La tua ricerca ha prodotto 59 risultati per diritto.
Stai visualizzando i risultati 1 - 25:

Marianna, a Vienna per il Gran Ballo con il diritto nel cuore

Studenti Marianna, a Vienna per il Gran Ballo con il diritto nel cuore La studentessa di Giurisprudenza ha rappresentato l’Italia all’Opernball viennese e vanta già un’esperienza nel mondo del cinema. Marianna Taormina , studentessa di origine siciliana iscritta al secondo anno della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, ha coronato il sogno di rappresentare l’Italia all’Opernball di Vienna. Gli esami sostenuti nel primo anno di università sono andati bene e l’hanno rafforzata nell’interesse per gli studi giuridici, consapevole della necessità del diritto e dell’importanza della giustizia nel permeare i rapporti sociali dell’uomo. In più - dice Marianna - ho scelto di risiedere al Collegio Paolo VI, dove ho trovato “una seconda famiglia” che mi fa pesare meno la lontananza dalla mia terra e dai miei familiari». Sostenuta e incoraggiata dai miei genitori, nel 2018 ho partecipato a Jesolo alle semifinali di Miss Italia e sono stata eletta Miss Sorriso» racconta Marianna. Incoraggiata da questo successo, nello stesso anno ho partecipato al Gran Ballo Viennese delle debuttanti di Roma, forte dei dieci anni in cui ho praticato danza classica, e così sono stata scelta a rappresentare l’Italia all’Opernball di Vienna, sogno che si è avverato il 28 febbraio 2019. Nel tempo libero mi rilasso con una passeggiata sui Navigli e penso di partecipare a corsi di recitazione e danza classica e moderna».

 

La tutela costituzionale della salute

Milano La tutela costituzionale della salute Un convegno celebra i primi due anni della rivista on line Corti supreme e salute. Nuove prospettive per il Diritto sanitario by Agostino Picicco | 07 febbraio 2020 Il diritto sanitario da branca specializzata del diritto amministrativo sperimenta un approccio più diretto con il diritto costituzionale. All’incontro, declinato sui temi del diritto alla salute in relazione al gioco d’azzardo, al fine vita e alla responsabilità sanitaria, sono intervenuti accademici, magistrati ed esponenti di primo piano del settore. Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ha fatto pervenire una sua dichiarazione: «Non basta una sentenza della Corte costituzionale che rende legittimo l’aiuto al suicidio in certe condizioni per parlare di un diritto alla morte. Penso al contrario che ci sia un diritto alla vita innanzitutto». Il presidente Sodis, Gian Paolo Zanetta , ha dato merito di questa “evoluzione” del diritto sanitario al professor Renato Balduzz i, docente di Diritto costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza, nella sua veste di direttore nonché promotore e animatore della rivista Corti supreme e salute. Lo stesso Balduzzi, nel suo intervento, ha ribadito la componente pluridisciplinare della rivista che si avvale di un lavoro meritorio che coinvolge anche gli studenti e non solo i professori universitari.

 

Il lato oscuro dell’arbitrato internazionale

A fare chiarezza su questo metodo è stato Ugo Draetta , già ordinario di Diritto dell’Unione europea all’Università Cattolica, a partire dalla presentazione del suo ultimo libro The Dark Side of Arbitration (Juris, 2018), svoltasi il 21 febbraio alla presenza di docenti e studenti della facoltà di Scienze politiche e sociali. Già ordinario di Diritto dell’Unione europea all’Università Cattolica, Ugo Draetta è un profondo conoscitore del mondo dell’arbitrato internazionale avendo maturato una lunga esperienza in questo ambito prima come legale d’impresa, poi dal 2000 come arbitro indipendente coinvolto in più di 80 procedimenti arbitrali. Nel corso della presetnazione i relatori si sono confrontati su alcune tematiche del volume, ovvero il metodo di composizione stragiudiziale delle controversie, intercorse tra soggetti di diritto di diversi Stati, che deferisce la decisione ad arbitri (anche in collegio) scelti dalle parti. Emerge altresì la passione e lo spirito costruttivo con cui ha affrontato il suo impegno in vista del bene comune onde evitare atteggiamenti scorretti. arbitrato #draetta #diritto Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Borse di studio, c’è tempo fino al 30 settembre per presentare le domande

