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Z, la Generazione dimenticata

L’Università Cattolica, che ha partecipato fin dalla prima edizione del 2018, è stata presente nella prima giornata con l’intervento di Alessandro Rosina , docente di Demografia e Statistica sociale, che ha parlato di Z, la generazione dimenticata. In verità quelle che potenzialmente sembrerebbero opportunità di nuovi percorsi formativi e professionali per i più giovani e maggiori opzioni rispetto alle generazioni precedenti, in realtà si arenano davanti a una crescente incertezza associata alle scelte e alle loro implicazioni. Ancor più, quindi, che nel resto d’Europa, le possibilità di crescita e di sostenibilità sociale dell’Italia dipendono dalla formazione del capitale umano delle nuove generazioni e dalla capacità di piena valorizzazione all’interno del mondo del lavoro. L’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo, di cui Rosina è il coordinatore scientifico, durante il primo lockdown ha raccolto dati che indicavano chiaramente la preoccupazione rispetto ad un quadro di ulteriore scadimento al ribasso delle prospettive delle nuove generazioni. I segnali positivi sono, però, ancora superati dalla preoccupazione dei giovani italiani che si pongono in modo critico su quello che finora si è fatto come sostegno all’occupazione giovanile. Questo è il tema dell’intervento di Michela Balconi , docente di Psicofisiologia e Neuroscienze cognitive in Università Cattolica, che domenica 22 novembre è intervenuta a Focus Live 2020. Dopo aver introdotto il pubblico al mondo delle neuroscienze forensi, Balconi ha presentato esperimenti con visualizzazione di “tracce” del nostro cervello che mente o che dice la verità, in cui è possibile rilevare le modificazioni cerebrali e corporee durante una comunicazione menzognera.

 

Recovery Fund, l’Europa non potrà aspettare i ritardatari

Analisi Recovery Fund, l’Europa non potrà aspettare i ritardatari Per ora l’Italia è nel gruppo di Paesi Ue che si muove più lentamente nel presentare il Piano nazionale per la resilienza e la ripresa. Secondo l’emerito di Economia politica in questo momento l’Italia è su un crinale molto sottile perché l’Europa non potrà aspettare i ritardatari e perché vari Stati si stanno movendo rapidamente. Le Istituzioni delle UE e gli Stati Membri La Commissione europea ha dimostrato una grande capacità anche nel combinare la politica con l’economia (sia reale che finanziaria). La ragione di tutto ciò è che nella Ue le Istituzioni ricompongono (migliorandole nella sinergia) le scelte politiche e le competenze tecniche, entrambe essenziali, su orizzonti temporali chiari per la programmazione ed esecuzione. Euro-pilastri per la ripresa: Recovery, Bilancio e semestre europeo Tre sono i pilastri delle Istituzioni europee - sui cinque e sette anni a venire - per l’utilizzo di quasi 2.000 miliardi. Il primo è che il Recovery and Resilience Facility (RFF) metterà a disposizione circa 700 miliardi di euro in prestiti e sovvenzioni per sostenere le riforme e gli investimenti intrapresi dagli Stati membri. I piani nazionali verranno valutati anche in relazione al semestre europeo e sulla base delle raccomandazioni specifiche per ogni paese e all’aderenza alla strategia di crescita sostenibile, elaborata sulla base del green deal all’inizio del semestre europeo di quest’anno.

 

Medicina Personalizzata, un ponte tra Europa e Cina

Questa collaborazione di ricerca si inserisce a pieno titolo nel quadro del rapporto di amicizia tra l’Università Cattolica e la Cina di cui sono espressione anzitutto le attività dell’Istituto Confucio (giunto al decennale) e lo scambio di docenti e studenti tra l’Ateneo del Sacro cuore e università cinesi. A testimonianza di questi legami, in occasione della Festa delle Lanterne l’Università Cattolica ha nei giorni scorsi espresso solidarietà alla comunità cinese con messaggio in cui “l’Ateneo deplora le forme di sinofobia e intolleranza che si sono manifestate a seguito delle notizie sull’epidemia di Coronavirus”. Il coordinatore scientifico del progetto è il Professor Walter Ricciardi , Ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, con la partecipazione della Professoressa Stefania Boccia e del Professor Giulio De Belvis , docenti di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica. Questa Azione di Coordinamento e Supporto favorirà l’accesso alla Medicina Personalizzata da parte dei cittadini di tutto il mondo, contribuendo quindi a uno dei Sustainable Development Goals (SDG) delle Nazioni Unite, volto ad “assicurare la salute e il benessere per tutti a tutte le età”.

