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Annalisa, un Erasmus in corsia

ucsc international Annalisa, un Erasmus in corsia La studentessa di Medicina ha trascorso gran parte del suo progetto a Cardiff nell’ospedale universitario del Galles, imparando sul campo i segreti dell’arte medica, fatta di conoscenze specialistiche ma anche di attenzione al paziente. Archiviate le normali apprensioni iniziali, fin da subito mi sono sentita accolta sia dai colleghi inglesi, sia dagli altri ragazzi Erasmus che ho incontrato i primi giorni e con cui è nato un bellissimo rapporto. Inizialmente questo atteggiamento mi ha spaventata perché non ero abituata ad avere un ruolo così attivo all’interno di un reparto, mi sembrava quasi “surreale” che chiedessero a me di andare a visitare i pazienti, scrivere in cartella e riferire loro quanto appreso nel colloquio. Ho trascorso il primo mese nell’ospedale pediatrico e, grazie alla dedizione dei medici e di tutto il personale sanitario che mi hanno seguita giorno dopo giorno, ho iniziato ad acquisire sempre più sicurezza e autonomia nell’ambito diagnostico-terapeutico, ma soprattutto ho avuto modo di sviluppare le cosiddette “communication skills”. Ciò che mi ha sorpreso fin da subito, infatti, è stata l’attenzione degli operatori sanitari per il malato nella sua interezza, attenzione che cercano costantemente di insegnare agli studenti dedicando anche lezioni apposite in cui vengono inscenati casi clinici e lo studente deve interagire con degli attori. Ho imparato, dunque, che è davvero importante comunicare col paziente, ascoltarlo e condividere con lui anche parte di sé in modo tale che egli si senta protagonista del percorso di cura. Durante il tirocinio a ginecologia, svoltosi il mese seguente, sono rimasta piacevolmente colpita dall’organizzazione capillare dei servizi forniti alla donna, in particolare dall’ambulatorio dedicato alla visita delle gravide con problemi mentali e dalle cliniche che accolgono e ascoltano donne vittime di abusi e violenze.

 

A Parigi con il cuore

MILANO A Parigi con il cuore Nelle parole degli studenti parigini che studiano in Cattolica a Milano, la paura per le famiglie in Francia ma anche la decisione di completare la loro esperienza in Italia. by Elisa Conselvan | 19 novembre 2015 Léonie , Lena , Sarah e Gregoire , studenti francesi alla Business School ISTEC di Parigi, in Erasmus nel nostro Ateneo da settembre, hanno vissuto le tragiche ore degli attentati di Parigi di venerdì sera da Milano. Venire a conoscenza di una notizia del genere quando sei all’estero è surreale: non hai accesso diretto alle stesse informazioni che avresti se fossi a casa e soprattutto non riesci a respirare l’atmosfera che vivresti se fosse lì, anche se la gente qui ci è stata molto vicino». Il loro timore è che la Francia chiuda davvero le frontiere, perché diventerebbe difficile tornare dalle loro famiglie per le vacanze di Natale. Sabato mi è venuta voglia di tornare a Parigi per controllare che fosse tutto a posto, ma poi ho cambiato idea perché so che mia sorella e i miei amici stanno bene». Quello che è accaduto è contro tutti i nostri principi e viola i nostri tre valori cardine di Liberté , Egalité , Fratérnité : soprattutto quello di libertà, che include il rispetto per la libertà di espressione. Sono commossa davanti alla solidarietà dimostrata - ha concluso tra gli applausi dell'assemblea - dai francesi e dalla comunità internazionale, è la libertà che vince e ne sono molto orgogliosa, voltare le spalle ai nostri valori vuol dire darla vinta ai terroristi».

 

Austria, la ministra e l’Erasmus in Cattolica

Milano Austria, la ministra e l’Erasmus in Cattolica È appena stata nominata alla guida del ministero della Giustizia Alma Zadic , la 35enne dei Verdi che dieci anni fa trascorse un anno nei chiostri di Milano, sostenendo tre esami 15 gennaio 2020 Dall’Erasmus in Università Cattolica al ministero della Giustizia di Vienna. La neo ministra austriaca Alma Zadic, che ha giurato lo scorso 7 gennaio ed è entrata in carica all’età di 35 anni, 10 anni fa ha studiato per un anno nei chiostri dell’Università Cattolica a Milano . Bosniaca di nascita, trasferita a Vienna durante la guerra all’età di dieci anni, ha studiato Giurisprudenza nell’ateneo austriaco e ha trascorso l’anno accademico 2005/06 a Milano con il programma di scambio studentesco che ha creato tra i giovani una cultura dell’Europa. Durante il suo soggiorno milanese ha frequentato i corsi di Istituzioni di diritto comunitario con il professor Tito Ballarino , di Diritto internazionale con il professor Andrea Bianchi e di Diritto del lavoro con il professor Mario Napoli . Da allora Alma Zadic, iscritta al partito dei Verdi e oggi ministro della Giustizia del secondo governo Kurz, ne ha fatta di strada. austria #ministrodellagiustizia #almazadic #erasmus Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Bordeaux, Erasmus al profumo di Francia