Per il nuovo anno c’è tempo fino al 30 settembre per presentare la domanda di borsa di studio. Ancora più preoccupanti sono le stime effettuate dall’ Osservatorio Talents Venture che prevedono una riduzione del numero di immatricolati nell’aa. di circa 35.000 unita (-11% rispetto all’anno precedente) se la contrazione del Pil a fine anno dovesse essere del 9,1% come stimato dal Fondo Monetario Internazionale. Se dunque attualmente 2.576 (81%) studenti risultano coperti dai fondi regionali, i restanti 727 (19%) ne resterebbero esclusi e andrebbero a costituire la categoria di idonei non beneficiari: la manovra con fondi propri dell’Ateneo garantisce a tutti gli stessi diritti, assegnando al 100% degli aventi diritto il beneficio della borsa di studio. Gli studenti interessati possono controllare la propria posizione accedendo all’area MyEDUCatt e visualizzare l'esito nella sezione Servizi per Anno Accademico 2019/2020, cliccando il pulsante “Fascicolo Elettronico” e selezionando il rigo inerente la “Graduatoria Finale” delle Borse di Studio Educatt a.a. Per l’a.a. 2020-2021 è ancora possibile – fino al 30 settembre – presentare domanda di borsa di studio accedendo all’area MyEDUCatt. educatt #borse di studio #diritto allo studio Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Nomina pontificia per Renato Balduzzi

Nell’atto di nomina della Commissione, effettuato con provvedimento del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, su mandato del Santo Padre, è stata ribadita l’importanza di tale organismo in particolare in questo periodo di emergenza sanitaria. Il Cardinal Pietro Parolin ha altresì dato indicazioni e suggerimenti per una nuova fase dell’attività della Pontificia Commissione per un servizio sempre autorevole ed efficace al mondo della sanità cattolica. Il professor Balduzzi, tra i massimi esperti di diritto costituzionale della salute e di diritto sanitario, è stato ministro della Salute, deputato, componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Attualmente è anche presidente dell’Associazione Vittorio Bachelet. nomine #santasede #diritto Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La legge che incarna la giustizia

Massimo Cacciari, infatti, insieme all’esperienza di filosofo e di docente universitario, è stato uomo politico e sindaco di Venezia. Natalino Irti, all’esperienza accademica di professore di diritto civile e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, ha unito l’attività pratica svolta nelle vesti sia di avvocato sia di presidente del Credito Italiano e di altri incarichi ricoperti in imprese di stato. Il diritto, come tecnica guidata dalla logica, con i principi di fede e di ragione dà un senso alle regole. Secondo lo storico della filosofia dell’Ateneo la legge rappresenta una trascendenza che rischia di avere difficoltà a fare i conti con la quotidianità, presentando la convivenza civile “tra contesa nella giustizia o giustizia nella contesa”. Nel suo intervento Cacciari ha ripreso il concetto della politica come arte e della giustizia che se non si incarna in una norma è come un fantasma, non produce effetto o soluzioni. Per questo la giustizia deve trovare il modo di tradursi nella concretezza di misure effettive. Di qui l’importanza di un rapporto sinergico tra giustizia e legge, principi e norme chiare e di pratica attuazione per non perdere di vista la contingenza della quotidianità e delle soluzioni alle questioni ordinarie del vivere comune.

 

Lo stato sociale alla prova del XXI secolo

Milano Lo stato sociale alla prova del XXI secolo Il welfare state, come si è formato sulla Costituzione e sulle tradizioni del secolo scorso, si trova a fronteggiare la sfida di un lavoro che cambia. L’iniziativa, organizzata dal master in Consulenza del lavoro e direzione del personale ( Mucl ) e dal Centro europeo di diritto del lavoro e relazioni industriali ( Cedri ) in collaborazione con l’Associazione nazionale consulenti del lavoro di Milano (Ancl), si è svolto venerdì 24 gennaio nella Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica. Un’occasione per riflettere a 360 gradi sull’evoluzione dello Stato sociale e per esaminare tutti i temi che sono all’ordine del giorno: il reddito di cittadinanza, la disciplina del lavoro, i servizi per l’impiego e tutte le altre provvidenze che il welfare state è andato costruendo negli ultimi anni. Si tratta appunto di capire se alcune strutture del welfare sono ancora attuali o se invece richiedono un profondo ripensamento», ha fatto eco Vincenzo Ferrant e, docente di Diritto del lavoro nella facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo e tra i promotori dell’iniziativa. E ha spiegato: «Lo stato sociale così come si è venuto formando sulla Costituzione del ’47 e sulle tradizioni del ventesimo secolo si trova adesso a fronteggiare la sfida di un lavoro che cambia, che diventa sempre più precario, sempre più flessibile, sempre più internazionalizzato. Basti pensare alla differenza tra retribuzione corrispettiva e integrativa (non previdenziale), e ai conflitti tra lavoro subordinato e autonomo (gli autonomi sono 5 milioni e mezzo, i subordinati 18 milioni, con un rapporto di quasi 1 a 4, indice evidente di come il panorama lavorativo non si esaurisce nel rapporto di lavoro subordinato). La crisi non è crisi economia ma giuridica, occorre trovare occasioni di lavoro che non sono quelle usuali, ma il lavoro va sempre sviluppato e difeso».

