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Fake news, “alimentiamo” il contagio della conoscenza

ottobre - Giornata mondiale dell’alimentazione Fake news, “alimentiamo” il contagio della conoscenza La facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali lancia a Cremona una tre giorni di formazione alimentare basate dalla psicologia dei consumi e rivolta a studenti e docenti delle superiori. Parte da qui il progetto Alimentiamo il contagio positivo della conoscenza , promosso dal Comune di Cremona in collaborazione con EngageMinds Hub , il centro di ricerca dell’Università Cattolica focalizzato sulla psicologia dei consumi e dei comportamenti. L’approccio al progetto è decisamente innovativo» spiega la professoressa Guendalina Graffigna , docente di Psicologia dei consumi all’Università Cattolica nei campus di Cremona e Piacenza. Al contrario, il processo formativo previsto dal progetto si configura come fortemente partecipativo e ambisce a generare una sensibilizzazione a cascata con la quale i “formandi” a loro volta diventino “formatori” e possano disseminare le competenze apprese presso le persone con cui sono in contatto. Si tratta dunque di favorire un processo di apprendimento collaborativo attraverso la ricostruzione di un dialogo tra cittadini e scienziati sulla corretta alimentazione». Temi che la facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Cattolica approfondisce ogni anno in modo interdisciplinare nell’ambito delle sue attività di ricerca e formazione. Di sicurezza alimentare ha parlato anche il professor Pier Sandro Cocconcelli , docente di Microbiologia agraria, intervenendo in diretta alla trasmissione Uno Mattina di Rai Uno (da 1.22'.10").

 

Fake news a tavola, ci crede 1 italiano su 2

Tendono a provare le nuove mode alimentari ma più per esperimento che per un vero piano di innovazione. Sono individui soddisfatti del loro stile alimentare generalmente più tradizionali nelle loro scelte di consumo alimentare. Non problematizzano le loro convinzioni in ambito di salute e di alimentazione e per questo appaiono meno critici verso le fonti di informazione e talvolta “integralisti” nelle loro scelte alimentari, spesso basate su argomentazioni valoriali e politiche. La diffusione delle fake news alimentari ha un impatto importante non solo sulle tasche degli italiani ma anche sulla loro salute» sostiene la professoressa Graffigna. I consumatori che sono più spesso preda delle fake news, infatti, tendono a fare acquisti alimentari diversi rispetto agli altri e risultano maggiormente preda delle mode. In particolare i cibi “senza” o “con aggiunta di” tendono a essere preferiti e considerati più salutari (indipendentemente dalle effettive proprietà nutrizionali) da chi è maggiormente soggetto al potere persuasivo delle fake news». L’area delle fake news in ambito alimentare richiede crescente attenzione e studio da parte degli addetti ai lavori – conclude l’esperta - soprattutto nell’ottica di creare “intelligence” sui processi di scelta dei consumatori capace di sostenere nuove forme e occasione di sensibilizzazione, educazione e coinvolgimento (engagement) del consumatore».

 
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