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Stranieri, studenti più bravi se la famiglia è coinvolta

ricerca Stranieri, studenti più bravi se la famiglia è coinvolta È quanto dimostra lo studio Families and Schools nell’ambito del progetto Erasmus + Project KA2 “ Parental Involvement of Foreign Families in School ”. Partecipano, insieme alla sede di Brescia dell’Università Cattolica, l’ Università di Lleida e l’Université de Luxembourg, l’IC di Adro e l’Ufficio scolastico territoriale di Brescia . L'obiettivo principale del progetto è quello di analizzare l'integrazione, la comunicazione e il coinvolgimento delle famiglie di origine straniera nelle scuole, in modo da poter individuare e realizzare proposte di trasformazione per neutralizzare lo svantaggio che spesso colpisce le famiglie con questo profilo (inclusione sociale delle famiglie). Considerando che un maggiore coinvolgimento delle famiglie influenza anche il rendimento scolastico, il progetto è strutturato anche per aiutare a prevenire l'abbandono prematuro della scuola, oltre a consentire la riduzione degli svantaggi socioculturali che colpiscono una percentuale significativa di alunni di origine straniera. Per raggiungere questo obiettivo si tenta di migliorare la formazione dei professionisti per aiutarli ad affrontare questa situazione e fornire loro le conoscenze e le strategie per favorire la comunicazione e il coinvolgimento delle famiglie nell’educazione dei loro figli. Si parte dall'idea che l'integrazione e il coinvolgimento di tutti gli attori nel sistema formativo generino benefici per le famiglie, gli alunni, il personale e l’Istituzione scolastica in generale. Proporre una riflessione su scala internazionale attorno al Parental Involvement nella scuola , attraverso il contributo di più discipline di studio: sociologia, psico-pedagogia e analisi economica delle Politiche pubbliche.

 

Immigrati, torna l’annuario Cirmib

Accanto alla crisi del mercato del lavoro, le ricerche, contenute nell’Annuario 2010 del Cirmib della sede bresciana, testimoniano un tendenziale aumento di atteggiamenti discriminatori o xenofobi, che ostacolano l’accesso alle risorse e ai servizi per la popolazione straniera. In questo momento il Centro ritiene, quindi, cruciale affrontare il tema delle relazioni italiani e stranieri, stimolando una riflessione critica nella popolazione, in base a dati, fenomeni e progetti concreti, che si realizzano nel territorio, in particolare sul tema del lavoro. Si tratta di una convinzione in larga misura fondata sulla matrice cristiana, come ben ricorda la recente lettera pastorale di monsignor Luciano Monari , vescovo di Brescia. È opportuno sottolineare che si tratta di un progetto, qualcosa a cui tendere, proprio perché ciascuno di noi fatica nel far cadere barriere e pregiudizi e a sentirsi quindi parte di una grande famiglia di uguali nei diritti e nelle opportunità. Il Vescovo sottolinea come i movimenti dell’uomo da una terra all’altra siano antichi quanto l’uomo stesso, alla ricerca di condizioni migliori, ma non solo, spesso l’uomo si muove attratto dalla possibilità di allargare interessi e relazioni. La Lettera del vescovo di Brescia si chiude con un’esortazione a evitare o a impedire qualsiasi forma di discriminazione, un comportamento che «usa l’altro come fosse una cosa e finisce – per una specie di effetto-boomerag – per corrodere l’anima di chi lo compie». Le politiche discriminatorie, così come il tendenziale aumento di atteggiamenti xenofobi anche nella realtà bresciana, che ostacolano l’accesso alle risorse e ai servizi e le carenze di interventi di accompagnamento di soggetti particolarmente bisognosi di protezione come i rifugiati e i richiedenti asilo sono ben documentati nell’Annuario 2010 del CIRMiB.

 
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