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Covid-19 e food engagement: come cambia il consumatore italiano

FOOD Covid-19 e food engagement: come cambia il consumatore italiano La pandemia ha fatto crescere la tendenza ad acquistare prodotti Made in Italy e fatto schizzare i prodotti locali e a “Km 0”. Rivedi il webinar promosso da Alumni Cattolica e Ama Network con la professoressa Guendalina Graffigna e Gianluigi Zenti 17 luglio 2020 A maggio, dunque in piena “Fase 2” dell’emergenza da Covid-19, il 70% degli italiani ha dichiarato di aver acquistato, “spesso” o “sempre”, prodotti “made in Italy”. Una dinamica che si ripete, ancor più impetuosa, con i prodotti locali e a “Km0”, basti pensare che nel 2019 risultavano nelle preferenze del 34% dei consumatori italiani, oggi sono frequentemente acquistati dal 53% dei cittadini. Spazi – ha precisato Zenti – peraltro già ora ampi, se si pensa che negli Stati Uniti il 70% dei prodotti alimentari che richiamano il nostro Paese in realtà non sono italiani». Specialmente dove, ad esempio negli Stati Uniti, la catena della produzione e distribuzione alimentare è fatta da strutture di grandi o grandissime dimensioni, le filiere di molti prodotti sono andate in crisi. Da un punto di vista psicologico significa considerare il coinvolgimento emotivo dei consumatori nelle loro scelte alimentari e la centralità soggettiva che alcuni prodotti alimentari può giocare nella vita dei cittadini». Un indicatore per le aziende Come ha rimarcato Fulvio Fevola nelle conclusioni del dibattito, il Food engagement dell’EngageMinds HUB può rappresentare un indicatore quanto mai prezioso, anche per le aziende, per interpretare alcune tendenze di comportamento alimentare del consumatore d’oggi.

 

Alumni a Londra, secondo round

Alumni Alumni a Londra, secondo round Il comitato internazionale UK dei laureati dell’Università Cattolica si è ritrovato giovedì 13 giugno al museo Estorick Collection of Modern Italian Art. giugno 2019 Seconda reunion per il Comitato Internazionale Alumni UK dell’Università Cattolica, nato lo scorso settembre a Londra per rafforzare la rete dell’Ateneo con i laureati che vivono e lavorano in Gran Bretagna. Così giovedì 13 giugno il “gioiello nascosto” di Canonbury Square, com’è noto ai più il museo Estorick Collection of Modern Italian Art, ha ospitato il nuovo incontro della community dell’Università Cattolica, questa volta dedicato al valore aggiunto che gli italiani danno alla società e all’economia britannica. Per Tiziano del Nobile , Investment Associate at TCK Investment Management, sono stati fondamentali gli insegnamenti ricevuti a livello trasversale: «Ho studiato materie economiche ma spiegate in maniera globale e questo, a mio avviso, è stato il valore aggiunto per il mio percorso professionale». Gli italiani e il made in Italy sono sinonimo di qualità: per tutti relatori, quindi, l’auspicio è che la Brexit sia solo un ciclo storico e non sovrasti tutto il positivo che c’è a Londra. alumniunicatt #alumnicattolica #laureati Facebook Twitter Send by mail Print COMITATI INTERNAZIONALI ALUMNI UCSC Sono istituiti i Comitati internazionali nei territori dove sono presenti ex studenti dell’Università Cattolica che desiderano ritrovarsi, incontrarsi e conoscersi per creare una forte rete locale. Nascono come punto di riferimento per gli Alumni all’estero per: • favorire lo scambio con il mondo professionale locale; • promuovere attività di carattere culturale, ricreativo, formativo a favore dell’Ateneo per il sostegno alla didattica e alla ricerca, nonché finalizzate allo sviluppo dell'Università stessa.

 
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