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Fuori la bufala dal piatto

Piacenza Fuori la bufala dal piatto Le fake news del settore agroalimentare al centro di un evento organizzato dalla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali e promosso da Cremona Food Lab nell'ambito della Festa del Torrone 2017. Gli ingredienti sono stati infatti svelati durante il convegno “ Non beviamoci le bufale! Se le conosci le eviti: le false informazioni nell’agro-alimentare ” promosso da Cremona Food Lab lo scorso 24 novembre nell’ambito della Festa del Torrone di Cremona. A sottolineare l’importanza strategica dell’evento sono intervenuti il presidente della Camera di Commercio di Cremona, Gian Domenico Auricchio , e il vice sindaco di Cremona Maura Ruggeri , che hanno ricordato l’urgenza e l’attualità dell’argomento. Le bufale forniscono informazioni rapide, che colpiscono, e che sono molto più facili da capire dell'informazione scientifica. Oltre ai “ raw materials ” le fake news possono anche contare su un packaging funzionale e confezionato ad arte, quali una comunicazione accattivante ed enfatica che attacca e mina la fiducia che il consumatore pone nei confronti di due entità: le istituzioni e la scienza. Quindi attenzione! Non siamo solo utenti ma produttori di informazioni, anche se non le creiamo noi. Siamo corresponsabili delle informazioni che circolano . La “parola” è poi passata agli studenti di Sciente e tecnologie alimentari, sfidati a produrre video che rappresentassero il loro modo di intendere le fake news nell’agroalimentare: cacciatori di bufale crescono!

 

Razzante, un Giurì per l’informazione

MILANO Razzante, un Giurì per l’informazione Per il professore della Scuola di giornalismo la proposta di Grillo può essere ricevibile solo come provocazione a istituire un organismo composto da esperti del settore per vigilare sulle violazioni dei diritti della personalità e assicurare pluralismo. Quella di Beppe Grillo appare una proposta provocatoria» afferma il docente di Diritto dell’informazione alla Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica. Per frenare la disinformazione e per tutelare più efficacemente il diritto dei cittadini ad essere informati si potrebbe pensare di istituire un Giurì per la correttezza dell’informazione, incaricato di vigilare sulle violazioni dei diritti della personalità e di assicurare pluralismo e rispetto del principio di verità. E oltre ai giornalisti? «I colossi della Rete, pur non essendo editori, devono cooperare alla ripulitura della Rete da bufale e bugie, interagendo in maniera più puntuale con gli utenti e raccogliendo in maniera tempestiva le loro segnalazioni di notizie false. L’omologazione di verità e opinioni è un rischio serio che va combattuto con la valorizzazione delle competenze giornalistiche e degli spazi di discernimento della verità dei fatti e delle cose». Solo applicando i principi della deontologia giornalistica, in primo luogo la verità dei fatti e il rispetto della dignità umana dei protagonisti delle notizie, è possibile alimentare il circuito virtuoso della democrazia dell’informazione e assicurare che i media siano effettivamente al servizio del pubblico». Categorie come amore per la verità, pluralismo delle fonti, rispetto del contraddittorio, tutela delle diversità e dei diritti della personalità devono far parte del bagaglio che, al termine del biennio, ciascuno studente della scuola di giornalismo deve portare con sé nel suo percorso professionale.

 

Contro le bufale della rete

marzo 2016 di Pier Cesare Rivoltella * Dall’annuncio di Facebook sull’introduzione del bottone “non mi piace” alle ultime parole di Steve Jobs prima di morire, dalla fotografia dell’alba su Marte alle margherite mutanti di Fukushima. Una bufala è un’informazione fasulla, palesemente inventata, serve a condurre dove si vuole il destinatario, proprio come si fa con un bovino prendendolo per l’anello che gli è stato infilato nel naso. Il web ne è pieno, come di informazioni non verificate, o semplicemente di informazioni che non si possono ritenere tali. Di qui la necessità di imparare a selezionare quel che serve da quel che al momento non serve, ma che non per questo non potrà servire in futuro. Di qui discende la necessità di imparare a utilizzare e organizzare il tool dei preferiti sul proprio browser o, se intendiamo mettere a disposizione di altri navigatori il risultato delle nostre ricerche, di adottare sistemi che ci consentano di condividerli (come i già citati Delicious e Mendeley). Selezionando una parte del testo trovato, copiandola e incollandola nel browser, è possibile accorgersi se sia presente in altre pagine web e in che rapporto stia (di copia o di originale) rispetto a quelle pagine; - l’attendibilità dell’autore. Essere avveduti e consapevoli quando si naviga nel web alla ricerca di informazioni è una dimensione importante della Information Literacy , a sua volta parte del più ampio concetto di Media Literacy .

 
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