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In viaggio verso la scuola digitale

Winter School In viaggio verso la scuola digitale Secondo il professor Edoardo Barbieri occorre creare uno terzo spazio come luogo di apprendimento trasversale, in cui analogico e digitale contribuiscono a insegnare agli studenti a gestire l’informazione. Una Winter School in largo Gemelli by Daniela Fogliada | 17 dicembre 2019 Come emerge dagli esiti dell’ultimo rapporto OCSE – PISA sulla Scuola, gli studenti italiani occupano le ultime posizioni per competenze e capacità di lettura e comprensione. Tra i diversi fattori che contribuiscono a questo sconfortante risultato, rientra la carenza di educazione digitale tra i giovani, come sottolineano diversi quotidiani, tra cui La Stampa e il Sole 24Ore . Insegnanti e famiglie non possiedono sufficienti conoscenze e strumenti per poter trasmettere competenze sul digitale, sulle sue potenzialità, l’utilizzo, gli impatti e le conseguenze, trovandosi a vivere l’evoluzione tecnologica che ha tempi rapidi ed è costantemente in cambiamento. Non bastano una lavagna interattiva multimediale o dei tablet per condurre le nuove generazioni all’interno del variegato ecosistema dell’apprendimento digitale: c’è bisogno di un posto, di uno spazio ben preciso, con una sua storia. Il modello che abbiamo in mente si caratterizza come luogo di apprendimento trasversale, in cui insegnare agli studenti a gestire l’informazione – con diversi gradi di complessità – trascendendo (ma non bypassando) la singola disciplina, capacità questa sempre più richiesta». Per rispondere a una necessità formativa e di consapevolezza che non riguarda solo i giovani e le scuole, ma tutti, professionisti, educatori, famiglie, che quotidianamente accedono a quantità di dati e contenuti da più canali, di cui non sempre si è in grado di cogliere senso e qualità.

 
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