La tua ricerca ha prodotto 12 risultati per disabilita:

Crescono gli alunni con disabilità

Milano Crescono gli alunni con disabilità Nelle scuole italiane, con l’aumento del numero di studenti accolti, c’è sempre più bisogno di un approccio educativo attento alla loro integrazione. Come affronta la scuola italiana l’integrazione di questi studenti? Ne parliamo con il professor Luigi D’Alonzo , ordinario di Pedagogia speciale e direttore del nuovo master in “Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI)” dell’Università Cattolica. Qual è l’andamento rispetto agli anni precedenti? «Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sulla salute delle Regioni italiane (Focus sulla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, del 31 dicembre 2017) le persone con disabilità sono circa 4 milioni e 360 mila pari al 7,2% della popolazione italiana. Qual è il focus di questo corso? «Il master in “Didattica e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI)” è rivolto a docenti delle scuole statali e paritarie, dirigenti scolastici, coordinatori didattici ed educatori. Il Master è organizzato in stretta collaborazione con il Centro studi sulla Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica e si avvale di docenti e conduttori con grande esperienza professionale e specialistica nel settore del Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività». scuola #disabilita #inclusione #master Facebook Twitter Send by mail UN MASTER SU DEFICIT D’ATTENZIONE/ IPERATTIVITÀ Scadono il 12 settembre le iscrizioni al nuovo master in “ Didatti ca e Psicopedagogia per alunni con Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività (ADHD – DDAI) ”. Il percorso è organizzato in stretta collaborazione con il Centro studi sulla Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica e si avvale di docenti e conduttori con grande esperienza professionale e specialistica nel settore del Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività.

 

Disabilità, quanto resta da fare

Il bisogno di aiuto di cui necessitano emerge già dal fatto che oltre un terzo di queste persone vive da solo, tra gli ultrasessantacinquenni la quota sale al 42,4%. Si tratta di dati molto preoccupanti poiché palesano una diffusa condizione di vulnerabilità che coinvolge un numero elevato di persone, che non possono contare sull’aiuto di un familiare. I dati raccolti evidenziano che il livello di istruzione per questo gruppo di popolazione è mediamente basso, nella classe di età 45-64 anni la percentuale di persone che hanno al più la licenza media si attesta a circa il 70%, senza significative differenze di genere. Questi numeri testimoniano il forte divario che c’è tra le persone con disabilità e il resto della popolazione, dove la quota di persone con titolo di studio basso nella classe di età 45-64 anni è di circa il 50%. Un altro diritto in parte disatteso è quello al lavoro, nella classe di età 45-64 anni la percentuale di persone in condizione di disabilità occupata è il 18%, nel resto della popolazione 58,7%, con rilevanti differenze di genere. Permane, dunque, la carenza di servizi e assistenza formale da parte del sistema sociale, che costringe le famiglie a continuare a svolgere e a farsi carico della maggior parte delle attività di cura e di aiuto ai loro componenti in condizione di disabilità. Il processo di integrazione delle persone con disabilità ha raggiunto in Italia un livello assai elevato» afferma Luigi D’Alonzo , docente di Pedagogia speciale dell’Università Cattolica e incaricato del rettore per l’integrazione degli studenti con disabilità o dislessia di tutte le sedi dell’Ateneo.

 

