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Perchè l'Italia non cresce?

E soprattutto dobbiamo rimuovere, con costanza e determinazione, le ragioni che da vent’anni bloccano il Paese: eccesso di burocrazia, evasione fiscale, giustizia civile troppo lenta e debito pubblico elevato”. Parte da qui Carlo Cottarelli , Direttore dell’Osservatorio dei conti pubblici italiani dell’Università Cattolica ospite, lo scorso 2 aprile, della XV Lezione Arcelli organizzata dal CeSPEM, Centro Studi di Politica Economica e Monetaria, diretto dal prof. Timpano della Facoltà di Economia e Giurisprudenza. L’intervento di Carlo Cottarelli a Piacenza è stato introdotto dalla preside di Economia e Giurisprudenza prof.ssa Anna Maria Fellegara e, dopo il saluto del Sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, è stato commentato dai docenti dell’Università Cattolica Maurizio Baussola e Federico Arcelli. L’economista ha sottolineato che l’Italia ha strutturali difficoltà di crescita e le motivazioni di questa debolezza, che ha un carattere di forte persistenza, sono state al centro della sua analisi durante la quale ha cercato di offrire una risposta sul perché l’Italia non cresce da almeno vent’anni. “Da vent’anni- ha ricordato Cottarelli- cresciamo meno che in Europa, con lo stesso reddito medio; abbiamo perso in competitività, con costi di produzione superiori alla Germania che così ci ha sottratto quote di mercato e così altri paesi. Attualmente- ha spiegato- la perdita di competitività si è attenuata perché in Germania l’inflazione è cresciuta ed è migliorato l’export che è superiore alle importazioni, ma abbiamo perso competitività rispetto a Spagna e Portogallo”. Di recente nella riflessione dell’Osservatorio proprio i temi del crollo demografico piuttosto che i problemi legati agli investimenti pubblici sono stati posti all’analisi e l’incontro in Cattolica è stato un’occasione per l’approfondimento.

 

Cottarelli dialoga con gli studenti

Protagonista, insieme ai giovani dell’Ateneo, il direttore dell’ Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica , Carlo Cottarelli . Il dialogo si tiene in occasione della presentazione del volume “ Due anni tra i conti pubblici: i lavori dell’Osservatorio CPI dal 2017 al 2019 ”, curato da Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli . Il libro raccoglie alcuni lavori dell’Osservatorio, con l’obiettivo di divulgare le informazioni sulla finanza pubblica del nostro Paese rivolgendosi a un pubblico che non sia solo quello degli addetti ai lavori. Il libro è frutto del lavoro di un team di giovani economisti, coordinati da Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli, che collaborano o hanno collaborato con l’Osservatorio. Quest’ultimo è stato istituito in Università Cattolica l’11 ottobre 2017 con l’obiettivo principale di promuovere la trasparenza della nostra finanza pubblica. Gli strumenti utilizzati dall’Osservatorio sono quelli tipici dell’analisi quantitativa, cioè la combinazione di statistiche, confronti internazionali, analisi econometriche. carlo cottarelli #economia #conti pubblici Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Studenti in fila per dialogare con Cottarelli

Milano Studenti in fila per dialogare con Cottarelli Più di 600 giovani di varie facoltà hanno partecipato all’incontro con il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani. Un botta e risposta sui temi più caldi dell’economia italiana by Beatrice Broglio | 07 febbraio 2020 Analisi, ricerca e comunicazione per una maggiore comprensione della finanza pubblica in generale. Questi gli obiettivi perseguiti dall’ Osservatorio sui Conti Pubblici italiani diretto da Carlo Cottarelli e ribaditi in occasione della presentazione del libro “ Due anni tra i conti pubblici: i lavori dell’Osservatorio CPI dal 2017 al 2019 ”, che si è svolto in un’affollatissima aula Gemelli. Una produzione frutto del lavoro di un team di giovani economisti, coordinati da Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli . Se si considera la spesa pubblica per istruzione in percentuale di spesa pubblica totale, l’Italia è all’ultimo posto in Europa con solo il 7,9 per cento a fronte di una media europea del 10,2 per cento. È infatti la pubblica istruzione ciò che crea capitale futuro e che permette a un paese di crescere. Chiara la posizione di Carlo Cottarelli, che ha sottolineato la fallacia di chi attribuisce sempre ad altri le proprie responsabilità: «Se ci si convince che la colpa non sia nostra, l’unica soluzione all’orizzonte è che nulla possa essere fatto se non uscire dall’Unione Europea.

 
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