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Addio a Pastori, maestro del diritto

MILANO Addio a Pastori, maestro del diritto Professore emerito e per oltre vent’anni alla guida della facoltà di Giurisprudenza, lo studioso di Diritto amministrativo si è spento venerdì 17 novembre a Milano. novembre 2017 Insigne giurista, ma anche e soprattutto maestro di diritto per tutti coloro che si sono formati alla sua scuola. Giorgio Pastori , 80 anni, professore emerito e per oltre vent’anni alla guida della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, è scomparso venerdì 17 novembre a Milano. Docente di Diritto amministrativo, si è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica il 15 novembre 1958 ed è stato collegiale all'Augustinianum, cui restò sempre molto legato. Dopo gli studi in largo Gemelli, ha intrapreso la carriera accademica, come assistente volontario alla cattedra di Diritto amministrativo nella facoltà di Giurisprudenza dal 1962 al 1966. Ha in seguito ottenuto il ruolo di professore ordinario per la cattedra di Scienza dell’amministrazione alla facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Padova, trasferendosi succesivamente in Università Cattolica alla facoltà di Giurisprudenza dal 1976. Dopo avere completato il suo iter accademico, ha continuato a insegnare all’Università Cattolica Diritto amministrativo in qualità di docente a contratto dal 2010 al 2012, quando è stato nominato professore emerito.

 

Adozioni, un puzzle da ricomporre

È un bisogno forte, che riguarda le persone adottate e che non rimanda a una mera questione di informazioni possedute o meno, ma al senso della propria identità e alla necessità di dare continuità alla propria storia. Inoltre si rileva che i searcher sono sia i soggetti che hanno vissuto un’esperienza adottiva meno positiva e manifestano livelli inferiori di benessere psicologico, sia gli adottati con una buona esperienza familiare che cercano per dare completezza alla propria storia» - racconta la psicologa dell’adozione della Cattolica Rosa Rosnati . Le ricerche evidenziano che in generale a presentare domanda sono soprattutto le donne (l’età media è intorno ai 40 anni), che avviano la ricerca a seguito di transizioni di vita rilevanti quali il matrimonio o la nascita di un figlio. (…) Al di là della necessità di sapere se ci sono aspetti medici rilevanti che è opportuno che io conosca, il mio bisogno di conoscenza è dettato da un bisogno profondo di ricomporre tutti i pezzi della mia vita». Il tema della ricerca delle origini si inserisce oggi in un dibattito giuridico molto vivace che in particolare riguarda il rispetto di due diritti, quello dell’adottato che desidera contattare i genitori biologici, e quello della madre biologica di mantenere eventualmente l’anonimato. Le aree esplorate attraverso l’analisi dei testi delle interviste, riguardano da un lato il percorso, nei suoi risvolti pratici ed emotivi, di ricostruzione della propria storia e dall’altro il sostegno che hanno ricevuto o che immaginano di poter ricevere nel corso della ricerca delle proprie origini. L’impianto della ricerca è stato costruito secondo la metodologia partecipativa, in linea con la metodologia relazionale, che rappresenta il cardine dei corsi di laurea triennale e magistrale in “Servizio sociale” della Cattolica con lo scopo di incrementare il sapere degli operatori sociali che si occupano di adozioni.

 

Algoritmi e giustizia aumentata

milano Algoritmi e giustizia aumentata Cosa succede se nei processi entra il digitale? Oltre al rischio - da evitare - che le applicazioni decidano la pena in base a elementi predittivi, i giudici potrebbero disporre di un numero prima inimmaginabile di dati per elaborare le proprie decisioni. by Andrea Ferrario | 22 novembre 2018 Immaginate una semplice applicazione che sostituisce il giudice in un processo e decide la pena da comminare al colpevole basandosi su un algoritmo predittivo, che valuta il rischio di recidiva. Oppure, l’eliminazione dei limiti di velocità uguali per tutti: una vettura che può esaminare lo stato del conducente e le condizioni meteorologiche e dare un limite personalizzato, o anche studiare come ci sediamo sul sedile dell’automobile e intuire che quella sera abbiamo bevuto un po’ troppo. Eppure, il confronto è un elemento integrante e fondamentale per raggiungere una decisione finale che sia il più possibile equa e calibrata sul singolo individuo. Nessuna «giustizia rimpiazzata» dunque, ma una «giustizia aumentata, che determina una giustizia ripensata»: l’atto del giudicare deve restare prerogativa dell’uomo, poiché si tratta di un’azione molto più complicata della mera applicazione della legge. Garapon ha poi concluso citando il giurista americano Daniel Katz: «Gli uomini con le macchine sono sempre più forti degli uomini senza macchine e delle macchine senza uomini». Insomma, «così come si costruiscono macchine che leggono i dati sulla salute delle persone, si costruiscano macchine che possano aiutare» - ma non sostituire - «i giudici nel loro giudizio per un maggior benessere per tutti».

