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Poetry slam per Geco e Asa

Brescia Poetry slam per Geco e Asa La sede di Brescia partecipa al Festival Supernova, nel cuore della città, promuovendo, con una performance sonora, il corso di laurea in Gestione dei contenuti digitali e l’Alta Scuola per l’Ambiente. E' quanto si potrà vedere e ascoltare nel corso del Festival Supernova, in programma sabato 1° ottobre nel cuore della città, nello stand posto in corso Zanardelli, di fronte al Teatro Grande. I tre performer generano materia sonora, semantica, significante e asignificante, estrapolata da testi scientifici redatti dall’Alta Scuola dell’Ambiente dell’Università Cattolica, dilettandosi con i diversi registri linguistici, mentre la tecnologia, usata come moderno utensile creativo, scompone e ricompone la sintassi e il ritmo riportandoci alla sperimentazione linguistica d’avanguardia dadaista. Le tecnologie al servizio di una creatività che si fonda sulla tradizione umanistica, concetto riassunto perfettamente da Tristan Tzara in una sua celebre frase: “Not the old, not the new, but the necessary”. È narratore e cantante nella Spleen Orchestra, band di culto nel suo genere, che ha co-fondato nel 2009 e che ripropone le musiche e le atmosfere dei film di Tim Burton. Nel 2005, per una fortuita coincidenza, entra nel grande mondo del poetry slam grazie a Lello Voce che lo porta con sé in giro per l'Italia. Compositore, musicista e sound designer orientato verso il processo creativo live, incontra nel 1999 il sassofonista Luc Rebelles che gli propone una ricerca musicale sull’interazione tra strumenti tecnologi e musica improvvisata dal vivo dai jazzisti dell’epoca.

 

Il master Cattolica protagonista al Lido

festival di venezia Il master Cattolica protagonista al Lido Marco Alessi , produttore del film italiano Tony Driver , nella sezione Settimana della critica, si è formato al corso International Screenwriting and Production . Il commento del professor Armando Fumagalli 05 settembre 2019 di Armando Fumagalli * Come molti hanno notato, la selezione del Festival di Venezia è stata senza dubbio di notevole qualità. Generi diversi e stili diversissimi, ma ci piace sottolineare qui – al di là di tanti elementi di colore - l’importanza di alcuni film che hanno trattato tematiche economiche e sociali di rilievo. Il caso del rimborso per un incidente mortale al marito di una anziana signora americana mette in moto il racconto e spalanca le porte su un sistema formalmente legale, ma nella sostanza ingiusto e marcio. Al genere del cinema della realtà fa riferimento anche un piccolo film, unico italiano nella sezione Settimana della critica, Tony Driver . Ci piace parlarne qui anche perché il suo produttore, Marco Alessi, reduce dal successo a Cannes 2018 del film La strada dei Samouni, si è formato in Università Cattolica in quello che oggi è il master in International Screenwriting and Production, dove ora insegna. Tony Driver è la storia vera di un italiano, vero nome Pasquale Donatone, che dai nove ai cinquant’anni ha vissuto in America, dove era finito a fare il taxista per clandestini messicani che volevano varcare il confine.

 

Sanremo, pop up di meraviglie

MUSICA Sanremo, pop up di meraviglie Il Festival è una perfetta macchina da televisione, una specie di scansione impiegatizia. Il carosello della memoria, il bianco e nero si illumina di colori HD, prezioso archivio delle belle canzoni non prime, ma vincenti, un ponte con il passato che arriva fino a qui: gustosa sintesi del sentire pop italiano. Di questo è fatto il terzo Festival di Carlo Conti : una perfetta macchina da televisione, una specie di scansione impiegatizia, tirata, veloce, a tratti una serialità che annoia. Anche la regia di Maurizio Pagnussat è un po’ ingessata e poco abituata al qui e ora del teatro: “Maria” gioca con i giganti dello sport, si nasconde dietro la pallavolista, la telecamera stringe stretto sul primo piano: peccato abbiamo perso un’occasione di fare show. Per chi vive di cultura e di eventi culturali Sanremo è un caleidoscopio di meraviglie, una macchina che la Rai riesce a tenere costantemente agile, veloce, nonostante un impegno enorme di persone, sei studi televisivi oltre all’Ariston, 40 giorni di lavoro per allestire, turni infiniti. Muoversi a Sanremo diventa complicato, si passa al metal detector da 10 punti di accesso, un enorme apparato di sicurezza: 274 telecamere di sorveglianza, non dentro il teatro, ma che garantiscono la sicurezza di chi vive in città. E sullo sfondo la Liguria, una città di mare chiusa tra le montagne, ristoranti e alberghi pieni, un volteggiare di leggerezza, l’Italia sembra lontana, con la sua politica i suoi problemi, almeno per qualche giorno dimentichiamoci della realtà e lasciamoci travolgere da uno spirito comunque festoso e carnevalesco.

