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Etica e finanza, un percorso in otto tappe

L’economia ha bisogno di etica per poter funzionare in maniera adeguata ed è necessaria una concezione del denaro che non domini ma serva la persona umana. Sono alcune sfide del documento illustrato in Università Cattolica dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson , prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che si è occupato della sua stesura. Il convegno è stato anche l’occasione per avviare un percorso a più voci, articolato in otto laboratori, che si terranno in Università Cattolica durante l’anno accademico 2020/2021. I seminari che seguiranno questo incontro sono intesi a promuovere la libertà delle persone» ha osservato l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini . Nel suo intervento il cardinale Turkson, che ha annunciato un prossimo documento che raccoglie i criteri per la gestione dei beni economici della Chiesa, si è soffermato su alcuni aspetti dell’Oeconomicae et pecuniariae quaestiones. Ma secondo un sondaggio la gente continua a chiedere che facciano di più per la sicurezza sociale, anticipando i cambiamenti invece che attendere che siano imposti. Per lo statunitense, che ha alle spalle una lunga esperienza nel settore dei derivati e nelle agenzie di regolazioni, gli strumenti speculativi possono dare dei benefici al mercato.

 

Etica e finanza, il dialogo possibile

Il convegno internazionale, promosso in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano, si aprirà con i saluti istituzionali del rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli , dell’arcivescovo della Diocesi di Milano monsignor Mario Delpini e dell’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo monsignor Claudio Giuliodori . Il convegno sarà anche l’occasione per presentare e avviare un percorso a più voci, articolato in otto laboratori, che si terranno in Università Cattolica durante l’anno accademico 2020/2021. Il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del pontificio Consiglio della giustizia e della pace; arcivescovo emerito di Cape Coast (Ghana), è stato il primo cardinale nativo del Ghana. Il 24 ottobre 2009, al termine della II Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi di cui era stato relatore generale, Benedetto XVI lo ha nominato presidente del pontificio Consiglio della giustizia e della pace. Il 31 agosto 2016 è stato nominato prefetto - con decorrenza dal 1° gennaio 2017 - del nuovo Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale istituto dal Santo Padre Francesco con la Lettera Apostolica Humanam progressionem del 17 agosto 2016. La sua ricerca si concentra sulle questioni etiche legate al mondo degli affari e alle responsabilità degli operatori finanziari che nelle loro scelte manageriali devono tener conto non solo di valutazioni di carattere economico ma anche di valori quali libertà, trasparenza e rispetto per i diritti fondamentali. J. Christopher Giancarlo , italo-americano, è presidente emerito della Commissione statunitense sul commercio dei futures sulle materie prime (CFTC).

 

La ricerca si fa responsabile

MILANO La ricerca si fa responsabile Nell’ambito delle iniziative per dottorandi e giovani ricercatori, un workshop su integrità ed etica con Isidoros Karatzas, responsabile del settore “Ethics and Research Integrity” della Commissione europea. In questo settore hanno assunto, infatti, sempre più rilevanza vari aspetti che riguardano l’integrità e l’etica dei ricercatori nello svolgimento delle attività di ricerca. Un’attenzione da sempre presente nella ricerca biomedica, che si è estesa ora a tutte le aree scientifiche, in particolare alle scienze sociali e umane, secondo l'approccio ELSA (aspetti etici, legali e sociali). Nell’ambito di una politica volta a promuovere la ricerca e l’innovazione responsabili, l’Unione europea ha adottato una serie di misure per migliorare l'impatto etico delle attività di ricerca, che coprono un’ampia gamma di criteri. Uno riguarda l’integrità della ricerca e dei ricercatori, i cui principali riferimenti sono il Codice europeo di condotta per l’integrità della ricerca e l’Etica per i ricercatori , recentemente aggiornato. Per fornire ai ricercatori un quadro di riferimento aggiornato sia a livello nazionale che internazionale, l’Ateneo organizza mercoledì 22 novembre un workshop sugli aspetti etici della ricerca , approfondendo questioni legate alla valutazione etica dell’impatto della ricerca, al ruolo di un Comitato etico, all’implementazione di linee guida sull’etica e l’integrità. Tra gli ospiti, sarà presente Isidoros Karatzas , responsabile del settore “Ethics and Research Integrity” della Commissione europea .

