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Arte e botanica alla Galleria Alberoni

Piacenza Arte e botanica alla Galleria Alberoni Nell’ambito delle Giornate europee del Patrimonio, il 22 e il 23 settembre visite speciali al giardino del Collegio e alle opere artistiche. Un viaggio alla scoperta della natura anche attraverso la visione dei dipinti guidata da due botanici dell’Ateneo. settembre 2018 Due appuntamenti alla scoperta di fiori, frutta e piante nei capolavori artistici. Arte e natura, due mondi che possono sembrare così lontani ma che si avvicinano in un intenso programma proposto dalla Galleria Alberoni in sinergia con la sede di Piacenza dell’Università Cattolica e altri istituti culturali. arte #botanica #alberoni #natura Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Arte e diritto si incrociano in Cattolica

piacenza Arte e diritto si incrociano in Cattolica Una mostra,“Ius e(s)t Ars" che raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Si intitola “Ius e(s)t Ars. Un itinerario tra arte e diritto” e raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Lo scopo della mostra, organizzata in collaborazione tra Centro Pastorale e Dipartimento di Scienze giuridiche , non è solo quello di avvicinare l’arte contemporanea ai più giovani e di offrire un evento culturale alla cittadinanza, che può visitare liberamente la mostra. Lo scopo è anche quello di sollecitare una riflessione sull’oggi e di approfondire tematiche come quelle della giustizia, del rapporto tra regola e disordine e dell’identità nell’era digitale. La terza sezione, “Diritto e identità nell’era digitale” , apre uno squarcio su uno dei temi più affascinanti del diritto contemporaneo, quello dell’identità personale in un mondo in cui i social media ed il web tendono a scomporre la nostra soggettività in identità multiple, simultanee e virtuali. Il trait d’union tra le opere selezionate è quello delle tracce che l’uomo vuole lasciare di sé: dalle impronte digitali raccolte dall’artista tra persone incrociate per caso a ciò che la persona vuole affidare ai posteri tramite un testamento poetico, cioè un lascito immateriale registrato su supporto audio-video. L’iniziativa costituisce un ulteriore tassello degli eventi organizzati nell’ambito del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza , che dal prossimo anno accademico arricchisce la propria offerta formativa affiancando al profilo “Diritto&;Economia” il nuovo profilo “Diritto e innovazione digitale”.

 

Arte in azienda, tesori da scoprire

Milano Arte in azienda, tesori da scoprire Una ricerca, condotta dall’Ateneo in collaborazione con Axa Art e Intesa Sanpaolo, analizza il fenomeno della corporate art collection, un patrimonio che coinvolge piccole e grandi aziende. settembre 2016 Lo studio che l’Università Cattolica ha svolto quest’anno si è basato su un dataset di 160 collezioni aziendali e si è focalizzato su tre aree fondamentali. In primo luogo, la ricerca, coordinata da Chiara Paolino , docente di Human resource management in the arts industry in Università Cattolica, ha voluto analizzare le pratiche di gestione della collezione e quanto queste pratiche siano integrate o meno con il ‘mondo manageriale’. Si sono infine analizzati i network di riferimento delle collezioni, per comprendere quanto questa tipologia di collezionismo sia gestita attraverso collaborazioni e scambi di risorse strutturati tra aziende e istituzioni. Per quanto riguarda il campione analizzato, più della metà delle collezioni fa riferimento ad organizzazioni di piccole dimensioni (il 54% del campione ha meno di 50 dipendenti). È interessante notare anche un gruppo di grandi aziende (il 23% del campione che ha dichiarato di avere più di 1000 dipendenti), che testimonia la varietà del fenomeno del collezionismo di impresa in Italia. Dall’altro lato i risultati della ricerca illustrano che per quanto si possano individuare significative realtà di grande successo, sia in termini di impatto culturale che di strutturazione organizzativa, mediamente sembra che le collezioni analizzate non siano impostate con una ‘intenzione manageriale’ che si affianca a quella culturale, e viceversa.

 