Postcard Bordeaux, Erasmus al profumo di Francia Benedetta, di Scienze linguistiche, ha respirato l’atmosfera francese in ogni vicolo, in ogni paesaggio e in ogni angolo del campus dell’università. Un'esperienza da vivere tutta d'un fiato 29 novembre 2019 di Benedetta Campelli * “Mes chèrs parents, je pars. Je ne m’enfuis pas, je vole!” “Cari genitori, io parto! Non scappo via, volo!” - La famiglia Bélier Con queste parole nel cuore è iniziata la mia avventura per l’ Erasmus a Bordeaux, in Francia. Mi sono totalmente innamorata della città in cui mi trovavo. A un’ora dalla città si trova un paesino di nome St. Emilion caratterizzato dai vigneti che in autunno mostrano colori e fanno assaporare uva, vini e profumi indimenticabili. Una volta finita l’esperienza, guardando indietro ai passi fatti con impegno, ognuno potrà riconoscere di aver camminato un bel pezzo di strada tirando fuori una forza che non si immaginava neanche di avere. Trascorrere un periodo della propria vita all’estero è un’avventura che consiglio a chiunque, dà una grande energia, arricchisce sotto ogni punto di vista e proietta verso un futuro più stimolante.

 

Brescia-Israele, Erasmus a distanza

Studenti Brescia-Israele, Erasmus a distanza Un gruppo di studenti del secondo anno di Scienze linguistiche ha esercitato la lingua inglese dialogando per qualche mese con ragazzi israeliani grazie al progetto Ersamus + IN2IT. giugno 2018 Un uso originale e didattico delle tecnologie della comunicazione e dei social network che viene incontro a chi non può permettersi periodi prolungati di studio all’estero. È quello che hanno fatto un gruppo di studenti del secondo anno di Scienze linguistiche, coordinati da Costanza Peverati , i quali hanno dialogato e interagito con coetanei che studiano nella città di Israele. Tutto questo grazie al progetto Erasmus Plus+ IN2IT . Un modo per migliorare il proprio inglese ma anche per favorire l’intercultura fra gli studenti. erasmus #studenti #linguestraniere Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Budapest, l'Erasmus in forma “aumentata”

Un progetto che, benché proseguito online dall’appartamento di Pest e completato dall’Italia, ha avuto un valore formativo immenso 17 settembre 2020 di Giordana Cristiani * Budapest, “la perla del Danubio”, è stata una vera rivelazione. Una borsa di studio Erasmus+ mi ha permesso di trascorrere un semestre alla Essca School of Management nel campus della capitale ungherese, la più grande dell’Europa Centrale. Si tratta di una vera e propria città degli studenti: infatti, a parte una discreta quantità della popolazione ungherese, Budapest ospita un’enorme comunità di studenti e lavoratori internazionali, attratti da questa capitale per la sua cultura dinamica, la posizione strategica e i prezzi economici. Per prima cosa, ho migliorato tantissimo il mio livello di inglese: a Budapest ci sono più di 30 università e una comunità di circa 100.000 studenti, che ti permette di parlare inglese in tutti i momenti della vita quotidiana. Inoltre, grazie alla natura cosmopolita della città, ho vissuto con tre coinquilini provenienti da vari angoli del mondo: una ragazza di Parigi, un ragazzo di Tokyo e una ragazza di Santiago del Chile. Per quanto concerne gli esami e l’attività didattica, sono stati momenti molto formativi, in quanto le lezioni erano effettuate in classi molto piccole (30 studenti al massimo), dove gli insegnanti instaurano una lezione molto interattiva che prevede quotidianamente dibattiti e lavori di gruppo per ogni corso. È giusto e mi sento in grado a 24 anni di avere la maturità per ricavare il buono da quello che è successo, mi ha permesso di mettermi alla prova in una situazione completamente nuova e che non potevo prevedere.

