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“Io fashion stylist, mixo arte e moda”

Sono gli ingredienti alla base del lavoro di Roberta Beschi , stylist e producer nell’editoria della moda, che ha fatto della contaminazione tra le arti il segreto per cogliere nuove opportunità. Può trattarsi della pubblicazione su una rivista di una storia per immagini, ma anche di contenuti commerciali come campagne adv o contenuti social. In qualità di stylist contatto gli uffici stampa dei vari brand per prendere a prestito i capi per realizzare il servizio editoriale e presento alcuni look creati secondo il mio punto di vista stilistico sulla modella. Nel caso di un lavoro commerciale mi trovo invece ad abbinare la collezione da pubblicizzare con vari accessori, al fine di realizzare scatti fotografici in grado di soddisfare il bisogno del cliente. Anche in virtù di questo mi capita inoltre di essere coinvolta nella realizzazione di eventi espositivi, come la recente mostra “Contemporary Fashion Photography” con gli studenti del DAMS, dove sono riuscita a coniugare i due ambiti. Per altri quattro anni, invece, ho unito logistica e promozione nel ruolo di organizzatrice di eventi formativi in ambito immobiliare in un'azienda che già nel 2015 mi permetteva lo smart working di cui oggi si parla tanto. Quali delle competenze acquisite sui banchi dell'Università Cattolica ti sono state utili nella tua attuale professione e quali invece reputi oggetto di un continuo aggiornamento? È una domanda che mi sono posta più volte e la risposta che mi sono data è sempre la medesima.

 

Murales con il medioevo negli occhi. Ecco Basik, l’autore delle nuove icone Unicatt

Ecco la particolarità di Basik , nome d’arte di Lucio Bolognesi, per cui l’artista è stato incaricato di disegnare le nuove icone delle facoltà dell'Università Cattolica, pubblicate con il nuovo sito in vista delle celebrazioni per il centenario dell’ateneo. Facciamo l’esempio di Scienze Bancarie: in questo caso l’ispirazione è stata San Matteo, che prima della conversione era un esattore delle tasse e che spesso viene raffigurato, su tutti da Caravaggio, chino su un libro contabile mentre viene chiamato da Cristo. Ecco spiegata la penna da cui nasce un ramo che genera frutto, nuovo simbolo e augurio per questo corso di studi. La tradizione cattolica dell’Ateneo è stato un punto di ispirazione per me – racconta Bolognesi - perché molti dei miei lavori prendono spunto dall’arte medievale e rinascimentale e questo implica un’influenza estetica dalla pittura religiosa. Il filo rosso che lega tutte le icone di facoltà è la presenza di una mano, un tratto tipico dell’opera di Basik: «È il risultato di un discorso nato tanti anni fa sul valore del gesto come simbolo. Cerco sempre di lavorare esaltando la valenza del gesto per sottolineare anche come essi possano essere percepiti in modo diverso a seconda di dove si va. Ci sono gesti che hanno significato universale e altri il cui senso cambia da cultura a cultura». Una scelta derivata da un percorso di anni e anni su come astrarre il più possibile una parte del corpo pur restando nell’ambito figurativo».

 

Daverio e il sogno di un museo d’arte contemporanea a Milano

In Università Cattolica ricordiamo una sua piacevole e brillante apparizione quando, nel dicembre 2008, intervenne a presentare il volume di studi in onore di Luciano Caramel , Il presente si fa storia (Vita &; Pensiero, 2008). Al centro dell’incontro tra Caramel e Daverio si collocava un episodio di qualche anno prima, ricordato dallo stesso Daverio in quell’occasione e ripreso nel volume di cui sopra dalla studiosa Sara Fontana. Durante il periodo in cui Daverio è stato assessore alla cultura del Comune di Milano (1993-1997), infatti, l’ex-gallerista si rivolse proprio a Luciano Caramel per un progetto lungimirante, ma che rimase un’ipotesi senza seguito, nonostante abbia trovato una temporanea realizzazione in una mostra in Palazzo Reale nell’estate del 1996. Si trattava di dare un contributo fattivo alla possibilità di dotare Milano di un museo d’arte contemporanea, in quegli anni inesistente, e la proposta di Caramel e Daverio era stata di partire dalle collezioni, prima che dal problema della sede. Questa poteva essere anche realizzata attraverso la ristrutturazione di un palazzo esistente, come è successo poi con il Museo del Novecento, o in un nuovo edificio ad hoc, come sarebbe dovuto essere per il progettato museo di Libeskind, in seguito non realizzato. Tale progetto, infatti, può aver contribuito agli sviluppi successivi di una nuova geografia museale del contemporaneo, che nel nuovo millennio la città ha avviato. A suo modo, il coraggio inventivo di Daverio, con l’aiuto scientifico di Caramel, può aver contribuito a svolgimenti che in seguito hanno trovato, per altre vie e in altro modo, una loro attuazione, per quanto suddivisa fra molteplici soggetti.

