de Il Sole 24 Ore , il piano di aiuti Ue contro la crisi economica provocata dalla pandemia è un intervento di peso. Tra i relatori anche Massimiliano Pogliani , CEO illycaffè by Katia Biondi | 27 maggio 2020 «Oggi è una data storica per l’Unione Europea ed è stata una decisione né facile né scontata». È stato il commento a caldo del direttore de Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini sul piano di aiuti della Commissione europea contro la crisi economica provocata dal Covid-19. È un intervento di peso che aiuterà i paesi più colpiti dalla pandemia ponendo le premesse per consentire alla Ue di trovare una ragion d’essere». Ora si tratta di capire quale ruolo potranno avere nella fase di emergenza economica che si è già aperta e diventerà pressante nei prossimi mesi». Il percorso ideale è che siano nelle «condizioni di dare alle imprese il sostegno di cui avranno necessità», che non significa «solo prestiti ma anche altro». L’approccio che abbiamo adottato in questa fase di emergenza sanitaria è stato quello di guardare al nostro interno e a tutte le nostre possibilità senza aspettare che arrivassero aiuti esterni.

 

La ripartenza della Cina nell’era post-Covid

Del resto il collegamento era più agevole a mezzogiorno, ora italiana, visto che i relatori - l’avvocato Hermes Pazzaglini , Salary Partner Nctm Studio Legale, da Shanghai, e Matteo Giovannini , Senior Finance Manager ICBC Leasing, da Pechino - erano collegati direttamente dalla Cina. Un momento di confronto importante», ha detto la professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi , pro rettore vicario e presidente Alumni Cattolica, introducendo il WebinCatt “Aspetti giuridici e finanziari delle misure antiepidemiche in Cina ”, organizzato in collaborazione con il Comitato Alumni UCSC - Far&;Middle East. Questo perché ha dato l’opportunità di ascoltare gli alumni residenti là dove il virus è partito e dialogare con chi si è trovato prima di noi ad affrontare quell’emergenza sanitaria che ha toccato il mondo intero con risvolti umani, professionali ed economici di vasta portata. Hanno notato però che non è stato dato un termine alle varie precauzioni sanitarie in ufficio: distanza tra scrivanie, riunioni solo su piattaforme, pasto consumato alla scrivania e non in mensa. Tra i lati positivi, quello di aver dedicato il maggior tempo in casa ad imparare i tradizionali giochi da tavolo cinesi, antichi di 2000 anni, e l’aver familiarizzato con colleghi con i quali si parlava solo di lavoro. Anche le direttive civilistiche hanno previsto molta discrezionalità ai giudici, come quella in tema di licenziamenti, o il caso degli affitti la cui riduzione è solo incoraggiata. Matteo Giovannini, operante in un primario istituto bancario, tra i quattro più importanti della Cina, nell’esaminare il quadro dell’economia reale in Cina con i relativi aspetti finanziari, ha dato atto che i tre mesi di inattività hanno inciso negativamente sull’economia.

 

Carlo Spagnolli, il medico missionario

Da allora una grave cardiopatia, che domenica ha spento Carlo Spagnolli , gli aveva impedito di tornare nel suo ospedale. Nato a Roma nel 1949, figlio del senatore Giovanni Spagnolli, dopo la laurea in medicina all'Università cattolica di Roma, nel 1975 si era recato per la prima volta in Africa per svolgere il servizio civile. L'Uganda la prima destinazione di questo medico missionario - un pioniere della cooperazione internazionale cattolica divenuto negli anni con la sua opera un punto di riferimento per i missionari laici - e dove sarebbe rimasto fino al 1989. Infine, nel 1996, Carlo Spagnolli inizia a lavorare in Zimbabwe, la sua seconda patria di una vita spesa per quasi 40 anni di Africa al servizio dei più deboli. Un'opera resa possibile anche dal sostegno di tanti amici del Trentino e in particolare della "Associazione Spagnolli Bazzoni" e di "Life Line Dolomites". Dopo importanti esperienze in Camerun, Eritrea ed Etiopia, approda in Zimbabwe dove, nell'ospedale Luisa Guidotti di Chinoy guida i reparti di chirurgia e ginecologia. La lotta all'Aids diventa il suo principale impegno, riuscendo ad aprire il "Villaggio San Marcellino" per i bambini orfani a causa dell'Aids, ma anche una scuola per infermiere e la "Casa della gioia Mariele Ventre" - dedicata alla famosa fondatrice dello Zecchino d'oro - per la riabilitazione di bambini affetti dall'Aids.