 

La professoressa Malaguti alla guida di Unidroit

Nomina La professoressa Malaguti alla guida di Unidroit La giurista della facoltà di Economia è stata nominata dal ministro degli Affari esteri alla presidenza dell’organizzazione internazionale per l’uniformazione del diritto privato con sede a Roma. Tra gli obiettivi, l’attenzione all’intelligenza artificiale 07 agosto 2020 Maria Chiara Malaguti , ordinario di diritto internazionale presso l’Università Cattolica nelle sedi di Roma e di Milano, è stata nominata presidente di Unidroit dal Ministro Luigi Di Maio. Prima donna a ricoprire quell’incarico, prenderà il posto che ha occupato per due mandati il professor Alberto Mazzoni, ordinario di diritto commerciale anch’egli presso il nostro Ateneo, prematuramente scomparso l’anno scorso. Spero di saper portare avanti le tantissime idee che Alberto aveva, che peraltro avevano radici nella sua grandissima conoscenza della storia di Unidroit e quindi delle scelte che avevano fatto i suoi predecessori - ha dichiarato la professoressa -. Oggi Unidroit si apre sempre di più al rapporto tra gli studiosi e gli operatori del mercato ed è attenta ai temi di maggiore attualità, come l’Intelligenza artificiale, cercando di interpretarli entro le categorie più ampie del diritto. Trovo però molto interessanti i progetti sul contract farming , che servono anche tanto ai Paesi in via di sviluppo, e tutti quelli sugli strumenti di finanziamento, che servono all’accesso al credito soprattutto per le piccole e medie imprese. La professoressa Malaguti, da sempre coinvolta nei negoziati multilaterali di uniformazione per l’Italia, è anche chair di uno dei gruppi di lavoro dell’organizzazione sorella Uncitral ed è riconosciuta arbitro internazionale soprattutto per il diritto degli investimenti stranieri.

 

Scomparso Schlesinger, maestro del diritto

Milano Scomparso Schlesinger, maestro del diritto Illustre giurista, fu chiamato a ricoprire la cattedra di Diritto privato dal fondatore dell’Università Cattolica padre Gemelli. Il ricordo dell’allievo e attuale rettore Franco Anelli : «Il mio sforzo di inseguire il modello che sei stato non finirà mai» by Agostino Picicco | 16 marzo 2020 L’Università Cattolica perde uno dei suoi maestri del diritto, il professor Piero Schlesinger . Illustre giurista, noto anche per l’attività di avvocato e di banchiere, e per il garbo e la signorilità che lo hanno sempre contraddistinto, avrebbe compiuto novant’anni il 19 maggio. Laureatosi in Giurisprudenza all’Università di Torino, iniziò nel 1956 l’attività accademica all’Università di Urbino e due anni dopo venne chiamato dal rettore e fondatore dell’Università Cattolica padre Agostino Gemelli a ricoprire la cattedra di Istituzioni di Diritto privato, insegnamento impartito per oltre un trentennio. Dal 1979 al 1990 è stato presidente del Centro italiano di ricerche e d'informazione sull'economia delle imprese pubbliche e di pubblico interesse (CIRIEC). Ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana (1976) e la Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte (1979). Lega il suo nome al celebre manuale di Diritto privato, del quale è stato autore con il collega Andrea Torrente, su cui si sono formate tante generazioni di studenti.

 

Esiste un diritto a migrare?

È il taglio con cui il fenomeno migratorio è stato affrontato nell’incontro “La questione migratoria tra giustizia, diritto e antropologia”, introdotto dal professor Giovanni Bombelli, docente di filosofia del diritto all’Università Cattolica. “ Giustizia o umanità? Come e perché le società sviluppate devono rispondere al problema migratorio ” è il problema che si è posto la professoressa Isabel Trujillo , docente di filosofia del diritto all’Università degli studi di Palermo. Tanti i temi toccanti durante la sua lezione, anche se tutti inseriti all’interno di un ragionamento più ampio, incentrato sulle teorie della giustizia e su come queste possano essere collegate al tema delle migrazioni. Il professor Fabio Macioce , docente di filosofia del diritto alla Lumsa, si è soffermato sulla questione delle frontiere e del diritto all’inclusione. Il relatore ha esordito esprimendo perplessità in merito al meccanismo di funzionamento delle frontiere, che può ritenersi opaco, «perché ci sono persone che vivono proprio dove ci sono i confini e di conseguenza diventa difficile stabilire chi sta dentro e chi fuori». Spostare dunque l’attenzione dallo status sull’agency: ciò che è importante è quello che i migranti fanno, il modo con cui si integrano e interagiscono con la comunità di destinazione». migrazioni #migranti #diritto #giustizia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Prestito, libri a domicilio per i collegiali