 

Contro Covid-19 un’azione congiunta europea

È quanto scrive Simone Tagliapietra , della facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in un articolo pubblicato martedì 10 marzo su The Guardian . L’autore, collaboratore del Think Tank Bruegel e della Fondazione Mattei, illustra cosa stia vivendo in questi giorni in Italia, sottolineando gli enormi sforzi che si stanno compiendo sia sul lato del contenimento, sia sui lati sanitario ed economico. leggi su The Guardian l’articolo integrale ] #coronavirus #covid19 #europa Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cottarelli, l’Europa stanzi dieci volte tanto

Economia Cottarelli, l’Europa stanzi dieci volte tanto Secondo il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani della Cattolica, i 25 miliardi messi in campo dall’Unione europea non bastano. Servirebbe l’emissione di Eurobond per sostenere investimenti infrastrutturali by Katia Biondi | 13 marzo 2020 «I 25 miliardi di euro stanziati dalla Commissione europea non bastano, l’ordine di grandezza dovrebbe esse almeno 10 volte tanto». Carlo Cottarelli , direttore dell’ Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica, è scettico sulle scelte fatte dall’Europa a sostegno dell’Italia, in questo momento tra gli stati europei più colpiti dall’emergenza medica del Covid-19. Si pensava che la Banca centrale europea mettesse in campo misure ancora più espansive, ma non è stato così e allora i mercati hanno reagito male». Il 12 marzo 2020, infatti, passerà alla storia come una delle giornate peggiori della piazza finanziaria italiana, con la Borsa di Milano che ha registrato perdite pari al -16,92%. Poi però ci sono effetti anche sulle aspettative, sul clima di fiducia: la gente in una situazione di questo genere si spaventa e smette di spendere, le imprese rimandano i piani, c’è una mancanza di domanda», afferma Carlo Cottarelli. Che cosa bisogna fare allora? Per sostenere la domanda si possono fare due cose: usare una politica monetaria molto espansiva, ma più espansiva di così è difficile, oppure spesa pubblica.

 

La necessità di ripensare il rapporto tra Europa e religione

TERRORISMO La necessità di ripensare il rapporto tra Europa e religione Non c’è una battaglia fra cristiani e musulmani, o fra l’Austria e i migranti, ma una lotta fra le molte persone che credono nella pace e alcuni che auspicano la guerra. L'intervento della prof.ssa Laura Zanfrini su La Stampa 04 novembre 2020 A distanza di pochi giorni dall' attentato di Nizza il terrorismo è tornato a colpire attaccando il centro di Vienna in un assalto coordinato che dalla sinagoga della capitale austriaca si è esteso per i locali del centro cittadino. Su La Stampa la riflessione della professoressa Laura Zanfrini in cui si ricorda che è necessario essere consapevoli che una società coesa e autenticamente democratica non è un esito scontato, bensì un traguardo da costruire attraverso provvedimenti concreti. di Laura Zanfrini * Quella europea è la storia di lunghe e sanguinose “guerre di religione”. Analogamente, in molti paesi la religione è oggi ragione di conflitto, persecuzione e discriminazione; strumento di potere e controllo sociale; pretesto per preservare i privilegi dei gruppi dominanti; veicolo d’omologazione culturale; espediente per sovvertire la convivenza e imporre regimi autoritari o progetti politici criminali. A volte schegge impazzite, lupi solitari o membri delle reti terroristiche internazionali, “simpatizzanti” dei folli progetti politici dell’Isis – come nel caso che ha sconvolto l’Austria in queste ore –, artefici di attentati vili ed efferati al grido Allahu akbar: questo sì un atto di blasfemia verso i fedeli musulmani. Continua a leggere su La Stampa * docente di Sociologia delle migrazioni e della convivenza interetnica presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

Ricerca e innovazione per lo sviluppo della società

Il dibattito intorno a questa decisione vede protagonista, insieme alla Commissione, anche il Parlamento Europeo, che si è fatto portavoce della richiesta di un budget ambizioso e conforme ai bisogni della società. Gli investimenti nel settore della ricerca e dell’innovazione sono tra i temi al centro del dibattito, e mettono dunque in luce il ruolo delle Università nella ripresa europea. Sotto la presidenza dell’Università Cattolica si è svolto alcuni giorni fa, nell’ambito del network informale UnILiON, un webinar con Mr. Cristian-Silviu Busoi, Coordinatore del Comitato ITRE (commissione per l'industria l'energia e la ricerca) che si occupa di ricerca, industria ed energia all’interno del Parlamento Europeo. L’incontro si inserisce in un più ampio contesto di dialogo che UnILiON porta avanti sia internamente che con attori esterni sui temi della ricerca e dell’innovazione nel panorama europeo. Ancora prima che essere una priorità, la sinergia tra i due programmi Horizon Europe e Green Deal, e dunque tra ricerca, innovazione e transizione ecologica, rappresenta per gli Stati membri una necessità, in quanto una ripresa economica che si fondi su quest’ultima non potrebbe sussistere senza le prime. In primo luogo la decisione di accorpare in un unico portafoglio, quello della Commissaria Gabriel, i temi della ricerca e dell’educazione, decisione che il Coordinatore approva e a cui riconosce il merito di una rinnovata collaborazione tra il Comitato ITRE e il Comitato CULT. In secondo luogo egli ha ribadito la sua fiducia in una risoluzione del negoziato sul QFP entro i tempi stabiliti, ossia la fine del 2020, auspicando una chiara presa di posizione da parte della presidenza tedesca, che sarebbe in grado di indirizzare il Consiglio verso una decisione definitiva e puntuale.

