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«Vi spiego come contattare i profili su LinkedIn»

Di cosa tratta nello specifico e da dove nasce l’idea? L'idea del libro nasce dalla mia esperienza professionale come Account new business per diverse agenzie di web marketing attive nelle provincie di Brescia e Bergamo. Lungo le pagine parlo di come io per primo ho applicato la regola delle 3R - Rilevanza, Ricompensa e Richiesta, una tecnica assai efficace in grado di incrementare notevolmente i tassi di risposta ai messaggi LinkedIn inviati. Quando la mia forte presenza sul Social è stata notata, in molti hanno iniziato a chiedermi di sviluppare per loro una strategia di personal branding su LinkedIn. Si tratta dunque di una pubblicazione che ha molto a che fare con la tua professione di consulente web marketing e linkedin trainer. Naturalmente per riuscire ad ottenere risultati considerevoli è necessario applicarsi con regolarità nella produzione di contenuti di qualità e nel creare relazioni con gli altri professionisti iscritti alla piattaforma. Quali delle competenze acquisite sui banchi dell’Università Cattolica ti sono tornate utili nella tua attuale professione e quali invece reputi di dover costantemente aggiornare? L’approccio e la capacità di scrittura sono la competenze di maggiore importanza apprese durante il mio percorso di studi in Cattolica. Cosa consiglieresti agli studenti desiderosi di intraprendere una carriera similare alla tua? Prima di lanciarsi nel mondo della libera professione sono molto importanti le esperienze fatte in team, ed oggi le agenzie di comunicazione rappresentano una palestra importante per i giovani neo laureati.

 

Brescia-Londra, la frontiera del Collage

Lanciata online lo scorso 1° marzo, la mostra rimarrà visibile per un anno intero sul sito www.newdigitalcollage.art , arricchendosi periodicamente con contenuti e opere, raccolti, selezionati e pubblicati dai due curatori nel mezzo delle proposte che nel frattempo giungono da tutto il mondo. Simile nell’idea di base ma lontano anni luce dell’artigianale pratica del taglia-incolla dei primi del Novecento, oggi realizzare un collage significa infatti possedere conoscenze tecniche altamente avanzate e dimestichezza con la dimensione digitale e multimediale» conclude Paris. Gli artisti selezionati avranno così l'opportunità di esporre materialmente i propri lavori alla Galerie Charlot di Parigi e alla Daniel Benjamin Gallery di Londra.

 

Arnaldo e i suoi scatti di fotografo in quarantena

Employability Arnaldo e i suoi scatti di fotografo in quarantena Laureato al Dams del campus di Brescia è l’autore della serie “200 metri da casa” che trae il nome dall’ordinanza emanata dal governo durante la Fase 1. metri da casa, dal nome dell’ordinanza del governo per l’emergenza Covid-19, è la rappresentazione di luoghi ordinari attraverso la visione confinata dalla quarantena – racconta Arnaldo –. Esattamente come la casa, anche per le strade sono pervase da una sensazione d’immobilità: l’atmosfera è statica e silente come in sogno, un mondo metafisico di luce dura e ombre scolpite, nella quasi totale assenza di persone. In attesa di sapere quel che accadrà nei prossimi mesi, ora in questi 200 metri fatti di luoghi ordinari e familiari che in tempi di normalità abbiamo solcato centinaia di volte senza prestarvi molta attenzione, stiamo riscoprendo dimensioni nuove, senza bisogno di andare lontano». Il mio approccio al mezzo e all’estetica fotografica, tuttavia, è rimasto lo stesso di prima: ho l’ossessione per la luce, lavoro molto sul concetto di serialità, mi focalizzo su forme, colori e volumi con inquadrature molto strette che mi permettono di astrarre i soggetti. Al di là del valore documentario che innegabilmente il mio lavoro - così come quelli di altri fotografi in Italia e nel mondo - va assumendo in relazione a questo momento storico, trovo positivo l’esserci liberati dal fatto di dover vendere il nostro lavoro a tutti i costi. Stando nelle nostre case siamo tutti maggiormente proiettati sull’assorbimento di contenuti piuttosto che sulla normale produzione e questo, in qualche modo, ci ha messo nelle condizioni ideali per, da un lato, operare riflessioni generali, dall’altro focalizzarci sui soli soggetti che avevamo a disposizione».

 

La fotografia dalla California a casa propria

eCatt La fotografia dalla California a casa propria Il laboratorio di Fotografia dei Beni Culturali del Dams, solitamente tenuto in aula e tra le vie della città, quest'anno si è svolto da remoto. Dagli Stati Uniti il professor Bob Tyson ha coordinato il lavoro degli studenti nei rispettivi domicili by Bianca Martinelli | 12 maggio 2020 Le limitazioni di viaggio e di spostamenti geografici non hanno fermato la didattica del laboratorio di Fotografia dei Beni Culturali attivo al Dams . La dimensione di isolamento e costrizione casalinga ha obbligato gli studenti a riconsiderare il proprio concetto di visione, spostando sguardo e obiettivi fotografici dalla realtà esterna a quella interna alle proprie case e della propria quotidianità, scovandone tratti inediti. Già, perché quest’anno il laboratorio del professor Bob Tyson , che alle lezioni in aula generalmente affianca dei tour lungo le vie di Brescia guidando gli studenti nella ricerca di scorci da immortalare e suggestioni visive, è stato necessariamente tenuto a distanza. Una distanza notevole, dal momento che il docente è rimasto negli Stati Uniti, dove da oltreoceano ha coordinato il lavoro degli studenti confinati entro le mura domestiche. In un periodo complicato, che ci ha costretti in una sorta di clausura, abbiamo intrapreso quella che definirei una riscoperta dei sensi e delle sensibilità, constatando come la fotografia non sia solo tecnica ma anche una personale visione delle cose. Grazie questo corso e al confronto con i lavori dei miei colleghi e con le opere dei vari artisti visionate ho scoperto la fotografia non solo come la rappresentazione di un soggetto a me caro, ma anche come una semplice espressione personale slegata da vincoli o paletti autoimposti».