 

Premio Gemelli, augurio di felicità

L’ufficialità e la solennità della cerimonia, che si è svolta l’11 novembre, era assicurata dalla presenza del rettore Franco Anelli , della prorettrice Antonella Sciarrone Alibrandi , dei presidi di facoltà, dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori, dell’assistente dell’Associazione Ludovico Necchi padre Renato Delbono , oltre a tanti premiati senior . Il Premio, istituito nel 1960 per ricordare il fondatore padre Agostino Gemelli, costituisce un importante riconoscimento a coronamento del percorso di studi universitari e una base prestigiosa per l’ingresso nel mondo delle professioni. Su questi concetti si è soffermato il rettore Anelli, nell’introdurre la cerimonia: «Anche se oggi il futuro può sembrare incerto, col tempo ci si renderà conto che gli investimenti di tempo, energie e denaro degli anni universitari sono stati ripagati. Hanno ricordato gli anni di studio dove hanno incontrato persone, assorbito valori, imparato un metodo di studio e coltivato amicizie che si prolungano nel tempo. Ai nuovi premiati hanno augurato di essere se stessi, di inseguire i sogni, di coltivare le passioni. Come ha sottolineato il rettore, chiudendo l’incontro, a brillanti neo laureati si può augurare un percorso professionale soddisfacente, di dare senso alla propria vita, ma non è mai capitato di augurare di essere felici. In questa circostanza è successo, con la soddisfazione di coloro che hanno meritato questo premio.

 

«La radio esisterà sempre perché sa adeguarsi ai cambiamenti del mondo»

Intervista a Sara Franceschini , laureata Unicatt e coordinatrice del Master Fare Radio by LUCA BARENGHI | 03 novembre 2020 Sara Franceschini è una giornalista pubblicista, laureata magistrale presso il corso di Filologia Moderna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Con lei abbiamo parlato dell’importanza di un master come quello per il quale lavora ma soprattutto di un evento, I Love My Radio , andato in onda lo scorso 11 ottobre , capace di unire tutte le radio italiane sotto un’unica, grande bandiera: quella dell’amore per la musica del nostro paese. Qual è la marcia in più che un master come Fare Radio dà a chi vuole affacciarsi al mondo radiofonico? «Attualmente non esiste un percorso formativo così completo e capace di fare un focus sulla radio a 360 gradi come Fare radio . Durante l’anno di corsi e stage gli studenti che vengono ammessi riescono ad apprendere una visione completa di cosa una radio sia realmente: dal suo funzionamento pratico, con un’attenzione particolare al lavoro di redazione e amministrativo, alla figura dello speaker. Pur essendo quest’ultimo tutt’altro che una brutta parola – significa infatti per me “fare una cosa che sia ama” – quando si passa alla professionalità si gioca tutta un’altra partita: si deve tenere conto del mercato, del lavorare in un team e di tante altre regole importantissime. Come può un evento come quello dello scorso 11 ottobre aiutare la musica durante un momento così difficile come quello che stiamo vivendo? «Quella che abbiamo affrontato durante l’ultimo anno è una crisi che ovviamente coinvolge non solo l’ambito per il quale lavoro. La cosa più stimolante è che tutto ciò vale anche per noi che siamo i coordinatori e tutor: impariamo tanto dai nostri studenti quanto loro imparano da noi. In poche parole, questo master è “uno scambio permeabile tra chi studia e chi insegna».

 

Premio Gemelli, i migliori laureati della 60esima edizione

Alumni Premio Gemelli, i migliori laureati della 60esima edizione La cerimonia di premiazione sarà trasmessa live lunedì 14 dicembre , alle 18, sui canali social dell’Ateneo e di Alumni Cattolica – Associazione Necchi. Un’edizione diversa da quelle degli ultimi anni che ci costringe a rinunciare alla gioia del tradizionale incontro in presenza ma che abbiamo costruito volendo preservare l’importanza e la solennità della cerimonia di premiazione», continua il prorettore. A seguire Matteo Marzotto , presidente di FAS International e di Dondup, offrirà ai giovani laureati alcune riflessioni di visione sulle aspettative future. Anche quest’anno, infine, sarà attribuito un ulteriore riconoscimento ad uno dei vincitori del Premio Gemelli, la cui tesi di laurea, selezionata da Vita e Pensiero , sarà pubblicata in formato ebook dalla casa editrice dell’Università Cattolica. premiogemelli #alumni #ateneo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Ambrogino d'oro, premiati Realmonte Onlus e suor Monia Alfieri

Inoltre dal 2008 collabora con la Divisione Enti non Profit di ALTIS (Alta Scuola Impresa e Società) dell’Università Cattolica di Milano, per l’organizzazione dei corsi di Alta Formazione (in management e alta dirigenza scolastica) per gli Istituti Religiosi e per la docenza negli stessi. Componente di vari organismi ed enti pubblici sui temi dell’istruzione, collabora con il Gruppo di studio nazionale sulla Parità scolastica e Ia Commissione Permanente alla Camera dei Deputati. Ha incarichi di esperta presso i Tavoli sulle scuole paritarie del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Tale associazione opera a Milano nel campo dell’accoglienza e della formazione dei rifugiati, e all'estero, nei paesi colpiti da guerre, disastri naturali o in condizioni di povertà per la ricostruzione del tessuto sociale e della vita delle persone dall'interno delle comunità. In particolare è attiva nel ricreare le condizioni di benessere psicologico ed emotivo, tramite corsi di formazione e laboratori studiati da RIRES Unità di Ricerca sulla Resilienza dell'Università Cattolica. Nel consiglio d’amministrazione dell’Associazione, che per Statuto vede un componente nominato dal rettore dell’Università Cattolica, a testimoniare il forte legame con l’Ateneo, siedono il pro rettore vicario Antonella Sciarrone Alibrandi , il preside della facoltà di Scienze bancarie Elena Beccalli e il professor Andrea Perrone . Si ricorda che la solenne cerimonia di consegna delle Civiche Benemerenze si svolgerà lunedì 7 dicembre 2020 , alle ore 10.30, presso Palazzo Marino, in piazza della Scala 2, e che alla Sala Alessi potranno accedere solamente gli insigniti del riconoscimento.