 

Missione, a Brescia il primo Festival

EVENTO Missione, a Brescia il primo Festival Quattro giorni di conferenze, concerti, mostre, flash mob promossi da Missio (Cei), Conferenza degli istituti missionari e diocesi di Brescia. Un’iniziativa promossa dalla Conferenza degli Istituti missionari italiani (Cimi), dalla Fondazione Missio della Conferenza episcopale italiana, e dalla diocesi di Brescia, con il coordinamento operativo del Centro missionario diocesano». Dopo la messa di apertura, la serata di giovedì 12 ottobre sarà dedicata a testimonianze missionarie in una ventina di parrocchie di Brescia e dintorni, e in alcuni monasteri di clausura. Venerdì 13 ottobre tre tavole rotonde, tutte ospitate nella sede di via Trieste dell’Università Cattolica , offriranno contenuti dedicati in particolare a missionari, delegati dei Centri missionari diocesani e studenti. Alle 17 chiuderà il pomeriggio in via Trieste l’appuntamento sul protagonismo delle donne nell’evangelizzazione, con l’intervento della professoressa Lucetta Scaraffia , giornalista, scrittrice e docente di Storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma. La sera di venerdì il Festival proporrà un grande evento alla presenza del cardinale Luis Antonio Tagle , arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, e di nomi noti del mondo dello spettacolo. Il tutto mentre in una chiesa del centro si terrà, per l’intera durata del Festival, l’adorazione eucaristica permanente, a indicare il primato di Dio che rende possibile la missione anche quando essa appare impossibile.

 

Il cinema in ospedale va al Festival

roma Il cinema in ospedale va al Festival L’esperienza di Policlinico Gemelli e Cattolica è sbarcata al Lido alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini , che ha annunciato un sostegno a queste sale. Presentato il cortometraggio di Andrea De Sica girato tra le corsie dell'ospedale. settembre 2017 Quella del Policlinico A. Gemelli è stata la prima vera sala cinematografica in un ospedale italiano. Aperta ad aprile 2016 all’ottavo piano dell’ospedale grazie al sostegno di The Walt Disney Company Italia e alla generosità di migliaia di persone, è un progetto voluto da MediCinema Italia Onlus e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Ora il progetto del cinema in ospedale e della cinematerapia prende piede in altre realtà italiane. Il ragazzo è troppo timido per farsi avanti, e allora viene in suo aiuto una notte, materializzandosi nella sua camera l'Eroe da film (Christian de Sica, zio di Andrea), che gli continuerà a dare consigli su come agire anche dal grande schermo durante una proiezione in ospedale. Le principali applicazioni del metodo MediCinema prevedono, al momento, l’area pediatrica e dell’età evolutiva, compresa l’interazione familiare, i pazienti chirurgici e oncologici, la clinica riabilitativa nei deficit mentali e quella terapeutica relativa a psicosi, disturbi dell’umore e l’area delle disabilità.

 

Lingua e cultura araba, torna il Festival

milano Lingua e cultura araba, torna il Festival Dal 9 all’11 marzo la tre giorni internazionale di eventi dedicati a letteratura, poesia, fotografia e cinema di diversi Paesi. Interverrà la presidente Rai Monica Maggioni 01 marzo 2017 Gli Arabi e l’Europa: intrecci di lingue e culture è il tema della terza edizione del Festival internazionale della lingua e della cultura araba che animerà aule e chiostri di largo Gemelli dal 9 all’11 marzo. Fra le eminenti personalità accademiche del mondo arabo che animeranno il dibattito scientifico di questi giorni ricordiamo Mohammed Berrada, padre del romanzo marocchino moderno e Salah Fadl , professore emerito di letteratura araba e critica letteraria dell’Università di Ayn Shams del Cairo. Il secondo filone, più culturale e artistico, prevede la proiezione di un film in lingua originale con sottotitoli in italiano, la presentazione di una mostra fotografica, la lettura di poesie con accompagnamento musicale, un concerto di musica araba. Di grande rilievo artistico è la mostra fotografica dedicata a “Omar Sharif, il volto umano della transculturalità” che verrà presentata ( sabato 11 marzo alle 10.30 nell’aula Pio XI ) con l’intervento di Gihane Zaki , direttore dell’Accademia d’Egitto a Roma. Il primo è una lettura di poesie arabe con accompagnamento musicale con la partecipazione di Ahmad Yamani , Safaa Fathy e Emad Fouad (giovedì 9 marzo, Aula Magna, ore 20.30) . Chiuderà il Festival il concerto di musica araba con la cantante siriana Mirna Kassis e il suo gruppo musicale ( sabato 11 marzo, Aula Magna, ore 21 ).