 

Arte e diritto si incrociano in Cattolica

piacenza Arte e diritto si incrociano in Cattolica Una mostra,“Ius e(s)t Ars" che raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Si intitola “Ius e(s)t Ars. Un itinerario tra arte e diritto” e raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Lo scopo della mostra, organizzata in collaborazione tra Centro Pastorale e Dipartimento di Scienze giuridiche , non è solo quello di avvicinare l’arte contemporanea ai più giovani e di offrire un evento culturale alla cittadinanza, che può visitare liberamente la mostra. Lo scopo è anche quello di sollecitare una riflessione sull’oggi e di approfondire tematiche come quelle della giustizia, del rapporto tra regola e disordine e dell’identità nell’era digitale. La terza sezione, “Diritto e identità nell’era digitale” , apre uno squarcio su uno dei temi più affascinanti del diritto contemporaneo, quello dell’identità personale in un mondo in cui i social media ed il web tendono a scomporre la nostra soggettività in identità multiple, simultanee e virtuali. Il trait d’union tra le opere selezionate è quello delle tracce che l’uomo vuole lasciare di sé: dalle impronte digitali raccolte dall’artista tra persone incrociate per caso a ciò che la persona vuole affidare ai posteri tramite un testamento poetico, cioè un lascito immateriale registrato su supporto audio-video. L’iniziativa costituisce un ulteriore tassello degli eventi organizzati nell’ambito del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza , che dal prossimo anno accademico arricchisce la propria offerta formativa affiancando al profilo “Diritto&;Economia” il nuovo profilo “Diritto e innovazione digitale”.

 

Asgp, la giustizia in laboratorio

Sarà un luogo di ricerca e di ascolto dei problemi quotidiani degli operatori per costruire norme meno astratte, senza perdere di vista i soggetti deboli. Le parole di Karl Popper sono la bussola del nuovo corso intrapreso dal Centro Studi Federico Stella sulla Giustizia Penale ( Csgp ) che, dal 1° novembre, diventerà l’ottava Alta Scuola dell’Università Cattolica. Uno dei grandi difetti della legislazione italiana - avverte il professor Forti - rispetto al quale abbiamo sempre cercato di remare contro, è quello di costruire norme astratte, cioè mancanti di confronto con la concretezza delle problematiche e dei soggetti coinvolti». Porre al centro della riflessione la giustizia penale, e non soltanto il “diritto penale” o le “scienze penalistiche”, nutrendosi dei contributi provenienti da ogni scienza, è una buona pratica che può recare un apporto alla soluzione dei problemi di convivenza “tra umani” coinvolti dalla domanda di giustizia». Nello specifico, il corso di Perfezionamento in Anticorruzione e Trasparenza (Copat) , realizzato sulla base di una importante Convenzione stipulata con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) e che vede la collaborazione in aula dei suoi componenti del direttivo (vedi box a lato) . E, last but non least , si è giunti, sull’onda di un successo crescente, alla VI edizione del Master di II livello in Diritto Penale dell’Impresa ( MiDPI ) : si tratta di un insegnamento di alto profilo scientifico e di forte carattere interdisciplinare, che ha assunto una primaria rilevanza nel panorama nazionale. Grazie a una fitta rete di relazioni con imprese, Pubbliche amministrazioni e organizzazioni in tutto il mondo, le Alte Scuole sono anche luoghi di incontro fra docenti studenti e professionisti, all’interno di progetti e programmi di eccellenza.

 

Avvocati, il Foro non è chiuso

Per questo occorre mettere nel proprio bagaglio attrezzi ed esperienze che fanno la differenza: dall’inglese agli stage, dall’Erasmus a un curriculum universitario di alto profilo. Scoraggiarsi potrebbe essere naturale a fronte di un contesto italiano che annovera virtualmente oltre 240.000 iscritti alla Cassa avvocati» fa notare il presidente dell’ Associazione degli studi legali associati (Asla) Giovanni Lega (nella foto a destra) , Managing Partner dello studio Lca con sedi a Milano, Dubai e Shanghai. Per l’avvocato Lega «gli studi professionali come quelli che rappresento danno grande rilievo, oltre che all’inglese parlato, scritto e compreso ad alto livello, a un buon percorso universitario, il cui unico punto di riferimento non sia solo il conseguimento della laurea con il massimo dei voti. La facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica è già attrezzata in merito al learning by doing , grazie a cui lo studente, al fianco di qualificati esponenti delle professioni forensi, si cimenta con i problemi pratici dell’esperienza legale» afferma il preside Gabrio Forti . Per prepararsi a questo appuntamento l’Università Cattolica propone il “ Corso speciale per la preparazione all'esame di avvocato ” , diretto dal professor Franco Anelli , ordinario di Istituzioni di Diritto Privato e rettore dell’Ateneo, e condiretto dal professor Giovanni Negri , professore emerito della facoltà di Giurisprudenza. Solo un corso per la preparazione all’esame di stato fornisce tutte le informazioni e gli strumenti utili per affrontarlo con maggiore probabilità di successo» afferma Cristiano Cunati , che ha frequentato recentemente il Corso speciale scegliendolo «per i nominativi dei docenti». Il Corso è incentrato sull’illustrazione e sulla redazione di pareri e atti processuali del tutto simili a quelli che al candidato verranno assegnati in sede di esame.

