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Psicologi in aiuto di chi ha perso la storia

milano Psicologi in aiuto di chi ha perso la storia Il direttore dell’ Unità di ricerca in Psicologia dell’emergenza dell’Ateneo Fabio Sbattella è stato nelle zone colpite dal sisma per mappare i bisogni di chi si ritrova senza più passato e senza futuro. Il professor Fabio Sbattella (nel video qui sopra e nella foto sotto) , direttore dell’ Unità di ricerca in Psicologia dell’emergenza dell’Università Cattolica, è stato nei luoghi colpiti dal terremoto per una prima esplorazione dei bisogni. Poi le ondate di rabbia (domande come: “Perché proprio a me?”); il disgusto , soprattutto di fronte alla visione di cadaveri (un sentimento che colpisce anche i soccorritori). La persona si trova a dover ripensare se stessa come dopo un lutto e deve abbandonare il progetto di vita originario , perché quello che era è morto». E, oltre all’intervento con tutte le persone ospitate nei campi, che può interessare i primi due-tre mesi, si affianca ala presa in carico di quei casi, che la letteratura scientifica quantifica nel 20%, che scivolano in una situazione di trauma psichico . È una frattura interna, che in termine tecnico si chiama Disordine post traumatico (Ptsd - Posttraumatic stress disorder) e può presentarsi un mese dopo il terremoto, quando la persona comincia a realizzare quello che è realmente successo». Nel caso specifico del terremoto che ha colpito il Centro Italia, secondo il professor Sbattella, c’è da attendersi un numero molto inferiore di persone ospitate nelle tendopoli rispetto ai sismi precedenti, perché, essendo zone di villeggiatura, chi ha potuto è tornato alle proprie prime case.

 

Gemelli, prove di Grande emergenza

roma Gemelli, prove di Grande emergenza Al Policlinico è stata simulata la gestione di un maxi incidente di natura chimica nel territorio urbano, con feriti gravi e intossicati ricoverati d’urgenza. Ecco le immagini dell’iniziativa inserita nel progetto Eden dell’Ue che si concluderà a Bruxelles 29 settembre 2016 Prove generali per la gestione sanitaria di una “ Grande emergenza ”. Per questo, la sfida non è tanto quella di organizzare la simulazione di un evento, ma preparare il personale ad affrontarlo e gestirlo» ha spiegato Daniele Gui , docente di chirurgia generale all’Università Cattolica e responsabile della Uoc Chirurgia d’Urgenza del Gemelli nonché partner scientifico del Progetto. La simulazione Alla presenza di più di cento invitati, provenienti anche da Paesi europei ed extra-europei, sono state all’opera più di quaranta unità di personale sanitario nel soccorso di trenta vittime simulate. La dimostrazione è durata tre ore ed è iniziata intorno alle 13 con l’allerta (anch’essa simulata) trasmessa al Policlinico Gemelli di un evento di Maxi Emergenza con pazienti che mostravano sintomi riconducibili a un incidente chimico civile. Il Policlinico ha attivato il Peimaf con la conseguente costituzione di unità di crisi e le attività conseguenti quali la rapida installazione di una tenda per la decontaminazione dei feriti e la speciale vestizione del personale ospedaliero per il rischio chimico. Al termine di questa procedura, complessa e delicata oggetto di particolare attenzione nella simulazione, le vittime sono state trattate nel Pronto Soccorso per la stabilizzazione della funzioni vitali nelle sale gialla e rossa, per i casi più gravi.

 