Arte, la passione si fa lavoro

La ricetta di Marilena Pirrell i, giornalista di ArtEconomy24-Il Sole 24 Ore, e dell’ad di Sotheby’s Italia Filippo Lotti 26 aprile 2017 di Mattia Pivato * Web, case d’asta, valutatori e art advisor. Sono le professionalità e gli ambiti nuovi che stanno emergendo nel settore dell’arte, un sistema il cui sviluppo è dimostrato dall’ampliamento della platea di appassionati e collezionisti che navigano il web a caccia di artisti e opere. Il fenomeno su internet è impressionante sia in termini di nuove piattaforme di scambio sia di offerta di nuovi servizi» spiega Marilena Pirrelli (a sinistra) , giornalista di ArtEconomy24 – Il Sole 24 Ore , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Questo crea nuove professionalità: Hiscox nel 2016 ha registrato un incremento del 15% a 3,75 miliardi di $ di scambi sul web, pari ad una quota di mercato dell'8,4% sul valore degli scambi generali rispetto al 7,4% del 2015, nonostante la contrazione dell’11% di tutto il mercato globale a 56,6 miliardi di $ (Clare Mc Andrew) . Sicuramente le due fiere italiane hanno dialogato con un pubblico molto diverso da quello del Tefaf di Maastricht, che rappresenta l’eccellenza nell’offerta di arte antica, d’antiquariato e di arte moderna con un valore assicurato in fiera di oltre 3 miliardi di euro. Parola di Filippo Lott i, amministratore delegato di Sotheby’s Italia , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Da questo punto di vista è davvero più suggestivo e più utile di astratte teorie, il racconto vivo e appassionato di persone che hanno saputo investire il loro bagaglio umanistico, intercettando i bisogni, le curiosità, le forme comunicative in continuo divenire nella nostra società.

 

Arte nei chiostri, largo agli studenti

Milano Arte nei chiostri, largo agli studenti La mostra promossa dal Centro pastorale in largo Gemelli, è stata ideata e curata da 11 allievi di diversi corsi, che hanno scelto gli artisti contemporanei e progettato il percorso sul tema I Wish. ottobre 2017 Dall’ispirazione cercata nella poesia di Dante fino alle canzoni di Gaber e Guccini, per arrivare alla selezione di artisti contemporanei, che danno forma nelle loro opere al desiderio. All’invito rivolto dal Centro Pastorale e dalle docenti di Storia dell’arte Cecilia De Carli e Elena Di Raddo a tutte le tutte le associazioni studentesche, hanno risposto i ragazzi di BoulevArt, Unilab e Ateneo Studenti, coinvolti per la prima volta dall’inizio dell’ideazione e della progettazione della mostra. Gli studenti sono partiti dalla raccolta di testi letterari che li aiutassero a definire il desiderio: dal Canzoniere di Petrarca al Convivio di Dante, da Baudelaire alle canzoni di Gaber e Guccini, da Leopardi a Calvino, da Camus a Max Pezzali. Il dialogo tra i giovani e gli artisti è durato diversi mesi in un’ottica di confronto sulle diverse letture dei desideri, degli ideali e dei pensieri che ha permesso di creare testi critici dell’opera» spiega Alessandro Tonini , laureando magistrale della facoltà di Lettere. iwish #arte #spiritualita #mostra Facebook Twitter Send by mail Print L’INAUGURAZIONE DI “I WISH” Il progetto è stato promosso dal Centro pastorale e dal Dipartimento di Storia, archeologia e storia dell’arte dell’Ateneo e curata da padre Enzo Viscardi , Cecilia De Carli , Elena Di Raddo . Martedì 31 ottobre l’inaugurazione avverrà nella Cripta dell’Aula Magna di largo Gemelli alle 16.30 alla presenza dell'assistente ecclesiastico generale dell'Ateneo, monsignor Claudio Giuliodori , di Padre Enzo Viscardi , delle docenti di Storia dell'arte Cecilia De Carli e Elena Di Raddo , degli studenti e degli artisti.

 

Assisi, l’arte s’impara toccandola

CATTOLICAPOST Assisi, l’arte s’impara toccandola Giulia Ronzoni ha partecipato alla prima e terza edizione della Summer School “Arte e fede”: un’esperienza di comprehensive knowledge in cui il contesto è fondamentale quanto il testo per favorire l’apprendimento. E che si comprende, oltre che sui libri e in classe, soprattutto attraverso la contemplazione in loco di chiese, monumenti e dipinti disseminati su tutto il territorio nazionale. Come propone di fare la Summer School “Arte e fede”, un percorso di studi ormai consolidato che porta ogni estate ad Assisi studenti, laureati e amanti del sapere di ogni età per vivere un’esperienza di comprehensive knowledge . Un momento privilegiato in cui testo e contesto sono strettamente intrecciati, come racconta Giulia Ronzoni (nella foto qui accanto) che ha partecipato alla prima e alla terza edizione di questa scuola di formazione. La scelta di prendere parte alla prima edizione è nata dall’interesse dei temi trattati, tra cui in particolare l’occasione di poter approfondire uno dei periodi più emblematici della storia dell’arte medievale, che vede protagonisti Giotto e l’esperienza francescana». Molteplici sono le opportunità di crescita che Giulia sottolinea: «Si è trattato di un’esperienza coinvolgente, ricca di stimoli, soprattutto per l’impostazione dei momenti di lavoro, sempre seguiti da ampi momenti di dialogo e confronto. La competenza e la disponibilità dei relatori, oltre che i differenti percorsi formativi dei vari partecipanti, hanno contribuito ad aumentare gli spunti di riflessione e il livello di approfondimento».