 

Libri, idee, Europa

Perciò risultano inusuali il senso di valore e bellezza della vita, della natura e del mondo di Dickens e Tolstoj. Per John Carey, tra il 1880 e il 1939, solo due scrittori di lingua inglese hanno resistito al “bacillo nietzschiano”: Arnold Bennett e, appunto, Chesterton (1874–1936) che conosceva il pessimismo “fin-de-siècle” degli esteti, il fanatismo nazionalistico degli imperialisti, il cinismo dei capitalisti e il collettivismo dei marxisti. La sua filosofia di vita, che lo portò alla conversione cattolica come compimento di un percorso di approfondimento intellettuale e spirituale, riuscì a resistere sia al pessimismo sia alle semplificazioni ottimistiche. Per Chesterton i modernisti che egli definiva “eretici” eludono aspetti essenziali della vita, soprattutto il senso della fondamentale positività dell’esistenza. G. K. Chesterton e Dorothy Sayers hanno scoperto ed espresso il bisogno umano di lodare, hanno capito che il linguaggio può anche non essere solo il mezzo, ma anche l’oggetto della lode. I commenti dei grandi testi letterari mantengono viva l’appassionata visione del valore delle cose e questa eredità, una preziosa risorsa, preserva e estende la vita delle creazioni letterarie degne di lode, dalle quali dipende lo spirito umano per saggezza, salute e felicità. Argomenti non semplici e controversi, quelli trattati da Aeschliman, che hanno suscitato un notevole interesse negli studenti: numerose le domande e vivace il dibattito.

 

Quadrio Curzio: l’Europa risponda all’emergenza con il Fondo Salva Stati

Politica Quadrio Curzio: l’Europa risponda all’emergenza con il Fondo Salva Stati I danni da epidemie possono essere molto grandi, per questo non sono secondarie le strumentazioni economico-finanziarie. Il caso italiano potrebbe essere paradigmatico per affrontare a livello europeo quegli interventi necessari per evitare l’allargamento dei contagi e per individuare e minimizzare i danni che sono umani e sociali, economici e finanziari. In tutto ciò il ruolo delle Istituzioni e della Scienza diventano cruciali perché le prime hanno il compito di governare soprattutto nelle situazioni di emergenza mentre la scienza ha il compito di cercare le soluzioni terapeutiche. Non sono tuttavia secondarie le strumentazioni economico-finanziarie perché i danni rivenienti da epidemie possono essere molto grandi, perché le prevenzioni e le cure costano, perché la ricerca scientifica richiede risorse. Strumenti che vengono utilizzati nella collaborazione con i singoli stati anche per quanto riguarda le risorse finanziarie necessarie. A mio avviso il Covid-19, se non configura ora una situazione di emergenza in Italia e in Europa, ci mette sull’avviso che ciò potrebbe accadere in un mondo interconnesso dove le epidemie da nuovi virus potrebbero aumentare. continua a leggere su Huffingtonpost] * professore emerito di Economia politica all’Università Cattolica, fondatore e attualmente presidente del Consiglio scientifico del Cranec (Centro di ricerche in Analisi economica), presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei #fondo salva stati #europa #coronavirus Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Mes, Bei, Fondo ripresa: l’Unione europea e le sfide del Covid-19

Ateneo Mes, Bei, Fondo ripresa: l’Unione europea e le sfide del Covid-19 Mentre i Paesi Ue discutono della formula del Recovery Fund, tornano i “Colloqui sull’Europa” con l’incontro di venerdì 22 maggio . Venerdì 22 maggio , alle ore 11.30, nell’ambito dell’ Open Week Unicatt si terrà in streaming sui canali social dell’Ateneo l’incontro dal titolo “L’Unione europea contro la pandemia di COVID-Mes, Bei e fondo ripresa” . Dopo i saluti del rettore Franco Anelli e l’introduzione del docente di Labor Economics Claudio Lucifora , interviene sul tema Irene Tinagli , presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo. Da un lato c’è stato un intervento massiccio della Banca centrale europea per garantire la liquidità delle imprese e delle banche, l’accesso al mercato dei capitali dei paesi per il rifinanziamento del debito e sostenere il potere di acquisto delle famiglie», spiega il professor Lucifora. In questo quadro è stato varato un programma specifico di aiuti di Stato per rafforzare il sostegno statale alle imprese», osserva il docente di Labor Economics. Senza dimenticare «la creazione di un Fondo ripresa (Recovery Fund) per preparare e sostenere la ripresa, fornendo finanziamenti attraverso il bilancio dell'UE a programmi di rilancio dell'economia degli Stati membri più colpiti». Tra gli ospiti delle passate edizioni, per citarne alcuni, Manuel Barroso , in qualità di presidente della Commissione europea, e Mario Draghi , presidente della Banca centrale europea.