 

Dovremmo chiamarla “ragione artificiale”

il dibattito Dovremmo chiamarla “ragione artificiale” Nella sua funzione di «problem solving» e con tutti i suoi possibili e auspicabili sviluppi, può essere una grande risorsa per l’umanità, se gestita e sviluppata con intelligenza. Oppure vedere questo innegabile progresso nel contesto di un confronto con l’umano inteso in tutta la sua ampiezza e potenzialità che non è riducibile alla sola capacità di calcolo e alla operatività tecnica. Il corpo, i sensi, la mente, il cuore (con il suo ampio spettro di significati simbolici) concorrono a fare dell’uomo un essere pensante dotato di facoltà che lo distinguono sostanzialmente dal resto della creazione e ancor più dalle macchine. Questo aspetto che possiamo definire “meta-fisico”, giusto per evocare un termine in disuso, ma forse in questo caso più che pregnante, non è né secondario né separabile dalla reale condizione dell’essere umano. L’uomo visto nella prospettiva della macchina e la macchina umanoide tendono sempre più a ridurre lo spazio dei sentimenti e della libertà accettando ed esaltando la logica di quel determinismo che un certo biologismo evoluzionista, tipico della modernità, è andato imponendo alla visione antropologica del nostro tempo. Forse per questo è più corretto usare il termine ragione che deriva dal latino “ ratio ”, cioè dalla connessione logica di ragionamenti che sono tra di loro sequenziali come accade esattamente per la sequenza dei processi digitali. Possiamo allora affermare che la “ragione artificiale”, nella sua funzione di «p roblem solving » e con tutti i suoi possibili e auspicabili sviluppi, può essere una grande risorsa per l’umanità, se gestita e sviluppata con intelligenza.

 

L’etica del vedere, compassione è azione

libri L’etica del vedere, compassione è azione Nel suo libro Imago pietatis , che sarà presentato al Salone del Libro, il professor Fausto Colombo ricostruisce come la foto sulla spiaggia del piccolo Alan sia diventata un simbolo. Fausto Colombo , sociologo dell’Università Cattolica, si è preso la briga di seguire il percorso della foto di Alan, di non fermarsi sulla soglia della commozione, ma di attraversarla indagando attraverso la scienza della comunicazione perché sia diventata un simbolo in grado di smuovere l’opinione pubblica. Partiamo dal titolo: Imago pietatis è un titolo particolare, pieno di riferimenti simbolici, vuole spiegarcene la scelta? «L’immagine della pietà è la prima che ho visualizzato quando ho visto la foto del piccolo Alan portato in braccio dal poliziotto. Come spiega questo divario tra numero di persone che lo utilizzano e capacità di far penetrare il messaggio? «Twitter è un social anomalo, nel senso che è più una piattaforma di microblogging che un social vero e proprio. La notizia del naufragio di un gommone di rifugiati siriani che si è rovesciato nel tentativo di raggiungere l’isola di Kos (12 morti, una tragedia che in termini numerici è meno clamorosa rispetto ad altri catastrofici naufragi precedenti) viene diffusa dalle agenzie. La foto di Alan ha avuto una ricaduta oggettiva sulle cose, l’impatto di quella foto ha prodotto delle cose: opere, movimenti, c’è una nave che sia chiama Alan Kurdi che gira nel Mediterraneo, io ho scritto questo piccolo libro…». In questo senso si parla di compassione nel libro? «Sì, perché la legittimità di questa operazione dipende soltanto da quanto essa riesca ad attivare in noi non soltanto un’emozione, ma anche una volontà di agire, di compensare quel dolore sentendolo nostro.

 

Le scelte che fanno la finanza

MILANO Le scelte che fanno la finanza Martedì 29 gennaio sul tema si confrontano accademici, banchieri, esperti del settore. Tra i relatori Antonio Patuelli , presidente Abi, Gian Maria Gros-Pietro , presidente Banca Intesa Sanpaolo, Giovanni Pirovano , vicepresidente Banca Mediolanum. gennaio 2019 Una riflessione a più voci sulla cultura che origina le scelte economiche e finanziarie. Protagonisti del dibattito saranno accademici, banchieri, esperti del settore. Tra questi: Lorenzo Caprio , docente di Finanza aziendale all’Università Cattolica, Antonio Patuelli , presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Gian Maria Gros-Pietro , presidente di Banca Intesa Sanpaolo, Giovanni Pirovano , vicepresidente di Banca Mediolanum, Mauro Salvatore , economo generale della Conferenza Episcopale Italiana. Modererà il dibattito Andrea Perrone , docente di Diritto commerciale all’Università Cattolica. finanza #economia #etica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

