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Al via il progetto di ricerca Opinion leader 4 future

Una delle sfide principali che le istituzioni devono raccogliere è quindi identificare le caratteristiche e i modelli di influencing dei nuovi leader di opinione, rendendoli parte attiva dei flussi comunicativi. Nello spirito della Terza Missione, Università Cattolica, attraverso il sistema delle Alte Scuole di cui Almed fa parte, ha creato un percorso di ricerca per comprendere i processi di creazione dell’opinione». L’istituto ha aderito con entusiasmo alla scelta di Almed di portare avanti con decisione questo progetto perché ritiene che una corretta informazione sia alla base della possibilità di porre in essere, consapevolmente, quelle scelte che ciascuno di noi compie giornalmente e che influenzano la nostra vita. La ricerca continuativa è finalizzata a comprendere caratteristiche e modalità di funzionamento dei processi di influencing online e offline, attraverso la messa a punto di modelli interpretativi e di nuovi tool di analisi. In parallelo alla ricerca continuativa, l’interpretazione di casi di studio permetterà di testare la validità degli strumenti di analisi individuati e di esplicitare la crescente rilevanza degli opinion leader. Primo banco di prova e sfida della ricerca è stata la messa a sistema di un ampio plesso di studi condotti durante il lockdown sulle direzioni, la velocità e i modi di diffusione delle informazioni. Di fronte alla ridondanza informativa ogni individuo ha provato a mettere in atto processi di ordinamento dei contenuti e di selezione delle fonti, al fine di creare personali modelli interpretativi e orientare i propri comportamenti.

 

Chiamatelo come volete, basta che sia smart

Lavoro Chiamatelo come volete, basta che sia smart Non è scontato dire che la crisi legata al Coronavirus è stata un’occasione per cambiare la mentalità delle persone e delle organizzazioni sullo smart working. Ecco cosa succede in Credem, partner della Cattolica nel progetto Opinion Leader 4 Future by Emanuela Gazzotti | 31 luglio 2020 Il mondo delle professioni non può più fare a meno di confrontarsi con il tema del lavoro da casa, erroneamente chiamato indistintamente “a distanza”, o “telelavoro”, o “ smart working ”. Abbiamo chiesto a Simone Taddei , responsabile Gestione e selezione del personale Credem, di raccontare l’esperienza della sua azienda che da anni sperimenta forme di lavoro alternative a quello in presenza. Siamo sicuramenti stati avvantaggiati dal fatto di aver gran parte della popolazione già attiva e che aveva già sperimentato e fruito nell’ordinario di tale modalità lavorativa e pertanto già pronta ad alcune dinamiche di lavoro diverse. Quello che è stato il vero e forte cambiamento si è avuto nelle modalità di lavoro e nella necessità per i manager di modificare il loro stile di leadership in cinque mesi di lavoro a distanza rispetto alla situazione pregressa di uno smart working alternato alla presenza fisica. Noi crediamo che il remote working (forzato) sia stata una soluzione nel periodo contingente ma che nel lungo periodo rischi di trasformare l’azienda in un insieme di freelance chiamati alla risoluzioni di compiti e non alla realizzazione di un obiettivo e scopo comune. Il remote working è di fatto quello che abbiamo vissuto in questo periodo di Covid, ovvero il trasferimento delle attività svolte normalmente in ufficio al di fuori dei locali dell’azienda, ma mantenendo invariato orario di lavoro, mansioni e processi.

 

"I trust you", the opinion leaders of Generation Z

Professional influencers are mentioned as points of reference by 17% of the sample with a wide gap compared to experts and friends, a percentage that drops to 13% among the over-20s. This is one of the main conclusions emerging from the latest analysis of the Opinion leader 4 future three-yearly research aimed at studying the relevance and role of new opinion leaders in the communication and information field. The project is promoted by Almed (Graduate School of Media, Communications and Performing Arts) of Università Cattolica in collaboration with Credem Group . Finally, one of the strengths of professional influencers, who are active on social issues, seems to be not so much their ability to express skills and opinions on specific issues, but rather their ability to act as filters and translators of information flows. A precious cross-section, not only to understand the Generation, but also to prefigure future dynamics and scenarios» ‒ Mariagrazia Fanchi , Director of Almed at Università Cattolica said. The Chairman of the Credem Group, Lucio Igino Zanon di Valgiurata , also stressed the value of the research, which shows «first of all how young people are attentive to new dynamics, but at the same time how they are able to read tradition and project themselves into the future. However, offline channels surprisingly keep a wide relevance for 72% of the respondents, close to online ones, and in first place they see TV as the main information channel, followed by word of mouth and family ties.

 

“Mi fido di te”, gli opinion leader della Generazione Z

Gli influencer di professione sono citati come punti di riferimento dal 17% del campione con un ampio scarto rispetto agli esperti e agli amici, percentuale che scende al 13% tra gli over 20. È una delle principali evidenze che emerge dall’ultima analisi della ricerca triennale Opinion leader 4 future finalizzata a studiare la rilevanza e il ruolo dei nuovi leader di opinione nel panorama comunicativo e informativo. In particolare “ Mi fido di te ” è lo studio condotto sulla Generazione Z italiana con l’obiettivo di comprendere come essa scelga i propri leader, individuarne la tipologia e capire quali siano le aspettative dei ragazzi. Dallo studio è emerso da un lato il bisogno di “affidarsi” a figure competenti oltre che carismatiche, necessità accentuata durante i mesi di lockdown in cui è cresciuta la rilevanza di soggetti come i politici, gli scienziati e i giornalisti, perché considerati autorevoli e capaci di dettare linee comportamentali. Infine gli influencer di professione, attivi sui social, sembrano avere un punto di forza non tanto nella capacità di esprimere competenze e opinioni rispetto a specifiche tematiche, quanto piuttosto nella capacità di fare da filtro e da traduttori dei flussi informativi. Anche il Presidente del Gruppo Credem Lucio Igino Zanon di Valgiurata ha sottolineato il valore della ricerca da cui si evince «prima di tutto quanto i giovani siano attenti alle nuove dinamiche, ma allo stesso tempo capaci di leggere la tradizione e proiettarsi nel futuro. I canali di reperimento delle informazioni sono rappresentati per l’81% dei giovani da fonti online fra i quali le più citate sono i motori di ricerca e i social network.

 
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