 

Manuela Ronchi, pr da manuale

Tra le prime a credere nei podcast e negli eventi digitali, è convinta che la forza delle pubbliche relazioni sia il contatto umano by Agostino Picicco | 03 dicembre 2020 Nel 2019 la rivista “Forbes Italia” l’ha inserita tra le 100 donne italiane di successo dell’anno. Al liceo avevo la passione per le lingue e volevo diventare professoressa d’inglese, poi ho capito che lavorare in mezzo alla gente, tra le persone, era il mio destino e che costruire valore grazie alla relazione poteva essere il mio futuro. A proposito di relazioni, che rapporto c’è oggi tra umanesimo digitale e relazioni? «Questa fase storica punta proprio al recupero della centralità dell’essere umano rispetto alle macchine e alla tecnologia, per dare il via a una rinascita delle relazioni e della cultura. Come si declinano le pubbliche relazioni nell’era dei social? «In questo libro ci sono ricordi, aneddoti, consigli, strategie, a metà strada fra il racconto di una carriera e un manuale pensato per chi vuole “fare pubbliche relazioni”, lavorare nel mondo della comunicazione o semplicemente capirlo meglio. Oggi posso affermare forte e chiaro che è il network la mia vera forza, ovvero le relazioni personali, la capacità di crearle, di svilupparle e di renderle durature. Un giorno, durante una riunione, Gerry Scotti mi disse una frase che ha letteralmente condizionato tutta la mia vita lavorativa: «Ricordati che anche se parli davanti a tre o quattro persone devi pensare sempre di essere in prima serata su Canale 5». Il fatto di guardarci negli occhi e di mettere al centro la relazione non significa aggregazione di massa (“esisto se vado a tutte le feste”, “esisto se sono in certi luoghi perché se non ci sono vuol dire che non conto niente”).

 

Psicologa e documentarista on the road

“In viaggio con la mente ”, questo il titolo del documentario, è un progetto che affronta il dolore dell’esperienza della malattia psichiatrica attraverso la voce di ospiti, operatori e dirigenti di due strutture: la Casa del Paranà a Rosario (Argentina)e l'Hospital San Juan Pablo II di Cuzco (Perù). Nel 2017 ci siamo chiesti: come possiamo coniugarla con il nostro lavoro? così è nata l’idea di un documentario in Sudamerica che toccasse temi etici a cui teniamo molto. Dal 2014 sono volontaria dell’associazione Aiutiamoli Onlus che si occupa proprio di riabilitazione e di risocializzazione di persone con disabilità psichiatrica». A che cosa è dovuta la scelta di indagare queste due realtà? «La casa del Paraná è l'unica Casa Club di tutto il Sudamerica, l’abbiamo scelta perché è un modello positivo. Si ispira alla Fountain House negli Stati Uniti che è stato il primo modello di riabilitazione psichiatrica totalmente innovativo, dove il paziente non è solo l’utente di un servizio ma è membro attivo di una comunità. Che cosa vi aspettavate e che cosa avete trovato? «Quando siamo partiti non ci aspettavamo così tanta partecipazione da parte di tutti, sia professionisti che pazienti. Qual è il messaggio più importante di questo documentario? «Che le emozioni, i problemi e le soluzioni sono gli stessi in tutto il mondo.

 

Un’ecologia dei media per bandire l’odio online

Ho cominciato a scrivere questo libro perché ho avuto l’impressione che emergessero fortemente alcune grida di dolore sullo stato della comunicazione paragonabili alle denunce ambientali», ha risposto il professor Colombo. La comunicazione di cattiverie e di odio non incide solo su chi la riceve ma anche su chi la compie, e viene meno al suo essere risorsa preziosa che ci apre agli altri. Se considero che nelle ultime ore uno dei trend topic è quello di voler togliere la statua di Indro Montanelli da un giardino pubblico di Milano c’è da preoccuparsi». Ma perché l’odio online e le fake news sono così diffusi rispetto al passato? «La grande differenza tra i media tradizionali e le piattaforme è che i primi, se esercitavano il potere di comunicazione, lo facevano attraverso la censura, selezionando le informazioni. Questo vuole dire che ogni gesto di rilancio è potenziato, è come indossare un braccio cibernetico», ha osservato il professor Colombo. Un ecologismo, che ci piaccia o meno, passa dalla buona educazione e dalla cultura digitale che bisogna imporre, portare nelle scuole per dare a tutti la responsabilità nell’utilizzo di questi strumenti». E la responsabilità come buona pratica è stata ampiamente evocata dal professor Colombo, soprattutto in relazione al fatto che compito della comunicazione è legare e non dividere o attaccare.

