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Come il Covid cambia le migrazioni

Un lavoro di ricerca, rilevazione ed elaborazione di dati che, come ha fatto notare Direttore della sede bresciana Giovanni Panzeri, « non si è fermato nemmeno di fronte alle oggettive difficoltà generate dalla pandemia e dal lockdown, di fronte ai quali il CIRMiB non ha tirato i remi in barca. Nell’anno scolastico 2018/19 gli studenti stranieri nel complesso di tutte le scuole statali e non statali della provincia di Brescia sono stati a 33.053, pari al 18% degli studenti (con un incremento dello 0,2% sull’a.s. precedente). Brescia è la quarta provincia in Italia per numero di studenti immigrati - ha infatti evidenziato Paolo Barabanti , docente di sociologia dell’educazione - Un dato che acquista ancor più rilievo se si pensiamo che alle prime tre posizioni ci sono capoluoghi di regione come Milano, Roma e Torino. L’anno solare 2019 presenta una tenuta dei tassi di occupazione per la componente maschile, superiore tra gli stranieri (78,3%) rispetto agli italiani (74,3%) e tenuta anche dell’occupazione femminile (sebbene le donne straniere nella macro regione Nord-Ovest sono risultate meno occupate delle italiane - 61,5% per le donne italiane contro il 48,8% per le straniere). Nel 2019 La dinamicità delle imprese permaneva elevata: a Brescia il 17% dei titolari di imprese sono stranieri e di questi l’84% sono di origine extra-comunitaria. Inoltre, il mercato del lavoro nel 2019 ha fatto registrare in provincia di Brescia un totale di 194.119 attivazioni di rapporti di lavoro (di cui 31,3% a stranieri), a fronte di un numero simile di cessazioni: 190.775, di cui il 31.3% relative a stranieri. In totale, rispetto al 2018, vi è stato un calo del 4,5% di contratti avviati; ma, tra questi, i contratti avviati a stranieri sono calati solo dello 0,5% mentre sono aumentate del 2% le cessazioni dei rapporti di lavoro con stranieri.

 

Migrazioni, una collana open access

Qual è lo scopo della collana? Gli studi e le ricerche che ospitiamo, di sociologia e altre discipline politico-sociali e umanistiche, si pongono l’obiettivo di facilitare una comprensione dei processi migratori e delle società multiculturali. Leggere “dentro le migrazioni” significa non solo seguire le tradizioni teoriche ed empiriche più consolidate ma anche sviluppare nuovi metodi e approcci nella ricerca sul campo. Quali sono i temi che esplorerete in futuro? La Collana Inside Migration ospiterà quei contenuti che la comunità degli studiosi ci proporrà, a partire dai progetti in corso che il Cirmib realizza con diversi partners locali, nazionali e internazionali. Come dicevo all’inizio, la collana vuole dare voce anche a nuovi approcci nella ricerca sul campo, quindi, ad esempio, le ricerche partecipative, i nuovi approcci epistemologici, gli atti di workshop o convegni su temi emergenti, ecc. – specialmente se proposti da studiosi giovani, che vogliano mettersi alla prova. Tutte le proposte editoriali per i Quaderni, che possono essere inviate alla mail cirmib-bs@unicatt.it , saranno selezionate dopo una procedura double blind di valutazione con referee anonimi. E, attraverso di loro, ci rivolgiamo a studenti universitari, docenti, operatori sociali, politici, amministratori ecc. che devono prendere decisioni su come agire nei contesti immigratori. Inoltre, rispondendo ai criteri di open publishing, ormai divenuti un riferimento obbligato per chi fa ricerca coi fondi pubblici e comunitari, si vuole incentivare la pubblicazione di opere specialistiche, che con l’immensa possibilità di circolazione offerta dal web potranno diventare in breve tempo patrimonio di tutti.

 

Immigrati, torna l’annuario Cirmib

Accanto alla crisi del mercato del lavoro, le ricerche, contenute nell’Annuario 2010 del Cirmib della sede bresciana, testimoniano un tendenziale aumento di atteggiamenti discriminatori o xenofobi, che ostacolano l’accesso alle risorse e ai servizi per la popolazione straniera. In questo momento il Centro ritiene, quindi, cruciale affrontare il tema delle relazioni italiani e stranieri, stimolando una riflessione critica nella popolazione, in base a dati, fenomeni e progetti concreti, che si realizzano nel territorio, in particolare sul tema del lavoro. Si tratta di una convinzione in larga misura fondata sulla matrice cristiana, come ben ricorda la recente lettera pastorale di monsignor Luciano Monari , vescovo di Brescia. È opportuno sottolineare che si tratta di un progetto, qualcosa a cui tendere, proprio perché ciascuno di noi fatica nel far cadere barriere e pregiudizi e a sentirsi quindi parte di una grande famiglia di uguali nei diritti e nelle opportunità. Il Vescovo sottolinea come i movimenti dell’uomo da una terra all’altra siano antichi quanto l’uomo stesso, alla ricerca di condizioni migliori, ma non solo, spesso l’uomo si muove attratto dalla possibilità di allargare interessi e relazioni. La Lettera del vescovo di Brescia si chiude con un’esortazione a evitare o a impedire qualsiasi forma di discriminazione, un comportamento che «usa l’altro come fosse una cosa e finisce – per una specie di effetto-boomerag – per corrodere l’anima di chi lo compie». Le politiche discriminatorie, così come il tendenziale aumento di atteggiamenti xenofobi anche nella realtà bresciana, che ostacolano l’accesso alle risorse e ai servizi e le carenze di interventi di accompagnamento di soggetti particolarmente bisognosi di protezione come i rifugiati e i richiedenti asilo sono ben documentati nell’Annuario 2010 del CIRMiB.

 

Stranieri, studenti più bravi se la famiglia è coinvolta

ricerca Stranieri, studenti più bravi se la famiglia è coinvolta È quanto dimostra lo studio Families and Schools nell’ambito del progetto Erasmus + Project KA2 “ Parental Involvement of Foreign Families in School ”. Partecipano, insieme alla sede di Brescia dell’Università Cattolica, l’ Università di Lleida e l’Université de Luxembourg, l’IC di Adro e l’Ufficio scolastico territoriale di Brescia . L'obiettivo principale del progetto è quello di analizzare l'integrazione, la comunicazione e il coinvolgimento delle famiglie di origine straniera nelle scuole, in modo da poter individuare e realizzare proposte di trasformazione per neutralizzare lo svantaggio che spesso colpisce le famiglie con questo profilo (inclusione sociale delle famiglie). Considerando che un maggiore coinvolgimento delle famiglie influenza anche il rendimento scolastico, il progetto è strutturato anche per aiutare a prevenire l'abbandono prematuro della scuola, oltre a consentire la riduzione degli svantaggi socioculturali che colpiscono una percentuale significativa di alunni di origine straniera. Per raggiungere questo obiettivo si tenta di migliorare la formazione dei professionisti per aiutarli ad affrontare questa situazione e fornire loro le conoscenze e le strategie per favorire la comunicazione e il coinvolgimento delle famiglie nell’educazione dei loro figli. Si parte dall'idea che l'integrazione e il coinvolgimento di tutti gli attori nel sistema formativo generino benefici per le famiglie, gli alunni, il personale e l’Istituzione scolastica in generale. Proporre una riflessione su scala internazionale attorno al Parental Involvement nella scuola , attraverso il contributo di più discipline di studio: sociologia, psico-pedagogia e analisi economica delle Politiche pubbliche.