 

Beni culturali sottratti, la via alternativa della dispute resolution

milano Beni culturali sottratti, la via alternativa della dispute resolution Il problema della restituzione tra ricorso a modelli di negoziazione adattati alla specificità culturale del bene conteso e prospettive di natura riparativa, in grado di “rendere giustizia” ai conflitti storici e identitari sottesi al bene da rimpatriare. by Agostino Picicco | 12 luglio 2019 La richiesta di restituzione di beni culturali sottratti o esportati illecitamente crea una serie di controversie. In via preliminare ha rilevato che la tutela dei beni culturali è cresciuta, anche grazie e una più adeguata normativa, dato che il disvalore del traffico illecito di beni culturali nella coscienza sociale è equiparato a quello delle armi e della droga. È evidente però che i beni culturali rappresentano una tipologia particolare nell’ambito dei beni patrimoniali in quanto rappresentano un valore di testimonianza di civiltà e hanno un valore simbolico, identitario, di memoria storica: di qui l’importanza della loro conservazione e recupero. Di particolare rilievo è l’attività svolta dai carabinieri per il recupero di tali beni, prima ancora dell’azione penale verso i soggetti autori di illeciti. Sulla prospettiva negoziale nell’ambito della tutela di tali beni e della risoluzione delle controversie si è soffermato Alessandro Chechi , ricercatore di Diritto del patrimonio culturale presso l’Université de Genève e docente di Diritto internazionale pubblico presso l’Université Catholique de Lille. Il tema della giustizia riparativa nell’ambito della restituzione dei beni culturali è stato affrontato da Claudia Mazzucato , che in Cattolica insegna questa disciplina.

 

Carlo Castronovo, un maestro delle parole del diritto

A celebrare il 15 novembre il professor Carlo Castronovo , c’erano tanti allievi, che da lui hanno appreso “le parole del diritto”, come recita il titolo degli studi in suo onore. Ma c’erano anche tanti colleghi dell’Università Cattolica, che con lui hanno condiviso gli anni della sua ricca attività accademica, e tanti docenti di atenei sia nazionali sia internazionali, giunti dagli Stati Uniti, dal Perù, dalla Germania e dalla Scozia. È stato proprio il rettore Franco Anelli , anche in veste di giurista, a ribadire nel convegno “ La scienza del diritto civile e la sua dimensione internazionale ” la solennità e l’importanza dell’evento che, non a caso, si è tenuto nell’aula cosiddetta degli “atti accademici”. Una cerimonia, ha proseguito il rettore Anelli, che rinverdisce la tradizione degli “studi in onore”, richiamando due concetti relativi all’essere maestro e alla scuola scientifica: «Carlo Castronovo ha dato continuità a una scuola e ha raccolto un metodo tenendolo vivo. Anche il preside della facoltà di Giurisprudenza Stefano Solimano si è associato ai festeggiamenti per «un riconosciuto maestro del diritto che ha professato per quarant’anni e si è formato qui in Cattolica, è stato ospite del collegio Augustinianum, e ha spezzato il pane della scienza ai suoi allievi». Facendo velato riferimento alla sua esperienza di studente matricola del corso di Istituzioni di diritto privato del professor Castronovo, ha parlato di «docente leggendario, che ha introdotto generazioni di studenti nel santuario del diritto». Il professor Andrea Nicolussi , a nome degli allievi, ha fatto riferimento alla cura per la parola, richiamata nel titolo degli studi in onore: «L’estetica non è secondaria nel diritto.

 

Che tragedia questo processo

milano Che tragedia questo processo Nelle opere dei maggiori tragediografi greci erano già presenti archetipi giuridici che sono entrati anche nella nostra Costituzione. I più grandi tragediografi della cultura classica occidentale come Eschilo, Sofocle ed Euripide tratteggiarono i fondamenti giuridici che sono entrati anche nell’ossatura della nostra costituzione. La fecondità di testi come Edipo Re e Antigone di Sofocle si radica nel fatto che il mito, già nelle sue rappresentazioni sceniche originarie, è una rielaborazione di vicende legate all’attualità. George Steiner parla di un’energia di reiterazione nei testi della tragedia antica, una forza che accumuna gli uomini di ogni tempo che si coglie attraverso il dato del presente». I temi affrontati sono molteplici: uno dei più interessanti è quello sulla fallibilità dell’uomo che ritroviamo nell' Edipo Re di Sofocle. Edipo è principe di Corinto e come ogni altro essere umano cade vittima della tragedia della conoscenza quando scopre che l’uomo che ha ucciso è suo padre e la donna che sposerà successivamente è sua madre. Tragedie come le Eumenidi di Eschilo venivano inscenate in un periodo precedente alle riforme di Clistene in cui erano i membri dell' areopago (aristocratici ateniesi) che giudicavano chi commetteva delitti di sangue come nel caso di Oreste che uccise la madre per vendetta.