 

Ecco come la pandemia cambierà il mondo

Oggi cosa sarà della globalizzazione, del mondo integrato, dell’universalismo, dato che dobbiamo chiudere frontiere, gestire l’intromissione nella vita privata delle applicazioni tecnologiche? Bisogna essere resilienti, assumere scelte difficili: non è solo un problema di affrontare la complessità ma capire come ricostruire le strutture delle organizzazioni che ci guidano». Il concetto della complessità è stato ripreso anche dal professor De Florio che ha richiamato l’attenzione sul ruolo che la scienza sta avendo. Ma questa complessità è il fondamento di una incertezza epistemica e anche politica di fronte alla quale non si sa come comportarsi alla luce del fatto che la scienza non ha una leadership. Tocca quindi alla politica interloquire con le élite scientifiche ma per farlo è necessario che ci siano «competenze architetturali» di cui forse la classe dirigente politica difetta. Più che il concetto di vulnerabilità il professor Parsi chiama in causa la parola «vulnerabile» perché rimanda al «fattore umano», negli ultimi trent’anni messo sotto stress. La nave è vulnerabile, e la sua componente più vulnerabile è costituita dall’equipaggio, la cui sicurezza non può venir messa in secondo piano: perché la solidità e la resilienza di un sistema sono dettate da quelle dell’elemento più fragile». Di qui il ruolo della politica che in questo periodo si è «accucciata dietro alla scienza» mentre spetta a lei il compito di indicarci la direzione.

 

International Consulting Meeting IPBS

Piacenza International Consulting Meeting IPBS Una rete professionale e culturale 24 aprile 2020 Lo scorso febbraio, prima del lockdown da Covid 19 che ha messo in stand by le nostre vite “in presenza”, 130 studenti delle Università partner dell'IPBS hanno partecipato al primo International Consulting Meeting presso l'Università ICADE di Madrid. Ai ragazzi rimangono preziosi spunti, le basi per costruire il proprio futuro professionale: essere sempre curiosi, ricordare che le proprie scelte appartengono solo a se stessi, mantenere le reti di relazioni costruite, a cominciare da quelle formate nel percorso di studio internazionale. Di seguito la testimonianza dello studente Barbattini “Eventi come questo permettono agli studenti di creare una vera e propria rete con persone che non avrebbero avuto modo di incontrarsi in altre circostanze, creando allo stesso tempo un senso di comunità sotto la bandiera IPBS. Questa esperienza mi ha insegnato molto su altre culture e su come applicare al meglio le competenze acquisite all'università. Inoltre ha sicuramente rafforzato i legami all’interno del nostro team della Lancaster University Business Consultancy Society e il lavoro di squadra ha caratterizzato ogni nostra singola iniziativa. Non avrei potuto raggiungere nemmeno il traguardo più vicino senza poter contare sulle persone che mi hanno dato fiducia durante il mio percorso, quindi il mio più grande ringraziamento va a loro.”. ipbs #doubledegree #alumni Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Da TikTok a LinkedIn: ecco come l’Ateneo spiega il Coronavirus

È la sfida dell’Università Cattolica che da qualche giorno è approdata su TikTok, il social network cinese che spopola tra i più giovani, ma non solo. L’intento è mettere a disposizione dei ragazzi le conoscenze dei docenti delle 12 facoltà dell’Ateneo attraverso pillole video quotidiane con consigli pratici e spunti di riflessione per affrontare al meglio il momento che stiamo vivendo. Un “format” semplice pensato per dare informazioni corrette sull’emergenza sanitaria Covid-19: dai consigli dei medici a quelli degli psicologi e dei pedagogisti fino a quelli di professori di diversi ambiti disciplinari con suggerimenti utili per riorganizzare in maniera nuova la routine quotidiana. Le prime raccomandazioni arrivano dagli psicologi dell’Università Cattolica Guendalina Graffigna e Giuseppe Riva , rispettivamente docenti di Psicologia applicata al marketing sociale e di Psicologia della comunicazione. Tra i primi contributi caricati su TikTok anche quello di Andrea Gaggioli , docente di Psicologia della comunicazione per le organizzazioni e il marketing. Il professore invita a non vedere il virus dappertutto e a utilizzare la comunicazione positiva: «Mettiamoci in ascolto degli altri e condividiamo esempi di altruismo, di speranza, di coraggio e di solidarietà». Accanto a questo “format” per “TikTok” – destinato ai giovanissimi e in particolare agli studenti dell’Università Cattolica – se ne affianca un altro sul profilo LinkedIn Unicatt pensato per un pubblico di professionisti.