È in fase di progettazione una modalità per gestire il prestito in digitale anche dei volumi non presenti nelle piattaforme di prestito disponibili, attraverso l’invio tramite e-mail di una copia digitale che prevedrà le medesime modalità di cessione attive per il prestito. Per l’acquisto delle dispense e dei materiali di studio a circolazione interna l’Ente per il Diritto allo Studio indirizza alla piattaforma digitale tramite la quale è possibile comprare e scaricare via e-mail (solo con dominio icatt.it) i testi necessari alla preparazione degli esami universitari. Per quanto riguarda la pubblicazione, distribuzione e acquisto dei volumi dotati di Isbn ci si continua ad avvalere, come accadeva in precedenza, dei principali e-store (come StreetLib e Ibs ).

 

Adozioni, un puzzle da ricomporre

È un bisogno forte, che riguarda le persone adottate e che non rimanda a una mera questione di informazioni possedute o meno, ma al senso della propria identità e alla necessità di dare continuità alla propria storia. Inoltre si rileva che i searcher sono sia i soggetti che hanno vissuto un’esperienza adottiva meno positiva e manifestano livelli inferiori di benessere psicologico, sia gli adottati con una buona esperienza familiare che cercano per dare completezza alla propria storia» - racconta la psicologa dell’adozione della Cattolica Rosa Rosnati . Le ricerche evidenziano che in generale a presentare domanda sono soprattutto le donne (l’età media è intorno ai 40 anni), che avviano la ricerca a seguito di transizioni di vita rilevanti quali il matrimonio o la nascita di un figlio. (…) Al di là della necessità di sapere se ci sono aspetti medici rilevanti che è opportuno che io conosca, il mio bisogno di conoscenza è dettato da un bisogno profondo di ricomporre tutti i pezzi della mia vita». Il tema della ricerca delle origini si inserisce oggi in un dibattito giuridico molto vivace che in particolare riguarda il rispetto di due diritti, quello dell’adottato che desidera contattare i genitori biologici, e quello della madre biologica di mantenere eventualmente l’anonimato. Le aree esplorate attraverso l’analisi dei testi delle interviste, riguardano da un lato il percorso, nei suoi risvolti pratici ed emotivi, di ricostruzione della propria storia e dall’altro il sostegno che hanno ricevuto o che immaginano di poter ricevere nel corso della ricerca delle proprie origini. L’impianto della ricerca è stato costruito secondo la metodologia partecipativa, in linea con la metodologia relazionale, che rappresenta il cardine dei corsi di laurea triennale e magistrale in “Servizio sociale” della Cattolica con lo scopo di incrementare il sapere degli operatori sociali che si occupano di adozioni.

 

Il diritto? Un’opera d’arte

MILANO Il diritto? Un’opera d’arte La storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Lunedì 16 gennaio a Milano la presentazione di un volume curato dalla professoressa Lauretta Maganzani 13 gennaio 2017 Per molti è solo un insieme di norme, leggi e regolamenti. A testimoniarlo un’interessante e originale iniziativa editoriale raccolta nel volume dal titolo L’arte racconta il diritto e la storia di Roma (Pacini Editore, 2016), curata dalla professoressa Lauretta Maganzani , docente di Diritto romano nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’autrice per la prima volta mette insieme la storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Così il lettore è accompagnato in un itinerario storico, giuridico e artistico appassionante e coinvolgente, capace di svelare le radici più profonde della cultura occidentale, ma anche delle sue più perverse degenerazioni. Le conclusioni del dibattito, moderato da Stefano Solimano , direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche , sono affidate all’autrice del volume. Alla realizzazione del libro hanno collaborato: Virginia Maria de Capitani , Edoardo Caglio , Davide Canzano , Stefano Didoni , Andrea Fogliani , Lucia Frattini , Maria Sofia Gasperini , Gabriele Giovannetti , Luigi Regazzoni , Irene Zappa .

