La tua ricerca ha prodotto 7 risultati per concilio:

Gallagher, le minacce alla libertà religiosa

milano Gallagher, le minacce alla libertà religiosa Il Segretario ai Rapporti con gli Stati della Santa Sede, nel convegno promosso dal Dipartimento di Storia dell’economia “Mario Romani”, analizza le sfide per un pieno riconoscimento, anche nel mondo occidentale, di questo diritto affermato dal Concilio. aprile 2017 Come ogni conquista - piccola o grande - della storia dell’umanità, anche l’affermazione dei diritti umani è il frutto di un percorso storico complesso, intessuto di vicende drammatiche e talvolta anche di veri e propri conflitti. Il progressivo maturare di una nuova sensibilità sul tema da parte della Chiesa è uno dei temi principali su cui si è concentrato il convegno Dalla Cristiada alle sfide dell’attualità. Il cammino della libertà religiosa , che si è tenuto in largo Gemelli lo scorso 30 marzo per iniziativa del Dipartimento di Storia dell’economia, della società e di Scienze del territorio “Mario Romani” e dell’Universidad Panamericana. È qui, infatti, che la Chiesa cattolica affronta la prima grande e sistematica persecuzione anticattolica del Novecento, a opera di un regime che consacra la sua ostilità radicale verso il fenomeno religioso nella “Costituzione di Querétaro”, di cui ricorre quest’anno il centenario. Negli anni della presidenza di Plutarco Elías Calles la volontà di applicare alla lettera il dettato costituzionale - che non riconosce personalità giuridica alla Chiesa sottoponendola a una serie di disposizioni apertamente vessatorie - è all’origine di una guerra civile, nota come guerra cristera o Cristiada (1926-1929). Secondo la professoressa «è importante rileggere in parallelo queste tre encicliche che avevano lo scopo di far fronte alle ideologie anticristiane del tempo, ma dove vi era però anche un ripensamento sulla capacità dei cattolici di incarnare la fede nel mondo contemporaneo, di vivere all’altezza dei tempi.

 

Concilio, in dialogo col mondo

La Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio», scriveva papa Montini nella terza parte dell’ Ecclesiam suam . Uno di questi - commentava Franceschini - dovrà diventare anche la nostra Università, che è stata, da sempre, definita, e sostanzialmente è un’opera della Chiesa nel campo della cultura: e segue quindi, nella sua storia, la storia della Chiesa». Il rettore indicava in particolare una strada per dare seguito a tutto ciò: «Uno studio attento e intelligente delle esigenze della cultura contemporanea, perché più fecondo possa essere il dialogo da aprire con essa». E questo perché «la Chiesa non ci chiede più soltanto testimonianze di singoli, ma la testimonianza di una vera comunità presente e operante come tale sull’intera superficie dei suoi impegni scientifici, culturali, educativi, formativi». Un impegno che sembra a prima vista lontano e disdicevole alle finalità alte e pure della ricerca scientifica, ma che è invece, a mio modo di vedere, non solo uno dei fini essenziali dell’Università Cattolica, ma suo preciso dovere. Si tratta di mettere la propria scienza a servizio del popolo, in un’opera sapiente e paziente di divulgazione che entri capillarmente in ogni vena delle attività individuali e sociali del nostro Paese». Il discorso di inaugurazione dell'anno accademico 1965-66 pronunciato dal rettore Ezio Franceschini l'11 dicembre 1965 nell'aula magna dell'Università Cattolica in largo Gemelli a Milano è pubblicato nel volume "Storia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

Concilio, il nuovo umanesimo

MILANO Concilio, il nuovo umanesimo L’evento conciliare ha affidato un compito straordinario alle discipline umanistiche e alle arti: quello di aprire un nuovo dialogo con il mondo. Intervista a Gilles Routhier VIDEO 05 giugno 2014 Un evento storico che è stato preparato da un lungo fermento nelle discipline umanistiche e che ha affidato loro un compito straordinario. Il Concilio Vaticano II, che ha fatto del dialogo con il mondo uno degli aspetti centrali del suo modo di leggere la presenza della Chiesa nella storia contemporanea, ha affidato un ruolo particolare alla cultura per la realizzazione di quello che i padri conciliari hanno definito “nuovo umanesimo”. A questa sfida la facoltà di Lettere e filosofia, sede tradizionale delle discipline umanistiche, ha dedicato dal 14 al 16 maggio un convegno che ha coinvolto tutti i suoi saperi. della Georgetown University Washington, DC – USA, e di Gilles Routhier , dell’Université Laval, Québec City QC, Canada, di cui proponiamo la nostra video-intervista, sono intervenuti molti professori ed ex professori della facoltà. Ma, secondo il preside, alle discipline umanistiche il Concilio riconosceva non solo un valore “tradizionale”, statico, quasi “archeologico”, si potrebbe dire, ma dinamico, attivo, di conoscenza e di sviluppo della realtà e dell’umanesimo contemporaneo. Al paragrafo 62 la Costituzione apostolica affermava: “Gli studi recenti e le nuove scoperte delle scienze, come pure della storia e della filosofia, suscitano nuovi problemi che comportano conseguenze anche per la vita pratica ed esigono nuove indagini anche da parte dei teologi”.