 

Religioni e migrazioni, dalla ricerca una proposta per la politica

Ricerca Religioni e migrazioni, dalla ricerca una proposta per la politica Lo studio diretto dalla professoressa Laura Zanfrini sarà presentato venerdì 25 settembre al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede. Sotto-Segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale; S. E. Mons. Durante il Convegno verrà presentata la ricerca “ Migrazioni e appartenenze religiose ”, promossa dall’Università Cattolica e realizzata da una équipe multidisciplinare di esperti. Nonostante la drammatica diffusione, a livello globale, di discriminazioni, persecuzioni e conflitti di origine religiosa, sia i dati ufficiali che la letteratura accademica tendono a sottovalutare il loro ruolo nella genesi delle migrazioni contemporanee. La presentazione dello studio sarà affidata al direttore scientifico della ricerca, Laura Zanfrini , ordinario di Sociologia delle migrazioni e della convivenza interetnica in Università Cattolica, e a Padre Fabio Baggio , Sotto-Segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Jean-Claude Hollerich , Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (COMECE); Chiara Cardoletti-Carroll , Rappresentante Regionale UNHCR per il Sud Europa; Laurence Hart , Direttore dell’ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni; S. E. Mons. Al Convegno seguirà, nelle settimane successive, un ciclo di Webinar dedicati all’approfondimento di aspetti specifici, attraverso l’intervento dei diversi ricercatori coinvolti nello studio - sociologi, filosofi, psicologi, giuristi, politologi, teologi - svolto tra Italia e Medio Oriente nel triennio 2016-2018.

 

Tra Stati Uniti e Cina, la Ue può trovare il suo ruolo

Pubblichiamo la parte iniziale dell’articolo di Agostino Giovagnoli Una “nuova guerra fredda” tra Stati Uniti d’America e Cina. Ora un documento riservato sulla strategia americana nel mondo definisce la Cina «principale nemico degli Stati Uniti», più della Russia e di chiunque altro, verso cui adottare un «approccio competitivo». Il documento segna l’abbandono definitivo della linea americana, avviata dalla missione Kissinger in Cina del 1971, che ha aiutato questo Paese a uscire dalla “rivoluzione culturale” e favorito la stagione di “riforme e apertura” di Deng Xiaoping. Ma l’impegno americano per coinvolgerla nella cooperazione internazionale ha prodotto risultati importanti sul piano dei rapporti tra i popoli e delle relazioni interculturali, fatto che, in prospettiva storica, conta più di tutti gli altri. Tale impegno ha suscitato un inedito mito americano in Cina – anche i figli della nomenklatura comunista cinese vanno a studiare negli Usa – e creato un originale universo sino–americano (quello raccontato nel film “The farewell. Ma, improvvisamente, i vertici americani hanno rimosso tutto questo, decidendo che contavano solo la crescita economica cinese, il quasi monopolio di Huawei sul 5G, i successi nel campo dell’intelligenza artificiale ecc. Hanno stabilito che la Cina è andata troppo avanti, che è diventata troppo pericolosa e che va fermata. E così hanno accantonato ciò che di buono avevano fatto in precedenza, per scegliere la via dello scontro.

 

Mario Draghi al Meeting, siamo vicini ai giovani

Riflettevo allora sulle lezioni apprese nel corso della mia carriera: non avrei certo potuto immaginare quanto velocemente e quanto tragicamente i nostri leader sarebbero stati chiamati a mostrare di possedere queste qualità - ha continuato Draghi -. L’ex presidente della Banca Centrale Europea ha dedicato le ultime parole del suo discorso al Meeting proprio ricordando che «dobbiamo essere vicini ai giovani investendo nella loro preparazione. Solo allora, con la buona coscienza di chi assolve al proprio compito, potremo ricordare ai più giovani che il miglior modo per ritrovare la direzione del presente è disegnare il tuo futuro». L’attenzione alla formazione dei giovani era stata al centro della lectio cathedrae magistralis in Università Cattolica dove l’allora Presidente uscente della BCE si era augurato «che molti studenti di questa università decidano un giorno di mettere le loro capacità al servizio pubblico. Spero però che vi possa essere di conforto il fatto che nella storia le decisioni fondate sulla conoscenza, sul coraggio e sull’umiltà hanno sempre dimostrato la loro qualità». Se guardiamo alle culture e alle nazioni che meglio hanno gestito l'incertezza e la necessità del cambiamento, hanno tutte assegnato all'educazione il ruolo fondamentale nel preparare i giovani a gestire il cambiamento e l'incertezza nei loro percorsi di vita, con saggezza e indipendenza di giudizio. Ma c'è anche una ragione morale che deve spingerci a questa scelta e a farlo bene: il debito creato con la pandemia è senza precedenti e dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani.