L’etica fa bene alla finanza

MILANO L’etica fa bene alla finanza Profitto e solidarietà non devono essere antagonisti e l’economia deve favorire il progresso del bene comune nel rispetto della dignità umana. Il convegno, organizzato da Università Cattolica, Associazione Bancaria italiana (ABI) e Banca Mediolanum, ha messo in evidenza come le indicazioni della Santa Sede, di respiro mondiale, siano opportune per intendere l’attività economica e finanziaria al servizio dell’economia reale e del bene comune. Se ci si fosse ispirati a questi principi, molto lontani da quelli della finanza speculativa che ha innescato la crisi del 2007 - e di cui si subiscono ancora gli effetti -, sarebbero stati evitati tanti danni a persone e aziende. A entrare nel vivo della questione è stato il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli che, nel suo intervento, ha posto l’accento sull’importanza di un’analisi ampia e accurata del Documento, utile a fornire indicazioni pratiche e concrete, e non solo nobili dichiarazioni. Ma può l’economia favorire il progresso del bene comune nel rispetto della dignità umana? Secondo il presidente dell’ABI Antonio Patuelli va posto «un limite al mercato affinché non diventi un luogo di anarchia e di sopraffazione». Ne è convinto il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro, che ha infatti spiegato che «la finanza ha il dovere di selezionare gli investimenti e scegliere quelli che portano utilità sociale e che il profitto è lecito se rispetta la persona umana». Infine l'economo della Cei Mauro Salvatore, tirando le somme del dibattito, ha colto la continuità del Documento con la dottrina sociale della Chiesa dall’enciclica Populorum progressio di papa Paolo VI alla Laudato si’ di papa Francesco.

 

L’altra economia di Giuseppe Toniolo

MILANO L’altra economia di Giuseppe Toniolo A cent’anni dalla morte, un convegno ripercorre vita e pensiero dello studioso pisano, tra i promotori dell’idea di un’università cattolica in Italia. novembre 2018 di Aldo Carera * Una figura che merita di uscire dall’ostentata indifferenza da cui emerge sporadicamente in occasione di qualche particolare ricorrenza biografica. Giuseppe Toniolo, il professore pisano di economia proclamato beato da Benedetto XVI il 29 aprile 2012, si è sempre distinto per la sua fervida attività intellettuale tradotta in un impegno attivo e diretto non solo nel movimento cattolico italiano, ma anche in quello internazionale di fine Ottocento e inizio Novecento. In uno scenario fondato su una prospettiva religiosa, l’uomo si pone al centro della vita economica e ogni azione umana è riconducibile a una legge morale in grado di indicare una nuova sintesi tra efficienza e giustizia, tra produttività e carità. Ai suoi contemporanei Toniolo chiedeva di confrontarsi con il principio cristiano che afferma il bene come fine ultimo della vita dell’uomo nell’intera gamma delle sue espressioni e delle sue attività, soprattutto nelle relazioni economiche e sociali. Per rigenerare i processi di sviluppo capitalistico Toniolo confidava sulla naturale socialità dell’essere umano e sulle libere associazioni all’interno di un ordinamento civile e democratico che affianca alle responsabilità propriamente politiche l’apporto autonomo di tutte le forze sociali, economiche e istituzionali. docente di Storia economica alla facoltà di Economia, direttore dell’Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia «Mario Romani» #toniolo #economia #etica #benecomune Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Educazione, etica, formazione per uno sviluppo sostenibile

Milano Educazione, etica, formazione per uno sviluppo sostenibile Venerdì 31 gennaio convegno internazionale promosso dalla Fondazione Centesimus Annus. Ethos, Education and Training: avenues toward equality and ethical behaviors in the digital era : questo il titolo del convegno della Fondazione vaticana. Sono intervenuti, tra gli altri, Anna Maria Tarantola , presidente della Fondazione Centesimus Annus, monsignor Mario Delpini , arcivescovo di Milano, Ignazio Visco , governatore della Banca d’Italia, monsignor Nunzio Galantino , presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa). Questo incontro precede altri due grandi eventi che toccheranno tematiche similari: “L’economia di Francesco”, che si svolgerà ad Assisi nel mese di marzo, e il “Patto educativo globale”, che avrà il suo culmine a maggio. Moderata da Giovanni Marseguerra , docente di Economia politica in Università Cattolica e coordinatore scientifico della Fondazione Centesimus Annus, ha visto tra i relatori Philippe Bordeyne , rettore dell’Institut Catholique di Parigi, Fernando Felipe Sanchez Campos , rettore della Universidad Católica de Costa Rica, Agostino Santoni , amministratore delegato di Cisco Italia. Le conclusioni del dibattito sono state affidate ad Alberto Quadrio Curzio , professore emerito di Economia politica all’Università Cattolica. A guidare la riflessione nell’incontro a porte chiuse, monsignor Vincenzo Zani , segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, Isabel Capeloa Gil , presidente della Federazione Internazionale delle Università Cattoliche e rettore della Universidade Católica Portuguesa (UCP), e Gian Maria Gros Pietro , presidente di Intesa Sanpaolo.