 

Tina Anselmi, la donna cui si deve il SSN

Quello stesso coraggio che la porta, studentessa delle superiori a Bassano del Grappa, all’esperienza della staffetta partigiana e che sarà determinante nella scelta di una militanza sindacale e politica, coeva agli anni della sua laurea in lettere all’Università Cattolica. Il tutto accade e matura nella Milano dei primi anni del dopoguerra che, come l’Anselmi ricorderà nella propria autobiografia, costituiva un laboratorio permanente di dialogo culturale e di confronto tra diversi, e che trovava nell’Ateneo di padre Gemelli un vivaio di curiosità intellettuale e di spinta all’innovazione. E per una donna ci voleva coraggio, in quegli anni, a vivere nel sindacato e nella politica, anche e soprattutto di area cattolica: coraggio e tanta pazienza e capacità di sopportazione, nei confronti della mediocrità, delle malelingue, del maschilismo che spesso fungeva da surrogato di un’inferiorità culturale e morale. Anche nei confronti di parte del mondo ecclesiale, non sempre adeguatamente consapevole delle conseguenze del principio di laicità dello Stato che s‘impongono ai titolari di pubbliche funzioni, ella ebbe modo di esercitare la propria parresìa. Se noi abbiamo potuto dotarci di un sistema che, a buon titolo, il mondo intero ci invidia, e che ci sta consentendo, in mezzo a tante difficoltà, di contrastare Covid-19, lo dobbiamo a persone come Tina Anselmi, Vittorino Colombo, Giovanni Berlinguer. Dal discorso alla Camera del ministro Anselmi poco prima dell’approvazione finale della legge riprendo i tratti descrittivi del nuovo sistema: “Globalità delle prestazioni, universalità dei destinatari, eguaglianza dei trattamenti, rispetto della dignità e della libertà della persona”. docente di Diritto costituzionale, facoltà di Giurisprudenza , campus di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore #tina anselmi #politica #sanita' #alumni Facebook Twitter Send by mail Print.

 

A Claudia Sisti il premio “Valeria Solesin”

Il 28 novembre scorso, alla presenza di Luciana Milani, madre della giovane ricercatrice scomparsa, nella sede milanese di Microsoft Italia, sono stati premiati i lavori di 12 giovani universitari provenienti da tutta Italia, selezionati dal comitato scientifico su 46 candidature pervenute da tutta Italia. Otto le tesi vincitrici, fra le quali quella discussa da Claudia Sisti, che hanno affrontato argomenti di natura sociale, di politica pubblica e istituzionale, focalizzando l’attenzione su temi come stereotipi di genere, diseguaglianze nella rappresentanza e confrontando diversi modelli di empowerment femminile nei paesi europei. Gli altri quattro vincitori hanno invece analizzato l’impatto del talento femminile nel mondo dell’imprenditoria e nelle performance aziendali, con uno sguardo anche al doppio ruolo delle donne, divise fra famiglia e lavoro. Il tema da affrontare quest’anno era “Il talento femminile come fattore determinante per lo sviluppo dell’economia, dell’etica e della meritocrazia nel nostro Paese”. Sono state 11 ragazze e 1 ragazzo a vincere il Premio quest’anno, riconoscimento promosso dal Forum della Meritocrazia e Allianz Partners, in collaborazione con la mamma di Valeria Luciana Milani e realizzato con il patrocinio del Comune di Milano. economia #alumni #premio #laureati Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Olivetti, una storia tutta italiana

Milano Olivetti, una storia tutta italiana È dedicata al grande imprenditore visionario la lezione aperta di Paolo Colombo e Luca Falciola in programma mercoledì 12 giugno nel cortile d’onore di largo Gemelli. Olivetti rimase talmente impressionato da Matera che incaricò i suoi architetti di realizzare un piano regolatore che determinò la nascita de “La Martella”. Raccontare questa storia significa sottolineare, al di là del dell’avventura elettronica olivettiana, l’importanza della fiducia riposta nella capacità di visione di uomini illuminati, nell’intraprendenza dei giovani, negli effetti virtuosi dell’innovazione: una fiducia senza la quale le crisi paiono altrimenti insuperabili. Vuol dire porsi una domanda decisiva: cosa vogliamo davvero per il futuro del nostro Paese?», spiega Paolo Colombo, docente di Storia contemporanea nella facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica, da alcuni anni impegnato a girare i teatri italiani per appassionare il grande pubblico alla storia. Ne emerge un fantastico affresco dell’industria di Ivrea che, nell’Italia a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, è diventata una fucina di sogni, di creatività e di cultura raffinata ma anche di importanti successi commerciali a livello internazionale. Quello di Olivetti e della Olivetti è un caso assolutamente emblematico e ci sa restituire l’idea che il nostro Paese e la nostra Comunità sono il frutto di ciò che vogliamo, di ciò che decidiamo di fare o non fare, di ciò che sogniamo. La serata fa parte dell’iniziativa Storia&;Narrazione , un progetto innovativo di “history telling”, ideato dai professori Paolo Colombo e Chiara Continisio , docente di Storia contemporanea nella facoltà di Scienze della formazione.