 

Le università europee fanno rete

ricerca Le università europee fanno rete Unilion riunisce più di 40 liaison offices in rappresentanza di oltre 150 atenei in tutta Europa ma anche in Giappone e Russia. La Cattolica è tra i fondatori e un suo dottore di ricerca, Alexandru Marchis , ne è segretario generale 09 dicembre 2019 « Unilion - Universities Informal Liaison Offices Network - è un network tra più di 40 liaison offices in rappresentanza di più di 150 università in tutta Europa, ma anche in Giappone e in Russia . In questo triennio, grazie alla collaborazione con altre università facenti parte del network, la Cattolica ha stabilito importanti relazioni con alcune tra le più importanti istituzioni dell’Unione Europea, come la Commissione europea e il Parlamento europeo». Permette di prendere parte attiva a un numero maggiore di progetti – spiega sempre Marchis – e di espandere le nostre reti di conoscenza nonché intavolare un confronto con gli stakeholder di varie discipline sviluppando dialoghi e partnership con associazioni di settore e piattaforme tecnologiche». Alla luce delle ultime sfide scientifiche, ambientali, educative, lavorative che sono al centro del dibattito europeo la collaborazione con altre università si è evoluta divenendo fondamentale e sempre più proattiva. Il neo segretario generale di Unilion sottolinea infatti come «attraverso il dialogo con gli altri atenei, enti ed istituzioni si è in grado di comprendere quali siano le aree di interesse comune e in che direzione si possano sviluppare ulteriormente i progetti. Infine Marchis ricorda che per quanto riguarda i progetti di ricerca e innovazione finanziati in Horizon Europe , la Commissione europea richiede, in molti casi, di collaborare con l'industria, le Ong e le organizzazioni di cittadini.

 

Mes e Fase 2: il ritorno della Ue ha il volto della “conversione” tedesca

Sono gli argomenti che hanno fatto da fil rouge al dibattito “L’Unione europea contro la pandemia di COVID: Mes, Bei e fondo ripresa” , nell’ambito del ciclo di incontri “Colloqui sull’Europa” promosso venerdì 22 maggio dall’Università Cattolica per offrire agli studenti un’occasione di confronto con le istituzioni europee. È importante tornare a parlare di Europa in un momento come questo dove noi europarlamentari facciamo fatica a raccontare in Italia quello che l’Europa sta facendo, senza strumentalizzarla come spesso avviene nei dibattiti politici nazionali». È quanto ha detto Irene Tinagli , presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, intervenendo al dibattito live sui canali social Unicatt per raccontare il backstage delle decisioni europee. Ricostituire un clima di fiducia reciproco tra gli Stati che appartengono all’Unione europea è fondamentale: le prove dure della crisi finanziaria e della pandemia sono stress test fondamentali e se le istituzioni europee riusciranno a superarli ne usciranno rafforzate». Del resto, ha fatto eco Claudio Lucifora , docente di Labor Econmics, che ha introdotto il dibattito, «questa crisi cominciata come “simmetrica” per tutti gli Stati europei rischia, in assenza di forti correttivi, di produrre effetti asimmetrici sui Paesi, alcuni dei quali già profondamente provati dalla crisi finanziaria del 2008». Per esempio, ha aggiunto Tinagli, quello di «riformare il Mes per creare al suo interno una linea di credito; Sure, un fondo finanziato con le emissioni di titoli per sostenere i programmi per le occupazioni; la Bei che ha messo in campo un pacchetto di sostegno fino a 200 miliardi». Tutte misure approvate nel giro di un mese dimostrando che anche gli «stati riluttanti si sono resi conto che era necessario fare passi avanti».

 

Identificativo unico per studenti europei

La stagione primaverile doveva rappresentare un punto di partenza per la fase della dissemination, ovvero tutte le azioni concrete di diffusione del progetto del MyAcademicID in giro per l’Europa e per un pubblico più ampio, non di soli addetti ai lavori. Ed è così che tra riunioni su Zoom, webinar e documenti su Drive condivisi, si è potuto proseguire nella strada verso la creazione di un identificativo unico per lo studente europeo. Nonostante le sfide poste dall’epidemia di Coronavirus, più di 80 tra enti e realtà interessate nel campo dell’istruzione superiore, tra responsabili politici, fornitori di servizi per studenti e rappresentanti del governo, hanno aderito all’evento. Il seminario ha presentato lo stato di avanzamento del progetto nel consentire agli studenti di autenticarsi a livello transnazionale utilizzando le credenziali del proprio istituto di origine, nonché il suo contributo alla semplificazione delle procedure amministrative per gli studenti implementando un ID studente singolo: l’identificatore europeo degli studenti . L’Europrogettazione non si è fermata proprio perché le buone pratiche di lavoro digitale condiviso, già messe in atto pre-epidemia, hanno consentito agli addetti ai lavori di continuare sia dal punto di vista meramente organizzativo, sia dal punto di vista della produzione di materiali, oltre di implementazione tecnica. Proprio in questo periodo è stato rilasciato il primo report tecnico sullo stato di avanzamento dei lavori, la traccia puntuale di quello che si è fatto finora e di quelli che saranno gli obiettivi da porsi in futuro. In vista degli sviluppi e delle possibilità di impiego del progetto, i partner hanno chiesto un’estensione di MyAcademicID che avrebbe dovuto chiudersi nel luglio 2020 e che invece è stato prorogato fino a dicembre 2020.