 

Con Philippe Daverio l’arte alla portata di tutti

Il ritratto Con Philippe Daverio l’arte alla portata di tutti Si è spento a Milano l’intellettuale e grande divulgatore culturale noto al grande pubblico per il suo programma Passepartout , andato in onda per molti anni su Rai 3. Nel 2014 era stato ospite della Cattolica per parlare agli studenti di collezionismo by KATIA BIONDI | 02 settembre 2020 È scomparso a Milano nella notte tra l’1 e il 2 settembre l’intellettuale e critico d’arte Philippe Daverio . Nel 2014 Daverio è stato ospite dell’Università Cattolica per partecipare a un ciclo di incontri organizzato da Andrea Kerbaker , docente di Istituzioni e politiche culturali nella facoltà di Lettere e filosofia, sull’arte del collezionare. arte #philippedaverio #museo Facebook Twitter Send by mail Print I PADRONI DELLE TENDENZE NELLA SOCIETÀ DEI CONSUMI «In Italia nessuno costruisce le tendenze, è difficile parlare di tendenze italiane. È il significato che Philippe Daverio attribuisce al termine “tendenza” nel forum dal titolo “I padroni delle tendenze nella società dei consumi” ospitato del numero 4/2008 del bimestrale dell’Università Cattolica “Vita e Pensiero”, e a cura di Eugenia Montagnini. Al mondo, infatti, sono circa dodici i concessionari che decidono, in base a interessi di tipo speculativo, che cosa, nell’ambito del mercato dell’arte, deve fare tendenza. Utilizzo il termine speculazione perché nel mondo, così come in Italia, il 97% di coloro che si ac- costano al mercato dell’arte, e a maggior ragione chi lo gestisce, lo fa per speculare attraverso investimenti finanziari: ci vuole guadagnare, non lo fa perché interessato all’oggetto d’arte.

 

#iorestoacasa ma viaggio con l’arte

ARTE VIRTUALE #iorestoacasa ma viaggio con l’arte Senza muoverci possiamo fare il giro del mondo entrando nei più importanti musei a livello internazionale, sbirciando tra mostre che forse non avremmo mai visto. I virtual tour sono canali di comunicazione che avvicinano, in una fase di separazione, ai contenuti, alle persone, ai modi con cui i musei vengono gestiti» afferma Francesco Tedeschi , esperto di arte contemporanea e docente dell’ateneo. Sono molti i suggerimenti a cominciare da una mostra straordinaria che corrisponde al tempo che stiamo vivendo che parla di memoria, distacco, fragilità, morte intesa come rapporto con l’altro e con il passato. Dal Piemonte ci trasferiamo oltre oceano e entriamo al Moma di New York per visitare la splendida mostra dedicata a Felix Fénéon , primo critico estimatore del neoimpressionismo francese e che ha realizzato in Francia la mostra dei futuristi con Marinetti nel 1912. E di nuovo torniamo in Europa e ci fermiamo al museo Stedelijk di Amsterdam per un percorso guidato di quaranta minuti alla mostra di Nam June Paik , primo artista di video arte. Per chiudere il tour artistico arriviamo all’Hangar Bicocca di Milano dove si può ammirare lo spettacolare lavoro di Cerith Wyn Evans , l’artista concettuale gallese che presenta una selezione di ventiquattro opere tra sculture storiche, complesse installazioni monumentali e nuove produzioni, che offrono ai visitatori un’esperienza sinestetica unica. Ora che tutto è virtuale ci rendiamo conto di quanto questa soluzione permetta di supplire alle cose che non possiamo fare.

 

Il diritto? Un’opera d’arte

MILANO Il diritto? Un’opera d’arte La storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Lunedì 16 gennaio a Milano la presentazione di un volume curato dalla professoressa Lauretta Maganzani 13 gennaio 2017 Per molti è solo un insieme di norme, leggi e regolamenti. A testimoniarlo un’interessante e originale iniziativa editoriale raccolta nel volume dal titolo L’arte racconta il diritto e la storia di Roma (Pacini Editore, 2016), curata dalla professoressa Lauretta Maganzani , docente di Diritto romano nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’autrice per la prima volta mette insieme la storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Così il lettore è accompagnato in un itinerario storico, giuridico e artistico appassionante e coinvolgente, capace di svelare le radici più profonde della cultura occidentale, ma anche delle sue più perverse degenerazioni. Le conclusioni del dibattito, moderato da Stefano Solimano , direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche , sono affidate all’autrice del volume. Alla realizzazione del libro hanno collaborato: Virginia Maria de Capitani , Edoardo Caglio , Davide Canzano , Stefano Didoni , Andrea Fogliani , Lucia Frattini , Maria Sofia Gasperini , Gabriele Giovannetti , Luigi Regazzoni , Irene Zappa .