 

Lancio del tocco per 312 neodottori

piacenza Lancio del tocco per 312 neodottori Nella cattedrale di Piacenza la tradizionale festa di laurea in perfetto stile anglosassone per i laureati triennali e magistrali della sede piacentina dell’Università Cattolica. maggio 2019 «Siate i veri protagonisti di un mondo nuovo, guardate avanti con fiducia e speranza». Sono le parole che il vescovo di Piacenza monsignor Gianni Ambrosio ha rivolto ai 312 laureati triennali e magistrali della sede di Piacenza dell’Università Cattolica che sabato 25 maggio hanno celebrato la chiusura di un percorso e l’affacciarsi a una nuova fase della propria vita. Lo splendido scenario della Cattedrale di Piacenza ha accolto le oltre 1.500 persone tra amici e parenti che, tra sorrisi, ricordi e aneddoti, hanno festeggiato i giovani neodottori in una cerimonia suggestiva accompagnata dalle note musicali del coro “Collegium vocale” di Crema. Presenti all’appuntamento il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, il direttore del campus di Piacenza e Cremona Mauro Balordi e i presidi di facoltà Annamaria Fellegara (Economia e Giurisprudenza), Marco Trevisan (Scienze agrarie, alimentari e ambientali) e Luigi Pati (Scienze della formazione). Il primo pensiero, in questo momento di festa, va alle famiglie che si sono sacrificate per permettere ai ragazzi di frequentare la “Cattolica” con successo - ha dichiarato il direttore Balordi -. Dopo la consegna dei diplomi di laurea, i neolaureati guidati dai loro presidi si sono schierati sugli scalini del Duomo, per il lancio del tocco, in perfetto stile anglosassone.

 

Alumni, tutte le novità del 2019

ALUMNI Alumni, tutte le novità del 2019 L’Associazione che riunisce i laureati dell’Università Cattolica apre l’anno con il rinnovo delle cariche di sezione del Consiglio Direttivo e i ringraziamenti della presidente Antonella Sciarrone Alibrandi : «Ci attende un periodo di lavoro intenso». Una conferma che il costante impegno della Cattolica nel costruire, attraverso il progetto Alumni UCSC , un network di laureati consapevoli dell’importanza della relazione con la loro Università sta dando i suoi frutti, riavvicinando numerosi ex studenti alla vita associativa dell’Ateneo. I voti hanno portato all’elezione di Luca Valerio Silviani della Valle per Giurisprudenza (Milano), classe ’90, già rappresentante degli studenti sia nel Consiglio di facoltà, dal 2011 al 2013, sia nella Consulta di Ateneo, dal 2012 al 2015. Per Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali (Piacenza e Cremona) fa il suo ingresso Andrea Lovazzano , agronomo, associato dal 2014, che si propone di favorire la cooperazione tra gli Alumni anche di diverse facoltà, per condividere esperienze e conoscenze sia universitarie sia professionali. Medicina e Chirurgia (Roma) potrà contare sull’attività di Roberto Persiani , medico oncologo e docente all’Università Cattolica di Roma: lavorerà per rafforzare il gruppo di Alumni di Medicina su tutto il territorio italiano, per facilitare lo scambio tra diverse generazioni, anche organizzando attività di mentoring. Il suo impegno primario è volto a promuovere le discipline scientifiche attraverso attività che, da un lato, possano allineare le esigenze professionali con le capacità e gli interessi dei laureati, dall’altro, possano colmare il divario presente tra contesto aziendale e realtà accademica. Iscritto a Scienze bancarie, finanziarie e assicurative, ha già le idee chiare: rafforzare il legame tra laureati e studenti per creare una preziosa rete di contatti e relazioni tra persone che si sono formate nella stessa università.

 

Collegi, le feste degli ex

Milano e Piacenza Collegi, le feste degli ex Sabato 11 e sabato 25 novembre assemblee all’Augustinianum di Milano e al Sant’Isidoro di Piacenza per gli studenti ospiti delle due storiche strutture negli scorsi anni. Gli appuntamenti saranno occasione per presentare il progetto Alumni d’Ateneo. novembre 2017 Come ogni anno si riuniscono le associazioni degli ex collegiali dell’Università Cattolica, a ravvivare le antiche amicizie e a mettere in comune con gli studenti di oggi la preziosa esperienza di vita e di studio in Università Cattolica. I prossimi appuntamenti riguardano il collegio Augustinianum di Milano e il Sant’Isidoro di Piacenza. Ma l’Assemblea sarà come sempre anche l’occasione per respirare di nuovo l’aria dei chiostri dell’Ateneo di largo Gemelli e ricordare un periodo importante della propria vita, oltre che per rinnovare l’importante rete di relazioni che unisce gli Agostini di sempre. Sabato 25 novembre sarà il turno degli ex studenti del collegio Sant’Isidoro, dove, durante la mattinata, si terrà l’Assemblea. Entrambi gli appuntamenti saranno occasione per presentare il progetto Alumni d’Ateneo, il network che riunisce le principali realtà associative formate da ex studenti che condividono un legame profondo con l’Università e che vogliono continuare a contribuire alla sua crescita.