Terremoto, gemellaggio con Camerino

brescia Terremoto, gemellaggio con Camerino La sede di Brescia offre la possibilità agli allievi dell’ateneo marchigiano, colpito dal sisma, di seguire le lezioni del primo semestre nel campus di via Trieste, con un accordo di learning agreement . Potrebbe essere la soluzione studiata per alcuni di circa 6.000 studenti dell’ateneo marchigiano, che è stato costretto a sospendere la totalità delle attività amministrative e didattiche dopo il sisma che ha colpito il territorio nelle scorse settimane. L'intento è quello di dare la possibilità agli studenti e ai ricercatori marchigiani di continuare a seguire le lezioni a Brescia - almeno nel periodo del primo semestre - per non rimanere indietro con programma ed esami, ma restando formalmente legati alla propria Università e al percorso di studi. L’idea è stata lanciata dai due rettori degli atenei bresciani, Franco Anelli e Maurizio Tira , al collega di Camerino, Flavio Corradini , per offrire sostegno e informarlo di come Brescia sia pronta a mettere a disposizione le proprie aule e i propri mezzi. A questo proposito è già scattata una gara di solidarietà da parte di alcuni studenti bresciani e delle loro famiglie che hanno già manifestato disponibilità ad accogliere i colleghi marchigiani, mettendo a loro disposizione alcune stanze. Tra gli studenti che, invece, usufruirebbero immediatamente della possibilità di un eventuale “gemellaggio” tra atenei c’è Manuel Zamparini , studente di Bagnolo Mella (Bs) iscritto al primo anno della facoltà di Informatica dell’Università di Camerino. Ho deciso di iscrivermi nelle Marche sfruttando l’ospitalità di alcuni miei parenti a Gagliole, una località in provincia di Macerata, a 20 minuti dall’università, che risulta tra i centri colpiti dal sisma» ha raccontato.

 

Cari studenti, discutiamo di virus e comunicazione

Un invito a condividere le sensazioni di questo momento, in cui pare di vivere “come sospesi”, ma soprattutto a fare alcune riflessioni su come gestire la comunicazione in una situazione di emergenza. Pubblichiamo la parte iniziale dell’articolo di Fausto Colombo * Care studentesse, cari studenti, in molti anni di insegnamento, e ancora più di vita, questa è la prima volta che mi accade una situazione del genere: l’università (saggiamente) ha sospeso le lezioni. Useremo la tecnologia, la fantasia, la voglia di esserci, di insegnare e di apprendere, e porteremo a casa il risultato. Però noi studiamo comunicazione, e non possiamo perdere l’occasione per fare insieme qualche riflessione su quanto sta accadendo, proprio usando la chiave delle nostre materie, e delle nostre consapevolezze. Inoltre da alcune statistiche europee si poteva evincere che il nostro Paese spiccava per un non invidiabile primato: era quello in cui più forte era il gap fra la convinzione diffusa di essere informati (molto alta) e l’effettiva conoscenza della malattia e dei modi di difendersene (molto bassa). Alcuni giornali avevano poi usato titoli e illustrazioni del tutto allarmistiche (ricordo su un nostro quotidiano nazionale importante un’immagine in cui da tutti i luoghi di infezione nel mondo partivano minacciose frecce che puntavano sul nostro Paese…). continua a leggere sul blog] * docente di Teoria della comunicazione e dei media, facoltà di Scienze politiche e sociali , campus di Milano #coronavirus #fausto colombo #comunicazione #emergenza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

L’app multilingue comunica l’emergenza

LibraRisk è una piattaforma tecnologica, nata nel 2014, pensata per consentire ai Comuni di rendere fruibili i contenuti fondamentali (aree a rischio, risorse di protezione civile, misure di autoprotezione) dei Piani di Protezione Civile tramite la app gratuita LibraRisk, disponibile su Google Play e Apple Store. Su LibraRisk è inoltre attivo un servizio di allertamento per l’invio alla cittadinanza, via push notification, di avvisi di criticità in tema di protezione civile. Inoltre – riferisce Stefano Olivieri , presidente di Ecometrics - abbiamo pensato di rendere un servizio utile alle cittadine e ai cittadini stranieri che vivono nel nostro Paese. Dalla scorsa settimana, tutte le comunicazioni vengono inviate anche in lingua inglese, spagnola e francese». emergenza #coronavirus #comunicazione #librarisk Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Perché gli aiuti europei non siano sprecati

