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Vieni fuori!

Parola del giorno Vieni fuori! A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Antonio Cecchini | 29 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vita non ha qui una connotazione astratta, ma è l’annuncio di un fatto: Gesù riporta in vita l’amico Lazzaro! Il cristianesimo non è un vago deismo. Gesù è Dio; è la Vita stessa. Non è un maestro che dimentica la vita dei suoi studenti, ma il Maestro che rinnova la loro vita. Non è uno stoico che vive nell’atarassia, ma piange per Lazzaro; senza però accodarsi alle vane condoglianze, alle vuote parole, al pensiero dominante. Egli è la Vita! Per questo ha il potere di gridare “Vieni fuori!” davanti a quella tomba; e la morte è costretta ad allentare la sua morsa.

 

Un miracolo che cambia la vita!

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 4, 43-54) Un figlio malato, un padre che non ha alternative in quanto umanamente possibili e va da “quel Gesù” che conosceva per sentito dire con la certezza che avrebbe potuto guarire il figlio. Un atto di fede totale sulla parola di Gesù ed un annuncio di salvezza che diventa realtà: tuo figlio vive! Ascolta "Un miracolo che cambia la vita!" su Spreaker. Al di là del miracolo è importante rilevare la storia di conversione di quest’uomo: l’angoscia per la possibile perdita del figlio e l’impotenza di fronte al progredire della malattia, lo mettono nella condizione di incontrare Gesù personalmente. Esce per cercarlo, per incontralo, per implorarlo, per ottenere ciò che sembra impossibile e nell’incontro con Gesù vive un’esperienza di fede così profonda che cambia la sua vita “e credette lui con tutta la sua famiglia”. Allora perché non fare come lui? Usciamo quindi per andare ad incontrare “quel Gesù” che forse ad oggi conosciamo solo per “sentito dire” o solo perché che ci è stato “insegnato”. Ci è offerta la possibilità di incontrarlo oggi con le nostre paure e smarrimenti, in modo autentico e lasciare che sia Lui a cambiare la nostra vita.

 

Riflessi del mistero

Parola del giorno Riflessi del mistero A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Marco Salvioli | 25 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Luca (Lc 1,26-38) Ascolta "Riflessi del mistero" su Spreaker. Nel meditare il racconto dell’Annunciazione la nostra mente viene visitata dalle immagini di alcune tra le opere più celebri della storia dell’arte in Occidente. Se in Cristo, infatti, il Dio invisibile si rende visibile e quindi rappresentabile, la Bibbia ci è stata donata affinché possiamo raffigurarci – secondo verità – la storia della salvezza. Non temiamo, quindi, di rappresentarci personalmente il mistero della salvezza, includendo noi stessi in Cristo.

 

Regolare i conti

Parola del giorno Regolare i conti A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by p. Enzo Viscardi | 17 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Siamo stati fermati bruscamente! Tutto quel tempo che pensavamo di non avere più, ci è offerto completamente, anzi quasi imposto, con tutto il suo peso e le sue potenzialità. Un tempo da vivere da soli e con gli altri in una intimità che lungi dall’essere fisica, ci apre ad una nuova coscienza di fratellanza; ci sentiamo precari e spinti ad avere uno sguardo di compassione ed amore gli uni per gli altri. È il tempo per regolare i conti con noi stessi e soprattutto con gli altri.

 

Essere ritrovati

Parola del giorno Essere ritrovati A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by G. De Vecchi | 14 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Il Vangelo odierno narra una storia affine a quella di ciascuno di noi. Racconto banale? Scontato? Eppure: succede “qualcosa” a uno dei protagonisti, che, però, coinvolge tutti. Che sprona, tutti, nessuno escluso, a mostrare fragilità e punti di forza, ribaltando proprio ciò che si considera debolezza e forza. “Qualcosa” che obbliga a fare verità su di sé, sulle relazioni. “Qualcosa”, in definitiva, che permette “di tornare in vita”, di “essere ritrovati”, di vivere le relazioni in pienezza e verità. Con Dio. “Qualcosa” cui possiamo affidarci con un sorriso di abbandono attivo e di speranza responsabile, per essere ritrovati (vv. 24.32).

 

Quale dialogo?

