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Eni, Descalzi in Aula Magna

MILANO Eni, Descalzi in Aula Magna L’amministratore delegato della multinazionale del “cane a 6 zampe” interverrà lunedì 4 dicembre alle 11.30, dopo il saluto del rettore Franco Anelli , al convegno Eni e Università Cattolica. Un’alleanza per lo sviluppo dei popoli 29 novembre 2017 C’è un filo sottile che unisce l’Università Cattolica all’Eni. Un legame storico, dalle profonde radici culturali, da ricercare soprattutto in quel rapporto d’interazione che tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta si sviluppò fra l’Ateneo fondato da padre Gemelli e la grande azienda creata da Enrico Mattei. L’Ente nazionale idrocarburi concretizzò, infatti, un approccio ai temi dello sviluppo debitore, in larga parte, verso studiosi e intellettuali provenienti dall’Università Cattolica, a cominciare da Marcello Boldrini, la cui presenza è particolarmente significativa come primo e più stretto collaboratore di Mattei e poi suo successore ai vertici dell’azienda. A indagare questa relazione, originale e dialettica, è stato il progetto “Dall’Università Cattolica all’Eni: la formazione di una classe dirigente”, che ha sostenuto la pubblicazione dei volumi Cultura e petrolio. Tra loro, Francesco Vito , Pasquale Saraceno, Amintore Fanfani o Giorgio La Pira , uno dei punti di riferimento più ascoltati da Mattei, che collaborò con l’Università Cattolica in momenti particolarmente significativi per la rinascita del secondo dopoguerra. Per capire l’Eni di Mattei, insomma, occorre far riferimento a una visione di lungo periodo, che si è alimentata in una riflessione etico-politica ispirata a un insieme coerente di valori e di principi sociali.

 

La Cattolica e le radici dell’Eni

Milano La Cattolica e le radici dell’Eni L’amministratore delegato Claudio Descalzi in Università per rileggere il ruolo giocato dall’Ateneo nella formazione della cultura d’impresa del colosso energetico. Gira intorno all’economista dell’Università Cattolica e al fondatore dell’Eni il filo sottile che lega l’Ateneo di largo Gemelli e l’azienda del cane a sei zampe. A indagare questa relazione, originale e dialettica, è stato il progetto “ Dall’Università Cattolica all’Eni: la formazione di una classe dirigente ”, che ha sostenuto la pubblicazione dei volumi C ultura e petrolio. Un’alleanza per lo sviluppo dei popoli ”, che si è svolta il 4 dicembre nell’Aula Magna della sede milanese dell’università Cattolica. In Cattolica si è costruito il pensiero, la filosofia di quella che è stata la macchina operativa dell’Eni» ha detto l’amministratore delegato dell’azienda. Tra loro, Francesco Vito, Pasquale Saraceno, Amintore Fanfani o Giorgio La Pira, uno dei punti di riferimento più ascoltati da Mattei, che collaborò con l’Università Cattolica in momenti particolarmente significativi per la rinascita del secondo dopoguerra. Per capire l’Eni di Mattei, insomma, occorre far riferimento a una visione di lungo periodo, che si è alimentata in una riflessione etico-politica ispirata a un insieme coerente di valori e di principi sociali.

 

Garantire il diritto all’energia

MILANO Garantire il diritto all’energia Nel mondo ancora oggi 3 miliardi di persone cucinano con le biomasse e un miliardo non ha accesso a fonti energetiche. La lezione di Alberto Piatti , Executive Vice President di Eni Foundation. È questo in sintesi il messaggio emerso dalla lezione che Alberto Piatti , Executive Vice President – Impresa Responsabile e Sostenibile Eni Foundation ( nella foto a sinistra ), ha tenuto martedì 27 marzo agli studenti del corso di Storia dell’Africa di Beatrice Nicolini , facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica. Piatti ha parlato di “Cultura della sostenibilità in Eni ed esperienze di cooperazione”, partendo dalla sua vicenda personale e professionale che lo ha condotto in Eni. Fare cooperazione oggi «vuol dire fare sistema». Ancora oggi 3 miliardi di persone cucinano con le biomasse e si registrano 400 milioni di decessi soprattutto di donne e bambini. È un imperativo cambiare il paradigma - coltan e litio sono ancora ampiamente in uso - e rendersi conto che costringere il sud del mondo a vivere senza energia sostenibile non farà altro che aumentare i percorsi migratori. Le mamme di un asilo in Mozambico sono i nostri principali stakeholder e se non vengono ascoltate e comprese, anche Eni non va da nessuna parte», ha concluso Piatti.