La disabilità sul grande schermo

Roma La disabilità sul grande schermo Si chiama “Vite Extra-ordinarie” la rassegna cinematografica promossa dal Centro di Ateneo per la Vita e dal Centro di Malattie Rare del Policlinico Gemelli, in collaborazione con MediCinema. La rassegna è promossa dal Centro di Ateneo per la Vita dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ed è nata da un’idea del Centro di Malattie Rare e Difetti congeniti della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. "Oggi inizieremo un cammino non solo didattico, ma per sviluppare insieme un discorso generalmente legato alla disabilità - ha spiegato il professor Giuseppe Zampino , responsabile del Centro Malattie Rare e Difetti congeniti della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, introducendo l'incontro - "Se all'informazione aggiungo un'emozione, parole e riflessioni rimangono indelebili. Quindi, prima della proiezione, il professor Maurizio Genuardi , Direttore dell'Istituto di Medicina genomica dell'Università Cattolica, ha illustrato gli aspetti scientifici e clinici della sindrome di Proteus, rara malattia congenita dalla quale è affetto il protagonista del film. Si delineeranno così, nel corso degli incontri, le caratteristiche cliniche di alcune malattie rare, ma non solo: sindrome di Proteus, Distrofia muscolare di Duchenne, SLA, sindrome di Pompe, sindrome di Morquio, sindrome di Down e Paralisi Cerebrale. Inoltre, capitalizzando sulle problematiche relazionali comuni della disabilità che investono la maggior parte delle numerose condizioni rare disabilitanti, l’approccio a tali condizioni sarà meno preoccupato, poiché a dispetto della rarità vi è una comunanza di vissuti e di problemi da affrontare. L’utilizzo del contenuto cinematografico rappresenta un importante strumento di sperimentazione per la cura di diverse patologie volto al riconoscimento del cinema come strumento riabilitativo nei processi di cura e nei percorsi di formazione.

 

Mettiti nei miei panni

Milano e Piacenza Mettiti nei miei panni Torna la giornata di sensibilizzazione sulla disabilità con attività di role taking, con simulazione di limitazione visiva e motoria e un laboratorio sui deficit uditivi. Appuntamento a Piacenza martedì 17 aprile e a Milano mercoledì 9 maggio 05 aprile 2018 È arrivata a Milano alla sua settima edizione e, a fronte del successo dello scorso anno, verrà riproposta, per la seconda volta, anche nella sede piacentina dell’ateneo. “ Mettiti nei miei panni - Giornata di sensibilizzazione sulla disabilità accompagnati da tutor con disabilità e volontari ” si terrà a Piacenza martedì 17 aprile dalle 9 alle 16 (Piazzetta di Economia, via Emilia Parmense 84) e a Milano mercoledì 9 maggio dalle 9 alle 16 (Cortile d’onore, largo Gemelli 1). Il progetto si propone di sensibilizzare il mondo accademico sulle tematiche della disabilità per promuovere e valorizzare il processo di inclusione di questi studenti attraverso lo sviluppo di una coscienza civile attiva e consapevole. L'intervento di formazione vuole offrire spunti di riflessione critica attraverso attività di role taking (con l’accompagnamento di Volontari e Tutor con disabilità). È così che “Mettiti nei miei panni”, vera best practice che si innesta sul modello italiano di partecipazione attiva, diventa un’esperienza significativa, emotivamente “intrusiva” per un'università a misura di tutti» affermano gli organizzatori. Dalla rilevazione dell’indice di gradimento - dati statistici raccolti dal Servizio Integrazione - si evince, infatti, la validità di questa iniziativa ai fini dell’abbattimento delle barriere architettoniche, culturali e didattiche.

 

Francesco, una tesi per la vita

La frase presa in prestito da Georges Bernanos che campeggia al termine del video “ Lei non sa chi sono io ” è la sintesi della breve e intensa vita di Francesco Maria Gallone , studente dell’Università Cattolica, che il 4 aprile avrebbe dovuto laurearsi in Scienze dell’educazione e della formazione. La commissione che avrebbe dovuto conferirgli il titolo, prima dell’inizio della sessione di laurea, si è riunita in una gremita aula Pio XI per consegnare alla mamma Anna un attestato con la dichiarazione che Francesco possedeva tutti i requisiti per conseguire la laurea in Scienze dell’educazione e della formazione. Sereno, vivace, stimolante – ha ricordato il preside – Francesco ha ricevuto molto ma ha dato moltissimo, ha arricchito tutti coloro che l’hanno conosciuto. Tra le considerazioni scritte cha ha lasciato in occasione delle attività didattiche ci sono la convinzione che la reciprocità nella relazione è fondamentale in qualsiasi ambiente ci si trovi, e l’importanza del dialogo empatico con le persone». Per usare una metafora calcistica in onore della sua Inter, Francesco ha giocato la sua partita fino in fondo, allenandosi giorno per giorno, con la grinta e l’allegria che conducono al gol ma che non escludono la fatica, le cadute e i rigori incassati. A dispetto di ogni frustrazione e di ogni dolore «Francesco sapeva che comunque fossero andate le cose lui non sarebbe stato mai solo e questa era la sua fede». Anche lei ha imparato da Francesco a chiedere, proprio come faceva lui. A chiedere l’affetto e la tutela delle persone che come lui vedono il mondo dal basso, dall’altezza di una carrozzina.