 

Premio Gemelli, ecco i ‘magnifici’ 12

ALUMNI Premio Gemelli, ecco i ‘magnifici’ 12 Il rettore Franco Anelli ha conferito il riconoscimento ai migliori laureati dell’Università Cattolica nell’anno 2017. Una cerimonia che ha lasciato spazio anche ai ricordi e alle testimonianze dei vincitori delle edizioni passate. Il rettore Franco Anelli li ha accolti nell’aula Pio XI, la sala degli Atti Accademici, in occasione della consegna del Premio Gemelli, ricordando il legame con la Cattolica che consegna alla società i suoi laureati, il suo prodotto più nobile, più della produzione scientifica. Padre Renato Delbono , assistente spirituale dell’Associazione “Ludovico Necchi” ha commentato lo slogan di benvenuto agli studenti “Entrare in una storia per fare la storia”: un modo per fare memoria della storia della Cattolica e dei suoi fondatori e richiamare il servizio educativo dell’Università. Nei loro interventi sono emersi vari ricordi: i professori, le lezioni, la vita tra i chiostri, l’importanza della cappella Sacro Cuore, la riconoscenza verso le famiglie per la laurea conseguita con qualche sacrificio, l’orgoglio per l’attribuzione del riconoscimento che a qualcuno ha dato anche un’accelerazione alla carriera. Il prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi , presidente di Alumni Cattolica - Associazione Ludovico Necchi, ha ricordato come il premio annoveri tra i vincitori diversi professori della Cattolica: alcuni di loro erano presenti alla cerimonia in veste di relatori di tesi. Tutti i premiati, oltre a ricevere un anno di iscrizione gratuita ad Alumni Cattolica – Associazione Ludovico Necchi, potranno accedere ai servizi premium erogati dall’Ateneo, registrandosi sul portale MyAlumni con le credenziali iCatt.

 

Premio Gemelli, staffetta ideale

Alumni Premio Gemelli, staffetta ideale Anche quest’anno l’Ateneo premierà lunedì 26 novembre i 12 migliori laureati di ogni facoltà, alla presenza del rettore Franco Anelli e di alcuni laureati vincitori negli anni compresi tra il 1976 e il 1985. La consegna del riconoscimento ai 12 migliori laureati dello scorso anno dell’Università Cattolica avverrà alla presenza di alcuni tra i vincitori premiati negli anni compresi tra il 1976 e il 1985. Istituito nel ‘60 in memoria del fondatore dell’Ateneo padre Agostino Gemelli , il Premio continua, anno dopo anno, a valorizzare il merito e l’impegno dei migliori laureati di ogni facoltà. Quest’anno la cerimonia si svolgerà in aula Pio XI, lunedì 26 novembre alle ore 18 , alla presenza del rettore Franco Anelli , dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori , del prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi , presidente Alumni Cattolica Associazione Ludovico Necchi, e dei presidi di facoltà. Tutti i premiati, oltre a ricevere un anno di iscrizione gratuita ad Alumni Cattolica – Associazione Ludovico Necchi , potranno accedere ai servizi premium erogati dall’Ateneo, registrandosi sul portale MyAlumni con le credenziali iCatt. Padre Gemelli era fortemente convinto che per un Ateneo fosse importante continuare a mantenere vivo questo tipo di relazioni e a tale scopo ha dato vita all’Associazione Ludovico Necchi che negli anni, con costanza e impegno, si è proposta come contesto di incontro per gli ex-studenti della nostra Università. alumni #laureati #premiogemelli Facebook Twitter Send by mail Print I VINCITORI L' elenco dei vincitori della 58esima edizione del "Premio Gemelli" con il titolo della tesi di laurea e il relatore.

 

Alumni Giurisprudenza, prima Réunion

ottobre 2018 Più di 200 “alumni” dell’Università Cattolica hanno aderito alla “Réunion” che per la prima volta ha chiamato a raccolta i laureati di Giurisprudenza. Un’opportunità di incontro per gli ex studenti che, numerosi, mercoledì 17 settembre, si sono ritrovati nell’Aula Pio XI non solo per condividere momenti piacevoli della loro vita universitaria ma anche per discutere del futuro della professione legale. Perché, come ha ribadito il rettore Franco Anelli , nel suo intervento iniziale, «noi giuristi ci portiamo dietro tutto il peso della tradizione, delle norme pregresse, dei modi di affrontare il problema ma con la necessità di innovarlo perché il mondo cambia. Dopo il saluto del rettore, ad animare il dibattito sono stati Elisabetta Lunati , responsabile Direzione Legale e Contenzioso di Intesa Sanpaolo, Andrea Sorgato , che opera a Shanghai come Counsel di Zunarelli Studio Legale Associato, Clemente Sardi , General Counsel di Satispay, e il notaio Chiara Trotta . Le lezioni, le attese prima degli esami, il sacrificio ma anche le infinite ore di spensieratezza tra i bellissimi chiostri, sono il ricordo che ci accomuna» ha raccontato Andrea Patanè , alumnus di Giurisprudenza e vice direttore del collegio Augustinianum. Se il senso di appartenenza all’Ateneo è il simbolo della gratitudine per quello che l’Università ci ha dato, le persone che hanno preso parte a questa iniziativa dimostrano che la Cattolica ha saputo lasciare un segno indelebile nelle nostre vite». Le conclusioni del dibattito sono state affidate al preside di Giurisprudenza Gabrio Forti , che ha colto l’occasione per tenere il suo saluto di fine mandato.