 

Brescia-Londra, la frontiera del Collage

Lanciata online lo scorso 1° marzo, la mostra rimarrà visibile per un anno intero sul sito www.newdigitalcollage.art , arricchendosi periodicamente con contenuti e opere, raccolti, selezionati e pubblicati dai due curatori nel mezzo delle proposte che nel frattempo giungono da tutto il mondo. Simile nell’idea di base ma lontano anni luce dell’artigianale pratica del taglia-incolla dei primi del Novecento, oggi realizzare un collage significa infatti possedere conoscenze tecniche altamente avanzate e dimestichezza con la dimensione digitale e multimediale» conclude Paris. Gli artisti selezionati avranno così l'opportunità di esporre materialmente i propri lavori alla Galerie Charlot di Parigi e alla Daniel Benjamin Gallery di Londra.

 

Città a misura d’uomo e… d’arte

Brescia Città a misura d’uomo e… d’arte In occasione della manifestazione espositiva “Meccaniche della Meraviglia 12 in The City” nel convegno Arte nello spazio della città si è parlato dell'arte come ideale veicolo di valorizzazione per gli spazi urbani, architettonici e non solo. Se ne è parlato nel seminario Arte nello spazio della città , fortemente voluto e coordinato dalla docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea Elena Di Raddo e introdotto dai saluti del Direttore di sede Giovanni Panzeri . “L’operazione fatta con le stazioni della metropolitana di Napoli, progettate ciascuna da un diverso artista contemporaneo, sono un modello da studiare – ha esordito l’assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia, Michela Tiboni . Sono la dimostrazione di come un intervento dentro ad un luogo possa rigenerare anche gli spazi che vi stanno attorno. Esiste infatti una relazione diretta tra la crescita culturale di una città e la sua urbanistica, che non è fatta solo di architetture. “Prima individuo gli spazi, poi gli artisti sulle base delle affinità di questi ultimi con i luoghi – racconta Albano Morandi , regista e deus ex machina della kermesse . Tutti i lavori sono pensati ed eseguiti dagli artisti dopo aver visto e conosciuto la storia degli spazi” conclude Morandi.

 

Collezionismo tra passione e investimento

È questo l’obiettivo del ciclo di incontri “Il collezionismo delle opere d’arte” , promosso congiuntamente dalle facoltà di Economia , di Lettere e filosofia e dal dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte . “Il possesso delle opere d’arte” questo il titolo del primo incontro che è stato coordinato dal professor Francesco Tedeschi , docente di Storia dell’arte contemporanea. Ogni collezione ha una storia a sé, è l’espressione della seduzione dell’opera d’arte sul collezionista e del collezionista sul pubblico con cui se ne vanta». Una collezione può crescere non solo per l’attrazione emotiva che suscita l’opera d’arte ma anche per un progetto studiato, un percorso ben preciso intrapreso dal collezionista: una generazione di artisti, un genere o un soggetto ben preciso. Esistono poi anche collezioni che decidono di essere un faro che guida le tendenze del futuro» spiega ancora Marina Mojana, che prosegue: «Molti investono sui giovani o su movimenti nascenti, scommettendo sul loro successo». Oggi però è entrata in gioco una clientela più sofisticata, che investe molto nei cosiddetti “beni di passione” come gioielli, la barche e opere d’arte, con investimenti molto significativi. arte #collezionismo #collezione #passione Facebook Twitter Send by mail Print L’ARTE COME PUNTO DI FORZA DI UN BRAND Le imprese investono sempre più nelle collezioni di opere d’arte ed è un mondo con un potenziale di sviluppo molto forte.

 

Con Bortoluzzi, il Bauhaus in Cattolica

Frequenta dapprima l’Accademia di Karlsruhe e quindi, dal 1927 al 1930, il Bauhaus a Dessau, dove ebbe come maestri Wassilij Kandinskij, Joseph Albers, Oskar Schlemmer e soprattutto Paul Klee, di cui divenne molto amico e che influenzò particolarmente la sua concezione della pittura come “gioco con le cose ultime”. Nel 1933 partecipa alla Mostra degli artisti del Bauhaus a Düsseldorf, ma la collettiva viene vietata e sequestrata dai nazisti. Altre personali organizza a Baden-Baden nel 1948, a Colonia nel 1950, ad Essen nel 1954. Il fondatore della scuola, Walter Gropius, nacque a Berlino nel 1883 e dopo aver compiuto gli studi a Monaco, diventa allievo nel 1908 di Peter Behrens assieme a Ludwig Mies van der Rohe. Una generazione di progettisti che avevano in comune la forte ambizione di voler mutare radicalmente la figura dell’architetto nella società, da semplice progettista di edifici a intellettuale aggiornato in grado di intervenire consapevolmente nell’universo delle forme, dando vita alla figura del designer: il versatile e multiforme disegnatore della realtà. L’obiettivo promosso da Gropius era quello di far diventare il Bauhaus l’istituzione più influente attraverso una metodologia di lavoro in stretta collaborazione tra teoria e pratica, in maniera interdisciplinare, e collaborando con docenti di prestigio come Paul Klee e Wassily Kandinsky. Nel 1932 la Bauhaus si sposta a Berlino e l’anno successivo, dopo innumerevoli pressioni del nazismo, verrà chiusa dal governo perché espressione di tendenze internazionaliste; così gran parte degli studenti vengono arrestati e parte degli artisti, soprattutto architetti, vengono accolti negli Stati Uniti.

