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Lo stato di salute dei corpi intermedi

milano Lo stato di salute dei corpi intermedi Un confronto sulla torsione plebiscitaria della democrazia e l’allontanamento dal modello liberale, pluralista, personalista e comunitario della Costituzione. Democrazia, economia e corpi intermedi ” (Il Mulino, 2019), condotta dal Centro di Ricerche in Analisi Economica (Cranec) in collaborazione con Fondazione Astrid e con il contributo di Fondazione Cariplo. Il libro sarà al centro di una riflessione a più voci proprio sui corpi intermedi, in programma venerdì 22 novembre alle 15.30 nella Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si confronteranno sul tema Franco Bassanini , presidente Fondazione Astrid, Alberto Quadrio Curzio , presidente Cranec, Giovanni Fosti , presidente Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti , già presidente Fondazione Cariplo, introdotti dagli interventi di Floriana Cerniglia e Filippo Pizzolato , rispettivamente direttore Cranec e docente di Istituzioni di diritto pubblico all’Università degli Studi di Padova. “Il mostro effimero” ha l’ambizione di sviluppare con l’ausilio dell’interdisciplinarietà un’analisi approfondita intorno allo stato di salute dei corpi intermedi e alle implicazioni sulla fisionomia e il funzionamento della democrazia. Il rischio che questa trasformazione reca con sé è quello di una torsione plebiscitaria della democrazia stessa e di un significativo allontanamento dal modello liberale, pluralista, personalista e comunitario che la Costituzione ha tracciato. corpi intermedi #disintermediazione #pluralismo #costituzione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Referendum, cinque commenti sul voto

La schiacciante maggioranza di contrari alla riforma costituzionale, prima ancora che sancire una vittoria del fronte del No, segna infatti una clamorosa sconfitta di Matteo Renzi. Ma in ogni caso Renzi non è riuscito nell’impresa che si proponeva (o, quantomeno, ha perso verso sinistra quel poco che ha conquistato sul versante di centro-destra). Ma in tempi di crisi, qualsiasi storytelling è destinato a rivelarsi ben presto solo un effimero mantello retorico gettato sulle spalle di una politica debole, del tutto incapace di modificare la realtà. Il livello di conoscenza dei temi della riforma costituzionale si è mantenuto modesto anche in prossimità del voto, probabilmente perché si tratta di argomenti complessi che richiedevano un adeguato approfondimento e una valutazione non facile degli esiti che si sarebbero generati. Nel voto al Referendum costituzionale italiano il fattore esplicativo più rilevante è certo la vicinanza alla parte del PD che si riconosce nella guida di Renzi: un bacino elettorale non maggioritario che ha consentito di prevalere solo in Toscana, Emilia Romagna e Trentino. docente di Demografia nella facoltà di Economia Si apre una fase dagli scenari incerti di Angelo Baglioni * Il risultato del referendum del 4 dicembre 2016 apre una nuova stagione politica in Italia, che vedrà il passaggio dal governo guidato da Matteo Renzi a un altro governo. Da questo punto di vista possiamo senz’altro dire che la prima funzione democratica dei mezzi di comunicazione, che è quella di informazione e sensibilizzazione, è stata svolta con successo.

 

La Pira contro i totalitarismi

Il sindaco di Firenze, infatti, conobbe padre Agostino Gemelli nel 1928 quando entrò nei Missionari della Regalità, il sodalizio dei consacrati fondati dallo stesso Gemelli. In quel periodo La Pira scrisse la biografia di Ludovico Necchi, altro cofondatore dell’Ateneo dei cattolici italiani, ponendo l’accento sulla «dolcezza della vita cristiana di Vico», come lo stesso Gemelli scrisse nella prefazione. Di qui l’apprezzamento del rettore «per una raccolta di scritti che rappresenta una operazione degna della massima ammirazione per una persona straordinaria che ha speso la sua vita per costruire una società più libera e giusta». All’attualità dell’opera di La Pira ha fatto riferimento pure Guido Formigoni , storico dell’Università IULM: «Va ad arricchire la storia della nostra Repubblica, così come gli scritti di De Gasperi e di Moro pubblicati negli ultimi anni». Il presidente emerito della Corte Costituzionale ha cercato di rispondere alla domanda del perché La Pira, pur schivo di carattere e non di spicco nel partito, fu così autorevole all’epoca della Costituente. Ricoprì, infatti, incarichi di rilievo anche contro la sua volontà: eletto nella Costituente, fece parte della Commissione dei 75 e, nella prima sottocommissione, fu relatore per i principi fondamentali della Costituzione. Ma soprattutto, ha detto De Siervo, la sua autorevolezza fu dovuta alla pubblica posizione da lui presa contro il nazismo e il fascismo, non temendo di esporsi, grazie anche all’appoggio di amici in campo ecclesiale, come il sostituto della Segreteria di Stato Giovanni Battista Montini.

 
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