 

Professione gallerista, l’arte incontra l’economia

Il valore aggiunto? «Confrontarsi con visioni diverse» by Bianca Martinelli | 16 giugno 2020 Una professione in grado di coniugare arti visive ed economia, due ambiti che spesso nel nostro Paese si fatica ad accostare in termini occupazionali e di ricavi. Ne abbiamo parlato con Dario Bonetta - laureato al campus bresciano in Scienze dei Beni Culturali e Arte, spettacolo e produzione multimediale - oggi titolare della galleria A+B Contemporary Art , attorno alla quale ha radunato una scuderia di giovani artisti italiani e internazionali. Tu quale risposta ti sei dato? «Dal punto di vista della tecnica tratto sia pittura che scultura, ma scelgo di lavorare con artisti giovani – hanno tutti un’età compresa tra i 20 ai 40 anni - quindi si tratta di emergenti o mid career con un percorso ancora in divenire. Le manifestazioni fieristiche di settore che si svolgono sia in Italia che all’estero sono una piazza imprescindibile per proporre i propri artisti e intercettare la domanda internazionale, oltre che per incontrare altri attori del sistema con cui tessere relazioni e collaborazioni». Quello di cui tuttavia sono personalmente certo è che - a differenza di altri segmenti commerciali o categorie merceologiche che hanno trovato parziale riparo negli strumenti digitali, dai virtual tour all’e-commerce - l’esperienza de visu con l’opera d’arte non la sostituisci con nulla». Psicologia dell’arte, filosofia, teoria e tecnica della comunicazione, storia della critica d’arte… mostrano un ventaglio di sguardi diversi sull’arte e mi hanno insegnato l’importanza di modalità di analisi basate più sul “sentire” e “percepire” le opere, che non su nozioni storico-tecniche. La prima è fondamentale, ma escludere quest’ultimo è un’azione snob, occorre considerare la vendita di un’opera come un momento importante di scambio, un modo per dare riconoscimento al lavoro degli artisti, un processo di condivisione d’idee e fiducia tra gallerista e collezionista».

 

Una casa per la cultura digitale

cattolicapost Una casa per la cultura digitale L’ha costruita Meet nella sede dell’ex Spazio Oberdan a Milano, che diventerà sede di un centro internazionale con quattro aree di intervento interdisciplinari. Questi giovani rappresentano una piccola fetta del presente e del futuro di Milano, è per questo che ho voluto “affidare” al master Progettare Cultura un lavoro finale sul centro di cultura digitale. Agli studenti è stato chiesto di adottare un punto di vista preciso, osservando il digitale come un portato culturale ancor prima che tecnologico. Eppure, a questa familiarità lessicale e all’uso sempre maggiore che ognuno di noi fa di dispositivi digitali, non corrisponde spesso una consapevolezza delle ricadute e delle opportunità che questo scenario può creare. Gli studenti hanno dapprima osservato le realtà che in Europa e nel mondo si occupano di cultura digitale, stabilendo un benchmark utile per poi differenziare i percorsi di lavoro di ciascun gruppo per aree: Education; Showcase; Content e Launch . Proprio come accade a livello professionale, gli studenti si sono trovati a gestire e valutare la fattibilità produttiva ed economica di iniziative e attività che, pur finalizzate a un approccio culturale, non possono perdere di vista i costi tecnologici e operativi che da esse derivano. Meet ha confermato che alcune delle idee elaborate e prodotte dai giovani partecipanti al Master Progettare Cultura entreranno a far parte del programma 2019 e già da ora una delle studentesse del corso sta svolgendo un tirocinio nella struttura .

 

Fotografia, Letizia Battaglia in Aula Magna

brescia Fotografia, Letizia Battaglia in Aula Magna L’artista palermitana, nota soprattutto per le sue fotografie delle stragi di mafia degli anni di piombo, è tra i protagonisti della terza edizione del Brescia Photo Festival . Nel corso della sua carriera si è cimentata con la ritrattistica (famosi i ritratti delle bimbe di strada di Palermo), con il nudo, persino con la fotografia naturalistica. In dialogo con lei ci sarà Elena Di Raddo , docente di Storia dell’arte dell’Ateneo, e Renato Corsini, direttore di Brescia Photo Festival. Promosso da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Ma.Co.f. Saranno coinvolte anche le gallerie d’arte di Brescia, le librerie e le biblioteche con progetti sul tema: il festival vuole infatti essere anche un momento di festa per esplorare lo straordinario patrimonio artistico e architettonico del capoluogo lombardo e il suo territorio. La rassegna fotografica sarà un’importante occasione per valorizzare il patrimonio museale di Brescia. Pertanto il biglietto d’ingresso alle mostre allestite al Museo di Santa Giulia permetterà di accedere anche al complesso museale; viceversa il pubblico del museo, con una minima integrazione del biglietto, avrà la possibilità di visitare le nove mostre.

 

Città a misura d’uomo e… d’arte

Brescia Città a misura d’uomo e… d’arte In occasione della manifestazione espositiva “Meccaniche della Meraviglia 12 in The City” nel convegno Arte nello spazio della città si è parlato dell'arte come ideale veicolo di valorizzazione per gli spazi urbani, architettonici e non solo. Se ne è parlato nel seminario Arte nello spazio della città , fortemente voluto e coordinato dalla docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea Elena Di Raddo e introdotto dai saluti del Direttore di sede Giovanni Panzeri . “L’operazione fatta con le stazioni della metropolitana di Napoli, progettate ciascuna da un diverso artista contemporaneo, sono un modello da studiare – ha esordito l’assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia, Michela Tiboni . Sono la dimostrazione di come un intervento dentro ad un luogo possa rigenerare anche gli spazi che vi stanno attorno. Esiste infatti una relazione diretta tra la crescita culturale di una città e la sua urbanistica, che non è fatta solo di architetture. “Prima individuo gli spazi, poi gli artisti sulle base delle affinità di questi ultimi con i luoghi – racconta Albano Morandi , regista e deus ex machina della kermesse . Tutti i lavori sono pensati ed eseguiti dagli artisti dopo aver visto e conosciuto la storia degli spazi” conclude Morandi.