 

Diventare grande a Parigi

Ecco come iscriversi a un Exchange Semester Abroad entro il 22 maggio 04 maggio 2017 di Sara Minoia * Mi sono iscritta al programma per gioco, poi ci ho creduto con tutta me stessa. Significa conoscere le persone, e farsi conoscere, per quello che realmente sono, senza filtri, senza preconcetti, senza distinzioni di razza, religione, lingua, modo di vestire, modo di pensare. Le amicizie che nascono durante questa esperienza sono vere e sincere: io ho trovato una famiglia e porterò ognuna delle persone che ho conosciuto sempre nel cuore. Lontano da casa impari a dare valore alle cose giuste, impari cos’è la vera mancanza di qualcuno, impari cosa significa avere il sostegno di chi ti vuole bene. L’ Erasmus significa sentirsi a casa in un Paese che non è il tuo e scoprire che i francesi camminano davvero con la baguette ancora calda sotto al braccio. L’ Erasmus ti cambia la vita perché cambia te. Cambia il modo di vedere il mondo, di guardare chi ti cammina di fianco, di pensare al diverso, di amare ciò che ti circonda. L’ Erasmus ti catapulta completamente fuori dalla tua comfort zone, e per questo è la cosa più bella che ti possa capitare a vent’anni.

 

Erasmus, an inside out experience

Roma Erasmus, an inside out experience L’esperienza a Budapest è stata per Lucia , studentessa di Medicina, «la crisi più bella di sempre»: l’ha costretta a provare sempre ad assumere il punto di vista dell’altro senza dare nulla per scontato. novembre 2017 di Lucia Scarlato * Prima ancora di iniziare il mio Erasmus, ancora ignara di quanto avrei amato quelle strade, un passante mi disse: “I’m amazed at every corner of this city!”. Una città viva che chiama a vivere, una città vera, controversa, pensante, che poi però inaspettatamente diventa, in alcune ore e in alcuni luoghi, un posto irreale. Il tirocinio non è stato importante solo per le numerose conoscenze acquisite ma soprattutto perché mi ha portato a essere più autonoma, più consapevole, esigente e intraprendente, non più studente ma futuro medico. E in questo mare di infinite possibilità che ogni essere umano e ogni cultura costituiscono, mi è stato insegnato a capire, a sforzarmi di capire, ad accogliere e lasciarmi meravigliare. Ogni persona con cui ho vissuto il mio tempo (che fossero pochi giorni, una manciata d’ore o tre mesi) mi ha regalato una parte di sé e mi ha accompagnata a scoprire parti di me sconosciute, senza paura, finalmente libera, spontanea, vera. Sono stata immensamente felice e terrorizzata, ho provato ogni emozione si possa provare, e ora sono a casa, con la mente e il cuore colmi di ricordi, progetti, colmi di tutta la vita e tutte le vite incontrate.

 

Erasmus a Piacenza per creare la mia nuova comfort zone

ExchangeProgram Erasmus a Piacenza per creare la mia nuova comfort zone Dall'Universitè Chatholique de Lille alla Cattolica di Piacenza grazie all' Exchange Program. febbraio 2016 di Paul Gino Briest * A gennaio, quando ho saputo che i corsi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che avevo scelto erano tenuti nella città di Piacenza, non sapevo assolutamente ciò che mi aspettava. Ero già stato in Italia, a Monza, Venezia e Napoli, poche volte nonostante quasi metà della mia famiglia sia italiana, ma non avevo mai sentito parlare di Piacenza. Successivamente, ho iniziato a fare amicizia con studenti internazionali, ma è stato con gli studenti italiani che mi sono sentito più a mio agio. Sono anche stato sorpreso quando mi sono reso conto che uno studente che frequentava i miei corsi giocava nello stesso club. Ma la cosa più più importante è che ogni momento l’ho vissuto con tutte le persone che ho incontrato, quelle che mi hanno aiutato e reso la mia esperienza italiana indimenticabile e ricca di momenti unici. Vorrei ringraziare l’UCSC che mi ha dato la possibilità di venire a studiare a Piacenza, in particolare i professori F. Cantoni, M. Di Mauro, F. Timpano, E. Vendramini, F. Daveri e P. Arginelli per la qualità dei loro corsi.

 

Exchange, bagno di cultura in Giordania

UCSC international Exchange, bagno di cultura in Giordania Grazie al programma di scambio studentesco, Gioia , di Scienze linguistiche, ha trascorso un periodo di studio alla University of Jordan . Nota molto positiva è stata anche la possibilità di discutere in maniera aperta e rispettosa con la nostra professoressa di lingua di questioni controverse quali la condizione femminile o l’estremismo religioso. Nulla di più sbagliato! Gli arabi amano fare festa, amano ballare e cantare, non è passato un solo fine settimana in cui non abbia avuto la possibilità di imparare dei passi di dabke, mentre mangiavamo shawarma e knafi. Per ciò che riguarda Amman è una città di una bellezza particolare, dove antico e moderno, sacro e profano si mescolano in un connubio di colori su una tela di bianco crema, colore caratteristico di tutte le abitazioni della città. A livello di patrimonio artistico sarebbe impossibile non parlare della prepotente bellezza del sito archeologico di Petra, un luogo dove più ci si addentra nella camminata più c’è l’impressione di tornare indietro nel tempo. La tribù beduina ci ha accolto come se fossimo di famiglia, raccontandoci storie sul deserto e sulle migliaia di stelle che è possibile vedere la notte, mentre si sentono i coioti ululare in lontananza. La Giordania non è solo un luogo spettacolare da visitare di una bellezza disarmante, ma è la casa di un popolo accogliente e generoso, di persone che alla mia partenza hanno detto: “puoi tornare quando vuoi, qui avrai sempre una famiglia”.

