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Rosina, le misure per battere la denatalità

l'analisi Rosina, le misure per battere la denatalità Sostenere i progetti di indipendenza dei giovani, aiutare le donne e le coppie a conciliare lavoro e desiderio di aver un figlio, contrastare il rischio di impoverimento delle famiglie con figli. luglio 2019 di Alessandro Rosina * I dati Istat appena pubblicati confermano che l’Italia si trova in una recessione demografica che si sta cronicizzando, con conseguenze di medio e lungo periodo peggiori di quella economica. Una delle obiezioni più comuni rivolte a chi si preoccupa della bassa natalità è che se la popolazione diminuisce, in un mondo che invece cresce, non sia così grave. Ciò che quindi accade è che a fronte di una longevità che si estende, si riduce la consistenza delle nuove generazioni. Aumenta così il peso della popolazione più vecchia, producendo squilibri generazionali che più si allargano e più costituiscono un freno alla crescita economica e alla sostenibilità del sistema sociale. Non si tratta quindi tanto di tornar a far crescere la popolazione, ma quantomeno ridurre la continua crescita di tali squilibri che minano le basi del benessere presente e futuro del nostro paese. Come mai la natalità italiana è scesa a livelli così bassi? Il motivo è che nel mondo di oggi, diversamente dal passato, non solo avere un figlio è una scelta, ma è anche sempre meno scontata.

 

Rosina al Meeting, la denatalità è un sintomo dell’incertezza del Paese

la cattolica al meeting Rosina al Meeting, la denatalità è un sintomo dell’incertezza del Paese Il demografo dell’Università Cattolica è intervenuto all’incontro “Tra denatalità e generatività. La sfida del lavoro” 23 agosto 2019 Una combinazione micidiale tra alto debito pubblico e bassa natalità. Il demografo dell’Università Cattolica ha partecipato il 22 agosto all’incontro “ Tra denatalità e generatività. La sfida del lavoro ”, dialogando con Mauro Magatti , docente di Sociologia in Università Cattolica, e Massimo Ferlini , presidente Formaper. Secondo Rosina il nostro Paese sta scaricando i costi della difesa del benessere presente sulle nuove generazioni. E la denatalità è essa stessa un sintomo dell’incertezza dell’Italia nei confronti del futuro. Occorre invertire la tendenza cominciando a pensare il presente come luogo di investimento sul benessere futuro, a partire dalla formazione delle nuove generazioni.

 
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