 

Teatro per ragazzi, Ermanno Nardi sul podio di “In-Box Verde”

Premi Teatro per ragazzi, Ermanno Nardi sul podio di “In-Box Verde” Il laureato al Dams del campus di Brescia e co-autore dello spettacolo “Che forma hanno le nuvole?” vince l’edizione 2020 del premio che sostiene le compagnie teatrali emergenti. Il racconto ruota attorno alle vicende dei due protagonisti, Vera e Nemo, per elaborare un’indagine più profonda del mondo invisibile e di quel particolare frangente in cui i bambini diventano grandi e abbandonano qualcosa per poter crescere. Scrivendo questo spettacolo abbiamo desiderato creare qualcosa che fosse magico per grandi e piccoli, magico anche per noi. Per questo dedichiamo la vittoria alle persone di tutte le età che conservano il coraggio di immaginare ogni giorno mondi nuovi», hanno fatto sapere i due autori. La foto in alto è di Alice Longoni #teatro #dams #alumni Facebook Twitter Send by mail Print LA TRAMA DI “CHE FORMA HANNO LE NUVOLE?” Nemo ha 8 anni, un cane bassotto, due genitori affettuosi e una sorella gemella, Vera, la compagna di tutte le sue avventure. Nemo da qualche tempo è triste, pensa di stare antipatico a tutti: a scuola i maestri non lo considerano; nessuno lo sceglie per giocare a palla avvelenata; in mensa non c’è mai un posto per lui. Un giorno però scopre la verità. Ha inizio una serie di avventure alla ricerca di sé stesso, tra incontri strampalati con colleghi invisibili, gruppi di autoaiuto per amici immaginari, uffici di ricollocamento. Ma cosa succede a un essere immaginario che diventa libero? Nemo scoprirà che la cosa più importante non è il nostro aspetto, ma le azioni che compiamo, come facciamo sentire chi amiamo, come loro fanno sentire noi. Si è invisibili solo se si vuole esserlo.

 

Al via su facebook la rubrica “I segreti del cinema”

Dams Al via su facebook la rubrica “I segreti del cinema” Domani parte il progetto degli studenti del Dams che hanno realizzato pillole video per spiegare il linguaggio audiovisivo a partire dal cinema classico e contemporaneo by Antonella Olivari | 10 luglio 2020 Video pillole per svelare i segreti del cinema. Da sabato 11 luglio, per nove settimane, con cadenza settimanale, sulla pagina facebook del Dams verranno pubblicati dei video per spiegare i fondamenti dei linguaggi cinematografici a partire da film classici e contemporanei. I Segreti del cinema sono delle pillole video realizzate dagli studenti del corso Dams per spiegare i vari aspetti del linguaggio audiovisivo utilizzando film classici e contemporanei. Il progetto è nato all'interno del Laboratorio di Storia del cinema tenuto dal docente Matteo Asti per mettere in pratica le conoscenze teoriche acquisite e fare esperienza con la rielaborazione di immagini e suoni. L'obiettivo - spiega Asti - è produrre una raccolta di brevi videosaggi da mettere a disposizione del pubblico e dei futuri studenti per imparare in modo più immediato concetti che vanno dalla composizione del quadro al piano sequenza, dallo zoom alla regola dei 180°». Al laboratorio, divisi in piccoli gruppi, hanno partecipato una quarantina di ragazzi frequentanti il primo anno del profilo "Dams per i media", di cui poi venti studenti sono stati selezionati per la realizzazione di nove prodotti. Dei nove video selezionati quest'anno uno ogni sabato verrà pubblicato sulla pagina Facebook del Dams.

 

Dal Dams ad Amazon Prime con “The Ladies Diary”

Brescia Dal Dams ad Amazon Prime con “The Ladies Diary” Cinque videomaker bresciani sbarcano su Amazon Prime con il documentario “The Ladies Diary”, girato in Birmania dedicato alla condizione femminile nel sud-est asiatico. Ad esempio abbiamo scelto di non inserire una voce narrante, sono sempre le protagoniste a parlare in prima persona, inoltre ci siamo occupati del lavoro di riscrittura e doppiaggio in italiano» - ha precisato Fabio Piozzi , uno dei laureati al Dams del campus bresciano -. Il prodotto finale, tuttavia, non è scandito in base alle singole storie, bensì mixa i punti di vista di ognuna di loro in base ad argomenti come politica, lavoro, famiglia» - ha precisato Fabio. E così, per i 20 giorni di durata delle riprese il Myanmar ha accolto i bresciani nel periodo di poco antecedente l’avvento della pandemia, mentre il lavoro di produzione e post-produzione - condotto in un’Italia in pieno lockdown - è stato editato a distanza. Oggi la nazione è guidata da Aung San Suu Kyi , una donna vista come un’eroina, leader incontrastata che lotta per i diritti civili… siamo partititi chiedendoci se fosse veramente così palese il cambiamento. Per una percentuale di donne che ce la fa, ce ne sono molte altre ancora in lotta, e questo accomuna l’Oriente con l’Occidente molto più di quel che si creda. Il docu-film mostra infatti uno spaccato della quotidianità di ognuna, seguendo le protagoniste nell’arco di un’intera giornata, mixandone frammenti di vita per arrivare a dipingere un affresco al femminile del cambiamento in Myanmar.

 
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