Parola del giorno Quale dialogo? A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Michele Aramini | 31 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 8,21-30) Gesù si trova ancora a dibattere con un gruppo di interlocutori che resistono alla sua parola. Il tema è la sua identità, affrontato qui sotto l'angolatura della sua morte ormai vicina. L'avvio della controversia è dato da una tesi iniziale per cui la sua scomparsa prossima susciterà una ricerca tra i suoi avversari. A riguardo troviamo un'affermazione molto forte, nei termini della minaccia di un giudizio: «morirete nel vostro peccato», cioè lontani da Dio perché non credere all'«Io sono» di Gesù significa negare che la realtà divina è manifestata in lui. Così facendo, la comunicazione tra loro e Gesù è impossibile. Sappiamo che in alcuni casi non è affatto sufficiente la disponibilità al dialogo, anzi in certe situazioni è solo l'occasione per creare ulteriori grovigli se non ferite più profonde.

 

Vorrei parlare con te

Parola del giorno Vorrei parlare con te A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Claudio Stercal | 22 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 9,1-41) Sorprende sempre considerare come, anche nel Vangelo di Giovanni, il Messia si riveli volentieri "parlando" con i suoi interlocutori. Prima con la donna samaritana: «Sono io, che parlo con te» (Gv 4,26); poi con il cieco nato: «È colui che parla con te» (Gv 9,37). Forse per noi non è facile "parlare" con Gesù, ma questa resta la strada per cercarlo. Prestando attenzione ai luoghi e ai momenti nei quali è possibile ascoltarlo: nel nostro cuore, nel creato, nel prossimo, nella Bibbia, nei sacramenti, nel suo Spirito. Anzi, illudersi di essere autosufficienti rischierebbe di farci perdere molto, persino l'incontro con Chi ama "parlare con noi".

 

Il dono dell’angelo

Parola del giorno Il dono dell’angelo A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Marco Salvioli | 19 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 1,16.18-21.24a) Per quanto appaia a volte monotona e ripetitiva, la vita ci pone di fronte ad eventi francamente imprevedibili che eccedono le consuete categorie interpretative, generatesi dall’incontro tra la nostra mente e la realtà. Anche quando ci disponiamo ad agire con giustizia, non possiamo farlo che entro i limiti di categorie che si sono formate all’interno di determinate relazioni interpersonali, di un ambiente culturale specifico, in un preciso periodo storico. La storia della salvezza procede secondo un disegno che oltrepassa i limiti categoriali attraverso i quali interpretiamo la realtà; solo un angelo in sogno ha potuto rivelare a san Giuseppe che il bambino atteso da Maria, evidentemente senza il suo concorso, veniva dallo Spirito Santo. E la vera grandezza di quell’uomo giusto consistette proprio nell’affidarsi a quella parola che gli offriva gratuitamente una luce che egli non poteva darsi da sé. La sacra Scrittura, lettera inviataci dallo Spirito Santo per guidarci alla salvezza, offre a ciascuno di noi quella stessa luce per interpretare quanto ci accade non solo in ordine agli utili schemi dell’esperienza e della scienza, ma anche secondo il manifestarsi della volontà di Dio. Fr. Marco Salvioli O.P.

 

Come te stesso

Parola del giorno Come te stesso A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Gaia De Vecchi | 20 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Marco (Mc 12,28b-34) Amare il prossimo “come se stessi” non rimanda solo a uno stile quantitativo. Anzi: ci invita pressantemente a uno stile qualitativo, definito, nel contempo, da distanza relazionale e da com-presenza percettiva. Distanza necessaria non solo a garantire il diritto alla differenza, ma anche il diritto di esistenza; che tutela la dignità e la responsabilità, onde evitare di cadere in forme simbiotiche o in qualche perverso “gioco delle colpe”. Com-presenza percettiva in cui la relazione (personale, sociale) sgorga dalla legittima e paritaria esistenza di ciascuno. E ci preserva da due forti tentazioni: quella di invidiare (in-videre) l’altro, oscurandone il volto; quella – speculare – del narcisismo, tesa a considerare sé stessi come unico criterio della relazione.