 

Migrazioni, la foto di un fallimento globale

Milano Migrazioni, la foto di un fallimento globale Il corpicino della piccola Angie avvolto nella maglietta del suo papà è solo l’ultima rappresentazione dell’incapacità a governare il fenomeno migratorio e a dare concretezza anche al “diritto a non emigrare”. L’intervento della sociologa Laura Zanfrini 01 luglio 2019 di Laura Zanfrini * Ancora una volta il mondo si dichiara commosso e addolorato di fronte alla fotografia dell’ennesimo cucciolo d’uomo morto tragicamente lungo il tragitto verso la sua “terra promessa”. Ma, prima ancora, la responsabilità di dare concretezza al “diritto a non emigrare”, rispondendo alle istanze di protezione e giustizia rese via via più impellenti dalla crescita delle interdipendenze globali e che nessuna politica migratoria, per quanto “generosa”, sarà mai in grado da sola di soddisfare. La carovana che marcia ostinatamente verso un muro sempre più invalicabile è proprio la rappresentazione plastica di un fallimento globale, quanto lo è il corpicino senza vita della piccola Angie avvolta nella maglietta del suo giovane papà. E tuttavia, in questo momento, è proprio a questo giovane papà, travolto dalle acque violente del Rio Grande e insieme dalla consapevolezza di non essere riuscito a portare in salvo la sua bambina, che va il mio pensiero. Perché questo giovane papà è, suo malgrado, il rappresentante dei tanti padri della migrazione globale che pagano un prezzo molto alto, sebbene spesso sottovalutato. Il papà della piccola Angie, col suo ultimo disperato tentativo di proteggerla tenendola stretta nella sua maglietta, ci ricorda gli sforzi, la sofferenza e il dolore dei tanti padri della migrazione che sognano, al pari delle madri, di riuscire a offrire ai propri figli una vita migliore della loro.

 

Quali garanzie costituzionali per la magistratura

Aspetti su cui è importante fare chiarezza, ha detto il professor Mangia. È da tempo che la magistratura in Italia si trova in una posizione particolare e anomala tanto in termini positivi quanto in termini negativi. Questo genera uno squilibrio sia nell’organizzazione complessiva dello Stato sia nel funzionamento della separazione dei poteri – ha osservato Mangia –. Nella sua doppia veste di docente e di giudice, Giuseppe Verde è riuscito a fornire un’attenta lettura dei problemi connessi all’organizzazione della magistratura, alle interferenze tra CSM e Ministro e alle garanzie di indipendenza della magistratura. Il titolo IV della Costituzione tratteggia il delicato equilibrio costituzionale tra questi poteri e sancisce la competenza del giudice ordinario, la riserva di legge e la soggezione del giudice alla legge (“il giudice bocca della legge”, come si suol dire). Tale equilibrio, a detta del professor Verde, non si è raggiunto in quanto le competenze tra gli organi sono state stravolte da prassi e decisioni giurisprudenziali. Per realizzarlo occorre tenere presente l’attuale contesto sociale, considerare le trasformazioni nel campo del diritto e le prospettive di trasformazione dei principi costituzionali.

 

Sea Watch 3: la lezione di diritto di Carola

l'opinione Sea Watch 3: la lezione di diritto di Carola Il parere giuridico della professoressa Francesca De Vittor sulla vicenda della nave della Ong che non ha rispettato il divieto di fare rotta su Lampedusa. giugno 2019 di Francesca De Vittor * La comandante della nave Sea Watch 3 , Carola Rackete , ha deciso di non rispettare il divieto di ingresso nel mare territoriale italiano e portare finalmente i migranti soccorsi il 12 giugno scorso verso un porto sicuro per lo sbarco. sicurezza-bis, la comandante Rackete, fin dall’inizio dei soccorsi, non ha fatto altro che rispettare un obbligo imposto dal diritto internazionale e dalle leggi sia italiane sia del suo stato di bandiera. decreto sicurezza bis. L’obbligo di soccorso in mare è previsto sia dal diritto internazionale consuetudinario (che nel nostro ordinamento ha valore di diritto costituzionale in base al rinvio operato dall’art. sia dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (CNUDM) e dalla Convenzione di Amburgo sulla ricerca e il soccorso in mare (SAR) (entrambe ratificate dall’Italia e che nel nostro ordinamento hanno valore di legge, anzi superiore alla legge per l’art. Tutti gli stati membri della Convenzione SAR hanno l’obbligo di cooperare affinché il comandante della nave che ha prestato soccorso sia liberato dalla propria responsabilità (ovvero possa far sbarcare le persone soccorse) nel minor tempo possibile e con la minor deviazione dalla propria rotta. L’aver individuato Lampedusa come luogo di sbarco costituisce quindi non solo un comportamento legittimo, ma anche il più ovvio da parte della Comandante che aveva una legittima aspettativa di vedersi assegnare lì un luogo di sbarco.

