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Coronavirus, serve un Piano Delors/Draghi

Dato il recente nulla di fatto dell’Eurogruppo un cambiamento di rotta avrebbe richiesto l’Eurosummit dei capi di Stato o di Governo a 19 dell’Eurozona e non quello odierno della Ue a 27. Si parla inoltre di un Piano Marshall per la ricostruzione, mentre si dovrebbe parlare di un Piano Delors/Draghi, almeno per chi conosce la storia della costruzione europea. EuroRescueBond e EuroUnionBond Sullo sfondo rimane anche l’uso del Mes (Meccanismo europeo di stabilità) per emettere “Coronabond” al fine di fronteggiare le urgenze di singoli Stati dell’area euro. Al proposito ho più volte segnalato possibili rischi rivenienti da uno Statuto molto rigido, sia per le condizioni prescritte ai fruitori del sostegno, sia perché prima di appellarsi a strumenti è bene sapere come funzionano, sia ancora perché le decisioni del Mes vengono prese alla unanimità degli Stati sottoscrittori. I due EuroBond sono complementari e riguardano anzitutto l’Eurozona perché su questa incide la politica della Bce. Tratto qui degli EuroUnionBond perché senza una immediata e forte attenzione all’economia reale (anche in relazione alle prospettive di “ri-continentalizzazione“) diventerà difficile evitare spaccature all’interno dell’Eurozona. La strategia degli EuroUnionBond non esonererebbe l’Italia da un miglior controllo dei suoi conti pubblici, ma se riuscissimo a far crescere di più il nostro Pil l’aggiustamento diverrebbe meno faticoso. continua a leggere su Huffingtonpost] * professore emerito di Economia politica all’Università Cattolica, fondatore e attualmente presidente del Consiglio scientifico del Cranec (Centro di ricerche in Analisi economica), presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei #europa #coronavirus #investimenti #bce Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Draghi lascia la Bce, in Cattolica l’ultimo discorso pubblico

HONORIS CAUSA Draghi lascia la Bce, in Cattolica l’ultimo discorso pubblico Il presidente della Bce ha concluso il suo mandato. Domenica a "In 1/2 in più" gli studenti di Economia ospiti di Lucia Annunziata 25 ottobre 2019 Con la conferenza stampa di giovedì 24 ottobre Mario Draghi ha formalmente concluso il suo mandato da presidente della Banca centrale europea. Al suo posto l’ex presidente del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde che è stata designata lo scorso 2 luglio e che entrerà ufficialmente in carica venerdì 1° novembre. Venerdì 11 ottobre l’Università Cattolica ha avuto l’onore di ospitare il suo ultimo intervento pubblico da presidente Bce in occasione della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in Economia . Fra poche settimane si concluderà il mio mandato di presidente della Banca centrale europea – aveva detto durante la sua lectio in un’Aula Magna gremita - ed è un’occasione per sollevare lo sguardo dalle incombenze quotidiane, per riflettere sull’esperienza fatta nella speranza che le lezioni apprese possano essere utili per altri». E proprio sugli anni di Mario Draghi alla guida della Bce si parlerà nella puntata di Mezz’ora in più di domenica 27 ottobre (Rai3, ore 14.30) che avrà come ospiti gli ex ministri Pier Carlo Padoan e Giovanni Tria . Tra i protagonisti del programma di Lucia Annunziata stavolta anche cinque studenti della Facoltà di Economia della Cattolica: Enrico Cristoforoni, Stefano Trentani, Matteo Emaldi, Giorgia Zanetti e Michela Teani.

 

Bordignon nell’European Fiscal Board

MILANO Bordignon nell’European Fiscal Board Il docente di Scienza delle finanze della facoltà di Economia è l’unico italiano nominato dai cinque presidenti europei nel nuovo organismo indipendente che vigilerà sulla politica fiscale dell’Ue. L’organismo collettivo e indipendente sarà in carica per tre anni e s’inserisce in quel processo di riforma della governance dell’Unione monetaria, fissata nel 2015 nel rapporto dei cinque presidenti. Il primo è ragionare sulla corretta applicazione delle regole fiscali che l’Unione Europea, in generale, e i Paesi della moneta unica, in particolare, si sono dati per controllare le finanze pubbliche». Nel valutare il funzionamento delle regole e la loro applicazione il nuovo organismo può anche dare consigli su come queste possano essere migliorate sul fronte della trasparenza e dell’efficacia, che si riduce a causa di un serio problema di comprensione di queste norme da parte dell’opinione pubblica». Il secondo compito? «Nei suoi report annuali, che saranno pubblici, il Fiscal Board è chiamato istituzionalmente a dare anche una valutazione sulla “fiscal stance” dell’Eurozona, cioè sulla politica di bilancio complessiva dell’area. E il terzo obiettivo? «Uno dei risultati del progressivo rafforzamento delle regole fiscali (il cosiddetto Fiscal Compact) è stato l’introduzione in tutti i paesi di “fiscal council” indipendenti a sostegno della politica di bilancio; nel nostro Paese si tratta dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Quale sarà il traguardo da raggiungere? «La speranza è che questa istituzione dia una mano nel trovare un equilibrio più soddisfacente tra il rispetto delle regole fiscali in ciascun Paese, necessaria per gli Stati che hanno scelto la moneta unica, e i risultati in termini di politica fiscale complessiva.