 

Lontani ma vicini

Parola del giorno Lontani ma vicini A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Renato Delbono | 21 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Luca (Lc 18, 9-14 ) Arroganza è il credere che tu stia così in alto da non aver bisogno di un orecchio incollato al terreno. Credersi in alto, distante, lontano da tutte quelle situazioni di limite, di fragilità. Un’illusione di onnipotenza che si manifesta nel non essere cosciente di sé, nel marcare la differenza “io non sono come gli altri uomini”. Il tempo in cui stiamo vivendo, è prova ed occasione! Ascolta "Lontani ma vicini" su Spreaker. Nel dramma di questi giorni di sofferenza, obbligati a tenere le “distanze”, ci accorgiamo che la distanza fisica non è quella del cuore.

 

Quel di più che serve per vivere

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 5, 17-19) VERSETTO: non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Il vangelo del giorno, in realtà, termina con un altro versetto che suona così: «se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». La trasgressione della legge rende minimi nel Regno dei cieli, dice Gesù; ma l’incapacità di superare la legge condanna a rimanere fuori. Il Vangelo ricorda che la giustizia non è la legge e che la vita non è il bios. Mentre ci sforziamo di non tralasciare nessuna indicazione sanitaria, non lasciamoci ingannare: il cristianesimo continui, come può, ad additare l’eccedenza, quel di più che serve a vivere e ad esser giusti. Il bene, oltre che praticato, deve essere voluto scelto; e la difesa del bios non può mai arrestare il dono della vita.

 

Nessuno genera se non è generato

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 5,31-47) “Nessuno genera se non è generato” (L. Giussani) Ascolta "Nessuno genera se non è generato" su Spreaker. E’ un tema centrale e ricorrente nel Vangelo di Giovanni, soprattutto nei capitoli dal 5 all’8 e che ritornerà nei discorsi dell’Ultima Cena (capp. La testimonianza di Cristo è innanzitutto quella del suo rapporto con il Padre, dell’essere generato e mandato dal Padre. Questo è il cuore della sua missione: che gli uomini conoscano Dio non come Mistero inarrivabile, ma come Padre misericordioso. Gesù ridesta continuamene il senso religioso dell’uomo, la sua dipendenza in tutto da Dio non come fatale sottomissione o vana pretesa di autonomia, ma come abbandono pieno di fiducia. Davanti a Cristo, il testimone del Padre, la nostra libertà può resistere e combatterlo o lasciarsi investire da una tenerezza che ci ridona il nostro vero volto: non servi ma figli, cioè liberi perché suoi.

 

Quel che veramente vogliamo

Parola del giorno Quel che veramente vogliamo A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Roberto Maier | 24 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 5,1-16) Ascolta "Quel che veramente vogliamo" su Spreaker. Mette i brividi perché risveglia un sentimento oscuro quello che connette la malattia alla colpa che noi, uomini moderni e razionali, abbiamo superato da tempo. No: il male non è colpa nostra, non c’è dubbio; e non è neppure colpa di Dio. Ma il male svela, domanda, impietosamente chiede conto di ciò che hai nel cuore, di cosa veramente vuoi. Il fianco aperto di Gesù in croce ci ha mostrato cosa il Signore ha nel cuore, che cosa ardentemente vuole: che anche noi desideriamo, finalmente, guarire. Facendolo, ha trasformato il suo momento più oscuro in una rivelazione, ha «trasformato la valle del pianto in una sorgente».

 

Parlare liberamente

Parola del giorno Parlare liberamente A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Federico Gallo | 27 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 7,1-2.10.25-30) «Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla». Tira brutta aria in Giudea, si desidera la morte di Gesù; lui deve restarsene in Galilea, finché – inesorabilmente – la festa delle Capanne non lo attrae a Gerusalemme, dove si reca di nascosto insieme ai suoi discepoli. Qui però non può tacere: si mette ad insegnare nel tempio, il Padre lo ha mandato per questo. Eppure il Padre ci invia per non tacere, per portare la luce, per compiere il nostro mandato di apostoli. Viene in mente il solerte coraggio di fra’ Cristoforo, che non teme di affrontare don Rodrigo nel «covile della fiera» per esortarlo a scegliere il bene rigettando il male: «Per amor del cielo, per quel Dio, al cui cospetto dobbiam tutti comparire».

