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Effetto Trump? Gli Stati Uniti un anno dopo

Dieci incontri per leggere la politica globale", relatori Mireno Berrettini e Gianluca Pastori , autori di un fascicolo speciale dei "Quaderni di scienze politiche" dedicato alla presidenza Trump. ottobre 2017 di Gianluca Pastori* L’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca ha cambiato molte regole nel gioco della politica americana. Ha riportato in auge un modo di fare politica apparentemente dimenticato, in cui il forte richiamo alla legittimazione popolare fa del Presidente, più che il contraltare, il rivale di un Congresso presentato sempre più come strumento nelle mani delle macchine partitiche. Dopo gli screzi del 2002-03 e i rapporti difficili negli anni di George W. Bush, l’arrivo alla Casa Bianca di Barack Obama aveva fatto sperare in un riavvicinamento fra le due sponde dell’Atlantico, riavvicinamento che si è dimostrato, invece, illusorio. Al contrario, quelli di Obama sono stati anni di crescenti divaricazioni su una serie di punti importanti, dalle relazioni con la Russia alla crisi siriana. Solo alla fine del mandato, con la prospettiva concreta di una vittoria di Trump, la dimensione conflittuale è stata accantonata per una narrativa più attenta agli aspetti di convergenza. Ciò non ha, comunque, modificato l’essenza di un legame che – con il venire meno del comune nemico sovietico – sembra essersi via via deteriorato e che oggi, proprio con Trump problematicamente insediato nello Studio Ovale, sembra avere raggiunto uno dei suoi punti più bassi.

 

Trump, come cambia l’America

MILANO Trump, come cambia l’America Quello che è stato dipinto come una combinazione tra Gian Burrasca e l’Orco delle fiabe, entrerà alla Casa Bianca. E anche se quella cui abbiamo assistito nell’ultimo anno non è stata certo la migliore campagna che si ricordi, si è indubbiamente conclusa con il più clamoroso colpo di scena. E quello che all’inizio delle primarie repubblicane sembrava più che altro una folcloristica comparsa, e che per un anno la stampa (non solo europea) ha dipinto come una grottesca combinazione tra Gian Burrasca e l’Orco delle fiabe, entrerà da trionfatore alla Casa Bianca. E d’altronde è piuttosto complicato estrapolare qualcosa di simile a un programma di governo dal groviglio di proposte che Trump ha portato avanti durante la sua campagna. Innanzitutto, l’esito delle consultazione sembra confermare una tendenza che già da qualche anno è diventata sempre più evidente, ossia che l’elettore mediano non è più politicamente decisivo, perché la carta vincente è diventata la polarizzazione, la capacità di mobilitare elettori estremizzando il messaggio. Infine, i risultati che vengono dagli Usa ci dicono – con ancora maggior forza – che una comunicazione vincente non passa più dai grandi media generalisti, né dalla grande stampa, ma da altre strade, come sono soprattutto quei reticoli talvolta inafferrabili che sono i social network. docente di Scienza politica, facoltà di Scienze politiche e sociali, Università Cattolica #usa #elezioni #donaldtrump Facebook Twitter Send by mail DAVERI, COSA CAMBIA PER MERCATI E RISPARMIATORI Al di là di ogni previsione il 45° presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump.

 
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