 

L’Eni di Mattei e il legame con la Cattolica

MILANO L’Eni di Mattei e il legame con la Cattolica Si è scritto molto del fondatore del colosso energetico ma pochi sanno dell’influsso che hanno avuto su di lui alcuni studiosi dell’Ateneo, soprattutto sui temi dello sviluppo dei popoli. Dotato di grandi qualità manageriali e di un pragmatismo che, a detta dei critici, sembrava sfiorare i limiti del consentito, Mattei e la sua avventura imprenditoriale hanno contribuito a proiettare l’Italia in un scenario internazionale e a ricostruirne l’immagine economica all’estero. Proporre una riflessione storica aggiornata sulle radici culturali dell’esperienza imprenditoriale di Enrico Mattei e dei suoi collaboratori nei momenti cruciali dello sviluppo economico nazionale e internazionale è l’obiettivo del convegno intitolato “Cultura in azione. Per capire l’Eni di Mattei, insomma, occorre far riferimento a una visione di lungo periodo, che si è alimentata in una riflessione etico-politica ispirata a un insieme coerente di valori e di principi sociali. La prima sessione del convegno sarà dunque dedicata a indagare le radici culturali, i contributi di pensiero e i mezzi attraverso cui questa prospettiva si è dispiegata, mentre la seconda si occuperà della «politica estera» di Eni, in particolare in Medio Oriente, in Unione Sovietica e in Africa. Dopo i saluti istituzionali, alle 10 prenderà il via la prima sessione della giornata di studio con la relazione di Maria Bocci , docente di Storia contemporanea, sul tema Una cultura per lo sviluppo. La politica energetica per lo sviluppo ; mentre dei rapporti tra l’Università Cattolica e la Scuola di San Donato si occuperà Daniele Bardelli , ricercatore di Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze della formazione.

 

Eni e la sfida dell’energytelling

MILANO Eni e la sfida dell’energytelling A raccontare come il colosso energetico stia cambiando il suo modo di comunicare nell’era digitale è stato il direttore Comunicazione Esterna Marco Bardazzi . Così Marco Bardazzi , direttore Comunicazione Esterna di Eni, spiega cosa sia il mondo della comunicazione per le grandi aziende, intervenendo martedì 3 maggio all’incontro dal titolo: La comunicazione è una bella storia. Portando i suoi saluti, il professor Guido Merzoni , preside della facoltà di Scienze politiche e sociali, ha ricordato il “rapporto” di lunga data che, grazie alla figura di Marcello Boldrini, lega la facoltà alla multinazionale creata da Enrico Mattei. Introducendo l’ospite, Luca G. Castellin , docente di Comunicazione e Politica, ha ricordato come la comunicazione di Eni abbia radici ben profonde, che risalgono già alla metà del secolo scorso. Ma cosa significa fare una smart communication in un mondo di così forte transizione digitale? Secondo Bardazzi la risposta è nelle sei C della comunicazione: contenuti, condivisione, contaminazione, creatività, comunità, conversazione. Inoltre, il direttore Comunicazione Esterna di Eni ricorda che «il contenuto è il re, ma la distribuzione è la regina che porta i pantaloni in casa». Rispondendo alle domande del professor Fausto Colombo , direttore dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo, Bardazzi ha così potuto mostrare come Eni ha deciso di rispondere alle sfide del presente, disintermediando la sua comunicazione.

 
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