 

Migranti in mare, cosa dice il diritto

milano Migranti in mare, cosa dice il diritto La vicenda delle navi Open Arms e Iuventa ha portato in primo piano il delicato equilibrio tra dignità delle persone e interessi di una nazione. Tutti ricordiamo le vicende delle navi Open Arms e Iuventa, in cui diritti fondamentali di cui tutte le persone godono sono entrati in conflitto con gli interessi di una nazione. Un tema che ha fatto discutere l’opinione pubblica e che è stato al centro della conferenza che ha messo a confronto, in largo Gemelli, Nicola Canestrini e i professori Gabriele Della Morte e Francesca De Vittor . Canestrini, avvocato penalista, è impegnato nella difesa dell’equipaggio della nave Iuventa dalle accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e, più recentemente, di violenza privata. La Libia non ha ratificato la CNDUM per una questione relativa al tracciato delle linee di base che non ha nulla a che fare con gli obblighi di soccorso. Il caso Iuventa è ulteriormente complicato dal ruolo che il mezzo di soccorso ricopriva nelle operazioni SAR: l’imbarcazione dell’Ong Jugend Rettet faceva la spola tra i migranti soccorsi e le navi più grandi di altre Ong, nello specifico Save the Children e Medici Senza Frontiere. L’accusa ha portato prove fornite da security contractors e successivamente da un poliziotto infiltrato a bordo di una nave di un’altra Ong, intercettazioni ricavate durante il periodo da maggio 2017 al 2 agosto dello stesso anno e foto che documenterebbero i rapporti tra la Ong e gli scafisti.

 

La politica dei porti-chiusi

Milano La politica dei porti-chiusi Lunedì 15 luglio in largo Gemelli a confronto una ventina tra accademici e avvocati difensori di Ong come Open Arms, Mediterranea e Sea Watch. Al centro del dibattito scientifico la drammatica attualità dei soccorsi in mare per le imbarcazioni dei migranti. L’iniziativa, promossa dalla facoltà di Giurisprudenza e dall’Istituto di Studi Internazionali dell’Ateneo, fa parte del progetto di ricerca “Immigrazione e integrazione. Nella dottrina internazionalistica, rispetto a tale questione, ci sono alcuni aspetti che non sono totalmente definiti: a) il contenuto dell’obbligo di cooperazione imposto ai diversi Stati (in particolare Stato costiero e Stato di bandiera); b) la discrezionalità del comandante della nave. L’altro tema affrontato sarà l’estensione della giurisdizione statale al di là delle acque territoriali tanto ai fini dei ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, tanto per la competenza della magistratura italiana. Si parlerà anche della responsabilità per ordini illegittimi e per complicità nella commissione di crimini e dei profili di illegittimità del decreto sicurezza (d.l. Dopo l’introduzione di Francesca De Vittor , docente di Diritto internazionale, interverranno una ventina tra accademici e avvocati che da diverse prospettive si sono occupati o stanno seguendo da vicino le vicende legate ai soccorsi in mare.

 

Addio a Pastori, maestro del diritto

MILANO Addio a Pastori, maestro del diritto Professore emerito e per oltre vent’anni alla guida della facoltà di Giurisprudenza, lo studioso di Diritto amministrativo si è spento venerdì 17 novembre a Milano. novembre 2017 Insigne giurista, ma anche e soprattutto maestro di diritto per tutti coloro che si sono formati alla sua scuola. Giorgio Pastori , 80 anni, professore emerito e per oltre vent’anni alla guida della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, è scomparso venerdì 17 novembre a Milano. Docente di Diritto amministrativo, si è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica il 15 novembre 1958 ed è stato collegiale all'Augustinianum, cui restò sempre molto legato. Dopo gli studi in largo Gemelli, ha intrapreso la carriera accademica, come assistente volontario alla cattedra di Diritto amministrativo nella facoltà di Giurisprudenza dal 1962 al 1966. Ha in seguito ottenuto il ruolo di professore ordinario per la cattedra di Scienza dell’amministrazione alla facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Padova, trasferendosi succesivamente in Università Cattolica alla facoltà di Giurisprudenza dal 1976. Dopo avere completato il suo iter accademico, ha continuato a insegnare all’Università Cattolica Diritto amministrativo in qualità di docente a contratto dal 2010 al 2012, quando è stato nominato professore emerito.

