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Cibo inadeguato e insufficiente per un bambino italiano su sette

Inoltre, si stima che per un bambino su 5 la famiglia di appartenenza vive nel timore di non avere soldi a sufficienza per acquistare il cibo fino alla fine del mese. Inoltre, poiché gli esperti si sono serviti dell'Indice Household Food Security, che analizza, in modo anche molto "crudo", la situazione economica delle famiglie e le ricadute sull'acquisto del cibo alcuni dei partecipanti potrebbero avere riportato in maniera ‘edulcorata’ la propria situazione per imbarazzo. Lo studio ripota dati sul periodo 2017-2018, cosa che significa che la situazione potrebbe essere peggiorata considerando la situazione di pandemia di Covid-19 e la crisi economica che il Paese sta attraversando, sottolinea la professoressa Di Pietro. Le disuguaglianze socio-economiche sono conseguenza anche del fatto che la spesa sociale per i bambini è tra le più basse in Europa, con importanti differenze tra le varie regioni nell'accesso ai servizi per i bambini e per le loro famiglie. Vivere nel Sud Italia, in famiglie numerose, con un reddito basso, genitori di giovane età e con basso livello di istruzione sono risultati i fattori predittori più frequenti di insicurezza alimentare. “Dallo studio è emerso – sottolinea la professoressa Maria Luisa Di Pietro – che un quarto dei bambini coinvolti vive in famiglie che non sempre possono permettersi di mangiare pasti bilanciati da un punto di vista nutrizionale. Si tratta di un problema che richiede grande attenzione, a partire dall’utilizzo di screening a tappeto sull'insicurezza alimentare con monitoraggi a scadenza annuale e alla programmazione di interventi finalizzati a colmare - se presenti - le carenze nutrizionali dei bambini e di adeguate politiche economiche a sostegno delle famiglie, conclude l’esperta.

 
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