 

Erasmus e ricerca alla prova del voto

Eppure se c’è un collante che lega i Paesi dell’Unione europea è il network della comunità scientifica e la rete degli scambi studenteschi che, a partire dal lontano 1987, ha visto crescere la cosiddetta “ generazione Erasmus ”. Da allora, 9 milioni di studenti, di cui 843.000 italiani , hanno studiato in università di altri Stati, accolti in 5.000 istituti di 33 Paesi diversi. Se si è parlato poco di università è anche perché in certe aree politiche si sta diffondendo una ridotta fiducia su come ricerca, scienza, cultura possano contribuire allo sviluppo» afferma il professor Pier Sandro Cocconcelli , delegato del rettore per il coordinamento dei progetti di internazionalizzazione. Questo interesse però è ben presente nelle nuove generazioni che sono sempre più aperte a investire nel loro futuro, impegnandosi in periodi di studio e di ricerca all’estero, che considerano un passo fondamentale per costruirsi un curriculum di alto livello». Un network di ricerca sovranazionale di alto livello… «Tutto questo assume ancora più importanza perché si sono ridotti i finanziamenti nazionali, mentre sono aumentati quelli europei che hanno indotto i ricercatori delle scienze umano-sociali, delle scienze esatte, della biologia, a spostarsi su una ricerca multinazionale all’interno dell’Unione Europea. Per accedere ai fondi di ricerca bisogna passare da un sistema di ricerca nazionale a quello della ricerca europea, che sarà sempre più aperto a nuove collaborazioni con altri grandi partner come Cina, Stati Uniti o Paesi emergenti. È stato già così con il progetto Horizon 2020, il framework della ricerca che sta finendo adesso, e ancor di più sarà così con Horizon Europe , il prossimo framework della ricerca che partirà dal 2021, a cui sarà destinato un investimento di 120 miliardi di euro».

 

Generazione Erasmus, l’Europa siamo noi

So che non sarà facile, la mattina mi sveglierò e saprò di dovermi guadagnare ogni angolo di questa città: i cartelli, i portoni, le maniere mediterranee di un popolo fratello. “Smettila di pensare in italiano o non imparerai mai, smettila di crederti una turista.. sveglia la tua anima spagnola!” La mente di un viaggiatore è come quella di un bambino che impara da capo a creare pensieri. Oggi c’è un sole che brucia, sono in università coi miei nuovi compagni, mi hanno accolta come qualcosa di prezioso, di raro che viene da lontano e mi riempiono di domande. Sembra assurdo: le strutture del pensiero che da sempre avevano una chiara disposizione, ora vengono demolite e all’improvviso non traduci più, non cerchi più di tornare alla tua parola di “origine”, ti affidi e lasci avvolgere dal mondo in cui sei immerso. All’improvviso, vivendo tra le pareti con altri coinquilini stranieri, scopri di avere anche un’anima tedesca, una francese, una latinoamericana che aspettavano solo di essere trovate. Partire è una scia contagiosa, perché una volta che hai sperimentato il senso della condivisione con alcuni dei possibili compagni di viaggio, vuoi andare oltre, vuoi imparare di più, non ti basta parlare una lingua, non basta una strada, una prospettiva di vedere le cose. Diffidate da chi vi parla di perdita di tempo: a dirlo di solito è chi o non è mai partito o non ha vissuto interamente il suo viaggio e non conosce la gioia che ora vedo addosso a chi è tornato.