 

Lavorare da Sotheby’s

aprile 2017 di Mattia Pivato * Le case d’asta svolgono un ruolo centrale nella determinazione dei trend di mercato relativi all’arte e al collezionismo. I numeri delle immatricolazioni agli specifici corsi di laurea crescono e senz’altro non nella previsione di ingrossare le fila degli storici dell’arte in senso tradizionale. È importante far conoscere queste possibilità agli studenti, soprattutto ai laureandi e agli specializzandi, non tanto attraverso corsi specifici, trattandosi di ambiti difficilmente ‘disciplinabili’, quanto attraverso la viva testimonianza di protagonisti di questi nuovi settori professionali. Il punto decisivo è nel saper trasferire le competenze e le conoscenze acquisite nei tradizionali corsi di laurea in Storia dell’arte - assolutamente imprescindibili, come ci confermano tutti i testimonial delle nuove professioni - nelle richieste che l’attuale assetto sociale e produttivo esprime con maggior energia. Da questo punto di vista è davvero più suggestivo e più utile di astratte teorie, il racconto vivo e appassionato di persone che hanno saputo investire il loro bagaglio umanistico, intercettando i bisogni, le curiosità, le forme comunicative in continuo divenire nella nostra società. Non è solo il problema di inventare nuove professioni, ma anche la capacità di trasformare quelle tradizionali, come possono essere la direzione di un museo o la produzione editoriale, in nuovi profili. Inoltre, la possibilità di incontrare innovative esperienze di lavoro nell’abito dei beni culturali, incentiva a non fissare la propria prospettiva verso impieghi che sappiamo limitati nelle loro possibilità di offerta e invece a provare a intercettare nuovi bisogni e quindi nuovi percorsi.

 

In mostra l’eclettismo di Piero Dorazio

Con i compagni di “Forma 1” nel 1947 si è affermato tra gli autori che si collocano sul versante di un “formalismo” in direzione astratta, una formula espressiva che troverà modo di esplicarsi nelle molteplici direzioni in cui l’artista si è mosso nelle diverse fasi della sua produzione. La sera di giovedì 26 settembre, a conclusione della prima giornata del convegno, nella sede di Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo di piazza della Scala sarà inaugurata l’esposizione monografica Piero Dorazio. Forma e Colore : una selezione delle opere di Dorazio appartenenti alla collezione Intesa Sanpaolo, completata dall’ospitalità di un’opera della Collezione Prada, Allaccio A, eseguita nel 1966, e che fa da punto di connessione fra due momenti della pittura di Dorazio degli anni Sessanta. Si partirà giovedì 26 settembre alle ore 9.00 nell’ Aula Bontadini dell’Università Cattolica (largo Gemelli, 1 – Milano), con i saluti di Angelo Bianchi , preside della facoltà di Lettere e Filosofia Università Cattolica, di Mirko Orsi , presidente dell’Archivio Piero Dorazio Milano, di Francesco Tedeschi , docente di Storia dell’arte contemporanea. Parteciperanno Francesco Tedeschi, docente di Storia dell’arte contemporanea, Elisabetta Cristallini , docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università della Tuscia, Stefano Setti , dottorando all’Università Cattolica, Valentina Sonzogni , direttrice dell’Archivio Piero Dorazio Milano, Adachiara Zevi , architetto e storica dell’arte. IL CENTRO DI RICERCA SULL’ARTE ASTRATTA IN ITALIA Il Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Cattolica ha dato vita al Centro di Ricerca sull’Arte astratta in Italia (CRA.IT), sotto la direzione del professor Francesco Tedeschi . Il Centro promuove studi sulle vicende dell’astrattismo tra le due guerre e nel secondo dopoguerra, nel segno di una tradizione di ricerca che vede nel lungo lavoro svolto da Luciano Caramel - per molti anni docente in Cattolica - un imprescindibile punto di riferimento.