 

Col magistrato il diritto va a teatro

milano Col magistrato il diritto va a teatro Canzoni eseguite dal vivo e spezzoni di film sono il linguaggio con cui Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, avvicina la giustizia alle persone. È l'intento dello spettacolo Un diritto... messo di traverso del magistrato Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, che si è tenuto giovedì 22 febbraio alla presenza degli studenti della facoltà di Giurisprudenza e del preside Gabrio Forti . L'idea nasce dalla lunga esperienza di Cosentino nelle aule di Tribunale, anche in zone di mafia come Taranto e Locri, e racconta con parole semplici il difficile rapporto tra il cittadino e il mondo del diritto, spesso visto come qualcosa di distante dalla vita quotidiana. L'opera, che racchiude canzoni di autori come Fabrizio De André e Roberto Vecchioni che parlano di giustizia e giudici, è stata scritta in appena una decina di giorni: «Sono tutte cose che già avevo dentro di me» prosegue. Cosentino, che è anche critico teatrale e docente di Giurisprudenza all'Università del Salento, ripercorre i vari modi in cui arte, cinema e letteratura hanno declinato la figura del giurista nel corso dei decenni. Il messaggio che il testo vuol lanciare è che la legalità non si fa soltanto applicando leggi e codici ma soprattutto educando alla cultura, al bello e all'arte. Dentro ai fascicoli processuali, che compaiono fisicamente sul palco, non ci sono solamente dei fogli ma vite intere e maneggiarli significa avere a che fare con storie di persone vere.

 

Consulta, la lezione di Giuliano Amato

MILANO Consulta, la lezione di Giuliano Amato Giovedì 4 maggio , per il ciclo “La Corte costituzionale e l'economia”, promosso dai dipartimenti di Diritto privato e pubblico dell’economia e di Economia e finanza, parlerà a Milano del tema “La Corte costituzionale e la concorrenza”. aprile 2017 La Corte Costituzionale e la concorrenza : è questo il titolo dell’incontro conclusivo del ciclo “La Corte costituzionale e l’economia” che si terrà giovedì 4 maggio alle ore 15 nell’Aula Pio XI (largo Gemelli, 1 - Milano). Dopo i saluti istituzionali del rettore Franco Anelli e dei professori Alessandro D’Adda e Luca Colombo , rispettivamente direttori del dipartimento di Diritto privato e pubblico dell’economia e di Economia e finanza, interverranno al dibattito i docenti dell’Ateneo Enzo Balboni , Pasquale De Sena e Michele Grillo . I problemi della ‘Costituzione economica’ sono da sempre al centro dell’attenzione della Corte costituzionale e lo sono stati a maggior ragione negli ultimi anni, durante i quali ai giudizi sulla normale produzione legislativa si sono affiancati quelli sulle misure adottate sotto l’urgenza della crisi. Per converso, anche le decisioni di Palazzo della Consulta hanno attirato attenzione, commenti e critiche per le loro implicazioni economiche. cortecostituzionale #economia #concorrenza #diritto Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Corporate crimes, a difesa delle vittime

MILANO Corporate crimes, a difesa delle vittime Un innovativo progetto di ricerca-azione, finanziato dalla Commissione Europea e condotto dal Centro studi “Federico Stella” tra chi ha subito illeciti commessi da società commerciali, sarà presentato il 13-14 ottobre in un convegno internazionale a Milano. settembre 2016 Una tipologia di vittime tanto vulnerabile quanto numerosa. È l’enorme platea di persone, computabile in milioni a livello mondiale, offese da reati commessi da società commerciali implicanti danni alla vita, alla salute o all’integrità fisica. Individui e comunità esposti a una vittimizzazione per lo più invisibile o misconosciuta ma non meno grave rispetto a quella prodotta dalla criminalità comune e, pertanto, non meno bisognosa di reclamare una risposta urgente dalle istituzioni della giustizia. Implementation of Directive 2012/29/EU for victims of corporate crimes and corporate violence» saranno presentati nel corso del convegno internazionale Victims &; Corporations. Rights of Victims, Challenges for Corporations, Potentials for New Models of Criminal Justice in programma nelle giornate di giovedì 13 e venerdì 14 ottobre ( Aula Magna , largo Gemelli 1 – Milano). Per maggiori dettagli sul progetto e sul convegno: www.victimsandcorporations.eu #corporatecrimes #corporateviolence #giustizia #diritto Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Corporate crimes, vittime da difendere

