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Salario minimo, impegno europeo

milano Salario minimo, impegno europeo Una lectio magistralis intitolata a Carlo Dell’Aringa , con l’intervento di Pierre Cahuc , uno dei massimi esperti del settore. Tra questi figura il tema delle retribuzioni che devono essere «eque» per garantire un tenore di vita dignitoso ai lavoratori: lo stesso principio sancito dall’art. La situazione non è migliore in Italia dove il lavoro povero interessa più di 3 milioni di lavoratori dipendenti e quasi un milione di autonomi (Cnel, 2018). Sembra dunque lecito domandarsi in che modo la politica possa favorire la realizzazione dei diritti sociali del Pilastro europeo per tutelare i livelli retributivi e i redditi dei lavoratori. Una delle misure che gli Stati membri hanno adottato da tempo per proteggere le retribuzioni è il salario minimo legale, provvedimento attualmente in vigore in 22 Paesi, ma non ancora in Italia. Impegno, quello di proteggere i salari, ribadito anche dalla Presidente nominata della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che nel suo programma ha promesso di introdurre un salario minimo europeo (nonostante la competenza sia nazionale). Nel suo intervento Pierre Cahuc toccherà molti dei temi che occupano attualmente il dibattito pubblico in Italia con riferimento ai disegni di legge che prevedono l’introduzione di un salario minimo legale nel nostro ordinamento.

 

Brunetta, razionalizzazione anche in corsia

Pubblica amministrazione Brunetta, razionalizzazione anche in corsia Il ministro della Funzione pubblica presenta a Medicina il suo progetto per la sanità pubblica. È questo il sogno del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta , protagonista all'Università Cattolica di Roma dell’incontro di apertura del ciclo di seminari intitolati “Nel cuore della realtà. A discutere con il ministro dei cambiamenti della pubblica amministrazione, nell’aula Brasca del Policlinico Gemelli affollata da medici e studenti, Carlo dell’Aringa , docente di Economia politica alla Cattolica di Milano, e la giornalista di RaiNews24 Mariella Zezza . Il seminario è stato introdotto dal saluto del rettore Lorenzo Ornaghi, e del preside di Medicina Paolo Magistrelli e il dibattito è stato preceduto dall’intervento di Rocco Bellantone, docente di chirurgia generale. La prima è la pubblicazione online dei curricula dei medici: «La riforma della pubblica amministrazione avrà tra gli effetti, l'obbligo per i medici, di pubblicare il proprio curricula, stipendi, e-mail, numero di telefono, tasso di assenteismo e presenze nelle loro strutture», ha annunciato Brunetta. Il consiglio dei ministri ha inserito all'ordine del giorno l'esame preliminare del decreto legislativo in attuazione della legge delega sulla pubblica amministrazione per estendere al settore pubblico, la possibilità per una pluralità di consumatori, di fare ricorso in caso di inefficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici. Meno ottimista sui tempi delle riforme della pubblica amministrazione è l’economista della Cattolica Carlo dell’Aringa: «I tempi sono necessariamente molto lunghi anche alla luce delle riforme fatte negli anni passati nella pubblica amministrazione.

 

Dell’Aringa, una vita a riformare il lavoro

I temi che caratterizzano la sua ampia produzione scientifica e pubblicistica spaziano dalla disoccupazione alle disuguaglianze nei redditi, dai salari all’inflazione, dalla produttività delle imprese alla organizzazione del lavoro, con un’attenzione e una conoscenza profonda dei dettagli istituzionali che regolano il funzionamento del mercato del lavoro. Un percorso di riforma, quello del mercato del lavoro, che ha seguito, commentato e indirizzato avendo come scopo non solo quello di tutelare i lavoratori e le lavoratrici, ma anche categorie spesso non sufficientemente rappresentate nel confronto politico come i giovani e i disoccupati. Ha creato, forse anche senza averne l’intenzione, una scuola di economisti del lavoro che al rigore metodologico uniscono attenzione agli aspetti istituzionali del mercato del lavoro e l’importanza di tradurre i risultati in prescrizioni di politica economica per il miglioramento del benessere sociale. Nel 1985 fonda il Creli (Centro di Ricerche Economiche per i problemi del Lavoro e dell’Industria) un centro di ricerche economiche dell’Università Cattolica di cui diventa direttore e che dirige per molti anni. Nella seconda metà degli anni 80 è tra i fondatori dell’Associazione Italiana degli Economisti del Lavoro (Aiel), di cui sarà anche presidente dal 1985 al 1991. Dal 1993 al 1995 è stato componente del consiglio direttivo dell’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale nel pubblico impiego) di cui nel 1995 è divenuto presidente, carica che ha mantenuto fino al 2000. È stato autore di numerosi articoli sui temi del lavoro e delle relazioni industriali apparsi sui principali quotidiani nazionali, e in particolare sul Sole 24ore di cui è stato editorialista dal 2003.

 
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