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Cibo universale, produzioni animali, custodia del creato

Piacenza Cibo universale, produzioni animali, custodia del creato In Università Cattolica Giornata di studio sul dopo Expo 2015. febbraio 2016 Un’importante Giornata di Studio dal titolo “Cibo universale, produzioni animali, custodia del creato” si è svolta presso l’Università Cattolica di Piacenza dedicata ai grandi temi del dopo Expo 2015. “Questa Giornata di studio – ha detto il prof. Bertoni – si spiega poiché la nostra, oltre ad essere una Università, è un’Università Cattolica e quindi è ovvio che, come studiosi, ci si assuma il compito di vedere le attività scientifiche alla luce di una deontologia di matrice cristiana”. Ecco dunque che anche temi come quelli proposti che ad una prima analisi potrebbero sembrare scarsamente omogenei, appaiono collegati. Infatti non si può parlare di cibo universale, senza considerare le fonti animali di cibo, così come i processi produttivi di cibo non possono prescindere dai rapporti – spesso conflittuali – con i sistemi naturali, dunque con la custodia del Creato. Significativa la relazione dal direttore dell’Istituto di Zootecnica, prof. Paolo Ajmone Marsan , su legame tra animali e religioni e i rapporti che hanno legato uomini e animali fin dalle origini. Nel pomeriggio, richiamati i principi ispiratori della Laudato sì , sono stati presentati i due libri scaturiti dal progetto 2011 per EXPO 2015 della Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi: “ Produzione e uso del cibo.

 

La bellezza degli avanzi: bucce d'uva e di pomodoro per sviluppare nuovi prodotti cosmetici e farmacologici

Obiettivo del progetto è la valorizzazione dei sottoprodotti e dei coprodotti di agricoltura e allevamento attraverso la messa a punto di protocolli ottimizzati di estrazione delle biomolecole che consentano di ottenere dagli scarti tal quali molecole d’interesse cosmetico e farmacologico (nutraceutico/dermatologico). Il settore agroalimentare costituisce un punto nevralgico e caratterizzante dell’economia della Regione Emilia-Romagna che data l’intensità della produzione agricola e agro-alimentare ha la disponibilità lorda specifica di scarti (massa di sostanza secca per km2) tra le più alte in Italia. L’estrazione chimica delle larve, svolta nei laboratori del DiSTAS con tecniche prevalentemente eco-compatibili, permette di ottenere principalmente antiossidanti e antimicrobici da fornire alle aziende partner. I residui di tutte le suddette fasi vengono successivamente lavorati per produrre energia (pirogassificazione) e ottenere materiale ammendante dei suoli, riducendo l’impatto ambientale e l’inquinamento e permettendo così di chiudere la filiera in modo circolare. La metodologia seguita nei nostri laboratori – spiega la responsabile delle attività di estrazione chimicha, dottoressa Lucrezia Lamastra – è una validissima alternativa all’estrazione dei composti da substrati di origine animale, con vantaggi economici e etici rilevanti. Ad oggi, i sottoprodotti della lavorazione dei prodotti vegetali nelle filiere agro-alimentari, parte rilevante del panorama regionale emiliano, sono indirizzati prevalentemente verso biodigestori per la produzione di energia, impianti di compostaggio oppure smaltiti come rifiuti indifferenziati, gravando quindi sui costi di produzione e sull’ambiente». In quest’ottica lo sviluppo di uno schema consolidato di bioraffineria degli scarti potrà garantire la produzione continuativa durante l’anno di composti chimici green contribuendo al riciclo e alla riduzione degli sprechi di materia prima».

 
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