 

Con lo sport ho ripreso a vivere

milano Con lo sport ho ripreso a vivere Valentino Statella , dopo un tragico incidente sul lavoro, attraverso l’attività sportiva ha spezzato il cerchio della solitudine e della fragilità, divenendo campione paralimpico di pesistica. È un’esperienza fondamentale che aiuta a spezzare il cerchio della solitudine e ad annullare le fragilità. Parola di Valentino Statella , campione paralimpico di pesistica, ospite, lo scorso 8 marzo, della giornata di studi che l’Ateneo ha dedicato allo sport come strumento di inclusione sociale . Un processo che passa anche dall’Università, luogo di scambi, di condivisione e di esperienze. Valentino è l’esempio di una persona che si è affidata allo sport per ripartire, per vincere le difficoltà e ricostruirsi una vita dopo un tragico incidente. Statella, oltre a essere coordinatore regionale per l’attività paralimpica della federazione italiana pesistica, è anche il referente regionale per il comitato paralimpico per gli avvenimenti dello sport degli infortunati sul lavoro. Lo sport è uno strumento di riabilitazione per l’inserimento sociale» ha dichiarato.

 

Mettiti nei miei panni. Anche a Piacenza

Anche a Piacenza L’iniziativa di sensibilizzazione e di role-taking del Servizio integrazione studenti con disabilità sbarca per la prima volta nel campus piacentino giovedì 4 maggio 20 aprile 2017 Per la prima volta a Piacenza. “ Mettiti nei miei panni ”, l’iniziativa del Servizio integrazione studenti con disabilità e studenti con Dsa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore giunta alla sesta edizione, continua la propria sfida per sensibilizzare l’intera comunità accademica alle tematiche della disabilità. Insieme alla Giornata di sensibilizzazione nella sede di Milano, che si terrà martedì 2 maggio , giovedì 4 maggio tutor con disabilità e volontari accompagneranno studenti, docenti e personale tra corridoi, aule e cortili della sede di Piacenza . Dalle 9 alle 14, a partire dall’atrio dell’ingresso principale di via Emilia Parmense 84, si terranno attività di role taking non-stop: attività di simulazione con esperienze dirette di limitazione funzionale visiva e motoria negli ambienti universitari. In questi anni il lavoro del Servizio integrazione – spiega il delegato rettorale Luigi D’Alonzo , docente di Pedagogia speciale alla facoltà di Scienza della formazione - si è declinato cercando di promuovere sempre più, nei vari ambienti universitari, quella cultura dell'inclusione che si erige sulle fondamenta del binomio intenzionalità e competenza. I numeri sempre più in aumento dei ragazzi con disabilità o con disturbo specifico dell'apprendimento (Dsa) che accedono al nostro servizio testimoniano la bontà del nostro intervento educativo e didattico. “Mettiti nei miei panni" ha lo scopo di favorire questa cultura dell'inclusione sempre più necessaria in un mondo complesso e difficile come il nostro».

 