 

Webinar su come far ripartire l’economia

Questi solo alcuni degli interrogativi che animeranno il webinar “ Fare impresa nelle città italiane – Idee per ripartire dall’indagine Doing Business ” in programma venerdì 5 giugno alle ore 11 , che potrà essere seguito attraverso il sito Internet del campus di Roma dell’Università Cattolica ( https://roma.unicatt.it/ ). L’incontro, promosso dalla facoltà di Economia, in collaborazione con World Bank e Commissione europea, sarà introdotto dal rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli . Seguiranno le relazioni di Tommaso Rooms e Alberto Pellicanò , curatori dell’indagine “ Doing Business in Italy ” (World Bank). Modera Gilberto Turati , docente di Scienza delle Finanze alla facoltà di Economia (campus di Roma) dell’Università Cattolica. economia #ripresa #covid #europa Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Spazio alla ricerca con Meetmetonight

Meetmetonight Spazio alla ricerca con Meetmetonight Venerdì 27 torna il Faccia a faccia con la ricerca . Anche l’Università Cattolica, nelle sedi di Brescia e Milano , sarà presente per raccontare i diversi settori della ricerca che contraddistinguono le facoltà dell’Ateneo. by Antonella Olivari | 19 novembre 2020 La pandemia non ferma MEETmeTONIGHT – “Faccia a Faccia con la Ricerca” , l’evento legato alla Notte Europea dei Ricercatori , in programma online nella giornata del 27 novembre . Anche l’Università Cattolica, nelle sedi di Brescia e Milano , sarà presente per raccontare i diversi settori della ricerca che contraddistinguono le facoltà. Il progetto, coordinato da Barbara Boschetti , docente di diritto amministrativo, insieme a Ivana Pais, docente di Sociologia economica, ha preso forma all’interno dell’Osservatorio per il territorio (Opter) ed è contenuto nel progetto COM_PACT4Future, un patto di comunità per disegnare il Futuro della comunità e del territorio. Nell’evento del pomeriggio, "Giovani&;Covid: alla ricerca di un significato", ore 17.55, la psicologa Semira Tagliabue presenterà uno studio condotto sui giovani per capire che impatto ha avuto su di loro il periodo di lockdown. Qui troveranno spazio la ricerca dedicata all’ambiente con immagini dalla torre micrometeorologica di Bosco Fontana in provincia di Mantova che misura con attrezzature molto sofisticate gli inquinanti ambientali e la composizione dell’atmosfera ( Angelo Finco ).

 

Coronavirus, serve un Piano Delors/Draghi

Dato il recente nulla di fatto dell’Eurogruppo un cambiamento di rotta avrebbe richiesto l’Eurosummit dei capi di Stato o di Governo a 19 dell’Eurozona e non quello odierno della Ue a 27. Si parla inoltre di un Piano Marshall per la ricostruzione, mentre si dovrebbe parlare di un Piano Delors/Draghi, almeno per chi conosce la storia della costruzione europea. EuroRescueBond e EuroUnionBond Sullo sfondo rimane anche l’uso del Mes (Meccanismo europeo di stabilità) per emettere “Coronabond” al fine di fronteggiare le urgenze di singoli Stati dell’area euro. Al proposito ho più volte segnalato possibili rischi rivenienti da uno Statuto molto rigido, sia per le condizioni prescritte ai fruitori del sostegno, sia perché prima di appellarsi a strumenti è bene sapere come funzionano, sia ancora perché le decisioni del Mes vengono prese alla unanimità degli Stati sottoscrittori. I due EuroBond sono complementari e riguardano anzitutto l’Eurozona perché su questa incide la politica della Bce. Tratto qui degli EuroUnionBond perché senza una immediata e forte attenzione all’economia reale (anche in relazione alle prospettive di “ri-continentalizzazione“) diventerà difficile evitare spaccature all’interno dell’Eurozona. La strategia degli EuroUnionBond non esonererebbe l’Italia da un miglior controllo dei suoi conti pubblici, ma se riuscissimo a far crescere di più il nostro Pil l’aggiustamento diverrebbe meno faticoso. continua a leggere su Huffingtonpost] * professore emerito di Economia politica all’Università Cattolica, fondatore e attualmente presidente del Consiglio scientifico del Cranec (Centro di ricerche in Analisi economica), presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei #europa #coronavirus #investimenti #bce Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Turati: «Servirà molto più del Cura Italia»