 

Premio Gemelli, passaggio di testimone

Milano Premio Gemelli, passaggio di testimone Per la 57esima edizione dell’iniziativa, che valorizza il merito e l’impegno dei migliori laureati di ogni facoltà, a consegnare il riconoscimento saranno alcuni dei primi premiati tra il 1960 e il 1975. Per la 57esima edizione del Premio Gemelli la consegna del riconoscimento ai 12 migliori laureati dell’Università Cattolica avverrà alla presenza di alcuni tra i primi vincitori, premiati negli anni compresi tra il 1960 e il 1975. Istituito nel ‘60 in memoria del fondatore dell’Ateneo padre Agostino Gemelli, il Premio continua, anno dopo anno, a valorizzare il merito e l’impegno dei migliori laureati di ogni Facoltà. Tutti i premiati entreranno a far parte a pieno titolo di Alumni Cattolica – Associazione Necchi e anche della community degli Alumni Premium della Cattolica, potendo così giovarsi di una serie di agevolazioni e opportunità di crescita che l'Ateneo sta progettando per i propri laureati. Inoltre, per valorizzare i loro progetti di tesi, gli abstract saranno pubblicati su e-book editi da “Vita e Pensiero” , la casa editrice dell’Università Cattolica. L’Università Cattolica sin dalle origini ha avuto a cuore il legame con i suoi laureati» sottolinea la professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi , Presidente dell’Associazione Necchi e Prorettore vicario. Padre Gemelli era fortemente convinto che per un Ateneo fosse importante continuare a mantenere vivo questo tipo di relazioni e a tale scopo ha dato vita all’Associazione Ludovico Necchi che negli anni, con costanza e impegno, si è proposta come contesto di incontro per gli ex-studenti della nostra Università.

 

Studiare il mondo per cambiarlo

brescia Studiare il mondo per cambiarlo È il messaggio della 93esima Giornata dell’Università Cattolica ed è stato il tema dei tre incontri organizzati nelle sedi dell’Ateneo, il primo dei quali a Brescia dal titolo “Innovazione 4.0”. Col Rapporto Giovani , la presentazione del progetto Alumni 28 aprile 2017 Tecnologia, studio, impegno, consapevolezza di sé e delle sfide da affrontare: sono gli strumenti in mano alle nuove generazioni per vivere in un mondo in rapida evoluzione. Di giovani e futuro si è parlato a Brescia nel primo dei tre incontri organizzati dall’Ateneo in occasione della 93° Giornata dell’Università Cattolica , in programma domenica 30 aprile. Introdotta e moderata dal vicedirettore del Giornale di Brescia Gabriele Colleoni , la prorettrice Antonella Sciarrone Alibrandi ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Il tema della 93° Giornata dell’Università “ Studiare il mondo è già cambiarlo ” pone volutamente l’accento sull’importanza dello studio per intervenire concretamente sulla realtà. Ne sono un esempio l’uso del digitale e del social network, oggi fondamentali nel settore della comunicazione delle aziende: i master e i corsi che proponiamo rappresentano un’offerta d’istruzione superiore in grado di aiutare gli studenti a immettersi in un mondo del lavoro che richiede sempre più creatività». Esempio concreto in tal senso è la testimonianza di Alberto Albertini , ex studente alla Cattolica e oggi docente di comunicazione internazionale d’impresa: «L’innovazione è la caratteristica fondamentale che un’azienda deve avere per sopravvivere. Del ruolo degli ateni si è occupata nel suo intervento l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia Valentina Aprea : «L’università di oggi deve posizionarsi diversamente rispetto al passato, non più sopra i giovani in quanto Istituzione, bensì al loro fianco.

 

Francesca, un premio alla ricerca

Roma Francesca, un premio alla ricerca Alla specializzanda in Diabetologia della Facoltà di Medicina e chirurgia il riconoscimento del Future Leaders Mentorship Programme for Clinical Diabetologists elargito dall’European Foundation for the Study of Diabetes (EFSD). Il premio consiste in un finanziamento di 75.000 euro per un progetto di ricerca della durata di tre anni che il vincitore dovrà sviluppare in collaborazione con un Mentor europeo già leader nel settore. Tale processo dimostra che le β cellule, ovvero le cellule deputate alla produzione di insulina, non vanno incontro a morte cellulare, come si pensava, ma “semplicemente” si spengono preservando la ri-accensione a condizioni metaboliche più favorevoli. Capire i meccanismi molecolari responsabili di tale processo apre la strada per la creazione di importanti e nuove strategie terapeutiche da utilizzare nel diabete di tipo 2. Durante il percorso di Dottorato ha iniziato a frequentare il gruppo di ricerca del professor Andrea Giaccari , docente di Patologia Speciale Medica e Semeiotica Medica dell’Università Cattolica e dirigente medico del dipartimento di Endocrinologia e Diabetologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS diretto dal professor Alfredo Pontecorvi . diabetologia #endocrinologia #medicina #alumni Facebook Twitter Send by mail Print LO STUDIO In particolare, il gruppo di ricerca guidato dal Prof. Andrea Giaccari, del quale fa parte la dottoressa Cinti, studia campioni di pancreas unici al mondo di soggetti ampiamente caratterizzati dal punto di vista metabolico. Nello specifico, il progetto premiato consiste nella valutazione del ruolo dell’innervazione pancreatica nel processo di dedifferenziazione β cellulare.

 

Go top