Come diventare sinfonici

Roma Come diventare sinfonici All’Università Cattolica di Roma – Policlinico Gemelli un incontro in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con disabilità. Nel corso della mattinata molte e significative le testimonianze di rappresentanti delle Associazioni che si occupano di disabilità, e di docenti dell’Ateneo nel segno dell’inclusione, della vitalità e della speranza, senza cedimenti al solo coinvolgimento emozionale, ma finalizzate alla ricerca di soluzioni condivise e concrete. La giornata è proseguita con un doppio evento pomeridiano e serale che ha visto protagonista l’Orchestra Sinfonica Esagramma, di cui è direttore artistico Pierangelo Sequeri , che ha tra i componenti persone con disabilità, insieme a musicisti del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, nell’Auditorium dell’Università Cattolica. disabilita' #ricerca #musica Facebook Twitter Send by mail Le testimonianze Particolarmente coinvolgenti gli interventi dei rappresentanti del mondo delle Associazioni, delle Istituzioni scientifiche e dell’arte: “La Musica non dice, ma insegna a dire le cose difficili da dire – ha affermato la Professoressa Licia Sbattella , Direttore Scientifico dell’Orchestra Esagramma. Emozionanti le parole di Mario De Luca , scultore, che nei giorni precedenti ha esposto le sue opere nella hall del Policlinico Gemelli: “La mia personale esperienza mi ha insegnato che oltre ad aiutare chi ha bisogno nella vita c’è ben poco altro da fare”. Il professor Walter Ricciardi , Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha condiviso l’esperienza organizzativa nell’ambito delle malattie rare e Francesca Pasinelli , Direttore Generale della Fondazione Telethon, ha concluso i lavori: “Credo sia un vero privilegio per gli studenti essere formati in un contesto in cui si pensa così come oggi. Incontrando lo sguardo di famiglie e pazienti nella mia personale esperienza di questi anni ho capito che la Ricerca non è un fine in se stesso: la nostra vera missione è finanziare la Ricerca come mezzo per il fine ultimo del benessere di chi soffre”.

 

Disabilità, tutta un’altra musica

Roma Disabilità, tutta un’altra musica In occasione della Giornata internazionale, Centro di Ateneo per la Vita e Policlinico organizzano, un convegno, una mostra d’arte e l’esibizione dell’Orchestra sinfonica “Esagramma”, composta da bambini afflitti da problemi psichici e disturbi specifici. Venerdì 2 dicembre si inizia con il convegno multidiciplinare “Vivere con una malattia rara disabilitante” che avrà inizio alle ore 8.30 nell’Aula Brasca del Policlinico Gemelli (largo A. Gemelli, 8). Il convegno sarà aperto dall’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, monsignor Claudio Giuliodori, dal presidente e dal direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” Giovanni Raimondi ed Enrico Zampedri, e dal Direttore del Centro di Ateneo per la Vita Massimo Antonelli. disabilita #malattie #arte #musica Facebook Twitter Send by mail.

 

Una carezza di Papa Francesco

Ateneo Una carezza di Papa Francesco Si è concluso il progetto per i bambini con disabilità della casa famiglia Hogar Niño Dios di Betlemme offerto al Santo Padre, che in un messaggio chiede all’Ateneo di essere “un esempio nella promozione della cultura dell’incontro e dell’accoglienza”. maggio 2016 È stato completato il programma che l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha dedicato ai bambini con disabilità, ospitati presso la casa famiglia Hogar Niño Dios di Betlemme . Il progetto, offerto a Papa Francesco per la sua particolare attenzione e vicinanza alle popolazioni di Terra Santa, ha preso avvio nel 2014 in occasione del 50° anniversario della facoltà di Medicina e chirurgia ed è stato realizzato grazie alla disponibilità e partecipazione di personale volontario della nostra Università. Laboratorio di musicoterapia Nel luglio 2015 si è svolta la prima missione in Terra Santa con la realizzazione di un laboratorio di musicoterapia e un seminario sul metodo Affolter. L'intervento, coordinato dalla professoressa Cristina Castelli , ha previsto un laboratorio di musicoterapia, coordinato dal dottor Dario Benatti e dalla dottoressa Maria Pia Bonanomi , che ha avuto una durata di 7 giorni ed è stato seguito da 26 professionisti e studenti dell’ambito socio-educativo, sanitario, psicologico e musicale. Durante questa prima missione è stato inoltre promosso un corso di formazione rivolto alle suore, agli operatori e ai volontari dell’Hogar Niño Dios sul metodo Affolter, un sistema volto allo sviluppo e al potenziamento dell’autonomia nelle attività quotidiane per bambini con sviluppo atipico. Intervento di riabilitazione neuropsicologica Nel febbraio 2016 si sono recate a Betlemme la dottoressa Daniela Ricci , pediatra specialista in neuropsichiatria infantile e la dottoressa Giorgia Coratti , terapista della neuro e psicomotricità nell’età evolutiva presso il Policlinico “A. Gemelli”, nell’unità di Neuropsichiatria infantile diretta dal professor Eugenio Mercuri .