 

La patria dei profeti

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Luca (Lc 4, 24-30) È saggio, a volte, guardare il mondo con gli occhi dei bambini. Una delle sue filastrocche, Il cielo è di tutti, inizia così: «Qualcuno che la sa lunga / mi spieghi questo mistero: / il cielo è di tutti gli occhi / di ogni occhio è il cielo intero». E conclude con una di quelle domande, apparentemente innocenti, che solo i bambini sanno fare: «Spiegatemi voi dunque, / in prosa o in versetti, / perché il cielo è uno solo / e la terra è tutta a pezzetti?». Una prospettiva che appare in sintonia con il Vangelo; per esempio con il brano di Luca 4,24-30 dove gli abitanti di Nàzaret, piuttosto che condividere l'amore di Dio che si manifesta senza confini, scelgono di cacciare via il loro concittadino Gesù e progettano persino di ucciderlo. Fossero anche una vedova di Sarèpta di Sidone o il comandante di un esercito straniero, Naaman il Siro. Colui che ha creato il cielo non sembra amare i confini.

 

Il pregiudizio

Parola del giorno Il pregiudizio A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Angelo Maffeis | 28 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Colui che ha suscitato entusiasmo, che è stato riconosciuto come profeta e messia, che dice una parola che nessun altro ha mai detto, è lo stesso che desta sospetto perché viene dalla Galilea e che si vuole arrestare per metterlo a tacere. L’evangelista Giovanni non si limita a raccontare una serie di fatti, ma mette allo scoperto il meccanismo del rifiuto di Gesù e della sua condanna, e vi vede il paradigma dell’incredulità di tutti i tempi. Prima di essere giudicato da Pilato, Gesù è stato vittima del pregiudizio che ha impedito di riconoscerne la missione e comprenderne l’identità. La gente e i capi del popolo concordano infatti sul principio che dalla Galilea non sorge profeta. E la suggerisce Nicodemo, traendola proprio dalla Legge di cui si fanno forti quelli che hanno già condannato Gesù.

 

Quale sete?

Gesù desidera conoscere, entrare in dialogo nella posizione di chi mendica: anche lui è un assetato come la donna. Questo “dammi da bere”, esprime la passione di Dio per l’uomo e vuole suscitare il desiderio del dono di quell’acqua che è eterna. Solo quest’acqua può estinguere la sete di bene, di verità, di bellezza. Solo quest’acqua donata dal Figlio, può dissetare i deserti dell’anima. Un tempo di arsura, come quello che stiamo vivendo, può essere un’occasione propizia per farci incontrare dal Signore e con Lui entrare nelle domande più profonde della nostra esistenza. “quale è la nostra sete”, “a quali pozzi ci abbeveriamo”.

 

L’adultera: un incontro che rimette in cammino

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 8,1-11) “Donna, dove sono?” Ascolta "L’adultera: un incontro che rimette in cammino" su Spreaker. Basta questa constatazione e lo sguardo pieno di misericordia e di amore di Gesù, per far sentire a quella donna, forse per la prima volta, che ha una dignità, che lei non è il suo peccato, che può cambiare vita e camminare su una strada nuova. Questa donna rappresenta tutti noi, “adulteri” davanti a Dio, traditori della sua fedeltà. Oggi isolati nelle nostre case come monaci possiamo percepire e stare con Dio. Un Dio povero che si prende cura della nostra fragilità. Non basta la sola scienza, è fondamentale contare sulla Grazia del Padre: Lui comprende la nostra tragedia, la nostra sete d’infinito, la nostra ignoranza e la nostra paura di morire. Perciò non siamo da soli ma con Dio, come l’adultera davanti a Gesù sperimentiamo la sua misericordia che ci spinge sostenuti dalla sua Grazia, a convertire la nostra libertà dal male al bene.

 

Messe d'Avvento su TV2000 in diretta dal Gemelli

Ogni giorno, dal lunedì al venerdì alle ore 8.30, saranno trasmesse in diretta su TV2000 (canale 28 del digitale terrestre) le celebrazioni eucaristiche dalla cappella San Giuseppe Moscati della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, in collaborazione con il Centro Pastorale dell’Università Cattolica e la Cappellania del Gemelli. Con questo appuntamento, di particolare vicinanza ai sofferenti, ai malati e alle loro famiglie, si aprono nella Sede di Roma gli eventi di preghiera, riflessione, condivisione e solidarietà in preparazione al Santo Natale. avvento #natale #tv2000 #centropastorale Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Fra Francesco, medico e diacono