 

Con Philippe Daverio l’arte alla portata di tutti

Il ritratto Con Philippe Daverio l’arte alla portata di tutti Si è spento a Milano l’intellettuale e grande divulgatore culturale noto al grande pubblico per il suo programma Passepartout , andato in onda per molti anni su Rai 3. Nel 2014 era stato ospite della Cattolica per parlare agli studenti di collezionismo by KATIA BIONDI | 02 settembre 2020 È scomparso a Milano nella notte tra l’1 e il 2 settembre l’intellettuale e critico d’arte Philippe Daverio . Nel 2014 Daverio è stato ospite dell’Università Cattolica per partecipare a un ciclo di incontri organizzato da Andrea Kerbaker , docente di Istituzioni e politiche culturali nella facoltà di Lettere e filosofia, sull’arte del collezionare. arte #philippedaverio #museo Facebook Twitter Send by mail Print I PADRONI DELLE TENDENZE NELLA SOCIETÀ DEI CONSUMI «In Italia nessuno costruisce le tendenze, è difficile parlare di tendenze italiane. È il significato che Philippe Daverio attribuisce al termine “tendenza” nel forum dal titolo “I padroni delle tendenze nella società dei consumi” ospitato del numero 4/2008 del bimestrale dell’Università Cattolica “Vita e Pensiero”, e a cura di Eugenia Montagnini. Al mondo, infatti, sono circa dodici i concessionari che decidono, in base a interessi di tipo speculativo, che cosa, nell’ambito del mercato dell’arte, deve fare tendenza. Utilizzo il termine speculazione perché nel mondo, così come in Italia, il 97% di coloro che si ac- costano al mercato dell’arte, e a maggior ragione chi lo gestisce, lo fa per speculare attraverso investimenti finanziari: ci vuole guadagnare, non lo fa perché interessato all’oggetto d’arte.

 

Corpo a corpo con l’arte

Milano Corpo a corpo con l’arte Le opere di 12 artisti scelte da 16 studenti saranno in mostra nei chiostri dell’Ateneo dal 30 ottobre. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il Centro pastorale dell’Ateneo ha affidato agli studenti il compito di allestire un’esposizione di arte contemporanea che sarà aperta dal saluto ufficiale dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori . Seguirà una visita guidata in presenza di artisti e curatori e la performance di Marco Di Giovanni . Giovani e desiderio dello scorso anno, gli studenti si sono incaricati di scegliere ed approfondire in tema del corpo, proporre e selezionare opere ed artisti, curare allestimento e catalogo della mostra, organizzare l’inaugurazione e gestire la comunicazione. A guidarli nei mesi di preparazione padre Enzo Viscardi , assistente del Centro Pastorale, e le professoresse del dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte Cecilia De Carli ed Elena Di Raddo . Il confronto dialettico con l’artista ha chiarito il ruolo che la sua opera ha nella mostra e l'ampiezza di riferimenti formali, iconografici e culturali che contengono le sue opere». Gli studenti che hanno preso parte alla curatela della mostra sono: Davide Amata , Beatrice Bartolini , Kevin Bellò , Chiara Colmegna , Elena De Panfilis , Beatrice Formis , Caterina Frulloni , Costanza Nizzi , Ileana Noseda , Andrea Padova , Angela Perletti , Mattia Savia , Andrea Telesca , Alessandro Tonini , Carla Tozzi , Anna Vardabasso .

 

Musei: prezzi bassi, accessi alti

Il museo è un’istituzione che è arrivata intatta ai nostri giorni. Secondo l’articolo del codice dei beni culturali e del paesaggio oggi è una "struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio". Se ne è parlato alla lezione inaugurale del dell'alta scuola Almed , diretta da Ruggero Eugeni , del Master di secondo livello in Museologia museografia e gestione dei beni culturali . Uno simile è stato adottato a Bologna dove dal 2006 tutti i musei comunali sono a entrata gratuita e dove i risultati sono eloquenti: dai 211mila ingressi fra marzo 2005 e aprile 2006 si è passati agli oltre 300mila di quest’ultimo esercizio». Uno dei problemi storici dei musei italiani sono i prezzi che uniti alle carenze strutturali hanno comportato un complessivo calo delle presenze negli ultimi anni. Come rilevato dallo studio del Touring Club Italiano sui 30 maggiori siti-musei archeologici italiani, il problema non risiede nei contenuti, perché sono numerose le opere di geni della pittura, scultura e scienze, bensì nelle risposte alle domande dei clienti. La scarsa attenzione al target delle famiglie e dei bambini è lampante ed emerge nei dati della ricerca: nei 30 maggiori siti-musei archeologici italiani solo tre hanno una nursery e solo sei hanno dei percorsi scientifici dedicati ai più piccoli.