 

Mettiti nei miei panni, esperienza da fare

MILANO Mettiti nei miei panni, esperienza da fare Successo per l’iniziativa del Servizio integrazione studenti con disabilità, che ha proposto per la prima volta, oltre alle simulazioni di limitazione visiva e motoria, un laboratorio per sperimentare i problemi relativi ai deficit uditivi. “ Mettiti nei miei panni ”, l’iniziativa del Servizio integrazione studenti con disabilità e studenti con Dsa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore giunta alla quinta edizione, continua la propria sfida per sensibilizzare l’intera comunità accademica alle tematiche della disabilità. Martedì 10 maggio 2016 , nella sede di Milano (largo Gemelli 1), dalle 9 alle 16 , con partenza dal Cortile d’Onore, sono state proposte attività di role taking non-stop : simulazione di limitazione visiva e motoria all’interno dei chiostri universitari, con la collaborazione di volontari e studenti con disabilità. L’iniziativa è stata finanziata, per il 2016, utilizzando il fondo per studenti disabili dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, costituito con la quota che ogni iscritto dell’Ateneo può versare come forma di solidarietà per sostenere le attività in questo settore. I numeri sempre più in aumento dei ragazzi con disabilità o con disturbo specifico dell'apprendimento (Dsa) che accedono al nostro servizio testimoniano la bontà del nostro intervento educativo e didattico. Per molto tempo si è pensato che fossero sufficienti l’impegno personale dell’operatore, la sua buona volontà nell’aiutare il soggetto con bisogni speciali, la sua delicatezza d’animo per sopportare un evento educativo che a molti, ancora oggi, pare insopportabile» aggiunge il delegato del Rettore al Servizio. Ma le esperienze che in questi anni si sono effettuate e le riflessioni che da esse sono scaturite, ci dicono come emerga preponderante l’esigenza che gli operatori possano mostrare non solo carità, ma anche competenza professionale, essenziale per soddisfare i bisogni particolari di queste persone».

 

Special Olympics e Gemelli: ricerca, assistenza e sport

Roma Special Olympics e Gemelli: ricerca, assistenza e sport L'accordo di collaborazione presentato in occasione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics che si svolgono a Montecatini dal 4 al 9 giugno, con gli occhi puntati ai Giochi Mondiali di Abu Dhabi del 2019. L’accordo di collaborazione, presentato in occasione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, in corso a Montecatini Terme e Valdinievole fino al 9 giugno, ha l’obiettivo principe di indagare e comprendere in che misura la pratica sportiva può migliorare la qualità di vita e le relazioni delle persone con disabilità intellettive. Il protocollo consentirà inoltre a Special Olympics Italia di vedersi associati a una istituzione sanitaria di eccellenza che già a partire dai Giochi Nazionali Estivi di Montecatini Terme e Valdinievole ha il fine di fornire una sempre migliore e qualificata assistenza ai loro atleti”. “Ricerca e assistenza clinica di alto livello per un fine di assoluto valore sociale come migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità cognitive che praticano lo sport, che grazie all’impegno di Special Olympics diventa uno straordinario mezzo di inclusione – afferma Marco Elefanti -. Il perseguimento di questo obiettivo ci ha spinti con entusiasmo a sottoscrivere questa intesa perché le finalità coincidono con la missione alla base della nostra Fondazione, di recente riconosciuta Istituto di Ricovero e Cura a Carattere scientifico, e cioè la centralità delle persone, in particolare delle persone più fragili. In particolare, tra le varie iniziative, è stato definito, con l’Unità di Operativa Complessa di Medicina dello Sport della Fondazione Policlinico A. Gemelli, diretta dal professor Vincenzo Palmieri , un Progetto Pilota finalizzato alla valutazione medico-sportiva di tutti gli Atleti convocati ai Giochi Mondiali Estivi di Abu Dhabi nel 2019. Il protocollo consentirà inoltre a Special Olympics Italia di vedersi associati ad una istituzione sanitaria di eccellenza che già a partire dai Giochi Nazionali Estivi di Montecatini Terme e Valdinievole ha il fine di fornire sempre migliore e qualificata assistenza ai loro atleti.

 
Go top