 

Collezionismo tra passione e investimento

È questo l’obiettivo del ciclo di incontri “Il collezionismo delle opere d’arte” , promosso congiuntamente dalle facoltà di Economia , di Lettere e filosofia e dal dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte . “Il possesso delle opere d’arte” questo il titolo del primo incontro che è stato coordinato dal professor Francesco Tedeschi , docente di Storia dell’arte contemporanea. Ogni collezione ha una storia a sé, è l’espressione della seduzione dell’opera d’arte sul collezionista e del collezionista sul pubblico con cui se ne vanta». Una collezione può crescere non solo per l’attrazione emotiva che suscita l’opera d’arte ma anche per un progetto studiato, un percorso ben preciso intrapreso dal collezionista: una generazione di artisti, un genere o un soggetto ben preciso. Esistono poi anche collezioni che decidono di essere un faro che guida le tendenze del futuro» spiega ancora Marina Mojana, che prosegue: «Molti investono sui giovani o su movimenti nascenti, scommettendo sul loro successo». Oggi però è entrata in gioco una clientela più sofisticata, che investe molto nei cosiddetti “beni di passione” come gioielli, la barche e opere d’arte, con investimenti molto significativi. arte #collezionismo #collezione #passione Facebook Twitter Send by mail Print L’ARTE COME PUNTO DI FORZA DI UN BRAND Le imprese investono sempre più nelle collezioni di opere d’arte ed è un mondo con un potenziale di sviluppo molto forte.

 

I segreti dell’allestimento scenico

Summer School I segreti dell’allestimento scenico Corazze, costumi e armature da Giovanna d’Arco a Maria Antonietta sono stati l’oggetto della Scuola estiva internazionale Artesc di San Giuliano Terme. Svelati ai corsisti l’arte del mestiere teatrale e le terminologie che ne costituiscono storia e cultura. Grazie alla formazione di questa settimana le giovani mani inesperte dei corsisti, guidate dall'eccellente competenza nel settore scenico di tradizione e dall’alta formazione teorica nell’ambito terminologico e storico-culturale, hanno realizzato prototipi con tecniche sartoriali e artistiche specifiche. arte #costumi #scenografie #allestimento Facebook Twitter Send by mail Print LA SCUOLA ESTIVA Si è conclusa la prima edizione della Scuola estiva internazionale AR.TE.SC. “Arti, mestieri e terminologie dell’allestimento scenico” , promossa dall’Osservatorio di Terminologie e Politiche linguistiche dell’Università Cattolica in collaborazione con la Fondazione Cerratelli, tenutasi presso la sede prestigiosa della Fondazione stessa a San Giuliano Terme dal 17 al 22 luglio 2017. La guida scientifica della professoressa Maria Teresa Zanola coadiuvata dai direttori della Fondazione, Floridia Benedettini e Diego Fiorini, ha coinvolto partner nazionali e internazionali, quali l’Association Art&;Luxe di Parigi, il Centre for the Textile Research di Copenhagen, l’UNIC e Casalini Libri.

 

Arte e diritto si incrociano in Cattolica

piacenza Arte e diritto si incrociano in Cattolica Una mostra,“Ius e(s)t Ars" che raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Si intitola “Ius e(s)t Ars. Un itinerario tra arte e diritto” e raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Lo scopo della mostra, organizzata in collaborazione tra Centro Pastorale e Dipartimento di Scienze giuridiche , non è solo quello di avvicinare l’arte contemporanea ai più giovani e di offrire un evento culturale alla cittadinanza, che può visitare liberamente la mostra. Lo scopo è anche quello di sollecitare una riflessione sull’oggi e di approfondire tematiche come quelle della giustizia, del rapporto tra regola e disordine e dell’identità nell’era digitale. La terza sezione, “Diritto e identità nell’era digitale” , apre uno squarcio su uno dei temi più affascinanti del diritto contemporaneo, quello dell’identità personale in un mondo in cui i social media ed il web tendono a scomporre la nostra soggettività in identità multiple, simultanee e virtuali. Il trait d’union tra le opere selezionate è quello delle tracce che l’uomo vuole lasciare di sé: dalle impronte digitali raccolte dall’artista tra persone incrociate per caso a ciò che la persona vuole affidare ai posteri tramite un testamento poetico, cioè un lascito immateriale registrato su supporto audio-video. L’iniziativa costituisce un ulteriore tassello degli eventi organizzati nell’ambito del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza , che dal prossimo anno accademico arricchisce la propria offerta formativa affiancando al profilo “Diritto&;Economia” il nuovo profilo “Diritto e innovazione digitale”.

 

Experiri, la mostra racconta il cammino

ottobre - 26 novembre 2019 Experiri, la mostra racconta il cammino Le opere di dodici artisti della scena contemporanea nell’allestimento curato da un gruppo di studenti del campus milanese dell’Ateneo 16 ottobre 2019 Dodici artisti della scena contemporanea italiana e internazionale presentano le loro opere negli spazi diffusi dell’Università declinando il tema del cammino. L’ Itinerario di Arte e Spiritualità è stato curato da un gruppo di studenti del campus milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Come nelle precedenti edizioni sono stati coinvolti nella cura e nello sviluppo della mostra gli studenti iscritti ai corsi di laurea in Scienze dei beni culturali, Archeologia e Storia dell’Arte e Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo. Nella parola Experiri è racchiuso tutto il senso della mostra: un percorso realizzato attraverso l’esperienza del cammino e ai frutti della conoscenza che questo porta, mostrando le infinite modalità in cui oggi si intende e si intrepreta questo viaggio. In mostra dodici opere create da artisti selezionati dalla scena contemporanea italiana e internazionale: Daniele Arosio, Marina Ballo Charmet, Ludovica Carbotta, Michele Ciacciofera, Federica Col, Tommaso Fraschini, Premiata Ditta, Dolores Previtali, Diego Randazzo, Arjan Shehaj, Massimo Uberti e Alec Von Bargen. Per coinvolgere ancora di più gli studenti, ma anche un pubblico più ampio, è stato ideato un workshop con il duo artistico Premiata Ditta al fine di realizzare un’installazione site – specific . Durante i quattro giorni di collaborazione gli studenti, insieme agli artisti, hanno fatto un’esperienza sensoriale, tracciando una mappa degli odori, nei luoghi di studio e di vita più frequentati, dalle aule di lezione ai cortili, al giardino dell’ateneo, per realizzare un archivio originale delle percezioni.