 

Daverio e il sogno di un museo d’arte contemporanea a Milano

In Università Cattolica ricordiamo una sua piacevole e brillante apparizione quando, nel dicembre 2008, intervenne a presentare il volume di studi in onore di Luciano Caramel , Il presente si fa storia (Vita &; Pensiero, 2008). Al centro dell’incontro tra Caramel e Daverio si collocava un episodio di qualche anno prima, ricordato dallo stesso Daverio in quell’occasione e ripreso nel volume di cui sopra dalla studiosa Sara Fontana. Durante il periodo in cui Daverio è stato assessore alla cultura del Comune di Milano (1993-1997), infatti, l’ex-gallerista si rivolse proprio a Luciano Caramel per un progetto lungimirante, ma che rimase un’ipotesi senza seguito, nonostante abbia trovato una temporanea realizzazione in una mostra in Palazzo Reale nell’estate del 1996. Si trattava di dare un contributo fattivo alla possibilità di dotare Milano di un museo d’arte contemporanea, in quegli anni inesistente, e la proposta di Caramel e Daverio era stata di partire dalle collezioni, prima che dal problema della sede. Questa poteva essere anche realizzata attraverso la ristrutturazione di un palazzo esistente, come è successo poi con il Museo del Novecento, o in un nuovo edificio ad hoc, come sarebbe dovuto essere per il progettato museo di Libeskind, in seguito non realizzato. Tale progetto, infatti, può aver contribuito agli sviluppi successivi di una nuova geografia museale del contemporaneo, che nel nuovo millennio la città ha avviato. A suo modo, il coraggio inventivo di Daverio, con l’aiuto scientifico di Caramel, può aver contribuito a svolgimenti che in seguito hanno trovato, per altre vie e in altro modo, una loro attuazione, per quanto suddivisa fra molteplici soggetti.

 

Disabilità, tutta un’altra musica

Roma Disabilità, tutta un’altra musica In occasione della Giornata internazionale, Centro di Ateneo per la Vita e Policlinico organizzano, un convegno, una mostra d’arte e l’esibizione dell’Orchestra sinfonica “Esagramma”, composta da bambini afflitti da problemi psichici e disturbi specifici. Venerdì 2 dicembre si inizia con il convegno multidiciplinare “Vivere con una malattia rara disabilitante” che avrà inizio alle ore 8.30 nell’Aula Brasca del Policlinico Gemelli (largo A. Gemelli, 8). Il convegno sarà aperto dall’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, monsignor Claudio Giuliodori, dal presidente e dal direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” Giovanni Raimondi ed Enrico Zampedri, e dal Direttore del Centro di Ateneo per la Vita Massimo Antonelli. disabilita #malattie #arte #musica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Experiri, la mostra racconta il cammino

ottobre - 26 novembre 2019 Experiri, la mostra racconta il cammino Le opere di dodici artisti della scena contemporanea nell’allestimento curato da un gruppo di studenti del campus milanese dell’Ateneo 16 ottobre 2019 Dodici artisti della scena contemporanea italiana e internazionale presentano le loro opere negli spazi diffusi dell’Università declinando il tema del cammino. L’ Itinerario di Arte e Spiritualità è stato curato da un gruppo di studenti del campus milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Come nelle precedenti edizioni sono stati coinvolti nella cura e nello sviluppo della mostra gli studenti iscritti ai corsi di laurea in Scienze dei beni culturali, Archeologia e Storia dell’Arte e Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo. Nella parola Experiri è racchiuso tutto il senso della mostra: un percorso realizzato attraverso l’esperienza del cammino e ai frutti della conoscenza che questo porta, mostrando le infinite modalità in cui oggi si intende e si intrepreta questo viaggio. In mostra dodici opere create da artisti selezionati dalla scena contemporanea italiana e internazionale: Daniele Arosio, Marina Ballo Charmet, Ludovica Carbotta, Michele Ciacciofera, Federica Col, Tommaso Fraschini, Premiata Ditta, Dolores Previtali, Diego Randazzo, Arjan Shehaj, Massimo Uberti e Alec Von Bargen. Per coinvolgere ancora di più gli studenti, ma anche un pubblico più ampio, è stato ideato un workshop con il duo artistico Premiata Ditta al fine di realizzare un’installazione site – specific . Durante i quattro giorni di collaborazione gli studenti, insieme agli artisti, hanno fatto un’esperienza sensoriale, tracciando una mappa degli odori, nei luoghi di studio e di vita più frequentati, dalle aule di lezione ai cortili, al giardino dell’ateneo, per realizzare un archivio originale delle percezioni.