MILANO by Fabio Gino Seregni | 10 novembre 2016 Corporate crimes, vittime da difendere Un progetto del Centro studi Federico Stella elabora linee guida per i legislatori e gli operatori del diritto in Germania, Italia e Belgio, per garantire protezione a chi è danneggiato dai reati di società e multinazionali. La presentazione in un convegno I crimini economici delle corporations, la tutela delle vittime in una prospettiva europea e la ricerca di nuove forme di giustizia penale sono stati i temi al centro del convegno internazionale “Victims and Corporations. Il numero delle vittime di tali reati, in particolar modo in relazione agli illeciti che hanno conseguenze sull’ambiente e la sicurezza dei prodotti alimentari e farmaceutici, sarà inesorabilmente destinato a crescere in futuro a causa dei lunghi periodi di latenza delle patologie derivanti dall’esposizione agli agenti tossici. Come ricordato dalla professoressa Claudia Mazzucato , docente di Diritto penale all’Università Cattolica, questi crimini assumono i lineamenti del “cavallo di troia” , perché spesso derivano dalla promessa, non mantenuta, da parte delle corporations di portare progresso e benessere alla società. Lo scopo primario del progetto è, dunque, elaborare linee guida per i legislatori e gli operatori del diritto dei tre Paesi coinvolti che, sulla base dell’esatta comprensione degli specifici bisogni della vittima, garantiscano una completa protezione di quest’ultima mediante l’impiego di strumenti di tutela personalizzati. Sono seguite significative testimonianze di associazioni di vittime da reato, tra cui quella di Bruno Pesce , esponente dell’Associazione Familiari Vittime Amianto (AFeVA) di Casale Monferrato, e del mondo imprenditoriale, quale quella di P ier Giuseppe Biandrino , direttore Legal e Corporate Affairs di Edison S.p.A. Di seguito gli interventi di John Braithwaite , docente di Criminologia all’Università Nazionale d’Australia e fondatore di RegNet (the Regulatory Institutions Network), Adán Nieto Martín , professore di Diritto penale all’Università di Castilla La Mancha, e Paulo Pinto de Albuquerque , giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

 

Covid-19 e salute nei luoghi di lavoro

Roma Covid-19 e salute nei luoghi di lavoro Un metro di distanza è sempre sufficiente? La mascherina deve essere utilizzata nello svolgimento delle mansioni? Queste e altre domande cercano risposta per la ripresa del sistema produttivo. Ma premesso che il datore di lavoro è, in ogni caso, responsabile per l’adozione di misure adeguate a tutelare l’integrità psico-fisica dei suoi dipendenti (art. Però, rispettate queste misure di sicurezza, se pur adattate con la necessaria diligenza, non potrà essere ritenuto responsabile, né penalmente né civilmente, dell’eventuale ”infortunio” sul lavoro consistito nel contagio. Sapere chi deve dare risposte a queste domande sulla base dell’orientamento scientifico prevalente è un punto che può condizionare la ripartenza del sistema produttivo. Sarebbe auspicabile evitare ambiguità, tenuto soprattutto conto che la percezione delle corrette misure di sicurezza (come dimostra l’evoluzione giornaliera del dibattito scientifico) appare piuttosto dinamica perché, a dire il vero, piuttosto incerta è la conoscenza del rischio che dobbiamo fronteggiare. Restando chiaramente del tutto impregiudicato il regime delle responsabilità civili e penali per coloro che, inopinatamente, non rispettassero le regole (più che raccomandazioni) di riferimento. docente di Diritto del Lavoro alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, campus di Roma #lavoro #sicurezza #coronavirus #diritto Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Covid, serve certezza sulle responsabilità delle imprese

Il professor Marco Marazza , intervistato dal Quotidiano Lavoro del Sole 24 Ore, spiega che «il punto è che il codice civile impone al lavoratore di adottare tutte le misure che secondo le teorie scientifiche prevalenti sono idonee a tutelare la salute del lavoratore. Ma qui, per un verso, siamo di fronte a un rischio di natura generica che esiste nei luoghi di lavoro come a casa. E, per l’altro, sono state definite dall’autorità le misure cautelari idonee a prevenire il rischio di contagio sulla base di indicazioni formulate sulla base delle teorie scientifiche prevalenti. Certamente si tratta di misure che potranno e dovranno essere aggiornate dall’autorità governativa, in base all’evoluzione degli studi medici, ma altrettanto certamente non si può chiedere al datore di lavoro di individuarne altre andando lui a cercare quale è la tesi scientifica prevalente nel panorama mondiale». In questo quadro, secondo il professor Marazza, sarebbe opportuna una norma che chiarisca obblighi e reponsabilità del datore di lavoro e dell’impresa e tutele del lavoratore. Vai al Sole 24 Ore] #diritto del lavoro #imprese #lavoratori #covid Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Diritto del lavoro, en plein Cattolica

