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Altis e Cattolica, accordo col Brasile

MILANO Altis e Cattolica, accordo col Brasile Il rettore Franco Anelli ha siglato un Memorandum of Understanding con l’Università Cattolica di Pelotas per favorire scambi di docenti e studenti, progetti di ricerca e iniziative di sviluppo territoriale. dicembre 2016 Programmi di scambi tra docenti e studenti undergraduate e graduate ; realizzazione di progetti di ricerca congiunti, iniziative di sviluppo territoriale. È quanto prevede il Memorandum of Understanding tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università Cattolica di Pelotas del Brasile, firmato martedì 29 novembre dai rettori dei rispettivi atenei, Franco Anelli e José Carlos Pereira Bachettini Jr . L’accordo di cooperazione internazionale tra le due istituzioni si inserisce nella più ampia collaborazione con il Sebrae, il Servizio Brasiliano di Sostegno alle Micro e Piccole Imprese, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo dell’imprenditoria locale e alla diffusione di una cultura imprenditoriale. Questa cooperazione, oltre a favorire la formazione di manager, consentirà di migliorare l’approccio alla soluzione di questioni economiche rilevanti per il Brasile, tra cui lo sviluppo dell’imprenditorialità locale e l’istruzione di base dei piccoli imprenditori», ha detto il rettore Bachettini. Dal 2012 l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica ( Altis ) forma esponenti del Sebrae attraverso percorsi e programmi didattici ad hoc, molti dei quali incentrati sulla conoscenza dell’universo italiano delle pmi, un modello imprenditoriale che ormai fa scuola in tutto il mondo. Alla firma del Memorandum erano presenti, tra gli altri, l’ambasciatore del Brasile in Italia Paulo Cordeiro de Andrade Pinto , l’arcivescovo metropolita di Pelotas Dom Jacinto Bergmann , l’ assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori .

 

Olimpiadi, quando la politica usa lo sport

È quasi fatta per l’Italia, quando l’intervento personale di Mussolini, evocato dal componente giapponese del Cio Yotaro Sugimura (peraltro sottosegretario della Società delle Nazioni), è decisivo per assegnare a Tokyo quella edizione, in cambio del benevolo atteggiamento giapponese in occasione dell’aggressione all’Etiopia. Il primo ministro italiano è il primo (e forse l’unico) leader politico a intervenire direttamente sull’assegnazione olimpica, giusto alla vigilia dell’appuntamento del 1936: i Giochi che si tengono a Berlino sono a loro volta i primi per i quali si era cominciato a parlare di boicottaggio. Il riconoscimento sancisce non solo il fatto che la creatura di Coubertin ha cercato di giocare fin dalla fondazione il gioco della grande politica internazionale, ma che lo sport – e dunque le sue istituzioni – è attore del sistema delle relazioni internazionali. La scelta della sede dei primi Giochi del primo dopoguerra premia gli alleati vincitori, così come quella della sede dei Giochi del secondo dopoguerra, per includere poi in entrambi i casi gli sconfitti: Berlino nel 1936 e Roma e Tokyo nel 1960 e 1964. Alcune atlete, ma anche alcuni loro colleghi uomini, hanno deciso di non parteciparvi e molte che andranno ai Giochi sono comunque preoccupate per le conseguenze di questa virus, che si contrae con la puntura di alcuni tipi di zanzara. Ma le malattie non scompaiono così come le preoccupazioni che suscitano» afferma il professor Roberto Cauda , direttore dell’Istituto di Clinica delle Malattie Infettive della sede di Roma dell’Ateneo e direttore del Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale ( Cesi ), che avevamo intervistato al momento della diffusione dell’ allarme Zika . Da non perdere tra i vari approfondimenti, quelli di Fabrice Hadjadj e la sua singolare interpretazione della nozione di “crescita illimitata”; di Dario Antiseri , che critica l’idea di un mondo secolarizzato e di Lucetta Scaraffia , che affronta la spinosa questione dell’utero in affitto.

 
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