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Educare in oratorio, formarsi è meglio

Milano Educare in oratorio, formarsi è meglio Un corso di alta formazione per educatori dell’Università Cattolica in collaborazione con la Conferenza episcopale lombarda. Il corso di alta formazione per educatori e coordinatori di Oratorio, che prenderà il via sabato 18 gennaio 2020 , sarà presentato giovedì 12 dicembre alle ore 12 nella sede di via Nirone 15 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, durante una conferenza stampa. Il percorso didattico si pone l’obiettivo di preparare la formazione di figure educative capaci di costruire interventi e coordinare progetti all’interno dell’oratorio avendo una chiara consapevolezza dell’identità ecclesiale della realtà oratoriana, dei suoi destinatari, della sua organizzazione, delle sue dinamiche. L’esercizio della professionalità educativa e pedagogica all’interno di un contesto con caratteristiche educative proprie come l’oratorio, richiede una preparazione specifica che vada ad innestarsi sulla preparazione di base acquisita nel percorso formativo base realizzato dall’educatore e dal pedagogista nella sua storia professionale. Struttura didattica Le lezioni si terranno nella sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Largo Agostino Gemelli, 1).

 

A Stoccolma per studiare a scuola

Tra queste la Passive School, una scuola completamente priva di sistemi di riscaldamento (e quindi di inquinamento) che offre una soluzione efficace all’emergenza climatica. In Svezia i bambini fin da piccoli vengono educati alla sostenibilità e al rispetto della natura: molta parte del tempo scolastico lo trascorrono negli spazi esterni, nei parchi pubblici attigui alle strutture o nella foresta, con cui confinano i servizi educativi. Ad esempio il servizio Lovis, che accoglie bambini da 1 a 5 anni, permette di fare ogni giorno una passeggiata nella foresta dove le educatrici hanno raccontato di aver visto volpi, scoiattoli e alci. Non è difficile inoltre vedere bambini che, pur sotto lo sguardo attento di educatori e insegnanti, si arrampicano sugli alberi fino a due metri da terra in assoluta autonomia e padronanza del proprio corpo. “D’altra parte il Governo svedese ha sempre investito sui servizi per l’infanzia e le famiglie – ha spiegato un giovane genitore italiano che da anni vive a Stoccolma – per rendere maggiormente attraente un Paese penalizzato dal freddo e da giornate che per molta parte dell’anno tramontano attorno alle 4.30-5 del pomeriggio”. In Svezia i genitori sono sostenuti nell’esperienza generativa fin da subito, potendo godere di 90 giorni di congedo obbligatori per ognuno, a cui se ne aggiungono altri 300 senza distinzioni da utilizzare entro i primi 4 anni di vita del bambino. Si tratta certamente di un grande incentivo alla maternità/paternità, in continuità con un sistema di servizi di ottimo livello a cui le famiglie sono chiamate a contribuire con rette mensili contenute (ad esempio una famiglia in una fascia di reddito medio-alta, versa al mese circa 100 euro)”.

 
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