 

Arte, la passione si fa lavoro

La ricetta di Marilena Pirrell i, giornalista di ArtEconomy24-Il Sole 24 Ore, e dell’ad di Sotheby’s Italia Filippo Lotti 26 aprile 2017 di Mattia Pivato * Web, case d’asta, valutatori e art advisor. Sono le professionalità e gli ambiti nuovi che stanno emergendo nel settore dell’arte, un sistema il cui sviluppo è dimostrato dall’ampliamento della platea di appassionati e collezionisti che navigano il web a caccia di artisti e opere. Il fenomeno su internet è impressionante sia in termini di nuove piattaforme di scambio sia di offerta di nuovi servizi» spiega Marilena Pirrelli (a sinistra) , giornalista di ArtEconomy24 – Il Sole 24 Ore , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Questo crea nuove professionalità: Hiscox nel 2016 ha registrato un incremento del 15% a 3,75 miliardi di $ di scambi sul web, pari ad una quota di mercato dell'8,4% sul valore degli scambi generali rispetto al 7,4% del 2015, nonostante la contrazione dell’11% di tutto il mercato globale a 56,6 miliardi di $ (Clare Mc Andrew) . Sicuramente le due fiere italiane hanno dialogato con un pubblico molto diverso da quello del Tefaf di Maastricht, che rappresenta l’eccellenza nell’offerta di arte antica, d’antiquariato e di arte moderna con un valore assicurato in fiera di oltre 3 miliardi di euro. Parola di Filippo Lott i, amministratore delegato di Sotheby’s Italia , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Da questo punto di vista è davvero più suggestivo e più utile di astratte teorie, il racconto vivo e appassionato di persone che hanno saputo investire il loro bagaglio umanistico, intercettando i bisogni, le curiosità, le forme comunicative in continuo divenire nella nostra società.

 

Quando nell’arte c'era già l’Europa

cattolicapost Quando nell’arte c'era già l’Europa Visita agli Uffizi degli allievi del master in Cultural Diplomacy , con la guida d’eccezione del direttore Eike Schmidt , alla scoperta delle 14 sale appena riaperte al pubblico ma, soprattutto, del valore dell’espressione artistica come veicolo culturale. maggio 2019 Hanno avuto il privilegio di accedere alle 14 sale appena riallestite, e ora aperte al pubblico, della Galleria degli Uffizi . Il padrone di casa, il direttore Eike Schmidt , ha accompagnato in un meraviglioso percorso “a bocca aperta” gli allievi del master in Cultural Diplomacy dell'Università Cattolica, studenti provenienti da quattro continenti, guidati dalla direttrice del corso Federica Olivares . Opere di Lorenzo Lotto, Veronese, Tintoretto e molto altri artisti del '500 magistralmente rimesse alla luce dopo molti anni che non erano state più visibili al pubblico. Ma il direttore Schmidt, con la docente del master Roberta Bartoli , hanno voluto dare un taglio specialistico a questo percorso, mettendo in evidenza il valore dell'arte nella diplomazia e nei rapporti tra Stati e culture. Come nel caso della “Madonna delle Rose” di Tiziano che, insieme ad altre opere, alla fine del ‘700 fu oggetto di scambio tra la galleria viennese degli Asburgo (notoriamente abili diplomatici) e la galleria fiorentina. Si pensi a tutto il fermento degli artisti rinascimentali che viaggiavano in tutta Europa creando forme di ibridazione e arricchimento che hanno portato alla creazione di tanta meraviglia.

 

Brescia-Londra, la frontiera del Collage

Lanciata online lo scorso 1° marzo, la mostra rimarrà visibile per un anno intero sul sito www.newdigitalcollage.art , arricchendosi periodicamente con contenuti e opere, raccolti, selezionati e pubblicati dai due curatori nel mezzo delle proposte che nel frattempo giungono da tutto il mondo. Simile nell’idea di base ma lontano anni luce dell’artigianale pratica del taglia-incolla dei primi del Novecento, oggi realizzare un collage significa infatti possedere conoscenze tecniche altamente avanzate e dimestichezza con la dimensione digitale e multimediale» conclude Paris. Gli artisti selezionati avranno così l'opportunità di esporre materialmente i propri lavori alla Galerie Charlot di Parigi e alla Daniel Benjamin Gallery di Londra.