 

Giustizia e letteratura al Festival del diritto

by Velania La Mendola | 16 settembre 2016 L’edizione 2016 del Festival del Diritto , in calendario a Piacenza dal 23 al 25 settembre , di cui l’Università Cattolica è uno degli enti promotori, è dedicata al tema della " Dignità ". Intervengono Alessandra Ballerini , Emanuele Maffi, Alessandra Ballerini , già avvocata di strada a Genova, racconterà la migrazione di persone che abbandonano la propria terra di origine, devastata dalla guerra, per inseguire il sogno di una vita migliore in altre zone del mondo. Scopo dell’incontro è riflettere sulla non autosufficienza sotto diverse prospettive: quella costituzionalistica, che muove dal presupposto di uno stato sociale sempre più in crisi; quella civilistica, che si sofferma sull’amministrazione di sostegno; quella pratica, che considera il ruolo del magistrato rispetto all’esigenza di effettività della tutela del non autosufficiente. Di Seguito quelle promosse da Caffexpo , a cura del Centro di Ricerca per lo sviluppo sostenibile Opera, Alta Scuola di dottorato Agrisystem, Università Cattolica di Piacenza e Associazione Piace Cibo Sano. settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ - CONSUMO DI CIBO: LA DIGNITÀ DI UNA SCELTA CONSAPEVOLE NEL MERCATO ODIERNO Coordina il professor Ettore Capri . Intervengono Miriam Bisagni, Antonia Corini, Agostino Macrì, Donatello Sandroni, Marco Trevisan 24 settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL MONDO VEGETALE: IL RAPPORTO CONTROVERSO DELL’UOMO CON LE PIANTE coordina il professor Ettore Capri. Intervengono Matteo Andreozzi, Miriam Bisagni, Roberto Defez, Beatrice La Porta, Marco Trevisan 25 settembre - 11.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL RUOLO DEGLI SCIENZIATI coordina il professor Ettore Capri .

 

Il Festival cresce sui social

SPETTACOLO Il Festival cresce sui social Rispetto agli anni scorsi Sanremo è diventato un modo per trovare temi comuni di chiacchiera e di riflessione. Al piano di sotto in “Casa Sanremo” Giorgia Venturini , Giulia di Leo , Serena Cauzzi , Lorenzo Romandini ( nella foto in alto ), i quattro allievi sempre del team della scuola, aspiranti redattori, reduci da interviste al Grand Hotel des Anglais. Un prodigio di design oltre che la scena proprio per la realizzazione e la progettazione di una serie di impianti di fonica, di logistica, anche di relazione con il pubblico in sala. Eravamo in sala anche alla finale del 2015, dove lo show era molto calibrato sula diretta tv, oggi la tecnologia permette di valorizzare l’aspetto teatrale e in presenza del pubblico, possiamo nascondere i cameramen, pilotare macchine minuscole che si celano in pezzi della scena o tra l’orchestra. Da qui la scena monumentale, barocca, sembra davvero di stare davanti ad un monumento in una grande piazza italiana, come a Trinità dei Monti, al Vittoriano, al Colosseo, o a Venezia in San Marco, piazza del Campo a Siena o nell’anfiteatro di Lucca. Non smettono di fibrillare i social; per le prime tre puntate del festival si sono registrate e 13 milioni di interazioni con un aumento rispetto alla precedente edizione del 7%; la piattaforma che registra maggiore crescita è proprio Twitter, 100% in più di interazioni ogni singola serata, dati interessanti. Il Festival diventa conversazione, critica, un modo per trovare temi comuni di chiacchiera e di riflessione, polemizzando, parlando, stando insieme a consumare una birra e una pizza davanti al teleschermo.