 

Fotografia, Letizia Battaglia in Aula Magna

brescia Fotografia, Letizia Battaglia in Aula Magna L’artista palermitana, nota soprattutto per le sue fotografie delle stragi di mafia degli anni di piombo, è tra i protagonisti della terza edizione del Brescia Photo Festival . Nel corso della sua carriera si è cimentata con la ritrattistica (famosi i ritratti delle bimbe di strada di Palermo), con il nudo, persino con la fotografia naturalistica. In dialogo con lei ci sarà Elena Di Raddo , docente di Storia dell’arte dell’Ateneo, e Renato Corsini, direttore di Brescia Photo Festival. Promosso da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Ma.Co.f. Saranno coinvolte anche le gallerie d’arte di Brescia, le librerie e le biblioteche con progetti sul tema: il festival vuole infatti essere anche un momento di festa per esplorare lo straordinario patrimonio artistico e architettonico del capoluogo lombardo e il suo territorio. La rassegna fotografica sarà un’importante occasione per valorizzare il patrimonio museale di Brescia. Pertanto il biglietto d’ingresso alle mostre allestite al Museo di Santa Giulia permetterà di accedere anche al complesso museale; viceversa il pubblico del museo, con una minima integrazione del biglietto, avrà la possibilità di visitare le nove mostre.

 

Fratello Sole, Sorella Luna, gli abiti del film allo stand della Cattolica

La cattolica al Meeting Fratello Sole, Sorella Luna, gli abiti del film allo stand della Cattolica In mostra i costumi di scena dei genitori di San Francesco d’Assisi. Parla la professoressa Maria Teresa Zanola. agosto 2019 I costumi di scena utilizzati per vestire i genitori di San Francesco d’Assisi nel film “ Fratello Sole, Sorella Luna ” di Franco Zeffirelli hanno impreziosito lo stand dell’Università Cattolica al Meeting di Rimini. A presentarli la professoressa Maria Teresa Zanola , docente di Lingua francese alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, e don Davide Milani , presidente Fondazione Ente dello Spettacolo. Gli abiti della Fondazione Cerratelli di Pisa sono un assaggio dell’intera collezione, e rappresentano l’incontro tra la sapienzialità artigiana che seppe realizzare grazie a Danilo Donati questa stupenda produzione per raccontare la vita di Francesco. meeting #costumi #cinema #arte Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Ibridare per divulgare

L’incontro ha messo in luce aspetti rilevanti della nostra epoca: a partire dall’ibridazione dei mezzi di comunicazione che creano contenuti destinati a più piattaforme, per poi volgere su come la cultura debba investire su queste contaminazioni. L’apertura di un canale basato unicamente su contenuti culturali, era una scommessa: analisi di mercato alla mano, tutto era contro la riuscita di un progetto del genere. Per questo motivo, Pisoni ha capito che l’unico modo per poter avere un discreto successo era investire su contenuti che avessero una forte identità. Identità che è stata data da due scelte strategiche importanti: puntare su persone in grado di trattare argomenti culturali e artistici sul web con un discreto seguito, e coinvolgere micro-comunità di appassionati riguardo ad argomenti culturali molto specifici. Pisoni ha raccontato che questo era il punto su cui volevano insistere: “Creare un canale che si mischiasse con la vita culturale reale che trovi per le strade, quando esci di casa”. Una scelta vincente che ha prodotto un successo inaspettato per il canale di Sky e che dopo 7 anni ha portato SkyArte anche nel mondo cinematografico: molti dei documentari, realizzati in collaborazione con Sky, hanno riempito le sale dei cinema di tutto il mondo, ottenendo ottimi incassi. Alla luce di questo successo, viene da chiedersi se in fondo la cultura sia un settore lontano da queste ibridazioni oppure se non sia il caso di ibridarla per riportarla alla sua massima bellezza.

 

Il diritto? Un’opera d’arte

MILANO Il diritto? Un’opera d’arte La storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Lunedì 16 gennaio a Milano la presentazione di un volume curato dalla professoressa Lauretta Maganzani 13 gennaio 2017 Per molti è solo un insieme di norme, leggi e regolamenti. A testimoniarlo un’interessante e originale iniziativa editoriale raccolta nel volume dal titolo L’arte racconta il diritto e la storia di Roma (Pacini Editore, 2016), curata dalla professoressa Lauretta Maganzani , docente di Diritto romano nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’autrice per la prima volta mette insieme la storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Così il lettore è accompagnato in un itinerario storico, giuridico e artistico appassionante e coinvolgente, capace di svelare le radici più profonde della cultura occidentale, ma anche delle sue più perverse degenerazioni. Le conclusioni del dibattito, moderato da Stefano Solimano , direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche , sono affidate all’autrice del volume. Alla realizzazione del libro hanno collaborato: Virginia Maria de Capitani , Edoardo Caglio , Davide Canzano , Stefano Didoni , Andrea Fogliani , Lucia Frattini , Maria Sofia Gasperini , Gabriele Giovannetti , Luigi Regazzoni , Irene Zappa .