 

L’arte che cura

Una situazione che porta lontano dalla definizione di salute dell’OMS “uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non una semplice assenza di malattia”. Quindi l’azione creativa dell’uomo dal gioco infantile al rito della storia dei gruppi umani, al teatro come narrazione, permettono di “rappresentare” emozioni e vissuti e di avere uno sviluppo armonico». Agendo su motivazione e identità, comunicazione e gestione dei gruppi, le arti terapie coinvolgono sfere di valori e risorse che solo un salto di linguaggio permette, influendo positivamente sul modo di lavorare e sull’energia che ci si mette. Anche chi si occupa di selezione, formazione e sviluppo delle risorse umane, troverà strumenti utili a leggere i comportamenti, migliorare le performance relazionali, il clima dei gruppi di lavoro e le skills delle persone. Abbiamo esperienza di importanti organizzazioni in diversi settori, da quello farmaceutico, a quello bancario/assicurativo, alla moda, che proprio attraverso le arti-terapie hanno trovato quella chiave di lettura in più per migliorare le performance, sia lato dirigenziale, sia di team». arte #artiterapie #psicoterapia #salute Facebook Twitter Send by mail Print UN CORSO DI ALTA FORMAZIONE Il corso di Alta Formazione Le Arti terapie. Tecniche creative a supporto delle professioni in ambiti educativi, di cura, di formazione, promosso dall’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli – ASAG in collaborazione con il Centro Arti Terapie Milano è diretto da Giuseppe Scaratti e Glenda Pagnoncelli .

 

Arte nei chiostri, largo agli studenti

Milano Arte nei chiostri, largo agli studenti La mostra promossa dal Centro pastorale in largo Gemelli, è stata ideata e curata da 11 allievi di diversi corsi, che hanno scelto gli artisti contemporanei e progettato il percorso sul tema I Wish. ottobre 2017 Dall’ispirazione cercata nella poesia di Dante fino alle canzoni di Gaber e Guccini, per arrivare alla selezione di artisti contemporanei, che danno forma nelle loro opere al desiderio. All’invito rivolto dal Centro Pastorale e dalle docenti di Storia dell’arte Cecilia De Carli e Elena Di Raddo a tutte le tutte le associazioni studentesche, hanno risposto i ragazzi di BoulevArt, Unilab e Ateneo Studenti, coinvolti per la prima volta dall’inizio dell’ideazione e della progettazione della mostra. Gli studenti sono partiti dalla raccolta di testi letterari che li aiutassero a definire il desiderio: dal Canzoniere di Petrarca al Convivio di Dante, da Baudelaire alle canzoni di Gaber e Guccini, da Leopardi a Calvino, da Camus a Max Pezzali. Il dialogo tra i giovani e gli artisti è durato diversi mesi in un’ottica di confronto sulle diverse letture dei desideri, degli ideali e dei pensieri che ha permesso di creare testi critici dell’opera» spiega Alessandro Tonini , laureando magistrale della facoltà di Lettere. iwish #arte #spiritualita #mostra Facebook Twitter Send by mail Print L’INAUGURAZIONE DI “I WISH” Il progetto è stato promosso dal Centro pastorale e dal Dipartimento di Storia, archeologia e storia dell’arte dell’Ateneo e curata da padre Enzo Viscardi , Cecilia De Carli , Elena Di Raddo . Martedì 31 ottobre l’inaugurazione avverrà nella Cripta dell’Aula Magna di largo Gemelli alle 16.30 alla presenza dell'assistente ecclesiastico generale dell'Ateneo, monsignor Claudio Giuliodori , di Padre Enzo Viscardi , delle docenti di Storia dell'arte Cecilia De Carli e Elena Di Raddo , degli studenti e degli artisti.

 

Summer School tra moda e costume, alla scuola dei grandi maestri

Fra moda e costume: linguaggi e metodi nelle industrie creative è stato il tema della Summer School che si è svolta presso la Villa Presidenziale del Gombo nel parco naturale di San Rossore (Pisa) dal 22 al 27 luglio scorso. Tutti i bozzetti e figurini esposti sono stati trasformati in costumi di scena per personaggi di melodrammi e commedie rappresentanti la maestria dei loro grandi ideatori: Giorgio De Chirico; Felice Casorati; Renato Guttuso; Mino Maccari; Nicola Benois; Emanuele Luzzati; Corrado Cagli . Le lezioni sono state interessanti e interattive, con laboratori guidati da esperti che ci hanno insegnato le tecniche di confezionamento (e ci hanno anche fatto realizzare un corsetto!)». Un aspetto molto apprezzato da un’altra partecipante della Summer, Anna Tedino , laureata in fashion design all’Accademia Nazionale di Belle Arti e in procinto di proseguire gli studi a Roma nel settore dei costumi cinematografici. È stato interessante indagare il connubio tra costume e linguaggio, che, pur privi di un collegamento naturale, presentano elementi comuni che abbiamo scoperto e approfondito». Di grande rilievo anche il contesto internazionale di docenti e partecipanti alla scuola come ha voluto evidenziare Roxanne Doer , italo-americana, professore a contratto di Lingua inglese in varie università: «Ho apprezzato l’esperienza di questa Summer School soprattutto per l’impostazione multidisciplinare e l’internazionalità dei partecipanti. Un corso di formazione dal profilo internazionale e dall’approccio multidisciplinare con una splendida location come la tenuta di San Rossore in Toscana, che rende ancora più bella questa esperienza di studio e conoscenza.