MILANO Diritto del lavoro, en plein Cattolica A Cecilia Rimoldi e Roberto Pettinelli , laureati in Giurisprudenza, i premi intitolati a Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato, promossi dall’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale. settembre 2018 Ampio successo quest’anno per l’Università Cattolica al XIX Congresso nazionale dell’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale (Aidlass), prestigiosa organizzazione che riunisce professori, magistrati, professionisti e cultori di questo ramo del diritto. Nella splendida cornice del centro storico di Palermo, nel Teatro Santa Cecilia, dal 17 al 19 maggio 2018, giuslavoristi provenienti da tutta Italia hanno discusso sulla retribuzione, introdotti al tema dalle magistrali relazioni di illustri professori. Nel pomeriggio del 18 maggio si è poi svolta l’attesissima consegna dei premi che ogni anno l’associazione attribuisce per le migliori tesi di laurea e dottorato, intitolati alla memoria, rispettivamente, di Ludovico Barassi e Francesco Santoro Passarelli, grandi giuristi del passato che hanno dato lustro al Diritto del lavoro. l premio “Santoro Passarelli” è stato invece assegnato a Roberto Pettinelli, già laureato in Giurisprudenza dell’Università Cattolica , che ha conseguito in largo Gemelli il dottorato di ricerca in “Diritto del lavoro e relazioni industriali” con la dissertazione “La gestione del dissenso collettivo. Fondamento e limiti del principio di maggioranza tra valorizzazione del dettato costituzionale e rafforzamento dell'ordinamento intersindacale”, scritta sotto la guida del professor Vincenzo Ferrante , ordinario di diritto del lavoro della facoltà di Giurisprudenza. Questi importanti riconoscimenti testimoniano non soltanto la bravura di Cecilia e Roberto, ma anche la vitalità della scuola di diritto del lavoro della Cattolica, che, anche dopo la scomparsa di un maestro come Mario Napoli (1945-2014), continua a formare giuslavoristi eccellenti.

 

Diritto tributario, 45 nuovi diplomati

milano Diritto tributario, 45 nuovi diplomati Cerimonia di consegna dei diplomi ai partecipanti alla settima edizione del master di secondo livello, con la lectio del professor Edoardo Traversa, dell’Université Catholique di Louvain. maggio 2019 Sono 45 gli studenti diplomati per la settima edizione del master di secondo livello in Diritto tributario . Alla cerimonia di consegna dei diplomi universitari, promossa e coordinata dal direttore Maurizio Logozzo , docente di Diritto tributario nella facoltà di Economia , hanno partecipato numerosi docenti di altre prestigiose Università italiane, nonché i vertici dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza. Un successo decretato anche dal numero degli iscritti della ottava edizione, che ha raggiunto il numero massimo di quarantacinque studenti frequentanti, tra giovani avvocati, giovani commercialisti, funzionari dell’Agenzia delle Entrate ed Ufficiali della Guardia di Finanza. L’incontro tra il mondo accademico e i rappresentanti delle professioni, dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza, ha testimoniato la natura e l’impostazione didattica del Master, che si caratterizza per l’approccio dialogico, il costante confronto tra principi teorici e attuazione pratica del rapporto tributario. Tutto ciò ha reso il master di Diritto Tributario della Cattolica un punto di riferimento nazionale per la preparazione e l’aggiornamento di giovani professionisti e funzionari dell’Amministrazione finanziaria. È testimonianza del livello di eccellenza raggiunto, non soltanto il numero degli iscritti alla settima edizione, ma anche il corpo docente costituito da più di ottanta professori universitari provenienti da quasi tutte le Università italiane, nonché professionisti di altissimo livello, responsabili fiscali d’azienda e da funzionari dell’Amministrazione finanziarie.

 

Diritto tributario, il master fa scuola

cattolicapost Diritto tributario, il master fa scuola Oltre al successo in termini di iscrizioni, il corso di secondo livello dell’Università Cattolica è diventato un punto di riferimento nazionale per la preparazione e l’aggiornamento di giovani professionisti e funzionari dell’Amministrazione finanziaria. giugno 2018 Sono 43 i diplomati della sesta edizione del master di secondo livello in Diritto tributario . Hanno ricevuto i diplomi universitari nel corso della cerimonia che si è svolta nell’aula magna della sede di largo Gemelli a Milano lo scorso 20 aprile, alla presenza di numerosi docenti tributaristi di altre prestigiose Università italiane, dei vertici dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza. L’evento, promosso dal direttore del master Maurizio Logozzo , docente di Diritto tributario nella facoltà di Economia dell’Università Cattolica, si è chiuso con la lectio del professor Antonio Felice Uricchio , rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, sul tema “ Il Fisco promozionale: carattere e funzione delle agevolazioni fiscali ”. L’incontro tra il mondo accademico e i rappresentanti delle professioni, dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza, ha testimoniato la natura e l’impostazione didattica del master, che si caratterizza per l’approccio dialogico, il costante confronto tra principi teorici e attuazione pratica del rapporto tributario. A testimoniarlo, non è solo il numero degli iscritti alla sesta edizione, ma anche il corpo docente costituito da più di ottanta professori universitari provenienti da quasi tutte le Università italiane, nonché professionisti di altissimo livello, responsabili fiscali d’azienda e da funzionari dell’Amministrazione finanziarie. Un successo decretato anche dal numero degli iscritti della settima edizione, che ha raggiunto il numero massimo di quaranta studenti frequentanti, tra giovani avvocati, giovani commercialisti, funzionari dell’Agenzia delle Entrate ed Ufficiali della Guardia di Finanza.

 

Esiste un diritto a migrare?

