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L'Intelligence va all'Università

Roma L'Intelligence va all'Università A Roma, nel convegno “Mediterraneo 2035”, un patto di collaborazione fra Ateneo e Dis sui temi della prevenzione e della sicurezza. All’evento ha partecipato anche il direttore della Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica Paolo Scotto di Castelbianco . Le Università, più e meglio di chiunque altro, costruiscono ponti fra sponde e fra generazioni, ricuciono faglie, imbastiscono cerniere, abbattono muri, aprono porte e finestre”. intelligence #sicurezza #cybersecurity Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La Cybersecurity entra in ospedale

Roma La Cybersecurity entra in ospedale Lunedì 21 e martedì 22 gennaio presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS si avvia ufficialmente il Progetto europeo sulla protezione delle infrastrutture ospedaliere e sanitarie dagli attacchi informatici. gennaio 2019 Gli attacchi informatici sono un pericolo reale per gli ospedali sia per la privacy del paziente che per il loro stesso funzionamento. Il meeting segna l’avvio ufficiale del Progetto europeo PANACEA, della durata di 36 mesi, sotto la direzione e il coordinamento dell’Università Cattolica in sinergia con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCSS, che vedrà coinvolti 15 fra Università, Enti e aziende europee. PANACEA svilupperà molti temi e in particolare un sistema di simulazione delle numerose postazioni informatiche presenti nella struttura ospedaliera. La simulazione sarà esaminata giorno e notte da “un’intelligenza esperta” che indagherà le eventuali falle nella sicurezza o i punti deboli da rinforzare nel sistema reale. L’Ospedale, ed in particolare le attività connesse all’urgenza, costituiranno un’area di prova di resistenza agli attacchi informatici simulati da esperti per verificare l’efficacia delle soluzioni di difesa proposte dal Progetto. Partner del Progetto: Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC), Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (FPG), Rina Consulting S.p.A.

 

Cybersecurity all'Open Evening di Altems

Roma Cybersecurity all'Open Evening di Altems La Cybersecurity in Europa nell'attuale scenario geopolitico: l’Ambasciatore Terzi di Sant’Agata all'evento annuale di presentazione dell'offerta formativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari. by Federica Mancinelli | 17 ottobre 2017 “La Cyber Security in Europa, nell’attuale scenario geopolitico”. È questo il titolo dell’intervento che l’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata , già Ministro degli Affari Esteri del Governo italiano, ha tenuto a Roma in occasione dell’Open Evening dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (ALTEMS), giovedì 19 ottobre al centro Congressi Europa. I lavori sono stati aperti dal Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, professor Franco Anelli , e introdotti dal Direttore di ALTEMS, professor Americo Cicchetti . Solo il 43% dispone di una configurazione di “disaster recovery” e meno del 35% adotta meccanismi integrati per l’identificazione e l’autorizzazione degli utenti. Meno del 50%, poi, impiega soluzioni tecnologiche (es. braccialetto) per l’identificazione automatica e sicura del paziente. altescuole #cybersecurity #sistemisanitari #economia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cybercrime, l’evoluzione della specie

Milano Cybercrime, l’evoluzione della specie La lezione in largo Gemelli del sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano Francesco Cajani , uno dei massimi esperti di reati cibernetici in Italia. Francesco Cajani , sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, è uno dei massimi esperti di reati cibernetici in Italia. La Procura di Milano, la prima a dotarsi di un pool specializzato, è quella che meglio ha saputo interpretare le tecniche che i criminali informatici hanno sviluppato in un mondo, quello del web, che muta costantemente. Con il terrorismo e i vari attentati, l’opinione pubblica ha finalmente compreso la portata e la gravità di questi crimini», sottolinea Cajani per cui non si tratta di “reati informatici”, quanto di “criminalità informatica”. I repentini e oculati sforzi di polizia giudiziaria e postale di bloccare queste attività illecite sul nascere sono, per Cajani, «un patrimonio che ci portiamo in tutte le altre indagini, uno know how informatico che oggi è necessario ovunque per destreggiarsi in questo mondo interconnesso». Quello che ci può salvare da questi reati è infatti la competenza dei fruitori, e, soprattutto, di coloro che vegliano sulla nostra sicurezza. L’evoluzione ha portato alla nascita di un nuovo strumento, unico, con cui telefonare, mandare messaggi e navigare in rete (lo smartphone); non deve stupire quindi che i reati informatici siano aumentati, data la maggiore facilità con cui possono essere compiuti.

 
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