 

Il grande affare dell’arte

Milano Il grande affare dell’arte Il mercato dell’arte contemporanea ha subito un incremento del 1000%, aumentano gli spazi espositivi privati, le vendite online sono triplicate rispetto al 2015: la gestione economica dei patrimoni artistici è un nuovo business? La parola agli esperti. Ma ciò che è più è interessante è l’incremento del 1000% nel mercato dell’arte contemporanea . Da Asia e Africa arrivano nuovi collezionisti dotati di grandi capitali ma anche artisti: basti pensare che a Londra si è tenuta la prima fiera di arte contemporanea africana». Si tratta, come spiega Patrizia Misciattelli delle Ripe , di un’agenzia specializzata «che tiene sotto controllo in maniera olistica, con lo scopo di evitare distribuzioni, asset class reali, asset class finanziari e valori intangibili come il capitale umano e relazionale: vero cemento e collante per l’identità di una famiglia». Secondo la presidente dell’Associazione Italiana Family Officer (Aifo) le distribuzioni di capitali, soprattutto liquidi, sono da evitare: «Come ci insegna la fisica, i liquidi sembrano abbastanza facili da dividere, ma sono altrettanto facili da far evaporare». Le fa eco Antonella Negri-Clementi , presidente e Ad di Global Strategy, che auspica un futuro in cui «l’opera d’arte sia vissuta da più persone accrescendone il valore» e ne suggerisce l’uso come asset finanziario a garanzia di strumenti finanziari. L’iniziativa di oggi ha ancor più senso perché organizzata a Milano, un centro molto interessante per sviluppo economico e opportunità» ha detto il professor Luigi Campiglio , docente di Politica economica alla facoltà di Economia , nel suo saluto.

 

Moma, una stagista a New York

Cattolicapost Moma, una stagista a New York Maria Malichoutsaki , studentessa greca del master in Arts Management , è negli Stati Uniti per uno stage di un anno al Museum of Modern Arts dove si occupa di Digital Media. by Daniela Fogliada | 30 marzo 2018 Aggiornare il sito del Moma , testare l’esperienza dei visitatori, collaborare ai corsi per gli adulti. È uno stage speciale quello che Maria Malichoutsaki ha iniziato al Museum of Modern Arts di New York , uno dei musei più importanti al mondo. Un lavoro che Maria definisce entusiasmante: «Ho l’opportunità di conoscere i diversi aspetti del museo e di partecipare a moltissimi eventi e iniziative. Ogni mattina iniziamo con un breve meeting di coordinamento sulle attività della giornata; un modo molto efficace per condividere responsabilità e informazioni con il resto del gruppo, rafforzato da incontri ancora più estesi in settimana». Essere parte integrante del design dei contenuti per il web e relazionarsi con l’ audience a diversi livelli ha permesso a Maria di conoscere a fondo le dinamiche del museo e di mettere in campo le competenze acquisite durante il master. Lavoro e allo stesso tempo aggiorno le mie competenze grazie a specifici training session su cyber security , sui software utilizzati, su rispetto e sicurezza sul luogo di lavoro che il Moma offre».

 

La via crucis di Valter Gatti

Milano La via crucis di Valter Gatti “Il volto donato” , l’ultima e inedita opera dell’artista di Brugherio esposta nella Capella del Sacro Cuore della sede di Milano, offre un percorso artistico e spirituale per il tempo quaresimale. febbraio 2018 Con l’inizio della Quaresima secondo il rito romano, il Centro pastorale dell’ateneo propone, come ogni anno, una via crucis nella Cappella del Sacro Cuore in largo Gemelli. L’opera scelta quest’anno è “Il volto donato” di Valter Gatti , pittore che vive e lavora a Brugherio e realizza una pittura d’introspezione che ritrae il buio dell’anima come se fosse un paesaggio, un volto, e lo carica di storia personale di affetti, di dolore, di pacificazione. Già dalla prima stazione il gesto delle mani che stringono le catene indicano il diaframma tra noi, il mondo libero, e lo sprofondare di Gesù nella realtà della condanna. Nelle stazioni successive la stessa forza si libera nell’urlo del Cristo che prende la croce e si ritrova nel braccio teso che la sorregge e ancora nel gesto di Gesù che si lascia spogliare e nella sue dita contratte. Le immagini, tagliate in modo deciso, alternano i primi piani, gli scorci laterali, le panoramiche come in una sequenza cinematografica, e portano l’attenzione sulle figure dei protagonisti che si muovono tra un cielo plumbeo indefinito e una terra arida e sassosa, senza vita. Le tre cadute scandiscono il percorso, e di particolare tensione spirituale sono l’incontro con la madre che abbraccia il bambino, ora corontato di spine in cammino verso il Calvario, e la raffigurazione della donna che asciuga con un panno il volto di Gesù.

 

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