È il taglio con cui il fenomeno migratorio è stato affrontato nell’incontro “La questione migratoria tra giustizia, diritto e antropologia”, introdotto dal professor Giovanni Bombelli, docente di filosofia del diritto all’Università Cattolica. “ Giustizia o umanità? Come e perché le società sviluppate devono rispondere al problema migratorio ” è il problema che si è posto la professoressa Isabel Trujillo , docente di filosofia del diritto all’Università degli studi di Palermo. Tanti i temi toccanti durante la sua lezione, anche se tutti inseriti all’interno di un ragionamento più ampio, incentrato sulle teorie della giustizia e su come queste possano essere collegate al tema delle migrazioni. Il professor Fabio Macioce , docente di filosofia del diritto alla Lumsa, si è soffermato sulla questione delle frontiere e del diritto all’inclusione. Il relatore ha esordito esprimendo perplessità in merito al meccanismo di funzionamento delle frontiere, che può ritenersi opaco, «perché ci sono persone che vivono proprio dove ci sono i confini e di conseguenza diventa difficile stabilire chi sta dentro e chi fuori». Spostare dunque l’attenzione dallo status sull’agency: ciò che è importante è quello che i migranti fanno, il modo con cui si integrano e interagiscono con la comunità di destinazione». migrazioni #migranti #diritto #giustizia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Giustizia e letteratura al Festival del diritto

by Velania La Mendola | 16 settembre 2016 L’edizione 2016 del Festival del Diritto , in calendario a Piacenza dal 23 al 25 settembre , di cui l’Università Cattolica è uno degli enti promotori, è dedicata al tema della " Dignità ". Intervengono Alessandra Ballerini , Emanuele Maffi, Alessandra Ballerini , già avvocata di strada a Genova, racconterà la migrazione di persone che abbandonano la propria terra di origine, devastata dalla guerra, per inseguire il sogno di una vita migliore in altre zone del mondo. Scopo dell’incontro è riflettere sulla non autosufficienza sotto diverse prospettive: quella costituzionalistica, che muove dal presupposto di uno stato sociale sempre più in crisi; quella civilistica, che si sofferma sull’amministrazione di sostegno; quella pratica, che considera il ruolo del magistrato rispetto all’esigenza di effettività della tutela del non autosufficiente. Di Seguito quelle promosse da Caffexpo , a cura del Centro di Ricerca per lo sviluppo sostenibile Opera, Alta Scuola di dottorato Agrisystem, Università Cattolica di Piacenza e Associazione Piace Cibo Sano. settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ - CONSUMO DI CIBO: LA DIGNITÀ DI UNA SCELTA CONSAPEVOLE NEL MERCATO ODIERNO Coordina il professor Ettore Capri . Intervengono Miriam Bisagni, Antonia Corini, Agostino Macrì, Donatello Sandroni, Marco Trevisan 24 settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL MONDO VEGETALE: IL RAPPORTO CONTROVERSO DELL’UOMO CON LE PIANTE coordina il professor Ettore Capri. Intervengono Matteo Andreozzi, Miriam Bisagni, Roberto Defez, Beatrice La Porta, Marco Trevisan 25 settembre - 11.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL RUOLO DEGLI SCIENZIATI coordina il professor Ettore Capri .

 

Globalizzazione, la lezione di Bazoli

SCIENZE POLITICHE E SOCIALI Globalizzazione, la lezione di Bazoli In occasione del conferimento del premio internazionale “Francesco Vito”, il presidente emerito di Intesa Sanpaolo ha affermato che «ci troviamo a un bivio storico». La video-intervista by Davide Arcuri | 05 dicembre 2018 «Alla globalizzazione intesa come apertura dei mercati, avvicinamento delle popolazioni, circolazione di beni, di servizi e di informazioni non ci si può opporre». Parola di Giovanni Bazoli , presidente emerito di Intesa Sanpaolo a cui la facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica ha conferito il Premio internazionale “Francesco Vito” . Secondo Bazoli in quel momento di egemonia assoluta da parte degli Stati Uniti e di tutto il mondo occidentale, si è persa l’occasione di costruire un sistema in grado di venire incontro ai bisogni del mondo intero. Per il presidente emerito di Intesa Sanpaolo «perché vi sia una correzione del processo di globalizzazione occorre che si applichi una disciplina capace di salvaguardare il rispetto di valori marginalizzati come il liberalismo, la tutela dei diritti umani, lo stato di diritto e il costituzionalismo democratico. Nel corso della sua carriera, Giovanni Bazoli, è stato al vertice del più importante istituto di credito italiano, ma non nasconde una certa nostalgia nel ricordare il tempo trascorso presso l’Università Cattolica: «Mi è sembrato oggi di ritornare a casa» ha commentato. Il rettore Anelli ha fatto notare che «un giurista ha ricevuto un riconoscimento dedicato a un economista» e ha espresso la gratitudine dell’Ateneo a Giovanni Bazoli, che ha contribuito a portare l'Ateneo a Brescia negli anni ’60 e sta sostenendo il progetto della nuova sede.