Sarà inevitabile ricorrere all’aiuto europeo e su questo si gioca il futuro dell’Unione by Federica Mancinelli | 21 aprile 2020 Dal 4 maggio il nostro Paese, insieme ad altri in Europa, vivrà una nuova fase dell'emergenza sanitaria, accompagnata da novità anche nella vita economica e sociale. Il termine chiave è “lockdown” : ci siamo letteralmente chiusi in casa e abbiamo (quasi) spento il motore delle nostre economie, limitando il funzionamento a quelle linee di produzione che il governo ha giudicato “essenziali”» afferma l’economista. La prima, perché lo abbiamo fatto (e, prima o poi, lo hanno fatto tutti in giro per il mondo): qui la risposta è perché – se non lo avessimo fatto – il sistema ospedaliero sarebbe stato incapace di offrire risposte adeguate. Non perché ci sono stati i tagli, ma perché i sistemi sono tarati su fabbisogni “normali” mentre la diffusione esponenziale del virus avrebbe portato a un numero di richieste di ospedalizzazione decisamente fuori dalla normalità su un periodo di tempo molto breve. La seconda conseguenza? «La seconda questione riguarda quali sono gli effetti della chiusura: il segno è scontato, avremo un calo del Pil per il 2020 anticipato dal crollo dei corsi azionari; la dimensione del calo è meno scontata e dipenderà soprattutto da quando e come saremo in grado di ripartire. Il "dopo-epidemia" sarà diverso anche nei rapporti di forza fra le potenze economiche mondiali: quale può essere il ruolo del nostro Paese in uno scenario di "post globalizzazione", dal punto di vista finanziario, ma anche della competizione commerciale? Cosa potrà significare per l’Italia? «Quella offerta dal Covid-19 potrebbe essere l’occasione per ripensare la collocazione del nostro Paese nello scenario internazionale, chiedendosi quali sono i settori strategici per il nostro futuro; in questo quadro, la digitalizzazione dell’Italia (infrastrutturale e in termini di capitale umano) parrebbe ormai ineludibile.

 

Chi ha fatto il gioco della destra

elezioni europee Chi ha fatto il gioco della destra Più che sui meriti di Salvini, dovremmo interrogarci sull’effettivo impatto di un “discorso pro-immigrati” che ha finito, inconsapevolmente, con l’appropriarsi di argomenti xenofobi o addirittura, se non proprio razzisti, distanti dai valori dell’Europa. docente di Sociologia delle migrazioni e della convivenza interetnica #elezionieuropee #europa #immigrazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Quali sfide per l’Europa merkeliana

Come ho già scritto, la leadership di due statiste tedesche è un simbolo di speranza per l’ingresso dell’Europa nel XXI secolo. A tal fine ci vuole visione e strategia, tattica e concretezza.A nostro avviso la Presidente della Commissione è ben avviata mentre la Cancelliera non dovrà mancare una conclusione storica.Cerchiamo allora di guardare lungo lasciando perdere per un po’ il contrasto tra Paesi del Nord e del Sud Europa. Ursula von der Leyen e Angela Merkel La presidente prima di arrivare alla Commissione, era relativamente poco nota ma con il suo programma di mandato 2019-2024 ha dimostrato capacità di visione mentre quella di strategia e concretezza sono emerse, salvo necessarie verifiche, durante la crisi Covid-19. Concretezza c’è stata nel rapido coordinamento di interventi, diretti e indiretti, con il Sure, il Mes (ristrutturato,anche se l’Italia non ci crede!) e la Bei. Strategia con il Recovery Plan (ispirato anche da Macron e Merkel) e per i Recovery Bond incardinati nel suo Progamma di mandato 2019-2024. A me sembra invece che una visione strategica europeista ci sia sempre stata anche se spesso mitigata dalle necessità di combinare le contrapposte forze di una Unione a 27 Stati. Questa combinazione di strategia, tattica e concretezza caratterizzerà il suo semestre di Presidenza europea che, in caso di insuccesso, segnerebbe negativamente 15 anni di cancellierato e anche il futuro dell’Europa. continua a leggere su Huffingtonpost ] * professore emerito di Economia politica all’Università Cattolica, fondatore e attualmente presidente del Consiglio scientifico del Cranec (Centro di ricerche in Analisi economica), presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei #ue #europa #semestremerkeliano Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Saccomanni alla Lezione Arcelli

