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Una mucca sfamerà il mondo

piacenza Una mucca sfamerà il mondo Trasferire nelle razze più produttive, come la frisona, i geni di un bovino caraibico a rischio estinzione per renderle più resistenti al caldo. Sono due piccole razze bovine caraibiche poco produttive, che hanno una variante di un gene che conferisce un’elevatissima resistenza al caldo. Gli ultimi dati della Fao indicano che, nelle specie zootecniche, una razza su 10 è ormai estinta, e una su tre a rischio di estinzione. Se avessimo perso Carora e Senepol, non avremmo mai avuto a disposizione questo gene che può rivelarsi veramente utile per garantire il benessere e mantenere la produttività dei bovini da latte in caso di riscaldamento globale del pianeta». Questo traguardo è stato raggiunto grazie alle tecnologie “omiche” , che permettono di studiare in modo “olistico” i fenomeni biologici che determinano le caratteristiche degli organismi viventi . Così la genomica studia in parallelo tutti i geni di un organismo, la trascrittomica , l’espressione di tutti i geni; la proteomica studia tutte le proteine, la metabolomica tutti i metaboliti e l’ epigenomica le influenze ambientali sull’espressione dei geni. Le razze locali rappresentano una preziosa riserva di diversità, cioè di varianti genetiche uniche, utili anche per le razze più produttive e cosmopolite, quelle che sfameranno il mondo» aggiunge il professore.

 

Artrite psoriasica, un nuovo modello animale

Roma Artrite psoriasica, un nuovo modello animale Lo hanno realizzato i ricercatori della sede di Roma dell’Ateneo nell’ambito di una collaborazione internazionale. Il risultato è apparso sulla rivista The Faseb journal 01 luglio 2019 L’Università Cattolica – Sede di Roma nell’ambito di una collaborazione internazionale ha contribuito alla realizzazione del primo modello animale per lo studio dell’artrite psoriasica, una malattia infiammatoria che in Italia colpisce oltre centomila persone. Lo studio presenta un nuovo modello animale, unico nel suo genere, che ricapitola tutti gli aspetti dell’artrite psoriasica contemporaneamente (eritema, desquamazione ed ispessimento della pelle, degenerazione delle vertebre, ispessimento sinoviale e perdita di cartilagine articolare nel ginocchio), ottenuto attraverso modifiche genetiche (inserimento del gene “IL-23”, per l’interleuchina 23 proinfiammatoria). “L’importanza del nuovo modello – dichiara il professor Pola - si concretizza nella possibilità di aprire finalmente un varco nell’approccio terapeutico in particolare della degenerazione discale e dell’artrite della colonna connesse a questa patologia e, quindi, di poter migliorare la qualità di vita dei pazienti”. ortopedia #artritepsoriasica #biologia Facebook Twitter Send by mail Print LO STUDIO I topolini modificati geneticamente hanno sviluppato, già dopo una singola iniezione del gene, la malattia, con tutti i sintomi a partire dalle manifestazioni cutanee fino alle disfunzioni discali e articolari. Lo sviluppo di questi sintomi fa di questo topo l’unico modello animale di PsA esistente al mondo e il trattamento con anticorpi specifici per l’IL-17 ha dimostrato un miglioramento dei sintomi della patologia, rimarcando l’importanza del lavoro per quanto riguarda lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici. “La patologia ha da sempre necessitato di un robusto modello animale per essere studiata e questo lavoro, finalmente, rappresenta una vera e propria svolta nel campo della ricerca biomedica” - commenta Thoru Pederson , caporedattore del The FASEB journal.

 

Medicina Personalizzata, i nuovi Biotecnologi

Roma Medicina Personalizzata, i nuovi Biotecnologi Il corso magistrale in Biotecnologie per la Medicina personalizzata, che partirà nel prossimo anno accademico, sarà presentato lunedì 8 luglio nell’aula Brasca della Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS. Al battesimo del nuovo corso di laurea, le cui iscrizioni al test di ammissione sono aperte, mediante informazioni nel sito Internet istituzionale , interverranno, tra gli altri, Franco Locatelli (Presidente Consiglio Superiore di Sanità) e Alberto Spanò (Ordine Nazionale Biologi). Il nuovo Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie per la Medicina personalizzata, coordinato da Ornella Parolini , Ordinario di Biologia applicata all’Università Cattolica, nasce con l’obiettivo di formare la figura del nuovo biotecnologo, con competenze specialistiche avanzate, che oggi assume un ruolo chiave nella ricerca biomedica e nella Medicina traslazionale. I lavori del convegno saranno aperti, alle ore 14.00, da Rocco Bellantone , Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, Giovanni Raimondi , Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Lorenzo Cecchi , Direttore della Sede di Roma dell’Università Cattolica, e S. E. Mons. Alle ore 14.15 le introduzioni ai lavori di Ornella Parolini , Giovanni Scambia , Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, e Alberto Spanò (Ordine Nazionale dei Biologi). In particolare nel secondo anno di corso lo studente potrà scegliere tra due percorsi curriculari alternativi : diagnostico e terapeutico, mirati all’acquisizione delle rispettive competenze specialistiche per lo sviluppo e l’applicazione di nuove biotecnologie, comprendenti anche gli aspetti del marketing e dell’ambito regolatorio. Queste attività consentiranno agli studenti, selezionati tramite accesso a numero chiuso, di acquisire padronanza nell’utilizzo delle nuove tecnologie biomediche, in ambito diagnostico e terapeutico, nonché delle attività gestionali e dei riferimenti regolatori associate alla loro applicazione.

 

Piccole vibrazioni indolore potenziano i muscoli

Si tratta di una metodica che già trova applicazione clinica, ma il cui campo di azione si potrebbe espandere ulteriormente sia nella riabilitazione, sia nello sport. Si tratta del frutto del lavoro di ricercatori dell’Università Cattolica e Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS che, collaborando con altre Università e istituti di ricerca, hanno sviluppato una strumentazione e un metodo in grado di migliorare in modo molto rapido e del tutto non invasivo la performance motoria. “In questo studio – spiega il professor Filippi - abbiamo voluto testare gli effetti in un esercizio ad alta intensità, in grado di chiedere allo stesso tempo esplosività e resistenza. Migliorare entrambi, con lo stesso training è considerato molto difficile e richiede faticosi allenamenti di diverse settimane. “Negli Stati Uniti d’America questa metodica è indicata nelle linee guida, dal 2016, come ausilio per la spasticità nella fisioterapia tradizionale - rileva il professor Filippi -. In Italia e non solo, si utilizza con grande frequenza nelle patologie neurologiche (soprattutto nelle paralisi cerebrali infantili), nelle problematiche ortopediche, nel recupero della mobilità negli anziani. La metodica è in uso presso alcune ASL (Venezia-Mestre, L’Aquila-Sulmona, Latina, Prato, Cosenza), presso molte Onlus, alcune strutture ospedaliere convenzionate, numerosi centri privati”.

 
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