 

Teatro antico, giovani attori a San Lorenzo

MILANO Teatro antico, giovani attori a San Lorenzo Gli spettacoli vincitori della prima edizione del Festival Thauma rivolto alle scuole superiori di tutta Italia saliranno sul palco del Teatro San Lorenzo alle Colonne di Milano con tre grandi capolavori della drammaturgia classica. Teatro Antico In Scena (che dal 2012, in collaborazione con l’Università Cattolica, anima questo teatro con l’intento di far emergere, nel cuore storico della città, quanto sia ancora significativo, seducente e attuale questo antico repertorio teatrale, promuovendo occasioni di formazione e di spettacoli ( si veda qui ). Proponendo in scena questi tre spettacoli nel Teatro San Lorenzo alle Colonne c’è la volontà di dare luce al prezioso lavoro di formazione teatrale, sommerso e silenzioso, che tradizionalmente avviene in numerose scuole superiori italiane, quale segno di una eccellenza educativa. Si segnala l’intenzione di presentare i tanti volti del mito di Medea via via interpretati da attrici differenti attraverso la trasmissione di un oggetto simbolico, una collana capace di rendere unitario l’accostamento di episodi diversi. novembre ore 20.30 ADELPHOE di Terenzio Liceo Giosuè Carducci di Milano (II classificato Festival THAUMA 2015) Lo spettacolo propone un’originale riscrittura del testo terenziano che intreccia le vicende sentimentali di due fratelli complicate dalla severità di un padre tradizionalista. La regia attualizza in forma moderna, con qualche cedimento di stampo televisivo, la pratica di contaminazione del teatro terenziano, con una buona capacità di valorizzare molte presenze attorali. Nella scena di apertura, la regia universalizza il tema della prigionia di guerra presentando un efficace lamento corale di prigioniere africane, in cui sono riconoscibili riferimenti alla contemporaneità, ma in una dimensione efficacemente extra-temporale e pertanto poetica.

 

Nek, dal palco alla cattedra

MILANO Nek, dal palco alla cattedra Il cantante, che partecipa al Festival di Sanremo con il brano “Mi farò trovare pronto”, ha tenuto una lezione agli studenti del master in Comunicazione musicale, spiegando il valore di tornare all’Ariston in chiave promozionale e comunicativa. by Silvia Morelli | 01 febbraio 2019 « Nel corso della mia vita, ho trovato nella condivisione l’aspetto migliore per arrivare al traguardo che desidero »: si presenta così Filippo Neviani , in arte Nek , agli studenti del master in Comunicazione Musicale. L’artista, che parteciperà al Festival di Sanremo, è stato invitato da Gabriele Parisi e Giovanni D’Amico di iAM, docenti del master e manager dello stesso cantante, a tenere una lezione durante il laboratorio di Artist Management lo scorso 23 gennaio. Nek ha spiegato di occuparsi esclusivamente dell’aspetto compositivo e creativo, affidando invece ai manager Parisi e D’Amico, quest’ultimo ex alunno del Master, ogni altra situazione, come la gestione della sua immagine. Nek non pensava di tornare a Sanremo: « Credevo che non mi servisse, dato che sarà difficile fare meglio dell’ultima volta, dove sono uscito quasi vincitore ». Al Festival, « l’emozione è unica, ma allo stesso tempo è fondamentale vivere quest’esperienza con serenità, per non finire divorati da quel palco che amplifica pregi e difetti di chi vi sta sopra ». L’artista ha parlato anche del recente tour con gli amici Francesco Renga e Max Pezzali, frutto della “volontà di incontrarsi e condividere momenti importanti”, ricordando, ancora una volta, di come la condivisione stia alla base di ogni suo progetto.

 

Musica, dietro le quinte dei festival

Giovedì 5 settembre una open lecture del master in Comunicazione musicale su come funzionano e come sono cambiati gli eventi pop-rock. Ma la realtà va ben oltre la mitologia: la preparazione di un evento musicale, grande o piccolo, ha bisogno di un grande lavoro: una serie di azioni e di scelte molto concrete per permettere alla “magia” di materializzarsi. Valutato con gli standard odierni, fu un clamoroso flop: condizioni di fortuna per gli spettatori, perdite economiche insostenibili, una ricaduta disastrosa sul territorio, tanto che amministrazioni locali impedirono manifestazioni simili negli anni successivi. L’idea di dedicare una open lecture in Cattolica ai festival musicali, però, non ha a che fare con le celebrazioni storico/nostalgiche tipiche di questi anniversari. Il festival è uno dei modelli centrali dell’industria della musica e dell’intrattenimento: cercheremo di capire come si è evoluto questo modello nel corso degli anni e quali sono le sue caratteristiche attuali. Il dato da cui partire è che “festival” è diventato un termine ombrello per indicare tipologie di eventi musicali molto diversi tra loro. Un esempio, di qualche anno fa: il 28 agosto del 2009 gli Oasis litigarono furiosamente dietro le quinte di un festival a Parigi e si sciolsero.