Roma Fra Francesco, medico e diacono Sabato 4 novembre in Chiesa Centrale l’ordinazione diaconale di Fra Francesco Lo Presti, laureato della Facoltà di Medicina e chirurgia. by Francesco Lo Presti | 03 novembre 2017 Mi chiamo fra Francesco Lo Presti, frate minore della provincia San Bonaventura che abbraccia il territorio dell’Abruzzo e del Lazio. Il Ministero del Diaconato è il primo grado del Sacramento dell’Ordine ed è il Ministero del Servizio, il Ministero di Cristo Servo. Il Diaconato non è tanto una mia scelta quanto piuttosto la risposta a una proposta che il Signore Gesù mi sta facendo e mi dona di accogliere. Quello stesso amore lo iniziavo ad avvertire e sperimentare con i malati che incarnavano Gesù amore crocifisso che ama sino alla fine anche nella povertà e nella nudità. Tutto questo avveniva all’interno di un percorso francescano che avevo intrapreso e che gradualmente mi ha aiutato a guardare dentro la mia storia, il mio desiderio la presenza del Signore. Ho colto alla fine che il Signore mi chiamava a vivere come San Francesco, che non si mette solo dalla parte del povero, ma si fa esso stesso povero per amare e restituire tutto al Padre donandosi ai fratelli nell’umiltà.

 

Studenti nella terra di Gesù

Terrasanta Studenti nella terra di Gesù Un viaggio alla riscoperta del significato profondo della vita e delle radici della cristianità: è quello che ha proposto il Centro Pastorale dell’Ateneo a un gruppo di studenti delle sedi di Milano, Brescia e Roma. maggio 2019 di Salvatore Raia * Dal 4 all’11 Maggio si è svolto, come da ormai consolidata tradizione nel nostro ateneo, il pellegrinaggio in Terrasanta , organizzato dal Centro Pastorale della nostra Università. Una preziosissima e indimenticabile esperienza che ha coinvolto diversi studenti delle sedi di Milano , Roma e Brescia con l’accompagnamento degli assistenti pastorali don Daniel Balditarra e don Paolo Morocutti . Osservare un luogo andando quindi oltre il puro e semplice elemento sensibile, soffermandosi e riflettendo sulle bellezze dei paesaggi unici, degli edifici, delle chiese e delle meraviglie architettoniche visitate, cogliendone il contenuto più autentico e più veritiero. Forti, anche e soprattutto, di aver preso parte a un viaggio profondo, un viaggio intimo e al tempo stesso intensamente relazionale, un viaggio che cambia, un viaggio che è foriero indiscusso di occasioni di attenta riflessione sul senso stesso dell’esistenza e del dono di grazia della nostra vita cristiana. La Terrasanta è un dono prezioso, è un viaggio che bisogna assolutamente fare, sia se credenti sia se ancora in cerca di risposte. Parola di studente pellegrino! * Studente della facoltà di Medicina (Roma) #terrasanta #pellegrinaggio #centropastorale Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Opere di misericordia, impegni d’Ateneo

MILANO Opere di misericordia, impegni d’Ateneo Per iniziativa del Centro pastorale, un sito web raccoglie attività e ricerche che l’Università Cattolica, nel suo cammino giubilare, promuove e sostiene a testimonianza di queste pratiche della tradizione cristiana. febbraio 2016 L’idea era stata lanciata nella messa di apertura del Giubileo della misericordia nella sede di Milano dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori : accogliere l’invito di papa Francesco a riscoprire anche nel nostro Ateneo le opere di misericordia corporali e spirituali. Dovremo cercare di condividere la straordinaria ricchezza di queste opere, che dal punto di vista intellettuale, culturale e sociale, sono già ben presenti nella nostra comunità universitaria» affermava monsignor Giuliodori nell’omelia. La necessità e la bellezza di condividere storie di misericordia - confidava l’assistente ecclesiastico - mi è stata suggerita dall’incontro avuto di recente con due ricercatori chiamati dalle rispettive facoltà a diventare professori associati. Uno mi ha presentato il volume in cui raccontava il percorso, curato anche da una nostra équipe, di riconciliazione tra i familiari delle vittime delle stragi degli anni di piombo e i terroristi di allora. L’altro mi ha illustrato il progetto realizzato con un gruppo di lavoro del nostro Ateneo per un sistema di bond (in questo caso buoni) finalizzati alla creazione di cooperative e aziende per insegnare mestieri e dare lavoro ai carcerati. In queste pagine sono messe in evidenza attività e ricerche, che il nostro Ateneo promuove e sostiene, a testimonianza di ciascuna delle sette opere di misericordia spirituale e corporale.