piacenza Saccomanni alla Lezione Arcelli L'ex ministro dell'Economia del Governo Letta, ora visiting professor alla Università Sciences Po di Parigi, interverrà all’evento del Centro studi di politica economica e monetaria di Piacenza mercoledì 12 aprile . Il ricordo del professor Giacomo Vaciago 10 aprile 2017 Fabrizio Saccomanni , già ministro dell'Economia e delle finanze del Governo Letta tra il 2013 e il 2014, sarà il protagonista della XIII Lezione Arcelli in programma nella Sala Piana della sede di Piacenza dell'Università Cattolica mercoledì 12 aprile . A partire dalle ore 10, l'iniziativa, organizzata dal centro studi di Politica Economia e Monetaria Mario Arcelli , e splorerà i temi della governance europea . Saccomanni, attualmente visiting professor alla Università Sciences Po di Parigi, ha sviluppato gran parte della sua carriera in Banca d'Italia anche come rappresentante della stessa presso tutte le principali organizzazioni internazionali (Fmi, Bce, Bri e Ue). Già nel 2015, Fabrizio Saccomanni introdusse il tema della necessità di "introdurre maggiore simmetria nel processo di aggiustamento macroeconomico, essenzialmente applicando la Procedura per gli squilibri macroeconomici (Psm) in maniera più efficace a questo fine. La Germania ha sempre sostenuto di non poter correggere lo squilibro attraverso una politica di bilancio più espansiva perché ciò sarebbe in contrasto con la strategia di mantenimento della sostenibilità fiscale nel lungo periodo". Di questi temi si parlerà mercoledì, proseguendo un dibattito che da tredici anni si sviluppa grazie al lavoro del Centro studi Cespem dedicato a Mario Arcelli, compianto economista e uomo di Stato piacentino.

 

Ora la sfida è nel Consiglio europeo

Elezioni europee Ora la sfida è nel Consiglio europeo A fronte di un Parlamento dove il “centro-sinistra” allargato regge bene, si rafforza la presa della destra sovranista sull’organo che presiede a tutte le competenze intergovernative, tra cui quelle cruciali su immigrazione, sicurezza e fisco. I numeri ci dicono che una maggioranza tra popolari, destre e sovranisti non c’è. Non c’è neppure la maggioranza tra popolari e socialdemocratici, ma questa alleanza può estendersi ai liberali e democratici di ALDE e, forse, ai Verdi, che hanno visto un buon successo in Francia e soprattutto Germania. Resta il fatto che la Commissione e il suo Presidente verranno nominati dai governi dei Paesi membri e, tra questi, si sono rafforzati solo quelli guidati dalle forze sovraniste e di destra, con l’eccezione di Spagna e Portogallo. A fronte di un Parlamento dove il “centro-sinistra” allargato regge bene si potrebbe avere un governo (leggi Commissione) conflittuale e diviso al suo interno. Si rafforza, inoltre la presa della destra sovranista sul Consiglio europeo, cioè l’organo che presiede a tutte le competenze intergovernative, tra cui quelle cruciali delle politiche per l’immigrazione, per la sicurezza e delle politiche (e regole) fiscali. docente di Economia politica nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative #elezionieuropee #europa #giovani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Perché gli aiuti europei non siano sprecati

Economia e finanza Perché gli aiuti europei non siano sprecati Tra meno di un mese pioverà sul nostro Paese un fiume imponente di soldi per gestire la crisi sanitaria ma non solo. Si tratta e si tratterà in buona parte di soldi presi a prestito, sia pure ai tassi straordinariamente bassi che le varie istituzioni comunitarie (UE, BEI) o intergovernative (MES) riescono ora a spuntare sul mercato e che verranno trasferiti senza quasi oneri aggiuntivi al nostro paese. Il problema della sostenibilità del debito pubblico diventerà dunque ancora più formidabile, visto che le previsioni del DEF 2020 già lo danno attorno al 155% del PIL, un livello mai raggiunto prima nella storia del nostro paese in condizioni di pace. L’impegno straordinario assunto dalla BCE, che finirà per assorbire tramite la Banca d’Italia oltre un quarto del debito italiano entro la fine dell’anno, è uno degli elementi chiave per garantirne la sostenibilità nel breve periodo. Ma in un periodo più lungo questa non può che basarsi sul rilancio della economia, che molto dipenderà dalla nostra capacità di sfruttare al meglio le risorse che l’Europa ci mette a disposizione. Visto che i tassi di interesse rimarranno probabilmente molto bassi ancora a lungo, una ripresa ragionevole della crescita economica consentirebbe di porre il rapporto debito/PIL su una traiettoria decrescente, condizione necessaria per un’ulteriore riduzione dello spread e dunque di un’evoluzione virtuosa delle finanze pubbliche nel medio periodo. continua a leggere su Welforum.it] * rispettivamente docente di Political and Public Economics e docente di Scienza delle finanze alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica #economia #europa #coronavirus #emergenza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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