 

Torna il Festival della lingua araba

milano Torna il Festival della lingua araba Dal 28 al 30 marzo la sede di largo Gemelli ospiterà la quarta edizione dell’evento, con 19 Paesi partecipanti e oltre cinquanta relatori. La donna nello spazio pubblico e il suo apporto alla lingua e alla cultura araba ” è il tema della quarta edizione del Festival della lingua araba che dal 28 al 30 marzo animerà la sede di Milano dell’Università Cattolica. Al più importante rendez-vous arabo nel mondo, interverranno oltre 50 relatori - di cui più della metà donne – da 19 Paesi (di cui 13 arabi, 4 europei - Inghilterra, Francia, Spagna, Belgio -, Stati Uniti e Canada). Il Festival della lingua araba vuole essere la dimostrazione concreta che esiste un terzo modo di “essere donna” che vada oltre i due estremismi: da un lato l’orientalismo che vede la donna araba velata sotto ogni profilo, e dall’altra il femminismo. L’iniziativa si aprirà venerdì 28 marzo alle 19 nell’Aula Magna di largo Gemelli con un coro arabo composto da oltre 30 studenti di arabo della Cattolica che cantano canti arabo-cristiani, guidati da un docente siriano dell’Ateneo. Come l’irachena Inaam Kachachi candidata al Premio Booker 2019 per la sezione araba, o la pittrice Fatima Lutah degli Emirati arabi che ha cominciato a dipingere contro lo stereotipo della proibizione dell’uso delle immagini. Ines Abd al-Dayem (anche musicista, si esibirà con il flauto durante la serata conclusiva del festival), l’ex ministro della cultura egiziano Emad Abou Ghazi , l’ex ministro della cultura del Marocco Mohammed al-Ashary , e molti professori universitari da vari Paesi.

 

I paradisi fiscali tornano sul grande schermo

Milano I paradisi fiscali tornano sul grande schermo Il film di Steven Soderbergh Panama Papers (The Laundromat) , in gara a Venezia, riporta alla ribalta un famoso caso di cronaca legato al riciclaggio di denaro. La vicenda fece molto scalpore ed ebbe parecchie ripercussioni, anche perché finì con l'investire molti politici e personaggi di rilievo a livello internazionale. Non è la prima volta che il tema dei paradisi fiscali e dei ‘colletti bianchi’ finisce sul grande schermo: l’esempio più calzante è sicuramente The firm di Sidney Pollack (1993) che, in maniera quasi “profetica”, raccontava di uno studio legale specializzato nel costituire società off-shore. Panama Papers fornisce interessanti spunti di riflessione criminologica: sul rapporto tra etica ed affari, tra etica e famiglia e, soprattutto, sulla relazione tra criminalità organizzata e criminalità dei ‘colletti bianchi’ ( white collar crime ), ovvero sull’uso dei professionals (avvocati, notai, intermediari) da parte di evasori fiscali, criminali e mafiosi. In particolare, il film è efficace nello spiegare il meccanismo di creazione e funzionamento di una società off-shore, ossia registrata in una giurisdizione che offre una fiscalità agevolata, e in cui il sistema bancario richiede un livello molto basso o nullo di trasparenza sulla titolarità effettiva dei fondi. Nel raccontare queste storie, la sfida per il regista è quella di spiegare al grande pubblico un caso complesso e ricco di aspetti tecnici difficilmente comprensibili a chi non possiede un’adeguata preparazione finanziaria. Vi ricordate di Margot Robbie nella vasca da bagno che parla di mutui subprime? Qui i vostri professori di finanza sono Jürgen Mossack e Ramón Fonseca, interpretati rispettivamente da Gary Oldman e Antonio Banderas.

 

Inaam Kachachi, una storia di libertà

Milano Inaam Kachachi, una storia di libertà La scrittrice irachena, che vive da molti anni a Parigi, parla del ruolo da protagonista che le donne hanno sempre avuto nella storia dell’Iraq, accedendo a posizioni in altri Paesi impossibili. by Benedetta Minoliti e Giorgia Venturini | 10 aprile 2019 Giornalista e scrittrice, Inaam Kachachi è stata tra le donne presenti al Festival della cultura araba. Una donna che sin da giovane ha lavorato per la stampa e la radio irachene e che, nel 1979, si è trasferita a Parigi per proseguire i suoi studi, collaborando come corrispondente per diverse testate arabe, come il quotidiano saudita “Asharq Alawsat”. Le donne che sono riuscite a farsi valere e a darsi una voce, come racconta Kachaci, sono state molte, e tutte in ambiti diversi. La donna nello spazio pubblico e il suo apporto alla lingua e alla cultura araba ”, ha come tema principale la presenza delle donne in tutti gli aspetti della cultura araba. A questo rendez-vous arabo, che si è svolto dal 28 al 30 marzo, sono intervenuti oltre 50 relatori da 19 paesi, di cui 13 arabi, 4 europei (provenienti da Inghilterra, Francia, Spagna e Belgio) più Stati Uniti e Canada. Il Festival ha voluto dimostrare concretamente che esiste un terzo modo di “essere donna”, che va oltre i due classici estremismi: da un lato, l’orientalismo che vede la donna araba velata sotto ogni profilo, dall’altro lato il femminismo.