Economia e finanza Perché gli aiuti europei non siano sprecati Tra meno di un mese pioverà sul nostro Paese un fiume imponente di soldi per gestire la crisi sanitaria ma non solo. Si tratta e si tratterà in buona parte di soldi presi a prestito, sia pure ai tassi straordinariamente bassi che le varie istituzioni comunitarie (UE, BEI) o intergovernative (MES) riescono ora a spuntare sul mercato e che verranno trasferiti senza quasi oneri aggiuntivi al nostro paese. Il problema della sostenibilità del debito pubblico diventerà dunque ancora più formidabile, visto che le previsioni del DEF 2020 già lo danno attorno al 155% del PIL, un livello mai raggiunto prima nella storia del nostro paese in condizioni di pace. L’impegno straordinario assunto dalla BCE, che finirà per assorbire tramite la Banca d’Italia oltre un quarto del debito italiano entro la fine dell’anno, è uno degli elementi chiave per garantirne la sostenibilità nel breve periodo. Ma in un periodo più lungo questa non può che basarsi sul rilancio della economia, che molto dipenderà dalla nostra capacità di sfruttare al meglio le risorse che l’Europa ci mette a disposizione. Visto che i tassi di interesse rimarranno probabilmente molto bassi ancora a lungo, una ripresa ragionevole della crescita economica consentirebbe di porre il rapporto debito/PIL su una traiettoria decrescente, condizione necessaria per un’ulteriore riduzione dello spread e dunque di un’evoluzione virtuosa delle finanze pubbliche nel medio periodo. continua a leggere su Welforum.it] * rispettivamente docente di Political and Public Economics e docente di Scienza delle finanze alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica #economia #europa #coronavirus #emergenza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Formazione e cultura per comunicare l’emergenza

Cesi Formazione e cultura per comunicare l’emergenza La narrazione di situazioni di crisi richiede competenze specifiche per evitare confusione e preoccupazione tra chi s’informa. Lo sa bene Laura Silvia Battaglia, con alle spalle una lunga esperienza di giornalista in teatri di guerre, spesso dimenticati dai grandi media, e tutor senior della Scuola di Giornalismo della Cattolica dal 2006. Nell’ambito delle emergenze nelle aree calde del mondo dal Medio Oriente al Nord Africa, nessuna crisi è simile alla precedente o alla successiva. Infatti, ha ribadito la giornalista Battaglia, occorre raccontare tenendo presente l’aspetto psicologico e le competenze specifiche per evitare che il cronista possa esasperare le situazioni e comunicare confusione e preoccupazione in coloro che leggono. Per Laura Bacalini, assieme al ruolo centrale della formazione nel campo della comunicazione, conta molto anche la cultura che consente di porsi in spirito di ricostruzione operando al meglio per la pace, la coesione sociale e la resilienza. Il museo per la pace di sui si è occupata è risultato utile per la formazione dei giovani e per creare quel clima di dialogo interculturale, interetnico, interreligioso. A tal proposito ha citato le azioni terroristiche di distruzione dei simboli della cultura per fermare il rinascere delle comunità, colpite nei loro segni più cari.

 

Ascesa e caduta dei competenti

POLITICA Ascesa e caduta dei competenti Giovedì 29 ottobre il secondo appuntamento con il ciclo di webinar “Stato di emergenza”. Animeranno il dibattito Luca G. Castellin e Raffaele Alberto Ventura 23 ottobre 2020 “Stato di emergenza. Discussioni sulla politica sospesa al tempo del virus” è il titolo di una serie di webinar organizzati nell’ambito dei corsi di Scienza politica della facoltà di Scienze politiche e sociali delle sedi di Milano e Brescia sulle ripercussioni della pandemia sulle democrazie occidentali e sulla sfera delle nostre libertà. Modererà l'incontro il prof. Damiano Palano , direttore del Dipartimento di Scienze politiche dell'Università Cattolica. Un'occasione per riflettere sulla grande contrapposizione tra la cosiddetta élite, capace di assicurare per tutto il Novecento decenni di sicurezza e sviluppo e i loro nemici autoproclamati, quelli che oggi potremmo definire 'populisti', nell'accezione letterale del termine, ovvero coloro che oppongono alla retorica della minoranza istruita quella del 'popolo'. Uno scontro che, se talvolta può permettere a un ciclo culturale di resettare e ripartire dall'altro (e succede molto più spesso) rischia di portare alla catastrofe. emergenza #castellin #palano #ventura Facebook Twitter Send by mail Print.