 

Erasmus, una scuola di diversità

UCSC INTERNATIONAL Erasmus, una scuola di diversità A Valencia, la studentessa di Psicologia Asya ha scoperto che questa esperienza ha il potere di unire le persone più diverse e di annullare ogni timore. Ammetto che per molti versi ho ritrovato negli spagnoli caratteristiche simili a quegli degli italiani: Valori come, l’importanza della famiglia, degli amici, l’attenzione alla cura della comunità, la cultura del cibo, la gentilezza e l’ospitalità, tipici anche di noi italiani, sono amplificati in una cittadina come Valencia. L’Erasmus è magico da questo punto di vista; ha il potere di unire le persone più diverse e di annullare ogni timore. La diversità è bellezza, ma lo può essere solo se da parte di tutti ci sono rispetto e la volontà di riconoscersi diverso, non appiattirsi ai luoghi comuni, ed arricchire/arricchirsi con gli altri e negli altri. È anche per questo motivo che ho deciso, dal primo giorno a Valencia, di condividere quotidianamente su Instagram una foto rappresentativa della giornata, e di raccontare il mio “Día”. Ho raccontato di tutto, delle cose belle, dei posti visitati, della gente conosciuta, delle cadute prese, delle corse fatte, delle volte che ho riso, che ho pianto e che mi sono arrabbiata. I selezionati avranno l'opportunità di frequentare i corsi all'estero, usufruire delle strutture e dei servizi dell'Ateneo ospitante, sostenere gli esami concordati con i docenti dell'Ateneo e ottenerne il riconoscimento al rientro, oppure di condurre ricerche in loco per la propria tesi di laurea.

 

Gent, Europe’s best-kept secret

UCSC INTERNATIONAL Gent, Europe’s best-kept secret Roberto , di Economia, ha trascorso cinque mesi di Erasmus in una delle più belle città del Belgio. Un’esperienza che ti segna dentro (anche fuori!) e ti rende irrequieto all’idea di quanto ci sia da esplorare nel mondo». maggio 2019 di Roberto Italia * Sono passati un paio di giorni dal mio ritorno in Italia. Se è stato difficile partire e adattarsi a un nuovo Paese, lo è ancora di più tornare alla vita di tutti i giorni e fermarsi almeno per un po’ di tempo. Sono partito da Milano con parecchi dubbi e due valigie, sono rientrato con tre e un’infinità di ricordi e di immagini, dopo aver quasi perso l’aereo. Apro i regali e leggo i messaggi ricevuti prima di partire: del cioccolato polacco, una stampa giapponese, una lettera in spagnolo, una targa del Capodanno cinese. Cinque mesi di Erasmus ti cambiano, ti segnano dentro (anche fuori!) e ti rendono irrequieto all’idea di quanto ci sia da esplorare nel mondo.

 

Gmg, è Elettra il volto per l’Italia

Milano Gmg, è Elettra il volto per l’Italia La studentessa della facoltà di Scienze linguistiche, col sogno di fare la sceneggiatrice, dopo un Erasmus in Polonia e la tesi su Zanussi, lavora all’organizzazione dell’evento di luglio con Papa Francesco a cui parteciperà anche una nostra delegazione. Adesso l’organizzazione della Giornata Mondiale della Gioventù, l’incontro dei giovani con Papa Francesco in programma dal 25 al 31 luglio in Polonia, di cui è diventata quasi un testimonial per l’Italia. La strada che ha portato fino a questo incarico Elettra Sofia Mauri , studentessa di Scienze linguistiche e letterature straniere all’Università Cattolica di Milano, è un percorso iniziato nell’estate della maturità, durante il cammino che porta al Santuario della Madonna Nera con il Bambino . Dopo cinque mesi di Erasmus e altri tre di ricerca permessi da una borsa di studio per laureandi, sono state proprio le capacità linguistiche affinate all’estero a spalancarle le porte della nuova avventura. Lo scorso ottobre il responsabile della logistica polacco mi ha chiesto di entrare a far parte di questo reparto della preparazione dell’evento, avevano bisogno di una traduttrice italiana. Ho a che fare ogni giorno con cardinali, preti e altre personalità religiose di rilievo, oltre agli impiegati e ad altri volontari come me. È bello e curioso vedere come persone di nazionalità diverse collaborino a un unico fine. gmg #erasmus #studenti Facebook Twitter Send by mail Print COME PARTECIPARE CON LA DELEGAZIONE DELL'ATENEO L’Università Cattolica parteciperà con una delegazione di studenti alla Giornata mondiale della Gioventù in programma a Cracovia in Polonia dal 26 al 31 luglio.