 

Commedia dell'Arte, ecco la 12° edizione

L'edizione 2019 del Festival si compone di cinque spettacoli, di cui il primo, in programma martedì 15 ottobre, si terrà al Teatro Mina Mezzadri. Durante il percorso proposto dal Festival ,personaggi e maschere faranno rivivere antiche e diverse vicende che possono inscriversi nel nostro mondo contemporaneo, con storie e situazioni comiche e nel contempo drammatiche, in grado di far emergere amare riflessioni sulle radici contraddittorie della nostra cultura mediterranea. In aggiunta agli spettacoli, martedì 12 novembre alle 17.30 nel Foyer del Teatro Sociale, sarà proposta una conferenza-spettacolo sulla figura di Didone, a cura di Massimo Rivoltella , docente di Letteratura Latina. Queste rappresentazioni, che rievocheranno teatralmente la storia del Castello e della città di Brescia, prevedono un intervento finale di approfondimento da parte di guide specializzate, in collaborazione con Fondazione Brescia Musei. commediadellarte #teatro #festival # Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Aquerò, gli studenti “fanno” il cinema

L'iniziativa nasce nel contesto delle Sale delle Comunità della Diocesi di Milano, piccole sale "indipendenti", lontane dai circuiti dei multisala, ma vicine alle realtà cattoliche. Raccontare lo spirito del cinema e il “cinema dello spirito”. Il festival Aquerò , lo spirito del cinema è nato per questo, e dal 16 al 29 novembre 2019 tornerà per la seconda volta con un programma ricco di film in anteprima nazionale, opere da riscoprire, incontri con registi e protagonisti del mondo culturale italiano. Una rassegna itinerante, che partirà da Milano, all'auditorium San Fedele , il 16 e 17 novembre, e poi arriverà in altre dieci città: Arcore, Busto Arsizio, Carugate, Cesano Boscone, Galbiate, Gallarate, Gorgonzola, Magenta, Saronno, Sesto San Giovanni . Direttore artistico è il critico cinematografico Fabrizio Tassi , affiancato dal direttore organizzativo Gianluca Bernardini , presidente dell'Acec milanese. Il festival propone per la prima volta anche un concorso cortometraggi aperto a tutti. Nel primo pomeriggio di sabato 16 novembre saranno proiettati i finalisti e decretato il vincitore.

 

Festival della Crescita fra cibo e impresa

Piacenza Festival della Crescita fra cibo e impresa Fa tappa alla Cattolica di Piacenza il progetto del sociologo Morace che unisce istituzioni, imprese e studenti. “Alimentare” inteso non solo come significato di valore per imprese e territori, ma anche come contesto ampio e diversificato dell’agroalimentare: forza e ricchezza dell’area geografica e specificità dell’Ateneo. Numerosi i workshop della giornata, con diversi momenti d’incontri e approfondimenti, e l’attiva partecipazione di esponenti della pubblica amministrazione e del mondo imprenditoriale che si sono confrontati sul tema della crescita. “L’obiettivo dell’iniziativa – ha spiegato l’organizzatore del tour Francesco Morace, di Future Concept Lab – è portare in tutta Italia l’idea che la crescita dipenda dall’incrocio tra Università, imprese e pubblica amministrazione”. I lavori sono stati aperti dal sindaco di Piacenza e dai presidi, la prof.ssa Annamaria Fellegara , preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, e dal prof. Marco Trevisan , preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Un importante contributo da aziende eccellenti del territorio, e di realtà come Credit Agricole Cariparma che sono intervenute su diversi temi, dalla finanza e responsabilità sociale a un Dialogo sul brand e i social , moderato dal prof. Daniele Fornari , docente dell’Ateneo piacentino. Daniele Fornari e Sebastiano Grandi , del corso di laurea magistrale in Food Marketing e strategie commerciali, che ha coinvolto attivamente gli studenti del corso di laurea che hanno partecipato al dibattito, sul tema dell’impresa di alimentare la crescita tra commercio e valori umani.