 

Mercy In-sight, mostra nei chiostri

Milano Mercy In-sight, mostra nei chiostri Quindici artisti contemporanei espongono in Ateneo sul tema “La misericordia e le sue opere” per iniziativa del Centro pastorale in collaborazione con il dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte. ottobre 2016 Uno sguardo sulla misericordia nel tempo presente è al centro della mostra Mercy In-Sight. L’arte interpreta la misericordia nelle parole di papa Francesco , promossa dal Centro pastorale dell’ateneo in collaborazione con il dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte nel contesto delle iniziative per il Giubileo Straordinario “La misericordia e le sue opere”, e aperta al pubblico a partire dal prossimo 18 ottobre. L’esposizione è stata curata dalle docenti Cecilia De Carli e Elena Di Raddo e da padre Enzo Viscardi del Centro pastorale che hanno invitato gli artisti a dialogare con le loro opere partecipando al grande tema attualizzato dal Giubileo Straordinario indetto da Papa Francesco. La sfida che raccoglie Mercy In-Sight è quella di dialogare sul tema della Misericordia che nasce in ambito cristiano, dentro un dinamismo costruttivo di apporti, indispensabile passaggio ad ogni autentica e vitale crescita culturale e religiosa. Su queste basi si pone la preziosa collaborazione tra artisti, dottorandi e docenti dell’Ateneo, in primo luogo quelli della sezione Arte del Dipartimento di Storia, Architettura e Storia dell’Arte. In questo anno giubilare credo che al nostro Ateneo sia affidata una missione peculiare in coerenza con la sua storia e la sua identità: farsi promotore di una cultura della Misericordia offrendo approfondimenti, sviluppando confronti, condividendo testimonianze», spiega monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica.

 

Gemelli, Messe di Quaresima su Tv2000

Roma Gemelli, Messe di Quaresima su Tv2000 Diretta televisiva da mercoledì 14 febbraio a mercoledì 28 marzo alle 8.30 dal Policlinico Gemelli. E la domenica anche alle 10.00 su Rete4. quaresima #messe #tv2000 #centropastorale Facebook Twitter Send by mail Print.

 

In ricordo degli “Amici per la strada”

Roma In ricordo degli “Amici per la strada” Domenica 26 marzo nella Chiesa centrale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore una messa in memoria di Modesta Valenti e di tutte le persone senza fissa dimora come lei che hanno perso la vita in questi anni a Roma. aprile 2017 Più di 200 persone hanno partecipato alla celebrazione eucaristica in memoria degli “Amici della strada”, cioè di tutti coloro che sono stati conosciuti e amati nelle vie di Roma. All'iniziativa, promossa dalla Comunità di Sant'Egidio, hanno preso parte tanti studenti e numerosi amici senza fissa dimora e ospiti della Villetta della Misericordia, centro di accoglienza sito nel campus dell'Università. E lo ha sottolineato proprio nella quarta domenica di Quaresima, la domenica della letizia, quella gioia che proviamo per la Pasqua ormai vicina in cui il Signore risorto dona una luce nuova a tutte le cose. Grande è stata la commozione di tutti i presenti nel fare memoria di chi non c'è più, ma che continua a essere presente e vivo nel cuore e nella memoria di ciascuno. Quell’estate in pieno inverno è immagine dell'affetto e dell'amicizia verso chi non ha casa che tanti hanno vissuto durante l'inverno, durante l’ “emergenza freddo” ma non solo, e che hanno scaldato i cuori, vincendo indifferenza e solitudine con il dono di una mantello di protezione. Inoltre è stato consegnato a tutti un fiore, che con i suoi colori rappresenta la vita e con il suo profumo è simbolo di quella preghiera che si innalza al Signore perché nessuno sia più solo ma sia sempre abbracciato da quell'amicizia che rimarrà per sempre.

 

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