 

Hawai’i, un campus in paradiso

UCSC INTERNATIONAL Hawai’i, un campus in paradiso Per Camilla , di Scienze politiche e sociali , quattro mesi nell’arcipelago più bello del mondo, senza mai smettere di imparare, non solo in università a Honolulu, ma anche dalle persone e dalla natura. E forse è proprio questa distanza che rende le Hawai’i un posto così unico, così pieno di vita, così accogliente. Honolulu è una città piuttosto frenetica e che ha molto poco a che vedere con il resto delle Hawai’i. Esiste un contrasto palese tra gli altissimi grattacieli della business area in downtown Honolulu, i resort iperstellati nella zona di Waikiki e l’esercito di senzatetto che occupa strade e parchi. Forse, questo è l’aspetto che mi ha deluso maggiormente, ma le lezioni e i professori che ho incontrato hanno più che compensato la mancanza di un campus. Conoscendo già il metodo di studio americano, credevo di essere piuttosto preparata alla quantità di essay da scrivere, ma dopo la seconda settimana ho capito che avrei dovuto impegnarmi molto di più, data la assurda quantità di letture e compiti che ci venivano assegnati giornalmente. Ovunque si è portati a fare del bene per l’ambiente, dal raccogliere ogni piccolo pezzo di plastica che si confonde tra le conchiglie al nuotare con le tartarughe e i delfini senza tentare di intercettare il loro cammino.

 

In Polonia per fare touchdown

UCSC International In Polonia per fare touchdown Nei 10 mesi a Lublino di Alessandro, studente di Scienze politiche e sociali , oltre agli otto esami sostenuti, c’è stato l’esordio nel team di football americano e lo scudetto sfiorato di un soffio. settembre 2018 di Alessandro D’Alice * Lo sport è stato il cuore della mia esperienza di studente Exchange in Polonia. I corsi mi hanno permesso non solo di apprendere nuovi contenuti, ma anche di confrontarmi con differenti punti di vista, avendo come compagni studenti non solo europei ma anche asiatici. Quel tragitto lo porterò sempre con me, per tutto ciò che ho provato ogni singolo giorno, ogni singolo allenamento: mi sentivo vivo più che mai. Con i Tytani Lublin ho giocato tutta la stagione, che si è chiusa il 28 luglio con la sconfitta in semifinale. Il primo risale nel mese di aprile, quando durante la partita, da semplice studente italiano arrivato a studiare a Lublin, divenni uno dei giocatori più conosciuti della squadra, con tutti i tifosi che iniziarono a urlare il mio nome . Il terzo momento rappresenta qualcosa che ha reso orgoglioso me e la mia famiglia, che dall’Italia non mancava mai di venire in Polonia per sostenermi a ogni mia partita. I selezionati avranno l'opportunità di frequentare i corsi all'estero, usufruire delle strutture e dei servizi dell'Ateneo ospitante, sostenere gli esami concordati con i docenti dell'Ateneo e ottenerne il riconoscimento al rientro, oppure di condurre ricerche in loco per la propria tesi di laurea.

 

I ragazzi Erasmus: siamo tutti parigini

MILANO I ragazzi Erasmus: siamo tutti parigini Nelle testimonianze degli studenti dell’Università Cattolica a Parigi traspare l’inevitabile paura di fronte a quanto è successo ma anche la testarda decisione di restare a testa alta come i francesi che non si arrendono al terrore. by Matteo Zorzoli | 19 novembre 2015 Esperienze, progetti e percorsi di studio diversi, in comune un Erasmus iniziato a Parigi qualche mese fa: solo questo legava, prima della notte del 13 novembre che ha terrorizzato Parigi, le vite delle studentesse dell’Università Cattolica che abbiamo raggiunto a pochi giorni da quei fatti. Il flusso delle notizie iniziato alle 21:16 di venerdì sera con la prima esplosione allo Stade de France ha cominciato a scorrere inesorabile all’interno di bar e brasserie, in mezzo alle strade, tra sigarette fumate su davanzali di residenze studentesche e libri appena chiusi per prepararsi a uscire. Eleonora , 23 anni, iscritta a Media Management alla Sorbona, si è appena seduta con i suoi amici al tavolino di un pub a due piani nel quartiere di Bastille, nel IV arrondissement, vicino all’XI. Quello che, tra le note del cantante country della serata e sms visti di sfuggita, le sembrava uno scontro tra tifosi, violento, ma comunque all’ordine del giorno, le si palesa come l’inizio di una serie di attentati. E con una nota di scetticismo aggiunge: «Non sono d’accordo con la decisione di Hollande di bombardare immediatamente Raqqa: in questo modo si combatte il terrorismo internazionale con la stessa arma dei terroristi. portesouvertes segnalava chi era disposto a ospitare persone che erano rimaste bloccate per strada, mentre #jesuisenterrace dimostra la voglia di rivalsa dei parigini, che con una foto in un qualsiasi bistrot della capitale francese, riprendono la quotidianità.