 

Il governatore Visco: investire nell’istruzione

Tra i relatori monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, e monsignor Nunzio Galantino , presidente Apsa by Katia Biondi | 03 febbraio 2020 «È necessario un adeguato investimento nell’istruzione per affrontare l’incertezza che circonda il lavoro e le competenze che avranno rilevanza nel futuro». Questo perché «abbiamo bisogno di scuole che non solo siano dotate di strumenti tecnologici avanzati, ma che siano anche attrattive e confortevoli». L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Anna Maria Tarantola, presidente della Fondazione Centesimus Annus, che ha introdotto l’intervento di monsignor Mario Delpini , arcivescovo di Milano. Il tema oggi in discussione dà la percezione di una emergenza: le competenze acquisite nella formazione universitaria rischiano di essere una merce in vendita al miglior offerente che le compra solo perché funzionali al profitto e al potere». Per questo, ha continuato l’arcivescovo di Milano, l’iniziativa promossa dalla Centesimus annus «è mossa da un’intuizione di un percorso promettente affinché nelle università si promuova non solo competenza ma anche educazione e che queste si inseriscano in un orizzonte di valori. In Università Cattolica parlare di contesto educativo è abituale, come il formare l’uomo quale protagonista di una storia che renda percepibili i valori». Come ricorda il World Human Forum , ha concluso monsignor Galantino l’educazione è tra i «fattori che porta alla felicità insieme con il reddito, la salute, la libertà di iniziativa, l’assenza di corruzione, la qualità delle relazioni e la gratuità.

 

Pessina: algor-etica, un neologismo per un progetto ambizioso

Il che significa, in breve, avviare un processo che permetta di limitare la stessa potente autonomia delle macchine, in modo che la decisione ultima sfugga agli automatismi di un software. Un simile progetto richiede che siano coinvolti diversi soggetti: non solo i programmatori e i grandi gruppi industriali che stanno alle loro spalle, ma gli stessi utenti, che debbono “imparare” a muoversi in questo nuovo ambiente culturale che è determinato dalla tecnologia dell’informazione e della comunicazione. Non basta, infatti, domandarsi che uso facciamo della tecnologia, ma bisogna chiederci che uso fa la tecnologia dei nostri stili di vita, delle nostre capacità e della nostra stessa personalità. Del resto, un “ buon algoritmo” non è detto che sia di per se stesso un “algoritmo buono”, cioè capace di non privarci dell’autonomia di pensiero e di spirito critico. In un’epoca in cui rischiamo di delegare alla tecnologia molti dei processi decisionali – non solo in campo diagnostico ma anche a livello economico – occorre, quindi, che si potenzino le capacità propriamente umane di governare i prodotti tecnologici che fanno parte della nostra vita quotidiana. Si tratta, in sostanza, di cambiamenti che hanno evidenti risvolti politici ed economici e che non mancano di rischi, peraltro ben evidenziati dal Papa: «Sul piano socio-economico, gli utenti sono spesso ridotti a “consumatori”, asserviti a interessi privati concentrati nelle mani di pochi. Osservazioni, queste, che evidentemente non hanno nulla a che fare con il rifiuto o la condanna della tecnologie, né con le invettive care a molti pseudoprofeti che - con l’annuncio del destino e del declino dell’Occidente - hanno spesso evitato la fatica di comprendere la storia e il suo reale divenire.

 

