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Famiglia-lavoro, basta retorica

Questo vuol dire che le famiglie si trovano soprattutto ad affrontare problemi legati alla cura degli anziani, specie se non autosufficienti» afferma il professor Riva, che coordina l’organizzazione della conferenza internazionale. All’interno delle aziende le politiche per la conciliazione sono poco diffuse, soprattutto in quelle più grandi, che hanno forza lavoro qualificata e che impiegano un’alta quota di lavoro femminile. Si dice che molta enfasi è posta sull’importanza della famiglia, ma i servizi dati alla famiglia perché eserciti questo suo ruolo di cura sono molto pochi. Se si guarda invece ad altri Paesi, come il Regno Unito, si vede che si è seguito negli anni un’altra tipologia di intervento, che è quella garantita dalle imprese». Quali sono i Paesi europei che gestiscono meglio la conciliazione? «Sul piano delle politiche pubbliche i Paesi del nord Europa sono oggetto di studio da 30 anni a questa parte. In che senso? «C’è stata la riforma per i giorni di congedo parentale concessi al padre: in gran parte dei Paesi europei c’è una quota di congedo parentale riservata per diritto al papà, talvolta è anche un obbligo che stia a casa. Incoraggia, inoltre, una riflessione critica sui temi dell’uguaglianza e della diversità con l’obiettivo di promuovere la diffusione di nuove politiche e pratiche, sia da parte dell’attore pubblico che delle organizzazioni e delle imprese del privato.

 

Mediazione, giovani giuristi in gara

Piacenza Mediazione, giovani giuristi in gara Cinque studenti della facoltà di Economia e Giurisprudenza del campus di Piacenza parteciperanno il 18 e 19 febbraio a Milano alla Competizione italiana sulla conciliazione che mette a confronto studenti di varie università italiane. febbraio 2016 Cinque studenti del corso di laurea in Giurisprudenza, Federico Basini , Costanza Bidetti , Brando Fornaciari , Noemi Marchesi , Pierpaolo Sarti (nella foto-selfie in alto, con la loro tutor) , rappresenteranno quest’anno la sede piacentina dell’Università Cattolica alla Competizione Italiana di Mediazione (Cim), in programma a Milano il 18 e il 19 febbraio. La Cim è una gara che mette a confronto studenti di varie Università italiane sui temi della mediazione e della conciliazione. La preparazione alla Cim ci ha già permesso di sperimentare in prima persona i risvolti pragmatici propri della mediazione» affermano i cinque studenti. La partecipazione alla competizione, poi, sarà sicuramente un’esperienza interessante, stimolante ma soprattutto utile, che ci permetterà di avere un confronto diretto con tanti altri studenti provenienti da diverse realtà universitarie. È stata presente agli incontri di simulazione organizzati con gli studenti anche l’avvocato Flavia Motti , mediatore accreditato presso gli organismi locali, assumendo in tale ambito appunto il ruolo del mediatore. Le tre professioniste hanno aderito all’iniziativa con grande interesse in quanto convinte che la cultura della mediazione vada divulgata e fatta apprendere, anche nei suoi aspetti applicativi, sin dal periodo universitario.

 
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