 

Il Festival della televisione

Sanremo Il Festival della televisione Una breve guida per prepararsi alla settimana canora in scena sul palco dell’Ariston: giorni di maratona catodica durante i quali non si parlerà d’altro. Se ancora non ve ne siete accorti, nonostante la martellante campagna di promo on-air sui canali Rai, fra qualche giorno, come sempre da decenni, parte la “settimana di Sanremo”. Dal classico “Sanremo è Sanremo”, tautologia coniata in “epoca Baudo” e perfettamente calzante per spiegare il Festival (magari a uno straniero ignaro dell’inossidabile rito nazional-popolare), siamo passati alla formula ipotetica impiegata quest’anno per ironizzare un po’ sulle immagini di Claudio Baglioni che ruzzola dalla scalinata floreale. E ancora: Baglioni e il presunto “conflitto di interesse” con la società di Ferdinando Salzano, che gestirebbe dieci cantanti in gara più lo stesso direttore artistico (secondo Linkiesta e Striscia la notizia ). Quella che segue è una sintetica guida per arrivare preparati alla “settimana di Sanremo”: giorni di maratona catodica durante i quali, volentieri o recalcitranti, non parleremo né sentiremo parlare d’altro. Al di là del gioco dei vincitori e dei vinti, dietro ai numeri si nasconde una faccenda seria: il Festival ha costi molto elevati (si parla di 18 milioni di euro) e deve fare cassa coi grandi investimenti di sponsor e imprese. Docente di Storia dei media nella facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica #sanremo #canzone #televisione #festival Facebook Twitter Send by mail Print LA CATTOLICA A SANREMO Non solo svago e intrattenimento.

 

Venezia, le frodi fiscali di “The Laundromat”

Milano Venezia, le frodi fiscali di “The Laundromat” Mattia , studente di Linguaggi dei media, è al Lido per la 76esima mostra del cinema e racconta le truffe assicurative della pellicola di Steven Soderbergh. L’anziana Ellen Martin (Meryl Streep), dopo aver assistito alla morte del marito durante una gita in barca, e decisa a ottenere un risarcimento per l’accaduto, inizia a indagare sulla corruzione che si cela dietro alle compagnie assicurative e che si ripercuote sul sistema finanziario mondiale. Decisi a lucrare sulla disattenzione e sulla ingenuità delle persone che a loro si affidano senza conoscere il rischio che corrono, i due avvocati hanno saputo tessere una rete di circa 25.000 società inesistenti. La costruzione dei due personaggi fa sì che questi risultino bugiardi, come avvocati, ma unici detentori della verità, come narratori, in quanto è a loro che lo spettatore affida la sua attenzione per tutta la durata della proiezione. Si può dire che la complessa costruzione del film rispecchi la confusione che vivono i personaggi al suo interno, ma è vero allo stesso tempo che l’interpretazione magistrale degli attori favorisca la facilità con cui lo spettatore segue l’evoluzione del racconto. A Venezia la proiezione di questa pellicola è stata accolta bene, sia dal pubblico sia dalla critica, e il fatto che il regista sia stato capace di divertire la sua audience trattando un tema delicato e complesso è indice di grande maestria. Se è vero che la mostra del cinema, come si è verificato per gli scorsi anni, è un trampolino di lancio verso gli Oscar, “The Laundromat” prenderà una bella rincorsa e vi atterrerà in punta di piedi.

 

Teatro antico, attori giovani

milano Teatro antico, attori giovani Tre spettacoli, dal 6 all’8 novembre , dei licei che hanno ricevuto speciali menzioni al Festival Thauma 2018 , che promuove la quinta edizione per le scuole di tutta Italia. novembre 2018 In età arcaica le narrazioni epiche venivano recitate e cantate dagli aedi e da queste esperienze cominciarono a nascere le prime tecniche performative: la grande epica ha nutrito i grandi testi tragici non solo antichi ma di tutti i tempi. Un attento studio dei testi guidato dagli insegnati e l’appassionata partecipazione dei giovani interpreti danno carne, sangue, voci e azioni soprattutto alle vicende di due grandi eroi quali Aiace ed Odisseo e alle loro avventurose storie destinate anche a scontrarsi. Odisseo e Aiace degli studenti del Liceo Volta di Como compiamo un emozionante viaggio nell’Ade realizzato attraverso un consapevole uso di luce e buio, che rende l’atmosfera suggestivamente evocativa dell’Oltretomba. Davvero notevole e toccante è la capacità dei giovani attori di esprimere l’incorporeità delle anime nell’Ade e l’abbraccio di Odisseo con l’anima della madre Euriclea. Epos , da Omero e Virgilio del Liceo Canopoleno di Sassari sceglie e presenta episodi di guerra, fuga, esilio e, a seguire, di amore, nostalgia e ritorno tratti da alcuni quadri dell’Iliade, dell’Odissea, dell’Eneide, intrecciandoli con maestria. Lo spettacolo si presenta ben costruito nei quadri omogenei nonostante la molteplicità dei linguaggi (filmico e teatrale con attenzione agli aspetti metrici e musicali di una rappresentazione epica).