 

La reputazione, un capitale sociale da proteggere dal web

Confini penalistici e prospettive politico-criminali (Giappichelli, 2018) di Arianna Visconti , ricercatrice dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale ( Asgp ). Il libro, che è stato presentato in Università Cattolica il 24 maggio, ha fatto da sfondo al convegno dedicato al tema La reputazione al tempo dei social media e dell’intelligenza artificiale . Al centro del dibattito il concetto di reputazione e i suoi legami con l’onore e la dignità umana: un bene prezioso e al tempo stesso fragile, ‘depositato’ com’è nella mente e nelle attitudini delle persone con cui si entra in relazione, diretta o indiretta. Un bene dotato della capacità di aprire prospettive e opportunità, ma anche, ove si connoti in termini negativi, di generare ostracismo e perdita di chances. Si tratta di un ‘capitale sociale’ dalle ramificazioni estremamente estese, del cui sfaccettato valore sono sempre più consapevoli, nell’attuale società iperconnessa e ipermediatica, i protagonisti della vita economica e istituzionale, i quali vanno progressivamente affinando tecniche per costruire, promuovere, o riparare (ove necessario) la propria reputazione. Reputazione e privacy risultano però oggi anche esposte da molti, spesso in modo tanto volontario quanto non meditato, a rischi sempre più pervasivi, potenziati dalla diffusività istantanea e dalla memoria eterna di Internet. La disintermediazione offerta dalla rete, con la sua promessa di affrancamento da ogni forma di controllo sulla libertà di informazione, si è rivelata fonte di impreviste e nuove minacce per i diritti e le libertà fondamentali.

 

Beni culturali sottratti, la via alternativa della dispute resolution

milano Beni culturali sottratti, la via alternativa della dispute resolution Il problema della restituzione tra ricorso a modelli di negoziazione adattati alla specificità culturale del bene conteso e prospettive di natura riparativa, in grado di “rendere giustizia” ai conflitti storici e identitari sottesi al bene da rimpatriare. by Agostino Picicco | 12 luglio 2019 La richiesta di restituzione di beni culturali sottratti o esportati illecitamente crea una serie di controversie. In via preliminare ha rilevato che la tutela dei beni culturali è cresciuta, anche grazie e una più adeguata normativa, dato che il disvalore del traffico illecito di beni culturali nella coscienza sociale è equiparato a quello delle armi e della droga. È evidente però che i beni culturali rappresentano una tipologia particolare nell’ambito dei beni patrimoniali in quanto rappresentano un valore di testimonianza di civiltà e hanno un valore simbolico, identitario, di memoria storica: di qui l’importanza della loro conservazione e recupero. Di particolare rilievo è l’attività svolta dai carabinieri per il recupero di tali beni, prima ancora dell’azione penale verso i soggetti autori di illeciti. Sulla prospettiva negoziale nell’ambito della tutela di tali beni e della risoluzione delle controversie si è soffermato Alessandro Chechi , ricercatore di Diritto del patrimonio culturale presso l’Université de Genève e docente di Diritto internazionale pubblico presso l’Université Catholique de Lille. Il tema della giustizia riparativa nell’ambito della restituzione dei beni culturali è stato affrontato da Claudia Mazzucato , che in Cattolica insegna questa disciplina.

 

Grozio, un filosofo contro la guerra

Brescia Grozio, un filosofo contro la guerra Nel 1625 il filosofo denunciava la guerra come antinaturale e attribuiva ai trattati il compito di regolare i rapporti tra gli Stati, gettando le basi per diritto naturale e laicità. Eppure visse cinque secoli fa. Ci troviamo a cavallo tra il periodo tardo-rinascimentale e il periodo barocco: l’Europa è devastata da epidemie e guerre e in particolare dall’anno 1618 con l’inizio della guerra dei trent’anni. Nel 1625 pubblicò la sua opera più importante, “De juri belli ac pacis”, di cui ha parlato lo scorso uno marzo il professore fra’ Fausto Arici nella conferenza “Diritto della pace e della guerra”, promossa nella sede di Brescia della facoltà di Scienze politiche e sociali. Nel trattato del 1625 Grozio denuncia la guerra come un fattore antinaturale poiché può essere considerata giusta solo se è vista come ultima opzione o se serve a punire lo Stato che abbia violato i patti, fallito ogni tentativo di conciliazione. Grazie ai patti e alla costruzione di una società basata su regole gli uomini stabiliscono di creare una società basata sulla politica che si sottomette alle autorità. Per il Giusnaturalismo non esistono solo le leggi di chi comanda ma esistono le leggi naturali non scritte che sono superiori alle leggi di un sovrano. Le leggi di un’autorità non dovrebbero mai contrastare con il diritto naturale ovvero quello che i greci un tempo chiamavano “agrafoi nomoi” (leggi non scritte).