 

Il grande affare dell’arte

Milano Il grande affare dell’arte Il mercato dell’arte contemporanea ha subito un incremento del 1000%, aumentano gli spazi espositivi privati, le vendite online sono triplicate rispetto al 2015: la gestione economica dei patrimoni artistici è un nuovo business? La parola agli esperti. Ma ciò che è più è interessante è l’incremento del 1000% nel mercato dell’arte contemporanea . Da Asia e Africa arrivano nuovi collezionisti dotati di grandi capitali ma anche artisti: basti pensare che a Londra si è tenuta la prima fiera di arte contemporanea africana». Si tratta, come spiega Patrizia Misciattelli delle Ripe , di un’agenzia specializzata «che tiene sotto controllo in maniera olistica, con lo scopo di evitare distribuzioni, asset class reali, asset class finanziari e valori intangibili come il capitale umano e relazionale: vero cemento e collante per l’identità di una famiglia». Secondo la presidente dell’Associazione Italiana Family Officer (Aifo) le distribuzioni di capitali, soprattutto liquidi, sono da evitare: «Come ci insegna la fisica, i liquidi sembrano abbastanza facili da dividere, ma sono altrettanto facili da far evaporare». Le fa eco Antonella Negri-Clementi , presidente e Ad di Global Strategy, che auspica un futuro in cui «l’opera d’arte sia vissuta da più persone accrescendone il valore» e ne suggerisce l’uso come asset finanziario a garanzia di strumenti finanziari. L’iniziativa di oggi ha ancor più senso perché organizzata a Milano, un centro molto interessante per sviluppo economico e opportunità» ha detto il professor Luigi Campiglio , docente di Politica economica alla facoltà di Economia , nel suo saluto.

 

Il medico secondo gli artisti

ROMA Il medico secondo gli artisti Nella hall del Gemelli la mostra "Curare e Guarire, occhio Artistico e occhio Clinico", promossa da studenti e laureati della facoltà di Medicina, ha messo in evidenza il punto di vista dell’arte sul rapporto con la persona malata. dicembre 2015 Dal 13 al 22 novembre i visitatori del Policlinico A. Gemelli sono stati accolti dalle esperienze artistiche di numerosi pittori (tra i quali Rembrandt, Chagall, Matisse e Van Gogh). In particolare questo itinerario mette al centro un metodo, quello dell'arte, troppo spesso accantonato a favore del, pur imprescindibile, metodo scientifico. È stata l’occasione per scoprire come gli artisti hanno raccontato l’esperienza della malattia e di riflettere come dentro al mistero della sofferenza possa nascere l’opportunità di un rapporto umano pieno. Attraverso le opere d’arte si comprende meglio come la risposta agli occhi lucidi di una bambina malata sia necessariamente più grande dei soli farmaci antitubercolari, si comprende come insieme al bisogno di guarire sia insito nel sofferente un più ampio bisogno di cura. Nel corso dell’incontro inaugurale della mostra gli studenti hanno avuto modo di conoscere meglio l’esperienza di Gemelli Art (Advanced Radiation Therapy) grazie alla testimonianza di Vincenzo Valentini , docente di Radioterapia. Durante l’inaugurazione Giorgio Bordin , curatore della mostra, ha offerto la chiave di lettura che lega queste opere: l’occhio artistico è la possibilità di uno sguardo che abbraccia la totalità della persona.

 

Il ponte di Christo diventa tesi

Brescia Il ponte di Christo diventa tesi Sara Ribola , studentessa della sede di Brescia, che vive a Montisola, studierà i risvolti in termini di valorizzazione delle risorse umane di The floating piers , l'opera che per quindici giorni ci farà camminare sulle acque del lago d’Iseo. by Antonella Olivari | 17 giugno 2016 Per quindici giorni sarà al centro dell’attenzione mondiale per The floating piers, l’opera di Christo che ci farà camminare sulle acque del lago d’Iseo, unendo la terraferma a Montisola. Ed proprio sull’isola più grande dei laghi europei che vive Sara Ribola , studentessa della laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane alla sede di Brescia dell’Ateneo, che all’opera dell’artista bulgaro-americano dedicherà la sua tesi di laurea. Sono 500 sono i lavoratori assunti a tempo determinato per l’occasione: 170 sono bagnini, senza contare il personale coinvolto nel montaggio dell'opera e l’azienda che ha prodotto i pannelli che formano la passerella. L’opera consentirà al pubblico di passeggiare sulle sponde e sulle acque del Sebino, attraverso una passerella di 5,5 km - i primi 2,5 sulla terra ferma, 3 galleggianti sull’acqua - che collegherà la località di Sulzano a Monte Isola, per giungere all’isolotto di San Paolo. Il tutto, dopo due anni di progettazioni e test di fattibilità e 15 milioni di euro di costo, realizzato con 70.000 metri quadrati di scintillante tessuto arancione, adagiato su una sequenza modulare di pontili galleggianti, larghi 16 metri ciascuno e costruiti con 200.000 cubi di polietilene ad alta densità e altrettante viti giganti. Tra gli interventi più celebri, ricordiamo l’imballaggio del Pont Neuf di Parigi (1975-85), quello del Reichstag di Berlino (1971-95), l’impacchettamento della statua di Vittorio Emanuele in piazza della Scala a Milano (1970) o quello di 11 isole nella baia di Byscaine, a Miami, in Florida (1980-83).