 

Le mille sorprese di Varsavia

Ma è lì che ho capito che l’Erasmus è proprio questo: sentirsi a casa in un Paese che non è il tuo, acquisire fratelli e sorelle che non parlano nemmeno la tua stessa lingua. Ora che sono tornata posso dire che è stata l’esperienza più bella della mia vita, e che sceglierei questa città altre mille volte ancora. L’inizio è stato difficile: ci si ritrova da soli in un Paese che non parla la tua lingua, e che a volte fatica a comunicare anche in inglese. E poi capisci che l’Erasmus è proprio questo: sentirsi a casa in un Paese che non è il tuo, acquisire fratelli e sorelle che non parlano nemmeno la tua stessa lingua. Spesso e volentieri alcuni ragazzi ti fermano per strada o nei bar; all’inizio era un’abitudine che non capivo, poi ti rendi conto che l’unico obiettivo che li guida è quello di parlare con qualcuno di nazionalità diversa e condividere le proprie esperienze di vita, senza secondi fini. Innamorarsi della città invece è molto facile, Varsavia è una città che funziona: i tram, i pullman e le metro ti portano in ogni luogo della città in poco tempo ed è difficile che abbiano un ritardo superiore ai 5 minuti. Inoltre appena inizia la primavera la città cambia faccia: in riva al fiume aprono molti bar, si può andare sulla spiaggia a organizzare barbecue, partite di beach volley, oppure si può facilmente noleggiare una bicicletta a poco prezzo e girare per gli innumerevoli parchi che questa città offre.

 

L’Erasmus è ogni giorno

UCSC INTERNATIONAL L’Erasmus è ogni giorno Tornata dal Portogallo, Francesca, studentessa del Cimo, ha capito che l’esperienza straordinaria che ha vissuto non finiva in quel momento: è diventata una lezione da spendere un po’ alla volta nella quotidianità. Come una vera testarda che si rispetti quindi, quando mi sono trasferita in Cattolica a Milano ho deciso che l’occasione non mi sarebbe sfuggita una seconda volta. Che il senso di una giornataccia lo si può trovare in un tramonto meraviglioso e che per ogni opportunità a cui si dice “no” possono emergerne tante altre sempre altrettanto entusiasmanti (anche se le volte in cui ho detto “no” sono state veramente poche). Tutto sommato quello che ho imparato è che l’Erasmus può essere qualunque cosa di cui tu abbia bisogno in quel momento, anche se pensi di non aver bisogno di nulla. Mi sento abbastanza adulta, da non aver avuto bisogno di feste universitarie a base alcolica per conoscere poche persone eccezionali che mi hanno accompagnato in viaggi che rimarranno per sempre nel mio cuore. Non ho sentito il bisogno di strafare, di eccedere, di vivere come se fossero gli unici sei mesi nella mia vita in cui io fossi veramente libera di fare qualunque cosa desiderassi, perché ho capito che voglio che l’Erasmus sia ogni giorno. Un “unico” nel bene e nel male, un “unico” che racchiude quanto detto sopra, un “unico” che viene sminuito spesso, non approfondito nelle risposte delle persone che hanno vissuto questa realtà.

 

L’identità digitale dello studente

EDUCATT L’identità digitale dello studente Educatt torna sul fronte della progettazione europea con MyAcademicID come coordinatore delle attività di comunicazione e disseminazione. Il progetto è finalizzato a facilitare la mobilità internazionale e rafforzare lo status di “studente europeo”. La proposta di MyAcademicID, che è risultata tra quelle approvate e finanziate dalla call CEF 2018 e in particolare nell’ambito dell’azione chiave dedicata alle telecomunicazioni, è il risultato della convergenza di molteplici servizi elettronici mirati al riconoscimento dell’identità digitale dello studente in risposta a specifiche casistiche relative alla mobilità internazionale. MyAcademicID si prefissa l’obiettivo di consentire l’interazione digitale sicura e continuativa tra le istituzioni dell’istruzione superiore (HEI) nell’ottica di rafforzare lo status di “studente europeo” e favorire la mobilità internazionale degli studenti, attraverso l’ottimizzazione dei processi burocratici. La proposta è indirizzata, di conseguenza, al riconoscimento dell’identità digitale degli studenti, con particolare attenzione alla mobilità internazionale. La rappresentanza italiana all’interno del progetto è costituita da Fondazione Endisu ed Educatt , a cui è stato assegnato il coordinamento delle attività di comunicazione e disseminazione. Nello specifico Educatt è al lavoro sullo studio di logo e sul set-up della piattaforma online che sarà disponibile a breve.