 

Unione bancaria, cosa resta da fare

MILANO Unione bancaria, cosa resta da fare Al convegno di mercoledì 5 ottobre in aula Pio XI a Milano l’intervento di Ignazio Angeloni , membro del Supervisory Board della Banca Centrale Europea , e la presentazione del volume del professor Angelo Baglioni , un’analisi critica del processo europeo. settembre 2016 Un’analisi critica del processo di Unione bancaria europea. A Critical Assessment , che sarà presentato mercoledì 5 ottobre , alle ore 14.30 , nell’ Aula Pio XI della sede di Milano, nel corso del convegno Unione bancaria europea: problemi aperti . All’incontro parteciperà Ignazio Angeloni , membro del Supervisory Board della Banca Centrale Europea (Bce), l’organismo che prende tutte le decisioni di vigilanza sulle 130 banche di dimensione significativa nell’area euro. La presenza di un esponente della Bce ai massimi livelli consentirà di avere indicazioni su temi di rilievo, attualmente al centro del dibattito, cercando di capire cosa è stato fatto, e cosa resta da fare per assicurare una vigilanza rigorosa e uniforme sulle banche europee. E, ancora, di individuare quali sono le priorità che la Bce perseguirà nell’immediato futuro nella sua attività di vigilanza e quali sono le aree nelle quali è prevedibile un inasprimento degli interventi dell’autorità (coefficienti patrimoniali, gestione delle sofferenze, controllo dei rischi, stress test). Il libro di Angelo Baglioni , pubblicato quest’anno da Palgrave Macmillan, raccoglie un’esposizione critica dei tre pilastri su cui si fonda l’unione bancaria: la supervisione unica da parte della Bce; i nuovi strumenti di gestione delle crisi bancarie (risoluzione, bail-in); la assicurazione europea dei depositi, rimasta finora sulla carta.

 

Laurea honoris causa per Mario Draghi

milano Laurea honoris causa per Mario Draghi Il riconoscimento al presidente della Banca centrale europea Mario Draghi sarà conferito dalla facoltà di Economia venerdì 11 ottobre nell’aula magna a Milano. DIRETTA STREAMING DALLE ORE 11.20 02 ottobre 2019 Venerdì 11 ottobre Mario Draghi , presidente della Banca centrale europea, riceverà dall’Università Cattolica del Sacro Cuore la Laurea honoris causa in Economia . Ma con questo gesto l’Ateneo pone in risalto anche qualità e rilevanza della sua opera da governatore della Banca d’Italia e nel ruolo decisivo di presidente della Banca centrale europea. Venerdì 11 ottobre (ore 11.30) , dopo il saluto del rettore Franco Anelli, il preside di Economia Domenico Bodega leggerà le motivazioni con cui la Facoltà ha inteso attribuire, nel gennaio 2018, il riconoscimento accademico: «Mario Draghi ha contribuito in modo unico alla costruzione di un’Europa unita. Ha definito un piano dettagliato per completare e rendere sostenibile l’Eurozona, mantenendo vivo il sogno di un continente unito non solo dal punto di vista monetario ma anche politico, operando nel solco della tradizione dei padri fondatori dell’Europa moderna». Nel 1991 è nominato Direttore Generale del Ministero del Tesoro; il 29 dicembre 2005 diventa il nono Governatore della Banca d’Italia, e nel 2006 è Presidente del Financial Stability Board fino al 2011. Nel 2011 succede a Jean-Claude Trichet nella carica di Presidente della Banca Centrale Europea e dal giugno 2013 è Presidente del Gruppo dei governatori e dei capi della vigilanza (GHOS) presso la Banca dei regolamenti internazionali.

 
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