 

In Cattolica l’arte di Krzystof Wodiczko

MILANO In Cattolica l’arte di Krzystof Wodiczko In occasione della performance multimediale Them and us , allestita al Parco del Sempione per dare voce agli immigrati ospiti della Casa della Carità, sabato 8 giugno l’artista polacco ha incontrato gli studenti del master in Arts Management 01 luglio 2019 Them and us . È il titolo dell’azione performance progettata dall’artista di origine polacca, ma operante da anni negli Stati Uniti, Krzystof Wodiczko , che è stata esposta nell’area del Teatro Burri di Parco del Sempione, in occasione della Milano Photo Week, il 6, 7 e 8 giugno . Nel segno di una riflessione sul carattere dell’iniziativa e sull’argomento al centro dell’attenzione, l’Università Cattolica ha ospitato sabato 8 giugno una conversazione con lo stesso Wodiczko . L’incontro è stato promosso dal master in Arts Management dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che intende formare persone in grado di promuovere forme di gestione e valorizzazione dell’arte nelle sue varie forme e attraverso i diversi canali in cui ciò avviene. Krzystof Wodiczko, nato a Varsavia nel 1943, docente nella Harvard Graduate School of Design di Cambridge, Massachusetts, definisce da sempre la propria attività in termini di partecipazione alla vita pubblica. In molti casi la sua attenzione si è concentrata su edifici e monumenti di cui ha riletto la portata storica, per trasformarli in luoghi di incontro e di dialogo. Questi interventi si sono esplicitati attraverso la proiezione su edifici di video e immagini che ne invertono il significato, andando a problematizzare il significato dei monumenti, per smascherarne la retorica e, nello stesso tempo, dare voce e volto a presenze trascurate.

 

In mostra l’eclettismo di Piero Dorazio

Con i compagni di “Forma 1” nel 1947 si è affermato tra gli autori che si collocano sul versante di un “formalismo” in direzione astratta, una formula espressiva che troverà modo di esplicarsi nelle molteplici direzioni in cui l’artista si è mosso nelle diverse fasi della sua produzione. La sera di giovedì 26 settembre, a conclusione della prima giornata del convegno, nella sede di Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo di piazza della Scala sarà inaugurata l’esposizione monografica Piero Dorazio. Forma e Colore : una selezione delle opere di Dorazio appartenenti alla collezione Intesa Sanpaolo, completata dall’ospitalità di un’opera della Collezione Prada, Allaccio A, eseguita nel 1966, e che fa da punto di connessione fra due momenti della pittura di Dorazio degli anni Sessanta. Si partirà giovedì 26 settembre alle ore 9.00 nell’ Aula Bontadini dell’Università Cattolica (largo Gemelli, 1 – Milano), con i saluti di Angelo Bianchi , preside della facoltà di Lettere e Filosofia Università Cattolica, di Mirko Orsi , presidente dell’Archivio Piero Dorazio Milano, di Francesco Tedeschi , docente di Storia dell’arte contemporanea. Parteciperanno Francesco Tedeschi, docente di Storia dell’arte contemporanea, Elisabetta Cristallini , docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università della Tuscia, Stefano Setti , dottorando all’Università Cattolica, Valentina Sonzogni , direttrice dell’Archivio Piero Dorazio Milano, Adachiara Zevi , architetto e storica dell’arte. IL CENTRO DI RICERCA SULL’ARTE ASTRATTA IN ITALIA Il Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Cattolica ha dato vita al Centro di Ricerca sull’Arte astratta in Italia (CRA.IT), sotto la direzione del professor Francesco Tedeschi . Il Centro promuove studi sulle vicende dell’astrattismo tra le due guerre e nel secondo dopoguerra, nel segno di una tradizione di ricerca che vede nel lungo lavoro svolto da Luciano Caramel - per molti anni docente in Cattolica - un imprescindibile punto di riferimento.