 

Il Concilio come evento editoriale

BRESCIA Il Concilio come evento editoriale Oltre che spartiacque nella storia della Chiesa, l’assise conciliare fu anche un punto di svolta per gli editori che puntarono sul dibattito teologico ed ecclesiale che lo accompagnò e ne seguì. Il caso delle bresciane Morcelliana e Queriniana by Mario Nicoliello | 10 maggio 2012 Un evento che ha segnato uno spartiacque nella storia della Chiesa, letto attraverso la produzione di due case editrici cattoliche bresciane. Il Concilio Vaticano II ha rinnovato la teologia e riformato la teologia, ma anche inciso sul modo di pubblicare le opere dei principali interpreti del pensiero cristiano nazionale e internazionale. Moderato dal direttore del dipartimento Gian Luca Potestà , il dibattito è stato animato nella prima parte dalle relazioni di Giovanni Vian , dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, su “Il Vaticano II nel conflitto delle interpretazioni” , e Maria Paiano , dell’Università di Firenze, sul tema “Dal movimento liturgico alla Sacrosanctum Concilium”. Con l’avvento del Vaticano II – ha osservato – ci fu una iniezione di rinnovamento, che portò la casa editrice a pubblicare sia le cronache dei lavori conciliari, sia i documenti ufficiali dell’assise, sia le opere dei principali protagonisti attivi del Concilio. In conclusione dei lavori, Massimo Marcocchi , già docente di Storia del Cristianesimo in Cattolica, ha ricordato alcuni importanti personaggi nella storia di Morcelliana e Queriniana. A cominciare da Romano Guardini, «che fu introdotto in Italia dalla Morcelliana, dopo tanti incontri che ebbe con lui in Germania Mario Bendiscioli».

 

Concilio, un ritorno al futuro

Nel bene e nel male, si è tornati a parlare di Concilio Vaticano II. Almeno tra le generazioni che l’hanno vissuto o tra chi nell’immediato post-concilio è cresciuto. Lo storico americano, almeno apparentemente, ha cercato di stare al di qua della polemica tra ermeneutica della rottura ed ermeneutica della riforma , cioè tra chi legge il Concilio come un normale momento di continuità nella storia della chiesa e chi lo legge come una svolta. La questione dell’evoluzione della dottrina è uno dei punti incandescenti del Vaticano II. «I papi – rileva come esempio il gesuita della Georgetown University - avevano ripetutamente condannato la separazione tra Chiesa e Stato e ora il Concilio lo proponeva come legittimo sviluppo. Tre modi per dire che ogni evento passato, Concilio compreso, presenta sia continuità che discontinuità con ciò che lo precedeva. Per questo motivo si parla di una ermeneutica della riforma , una parola che dall’XI secolo è utilizzata dalla Chiesa per indicare un cambiamento nel contesto di un’identità continua». Parole nuove di eguaglianza, di reciprocità, di interiorità, di cambiamento, di delega, esprimono un orientamento complessivo, una coerenza di valori e una prospettiva che differiscono sensibilmente dai concili precedenti. Il riconoscimento del carattere intertestuale dei sedici documenti finali è perciò un passo essenziale nella costruzione di un’ermeneutica del Concilio che possiede sia un’unità coerente sia un’integrità inviolabile».

 

Il Concilio è ancora una bussola

L’ascolto della Parola di Dio sta alla base di tutta la costruzione conciliare, e la Cosituzione Dei verbum è come l’ ouverture dalla quale sono suggeriti i temi sviluppati dall’intera opera musicale». Il Concilio ha rimesso nelle mani dei fedeli la Bibbia, e da allora si è sviluppata una vera e propria “infatuazione” per la sacra scrittura, che ha prodotto una nuova stagione di riscoperta dell’ascolto della Parola di Dio, sotto la guida dello Spirito. Documenti come la Unitatis redintegratio sull’ecumenismo, o la Nostra aetate sui rapporti con le religioni non cristiane, o la Dignitatis humanae sulla libertà religiosa e il rispetto della coscienza hanno tracciato la strada per la ricerca e la nostalgia di una fraternità universale. E gli stessi pubblici poteri sono riusciti ad andare oltre la difesa della “laicità negativa”, mettendo in campo una forma “positiva” che fa delle religioni «partner sociali e dà alla comunità confessionali il diritto di esprimersi nell’arena pubblica». Il Concilio non poteva in quel preciso momento storico prevedere la globalizzazione, la caduta delle ideologie, il rischio di scontro di civiltà, le sfide della bioetica, la bomba ecologica o la diffusa indifferenza religiosa dei nostri giorni. Citando la Costituzione Lumen gentium ha spiegato come il Vaticano II si sforzi di rendere la nostra comprensione della Chiesa più profonda e più “affettiva”. In questa chiesa intesa come mistero e non più solo come struttura gerarchica, il Concilio ha dato una nuova collocazione al laicato e gli ha affidato grandi responsabilità nella vita sociale e politica.

 

Lectio magistralis del cardinal Sandri

MILANO Lectio magistralis del cardinal Sandri Il prefetto della Congregazione per le chiese Orientali interverrà in largo Gemelli su “ Visione del Concilio Vaticano II circa le Chiese Orientali Cattoliche e sviluppi successivi ” e sulle competenze della Congregazione da lui presieduta. luglio 2016 La Congregazione per le chiese Orientali dopo il Concilio: è il tema della Lectio magistralis che il cardinale Leonardo Sandri terrà martedì 19 luglio alle ore 15 nella sala Negri da Oleggio dell’Università Cattolica a Milano. Il titolo della Lectio magistralis del cardinale è “ Visione del Concilio Vaticano II circa le Chiese Orientali Cattoliche e sviluppi successivi: le competenze della Congregazione per le Chiese Orientali, con alcune osservazioni sull’art. concilio #vaticano #chiesa #oriente Facebook Twitter Send by mail.

 
Go top