 

Grozio, un filosofo contro la guerra

Brescia Grozio, un filosofo contro la guerra Nel 1625 il filosofo denunciava la guerra come antinaturale e attribuiva ai trattati il compito di regolare i rapporti tra gli Stati, gettando le basi per diritto naturale e laicità. Eppure visse cinque secoli fa. Ci troviamo a cavallo tra il periodo tardo-rinascimentale e il periodo barocco: l’Europa è devastata da epidemie e guerre e in particolare dall’anno 1618 con l’inizio della guerra dei trent’anni. Nel 1625 pubblicò la sua opera più importante, “De juri belli ac pacis”, di cui ha parlato lo scorso uno marzo il professore fra’ Fausto Arici nella conferenza “Diritto della pace e della guerra”, promossa nella sede di Brescia della facoltà di Scienze politiche e sociali. Nel trattato del 1625 Grozio denuncia la guerra come un fattore antinaturale poiché può essere considerata giusta solo se è vista come ultima opzione o se serve a punire lo Stato che abbia violato i patti, fallito ogni tentativo di conciliazione. Grazie ai patti e alla costruzione di una società basata su regole gli uomini stabiliscono di creare una società basata sulla politica che si sottomette alle autorità. Per il Giusnaturalismo non esistono solo le leggi di chi comanda ma esistono le leggi naturali non scritte che sono superiori alle leggi di un sovrano. Le leggi di un’autorità non dovrebbero mai contrastare con il diritto naturale ovvero quello che i greci un tempo chiamavano “agrafoi nomoi” (leggi non scritte).

 

Il caso Regeni e la tutela dei diritti umani

Piacenza Il caso Regeni e la tutela dei diritti umani Un seminario promosso dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza a cui prenderà parte, tra gli altri, il giornalista di Repubblica Giuliano Foschini, che ha seguito da vicino la vicenda del giovane ricercatore barbaramente trucidato in Egitto. febbraio 2019 Sono passati tre anni dalla barbara fine di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto. La facoltà di Economia e Giurisprudenza dell'Università Cattolica di Piacenza ha organizzato per venerdì 22 febbraio alle ore 10 un seminario per ricordare la vicenda e riflettere sulla tutela dei diritti umani nel mondo e la definizione del reato di tortura. È previsto, inoltre, un intervento a distanza dell'avv. Alessandra Ballerini , legale della famiglia Regeni, che potrà illustrare l'attuale stato delle indagini sull'omicidio Regeni e le difficoltà che tuttora si riscontrano nell'ottenere una piena collaborazione da parte delle Autorità egiziane. regeni #diritto #dirittiumani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il diritto di piangere i nostri morti

Ognuno è chiamato a prendere delle decisioni per proteggere sé stesso e gli altri. Ma, leggendo il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) dell’8 marzo 2020, articolo 1, comma 1, lettera i, e il decreto del 9 marzo, articolo 1, comma 1, non posso non pormi delle domande. Di fronte alla morte non basta liquidare l’argomento con la benedizione della salma e della tomba, sospendendo i funerali. La perdita di una persona cara è un’esperienza drammatica, che necessita di spazi adeguati per vivere il lutto nella sua dimensione personale e sociale, oltre che religiosa. Il funerale permette, nella nostra cultura, di vivere il cordoglio e iniziare una corretta elaborazione. Non celebrare funerali pubblici oggi è comprensibile, risponde ad un’esigenza straordinaria di salute pubblica, ma non celebrare i funerali affatto, neanche in forma privata alla presenza dei parenti stretti, rispettando le distanze di sicurezza, introduce a mio parere un elemento di disumanità e crudeltà intollerabile, lede i diritti umani. continua a leggere su “Tempi”] #morti #funerali #diritto #coronavirus Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il diritto per uno sport più pulito

Il corso di alta formazione sui profili giuridici del doping è promosso dall’ Alta scuola "Federico Stella" sulla Giustizia penale dell’ateneo in collaborazione con Olympialex e con l’associazione italiana degli avvocati dello sport. Il corso intende rispondere alla crescente domanda degli avvocati e degli appassionati di diritto sportivo di approfondimento dei problemi legali e delle soluzioni operative che circondano l’attività di assunzione di sostanze dopanti e l’adozione di pratiche mediche proibite da parte degli atleti di varie discipline sportive. Il corso si avvale della partecipazione, in qualità di docenti, di numerosi legali di comprovata esperienza e di fama internazionale e prevede un programma intensivo di lezioni caratterizzate da un continuo scambio tra teoria e prassi. Si svolgerà dal 20 ottobre al 6 dicembre all’Università Cattolica, con cinque giornate di lezione e un workshop per un totale di 24 ore di formazione frontale. Sono ancora aperte le iscrizioni, ulteriori informazioni sul sito asgp.unicatt.it Il corso verrà presentato durante una tavola rotonda che avrà luogo venerdì 4 ottobre 2019 , a partire dalle ore 14.00, presso la Sala Sant’Ambrogio (cortile della Basilica di Sant’Ambrogio - ingresso da Largo Gemelli 1, Milano).