Premio Ambrosoli, il bene che fa notizia

Gaia Donat i e Marco Manzetti hanno ricevuto, nella sala dell’orologio di Palazzo Marino, il premio Ambrosol i. Un riconoscimento del valore di 5mila euro riservato ai laureati che hanno approfondito temi legati all’etica applicata all’attività economica. Il primo premio è stato vinto da Gaia Donati, originaria di Arezzo e che ora vive a Milano, con una tesi in Diritto penale dal titolo “ La deriva populista. Un lavoro davvero originale, secondo la Commissione esaminatrice, per "la centralità della problematica affrontata, l'identificazione degli aspetti patologici, l'ampio spettro culturale e valoriale del quale il lavoro è impregnato, la dimensione propositiva che conclude il lavoro”. L’dea nasce dalla presa d'atto che nell'epoca odierna il diritto penale si sta tramutando in longa manus di un legislatore e di una magistratura che si preoccupano di intercettare, se non di alimentare, gli istinti e le aspirazioni provenienti dalla pubblica opinione», racconta Gaia. L'elaborato, dopo aver approfondito gli aspetti terminologici in ordine alla controversa parola “populismo”, analizza dunque le dinamiche che in ambito penalistico generano provvedimenti normativi e sentenze in relazione non a esigenze di prevenzione ma a paure collettive alimentate nel contesto della "modernità liquida”. Il secondo premio di laurea è stato assegnato a Marco Manzetti, residente nella provincia di Novara, che ha prodotto un’analisi del rapporto tra economia legale ed economia criminale con tutte le implicazioni di carattere giuridico, economico finanziario e socio politico. Ho approfondito varie fattispecie delittuose» precisa Marco «ma i reati a tutela del capitale sociale sono quelli più significativi, perché sono diventati, nostro malgrado, espressione di una profonda e radicata schizofrenia legislativa nell’ambito della lotta alla criminalità economica.

 

Le “riserve etiche” e l’emergenza Covid-19

Il commento Le “riserve etiche” e l’emergenza Covid-19 Si sono sprigionate delle capacità impensate, a partire dalla generosità di chi si è impegnato sul piano della cura e del prendersi cura, evidenziando l’esistenza di un serbatoio di umanità. Alcune note filosofiche del professor Adriano Pessina 31 marzo 2020 di Adriano Pessina * Il termine emergenza indica sia l’affiorare, il rendersi manifesto di qualcosa di già esistente, ma non ancora messo in primo piano, sia l’apparire dell’imprevisto, del non calcolato, dell’inaspettato e del nuovo. Invece la riserva etica è capace di dare voce a una tesi che sfugge al calcolo, che capovolge l’ordine delle grandezze: la vita e la salute di pochi val bene il sacrificio presente e futuro di molti. C’è anche, sottile, la riserva di violenza che è compressa dentro un’emergenza che contiene le pratiche quotidiane dei soprusi, delle illegalità, delle mafie di ogni genere, e che attende una rivincita. Ed è questa riserva etica che non dovrà essere dispersa quando si tornerà alla normalità e i problemi lasciati in sospeso – le questioni del lavoro, della giustizia, dell’immigrazione, dell’integrazione, della povertà, dell’ambiente, tanto per citarne solo alcuni – diventeranno la nuova emergenza, sociale, politica, culturale. Un serbatoio di valori da custodire, per onorare i nostri morti, per ringraziare chi non si è sottratto alle proprie responsabilità, per cercare di costruire insieme una storia capace di umanità e, perciò, di speranza. docente di Filosofia morale, facoltà di Scienze della formazione , campus di Milano, Università Cattolica La foto in alto è relativa al nuovo Columbus Covid-2 Hospital di Roma #coronavbirus #covid-19 #etica #umano Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La terza missione della teologia

Sul significato di tale documento e sui temi affrontati hanno offerto alcune considerazioni due tra gli estensori del documento, Pier Davide Guenzi e Gaia De Vecchi , docenti di Teologia in Università Cattolica, e rispettivamente presidente Atism e delegata sezione nord. L’Associazione, fondata nel 1966, sin dagli albori ha raccolto gli studiosi di teologia morale attorno a progetti di riflessione non solamente interni al proprio sapere, come spiega il presidente don Guenzi: «La teologia morale da sempre si interroga sulle problematiche del nostro tempo. Una parola carica di pudore per non profanare la dignità dell’altro e dell’altra, per non produrre ulteriore violenza, ma intessere un colloquio pieno di rispetto e di riconoscimento. Alla professoressa Gaia De Vecchi abbiamo chiesto come si sia giunti a un’unanimità di vedute circa i temi indicati per la ripresa del dopo-Covid, considerando le varie sensibilità dei teologi: «Su questo punto – è davvero piacevole ricordarlo! – ci siamo confrontati quasi accanitamente. “Uno sguardo più lucido sarà disponibile tra mesi, se non anni… Intanto abbiamo bisogno di ricerca, di onestà intellettuale, di trans-disciplinarietà, di speranza e di respiro di futuro. E per la teologia morale, cosa vuol dire che "nulla sarà più come prima"? «Si tratta di una affermazione in qualche modo vera» afferma Gaia De Vecchi. Siamo profondamente convinti che questa sia un’occasione unica (ben più che rara) per riflettere sulla nostra moralità, esercitando un sano discernimento, intra ed extra ecclesiale, per chiederci, semplicemente ma profondamente: cosa è umano, oggi?».

 
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