 

L'emergenza cultura al tempo del Covid 19

Un tempo che evidenzia ancor di più l’importanza della cultura per la resilienza delle nostre società. Per partecipare all’evento ci si può registrare entro mercoledì mattina qui . Il tema è molto attuale considerando la chiusura di teatri, cinema, e musei in molti Paesi europei, e ha come obiettivo quello di interrogarsi soprattutto su dove trovare le risorse per garantire una sopravvivenza del settore e anche come ridisegnare le infrastrutture culturali per garantirne la resilienza. Presiede la tavola rotonda la professoressa Federica Olivares , membro del Program Board e Chair di questo terzo Culture Salon della Season of Culture e direttore dell’International Program in Cultural Diplomacy dell’Università Cattolica. Il tema di fondo di questo Panel, parte del Programma della “Season of Culture 2020" fra Uk e Italia e indetta dal British Council insieme all’Ambasciata inglese, sarà come contribuire a creare a livello europeo un'Emergenza Cultura come è stato per il tema dell'ambiente - ha dichiarato la professoressa Olivares -. Dobbiamo quindi rendere possibile, grazie anche ad alleanze forti, la sopravvivenza del settore culturale perché sia in grado anche di accogliere i loro talenti e le loro skills». cultura #musei #emergenza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Se la pandemia decide la fiducia nella democrazia

Stato di emergenza/1 Se la pandemia decide la fiducia nella democrazia Secondo Gianni Riotta siamo di fronte a un passaggio decisivo per i Paesi occidentali. Rispondere sul piano politico vuol dire cercare di capire quale destino avrà la democrazia e quale sistema economico istituzionale sarà predominante dopo l’emergenza sanitaria, sociale ed economica causata dal Covid-19. Dunque come la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche è stata fino a ora determinante per un’efficace gestione dell’emergenza Covid, così – sostiene ancora Riotta – nei mesi futuri sarà la fiducia nella stessa democrazia a dipendere dalla buona gestione della pandemia. Dal punto di vista economico - è la tesi del professor Raul Caruso , coautore con il professor Damiano Palano , de Il mondo fragile. Tutti questi temi – la tenuta delle istituzioni democratiche, il nuovo sistema economico e le relazioni internazionali future – evidenziano «quanto siano fragili le democrazie in questo momento», come dice Riotta. studente del terzo anno corso di laurea triennale in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, curriculum Istituzioni e relazioni internazionali, facoltà di Scienze politiche e sociali #politica #covid #emergenza #riotta Facebook Twitter Send by mail Print CICLO DI WEBINAR - STATO DI EMERGENZA “ Stato di emergenza. Discussioni sulla politica sospesa al tempo del virus ” è il titolo di una serie di webinar organizzati nell’ambito dei corsi di Scienza politica della facoltà di Scienze politiche e sociali delle sedi di Milano e Brescia sulle ripercussioni della pandemia sulle democrazie occidentali e sulla sfera delle nostre libertà.

 

"Pochi contro molti": la democrazia ha bisogno del conflitto

Per trovare delle risposte bisogna innanzitutto ricordare che la diversità di visioni e il pluralismo sono elementi per natura presenti nella società. Questa impostazione teorica si presta a interpretare i conflitti del Novecento, che proprio attraverso scontri dai tratti feroci e atrocità hanno portato alla nascita del concetto contemporaneo di democrazia, ma oggi lo scenario sembra cambiato. Dilaga una stigmatizzazione del conflitto e prende sempre più peso « l’idea reazionaria che tutti abbiano un interesse comune di partenza » , afferma Parsi. In questo modo si perde di vista che « l’interesse generale si costruisce non negando il conflitto, ma esercitandolo » , perché solo nel conflitto politico regolato è possibile che avvenga la sintesi tra interessi di partenza divergenti e dunque si realizzi la democrazia. Il rischio, già concretizzato, che deriva dall’assenza del conflitto politico è che - argomenta Parsi - il vincitore prenda tutto per sempre, generando conflitto sociale e cristallizzando una vittoria temporanea che diventa fatalmente status quo » . Davanti a questo scenario sconfortante, però, concordano Urbinati e Parsi, non bisogna perdere di vista una qualità che è evidente già nel termine "molti": il numero. I molti possono infatti far valere il proprio peso numerico e contro-mobilitarsi, trovando una dimensione comune pur partendo da varie identità, davanti a minacce rappresentate da leader populisti che sono stati capaci di mobilitare una grande parte di elettorato.

 
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