 

Silenzio in aula, entra la Corte

PIACENZA Silenzio in aula, entra la Corte Duecentocinquanta allievi delle quinte superiori di Piacenza, Stradella, Lodi, Cremona, Fidenza e Parma hanno indossato i panni di avvocati, pm e giudici per discutere due casi pratici di processo penale. Non quella dell’accademia, ma quella che indossano i protagonisti del processo penale. Per 250 allievi di alcuni istituti di Piacenza, Stradella, Lodi, Cremona, Fidenza e Parma, le aule Buzzetti e Gamma della sede piacentina dell’Ateneo si sono trasformate in aule di tribunale. Ai ragazzi è stato possibile per un giorno vestire i panni di avvocato difensore, pubblico ministero e giudice per discutere due casi pratici di diritto penale. I ragazzi sono stati coinvolti in prima persona e sono diventati i protagonisti di un processo penale, cimentandosi con due casi reali di diritto penale». Così, tra codici e sentenze, davanti a due situazioni che toccano valori e diritti in conflitto, gli studenti hanno sperimentato la difficoltà e la bellezza del “fare diritto”. piacenza #diritto #giurisprudenza #processo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Col magistrato il diritto va a teatro

milano Col magistrato il diritto va a teatro Canzoni eseguite dal vivo e spezzoni di film sono il linguaggio con cui Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, avvicina la giustizia alle persone. È l'intento dello spettacolo Un diritto... messo di traverso del magistrato Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, che si è tenuto giovedì 22 febbraio alla presenza degli studenti della facoltà di Giurisprudenza e del preside Gabrio Forti . L'idea nasce dalla lunga esperienza di Cosentino nelle aule di Tribunale, anche in zone di mafia come Taranto e Locri, e racconta con parole semplici il difficile rapporto tra il cittadino e il mondo del diritto, spesso visto come qualcosa di distante dalla vita quotidiana. L'opera, che racchiude canzoni di autori come Fabrizio De André e Roberto Vecchioni che parlano di giustizia e giudici, è stata scritta in appena una decina di giorni: «Sono tutte cose che già avevo dentro di me» prosegue. Cosentino, che è anche critico teatrale e docente di Giurisprudenza all'Università del Salento, ripercorre i vari modi in cui arte, cinema e letteratura hanno declinato la figura del giurista nel corso dei decenni. Il messaggio che il testo vuol lanciare è che la legalità non si fa soltanto applicando leggi e codici ma soprattutto educando alla cultura, al bello e all'arte. Dentro ai fascicoli processuali, che compaiono fisicamente sul palco, non ci sono solamente dei fogli ma vite intere e maneggiarli significa avere a che fare con storie di persone vere.

 

Arte e diritto si incrociano in Cattolica

piacenza Arte e diritto si incrociano in Cattolica Una mostra,“Ius e(s)t Ars" che raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Si intitola “Ius e(s)t Ars. Un itinerario tra arte e diritto” e raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Lo scopo della mostra, organizzata in collaborazione tra Centro Pastorale e Dipartimento di Scienze giuridiche , non è solo quello di avvicinare l’arte contemporanea ai più giovani e di offrire un evento culturale alla cittadinanza, che può visitare liberamente la mostra. Lo scopo è anche quello di sollecitare una riflessione sull’oggi e di approfondire tematiche come quelle della giustizia, del rapporto tra regola e disordine e dell’identità nell’era digitale. La terza sezione, “Diritto e identità nell’era digitale” , apre uno squarcio su uno dei temi più affascinanti del diritto contemporaneo, quello dell’identità personale in un mondo in cui i social media ed il web tendono a scomporre la nostra soggettività in identità multiple, simultanee e virtuali. Il trait d’union tra le opere selezionate è quello delle tracce che l’uomo vuole lasciare di sé: dalle impronte digitali raccolte dall’artista tra persone incrociate per caso a ciò che la persona vuole affidare ai posteri tramite un testamento poetico, cioè un lascito immateriale registrato su supporto audio-video. L’iniziativa costituisce un ulteriore tassello degli eventi organizzati nell’ambito del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza , che dal prossimo anno accademico arricchisce la propria offerta formativa affiancando al profilo “Diritto&;Economia” il nuovo profilo “Diritto e innovazione digitale”.

 

Go top