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Catherine Dunne: io scrivo da sola

Il pubblico irlandese è ricettivo nei confronti della letteratura italiana? «L’Irlanda è un’isola, e per definizione chi vive su un’isola è più sensibile e aperto nei confronti di letterature diverse dalla propria. Questo caso non è diverso dagli altri: sono stati incuriositi dall’idea che due diversi gruppi di scrittori, uno italiano e uno irlandese, si siano uniti per guardare alla stessa esperienza da molteplici punti di vista, quindi il libro è stato molto ben accolto». Secondo lei le storie narrate nel libro toccano aspetti cruciali dell’attuale migrazione di massa verso l’Europa? «Penso che uno dei motivi per cui gli scrittori abbiano scelto questo tema è perché è molto ricco e fecondo e può essere trattato da diversi punti di vista. Il libro risulta particolarmente significativo oggi, perché nella migrazione di massa la gente fugge dalla guerra, dalla fame e dal terrore cercando un’altra vita e questa ricerca è metafora di ciò che ognuno di noi tenta di fare in modi diversi: cercare una vita migliore». La maggior parte delle mie storie sono narrate dal punto di vista delle donne, perché quando ho iniziato a scrivere mi sono accorta che gli uomini occupavano da sempre lo spazio pubblico, mentre le donne quello domestico. Sono i miei personaggi a decidere le sorti della storia di cui sono protagonisti, non io, e i pilastri che li tengono in piedi sono rapporti solidi e un forte senso di giustizia sociale. dunne #irlanda #letteratura #libri Facebook Twitter Send by mail Print UN’ANTOLOGIA ITALO-IRLANDESE Durante l’incontro con la scrittrice irlandese Catherine Dunne , che si è tenuto il 23 novembre in aula Negri da Oleggio dell’Università Cattolica, è stato presentato il libro narrativa breve “ Tra una vita e l’altra.

 

L’incontro con l’Irlanda di Catherine Dunne

MILANO L’incontro con l’Irlanda di Catherine Dunne Milano, lunedì 23 novembre . La “scrittrice irlandese che piace agli italiani” presenta in sala Negri da Oleggio Tra una vita e l’altra , il libro di Guanda di cui è “levatrice”, che raccoglie poesie e racconti e di 15 giovani poeti e narratori. È questo che pensa del suo lavoro Catherine Dunne , “la scrittrice irlandese che piace agli italiani”. Tra questi ultimi, solo per citare qualche esempio più significativo di altri, il Premio Selezione Bancarella del 1999; quello alla carriera assegnatole nell’ambito del Premio letterario Città di Vigevano del 2006; il Premio letterario Giovanni Boccaccio nel 2013. Per Catherine Dunne, il nostro Paese, la sua cultura letteraria, la sua esperienza storica e artistico-musicale costituiscono fonte ispiratrice, linfa vitale, patrimonio di risorse narrative. Vista questa sua consuetudine con l’Italia, non deve dunque sorprendere di ritrovarla nella sede milanese dell’Università Cattolica lunedì 23 novembre alle ore 17.30 in aula Negri da Oleggio.

 
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