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Usa 2020, ecco quali sono le vere e grandi incognite

Il commento del professor Gianluca Pastori 04 novembre 2020 di Gianluca Pastori * Il voto negli Stati Uniti si sta rivelando molto più incerto di quanto - alla vigilia - anche i sondaggi più equilibrati lasciavano prevedere. Quello che si configura è, infatti, un testa a testa fra i due candidati alla presidenza, con il rischio che - come accaduto nel 2016 - il voto popolare finisca per tratteggiare una realtà diversa di quella determinata dalla distribuzione dei ‘grandi elettori’. Nonostante le difficoltà che hanno punteggiato quest’ultimo anno di mandato, Donald Trump è riuscito a mantenere larghi margini di consenso anche negli Stati in cui la campagna democratica si è concentrata di più, come la Pennsylvania, che - fra l’altro - è lo Stato natale di Biden. Non è, tuttavia, da sottovalutare la capacità di parlare ‘alla pancia’ del Paese che Trump ha conservato durante i quattro anni passati alla Casa Bianca e che si è dimostrata politicamente pagante anche a causa delle difficoltà che gli Stati Uniti stanno vivendo. Le grandi incognite restano - oltre all’assegnazione dei voti negli Stati in cui il conteggio è ancora in corso (tutti Stati ‘in bilico’) - l’impatto del voto postale e il comportamento di eventuali ‘elettori infedeli’ (‘faithless electors’). Il rischio - in questo scenario - è quello dell’aprirsi di una stringa di contenziosi simili a quello che è seguito al conteggio dei voti in Florida durante le elezioni del 2000, vinte da George W. Bush. È, quindi, possibile che servano ancora diverse settimane prima di giungere al risultato definitivo: proprio lo scenario che - nelle scorse settimane - osservatori e mercati hanno mostrato di temere di più.

 
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