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Lavoro, le Università una via importante per il “reskilling” dei giovani

Dibattito Lavoro, le Università una via importante per il “reskilling” dei giovani Ne è convinta la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo intervenuta al webinar promosso dalla Cattolica, campus di Roma. Un confronto con esponenti di istituzioni politiche, parti sociali e mondo accademico su ammortizzatori sociali e disoccupazione giovanile by Federica Mancinelli | 03 luglio 2020 Dagli ammortizzatori sociali allo smart working, dalla disoccupazione giovanile al ruolo delle Università, centrali per la formazione di giovani qualificati. Sono alcuni temi affrontati dalla ministra del lavoro Nunzia Catalfo al webinar dell’Università Cattolica dal titolo “La questione lavoro nel ‘piano semplificazioni’: ammortizzatori sociali e lavoro agile” che si è tenuto il 3 luglio in streaming sul sito del campus della Cattolica. I temi al centro della discussione di oggi ci hanno molto coinvolto in questi ultimi mesi e di certo continueranno a farlo anche nei prossimi», ha detto la ministra del Lavoro. Pertanto, «l’impegno che stiamo prendendo è istituire una Commissione che riformi il sistema degli ammortizzatori sociali , non più basato su una politica passiva, ma una politica attiva del lavoro per non trovarci impreparati di fronte al processo di evoluzione del mercato del lavoro». Di qui la necessità, ha suggerito la ministra, di «una formazione mirata dei giovani» affinché possano essere destinatari anche della trasmissione di competenze e di esperienza da parte delle persone in uscita dal mondo del lavoro. Oggi il lavoro agile, uscito dalla fase di emergenza, è ormai molto diverso dalle origini ed è certamente una leva lavorativa irrinunciabile, se viene collocato in un quadro regolamentare compiuto, anche dal punto di vista dell’orario di lavoro».

 

Italia, correva l’anno 1983

MILANO Italia, correva l’anno 1983 Nella raccolta di saggi dedicata al professor Luigi Campiglio spunta un testo che pare scritto oggi: un’analisi sulla congiuntura economica degli anni ’80 ancora attuale, con riferimenti ai working poor e al ruolo di ammortizzatore sociale della famiglia. Era il 1983 quando Luigi Campiglio ( nella foto a sinistra ), intervenendo a un dibattito pubblico al Circolo della Stampa di Milano, descriveva – a ridosso delle elezioni politiche italiane – la situazione economica in cui versava il Paese. La presentazione sarà anche l’occasione per celebrare e ricordare il periodo di attività accademica svolta all’Università Cattolica da Luigi Campiglio, in qualità di docente di Politica economica e di pro rettore vicario nel periodo 2002-2010. Sempre in quell’intervento del 1983 si faceva riferimento anche al ruolo di ammortizzatore sociale svolto dalla famiglia in assenza di interventi di sostegno al reddito da parte dello Stato. Veniva lucidamente ricordato, inoltre, come il tasso di disoccupazione da solo non potesse rappresentare il solo indicatore rilevante per descrivere la tensione sul mercato del lavoro – continua il professor Baussola –. Si proponeva, infatti, di considerare un indicatore che sommasse al tasso di disoccupazione la durata della stessa. Questa valutazione era fatta sulla base di una originale analisi dei flussi del mercato del lavoro italiano che evidenziava, contrariamente alle più diffuse opinioni, una significativa mobilità».

 
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