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Caregiver, un progetto per sostenerli

L’attività di cura e assistenza a carico dei caregiver familiari è aumentata sensibilmente a fronte dell’emergenza sanitaria: prima della diffusione del virus SARS-CoV-2 2 caregiver su 3 lavoravano; durante la pandemia il 50% ha ridotto o sospeso la propria attività. Il peso emotivo e pragmatico dei caregiver familiari è oggi più che mai in aumento e necessita di essere preso in carico e gestito - ha dichiarato la professoressa Guendalina Graffigna , Direttore del centro di Ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica e Direttore scientifico del Progetto Place4Carers -. Promuovere servizi volti a sostenere il coinvolgimento attivo e positivo (engagement) dei caregiver familiari nel processo di cura è una frontiera di ricerca scientifica e di intervento clinico urgente quanto sfidante: il progetto Place4Cares vuol essere un primo passo in questa direzione». Il progetto è nato, infatti, con l’obiettivo di dare voce ai caregiver familiari al fine di creare, in collaborazione con i servizi socio-sanitari territoriali, una ricetta comune che ha permesso di dare risposte concrete alle famiglie in difficoltà, offrendo percorsi di supporto integrati ed efficaci. La Valle Camonica è stata scelta come caso pilota per sviluppare il piano di azioni previste dal progetto, con l’obiettivo di intervenire a sostegno di caregiver familiari residenti in aree rurali caratterizzate da limiti nell’accesso ai servizi di assistenza. La professoressa Cristina Masella , Politecnico di Milano, ha definito il progetto Place4Careres: «Un esempio di buona pratica che ha dato spunti di innovazione nella direzione di un coinvolgimento diretto degli utenti nel design dei servizi di assistenza». L’obiettivo di Place4Carers fin da subito è stato quello di valorizzare le reti di supporto informale presenti sul territorio camuno, al fine di promuovere l’invecchiamento attivo e in salute delle persone nei luoghi di vita» - ha sottolineato il dottor Massimo Corbo , direttore di Need Institute.

 

Caregiver, ossatura invisibile e silenziosa del Sistema sanitario

La figura del caregiver familiare, del figlio o del nipote che presta assistenza al proprio genitore o al proprio nonno, costituisce oggi « l’ossatura invisibile e silenziosa del Sistema Sanitario Nazionale » . Con queste parole la professoressa Guendalina Graffigna , Direttore del centro di Ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica ha presentato il progetto Place4Carers , di cui è direttore scientifico. L’intento di Place4Carers , come ribadito mercoledì 18 novembre , in un webinar coordinato proprio dal centro di ricerca diretto dalla professoressa Graffigna, è quello di « convogliare la scienza con l’applicazione territoriale per disegnare nuove traiettorie di servizio » . La testimonianza più forte che emerge, è quella di chi afferma che « quando si è caregiver non si è nient’altro: né mogli, né padri, né figli, né fratelli » . Come spiega Roberto Messina, Senior Italia di FederAnziani , il 64% dei caregiver ha l’età dell’assistito, e il 28% sono i figli che molto spesso sono anche over 60 o 65 e altrettanto spesso più acciaccati dei loro genitori. Allora bisogna pensare a delle soluzioni innovative di assist living , delle coabitazioni anche perché la quota a carico delle regioni per l’assistenza nelle Rsa ogni anno diminuisce sempre di più, perché la coperta è quella ma aumentano gli anziani che ne hanno necessità » . Questa complessità di aspetti, sottolinea Camillo Regalia, direttore del Centro Studi sulla Famiglia dell’Università Cattolica , non fa che dare spessore all’evento che sottende l’intero compito dei caregiver : l’attesa della morte.

 
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