 

Erasmus, l’importanza di sentirsi europei

UCSC INTERNATIONAL Erasmus, l’importanza di sentirsi europei Per Elisa, della facoltà di Economia, l’esperienza in Svezia è stato un inno all’Europa e alla bellezza di farne parte. ottobre 2018 di Elisa Ursini * Sarà paradossale ma non sono mai stata in grado di pronunciare bene il nome della città che mi avrebbe ospitato per cinque mesi e che poi sarebbe diventata una seconda casa. All’inizio non è stato semplice: non conosci la lingua, vivi in una stanza vuota che, presto, diventerà casa per i prossimi cinque mesi e in una città, seppur piccola, tutta da scoprire. Era una situazione nuova da affrontare e allo stesso tempo piacevole per una ragazza nata e cresciuta nel chiacchiericcio delle persone e nel rumore e nel caos di Roma. Si inizia a legare di più con le persone che sono nella tua stessa situazione e, quindi, una ragazza tedesca, una francese e tanti altri possono diventare una seconda famiglia. Erasmus per me significa proprio questo: sentirsi accettati, come in una famiglia, da altre persone che condividono la stessa esperienza, la stessa vita, anche se per un periodo di tempo limitato. Il vantaggio di essere stata in una città molto più piccola, e diversamente organizzata, da Roma, è sicuramente stato lo spostamento per raggiungere i posti nella città.

 

Luca, a Budapest con Unicredit

premio Luca, a Budapest con Unicredit Lo studente di Scienze bancarie , grazie al sostegno della Unicredit &; Universities Foundation, che lo ha premiato tra i 136 giovani talenti vincitori delle borse di studio e ricerca 2015, ha potuto pagarsi interamente un Erasmus nella capitale ungherese. È quanto ha potuto compiere Luca Bossano (nella foto) , studente al secondo anno di laurea magistrale del corso Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari, della facoltà di Scienze bancarie finanziarie e assicurative , grazie al sostegno della Unicredit &; Universities Foundation . Grazie a un amico, Luca era venuto a conoscenza di questa fondazione che eroga borse di studio e premi per promuovere la specializzazione all'estero dei migliori studenti europei nei campi delle scienze economiche, bancarie e finanziarie. Luca ce l’ha fatta e l’8 giugno ha partecipato alla cerimonia in cui UniCredit &; Universities ha premiato 136 giovani talenti vincitori delle borse di studio e di ricerca lanciate nel 2015. All’evento hanno presenziato Giuseppe Vita , presidente di UniCredit, il presidente dell’Associazione Borsisti Marco Fanno Giorgio Barba Navaretti e Alberto Alesina , professore alla Harvard University che ha tenuto una lecture dal titolo: “ What is happening to the European Union? ”, nonché numerosi rettori e professori delle più prestigiose università internazionali. Budapest è una città dal grande fascino e superati i primi mesi invernali è diventata molto più vivibile, soprattutto nei grandi spazi verdi e aperti che dispone» racconta lo studente di Scienze bancarie. Il sistema è differente da quello Italiano: le lezioni sono molto più interattive e la valutazione finale è legata a una serie di punti che si devono guadagnare settimanalmente tramite assignment, presentazioni e lavori di gruppo.

 

My experience and my tips for future exchange students

Postcards My experience and my tips for future exchange students Erasmus at Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. febbraio 2016 by Solène Plancqueel * International students In this Italian university, it’s very easy to meet other international students thanks to the students’ association “SMINT” and other events organised by the International Office. Italian students It’s not really easy to meet Italian students. Moreover, most part of events organized by the city of Piacenza attract mainly international students. Being friends with Italian students is the best way to discover Italy, learn Italian and be successful at university! Courses Professors at Cattolica are really interesting and know perfectly well their subjects. It’s recommended, obviously, to go to Milan, but there are so many other places close to Piacenza, such as Mantova, Bologna, Parma, Pavia, Cremona, Bergamo, Cinque Terre, Lago di Garda, Sirmione… * 19 years old, from La Rochelle Business School, France. (Fall semester) School of Economics and Law, Piacenza #erasmus #postcards #smint Facebook Twitter Send by mail Print.

 

My experience in Cremona at Università Cattolica del Sacro Cuore

Postcards My experience in Cremona at Università Cattolica del Sacro Cuore 11 febbraio 2016 di Léon van de Pol * From September till December 2015 I studied at Università Cattolica in Cremona. Together with a French guy we were the only Erasmus students, but there were multiple international students in the first and the second year coming from Russia, Iran, South-America and Eastern-Europe. The University building in Cremona is an old hospital and the university is only located on the third floor. If you are interested in the topic of agricultural and food economics, I would recommend this university to everybody, even though Cremona has not a big nightlife. Almost every Saturday we had dinner together with around 10 people who mainly came from the Southern regions and it was a great experience to see how Italian people love food and like to share their homemade products such as chicken and pork meat, olive oil and cheese. We normally drank our beers at Lex Birreria, a traditional pub with different special beers in the city centre of Cremona. Master Management, Economics and Comsumer studies at Wageningen University, Wageningen, The Netherlands #erasmus #postcards Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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