 

A Venezia un cinema che legge il presente

la Cattolica al Festival A Venezia un cinema che legge il presente I film visti al Festival si ritagliano il ruolo di interpretazione del mondo e, anche quando sembrano semplicemente intrattenere, forniscono chiavi di lettura importanti. Il commento del professor Massimo Scaglioni 03 settembre 2019 di Massimo Scaglioni * «Un cinema della realtà, che preferisce confrontarsi coi temi del presente»: così ha tratteggiato il quadro d’assieme della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica numero 76 il suo direttore Alberto Barbera . E anche quando sembra “semplicemente intrattenere” – talvolta in modo egregio – prova a fornirci chiavi di lettura, bussole e radar che non siano banalmente schiacciati sull’immediatezza della cronaca. Un Festival del cinema – e Venezia è tornato ad essere un grande e ricco Festival – serve anche a questo: a capire quali sono i tratti identitari che le cinematografie mondiali intendono darsi nell’età delle trionfanti piattaforme globali, della pervasività digitale, dell’onnipresenza dei social media. E in questa 76esima edizione della Mostra abbiamo visto soprattutto film che affrontano, con i più diversi linguaggi e stili, urgenti questioni politiche, sociali e culturali del nostro presente. Il primo è Ema , il film del regista quarantenne cileno Pablo Larrain : un autore, dunque, che aveva già narrato col suo sguardo la fine della dittatura di Pinochet ( “No. I giorni dell’arcobaleno” ) e un’intensa biografia di Jacqueline Kennedy (“ Jackie ”). Eminentemente ed esplicitamente politico (e militante) è Adults in the room del maestro ottantatrenne Costa-Gavras , che racconta, col linguaggio della satira, la crisi del debito sovrano greco attraverso gli occhi (e il diario, alla base della sceneggiatura) dell’ex ministro dell’economia Yanis Varoufakis.

 

Sanremo con gli occhi degli studenti

Almed Sanremo con gli occhi degli studenti Cinque allieve praticanti della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica hanno potuto vivere dalla sala stampa dell’Ariston il Festival della canzone italiana. by Luca Monti | 11 febbraio 2019 Un’occasione per cinque ragazze praticanti della scuola di giornalismo di Almed di vedere da vicino il complesso dispositivo di comunicazione della macchina meravigliosa del Festival di Sanremo. Lisa: ho deciso di venire al festival per fare pratica e qui ho lavorato moltissimo su diversi fronti, non solo il tradizionale modo di scrivere ma ho curato interviste, creato video, campagne sui socia. Serena: qui si ha modo di fare pratica, è una esperienza gratificante, molto formativa, si costruiscono relazioni con persone davvero molto diverse e spesso si diventa anche amici. È il clima del festival che in una realtà molto più piccola di Milano si rivela molto più vitale, non me lo aspettavo. La conduzione di Sanremo di Baglioni non ha mai preso il volo, è sempre rimasta un po’ imbrigliata, Carlo Conti era riuscito a fare una edizione diversa per ogni anno dei suoi tre. Angela: Baglioni è stato coerente ha dato spazio alla musica. Si parla di Fiorello ma io non credo che lui mai si lascerà coinvolgere, non aspira a questo tipo di popolarità che viene da un programma molto istituzionale.

 

Sanremo 69, un tuffo nel passato

Almed Sanremo 69, un tuffo nel passato Un confronto tra l’edizione del 1969 e quella di quest’anno: cosa è cambiato rispetto a 50 anni fa? Oltre le canzoni, la visione in streaming su RaiPlay, le interazioni sui social e l’hashtag #Samremo2019 utilizzato più di 400mila volte. febbraio 2019 Di Luca Monti * Sanremo 1969 È una sera di inizio febbraio e al Salone delle Feste del casinò sfilano cantanti, divi, operatori, pochissimi giornalisti, rinchiusi in una stanzetta dove hanno solo macchine da scrivere e un telefono a gettoni. Nell’anno della Luna e della strage di piazza Fontana la Rai segue l’evento della riviera sul secondo programma nazionale (oggi Rai due) per le prime due serate, giovedì 30 e venerdì 31 gennaio, il programma nazionale (Rai uno) trasmette la finale di sabato 1 febbraio. Eco del ’68 le numerose manifestazioni, si registra uno sciopero della fame da parte di alcuni studenti che richiamano l’attenzione sui quartieri cittadini di Sanremo da riqualificare. La Rai vede tutto il palinsesto dipinto di Sanremo, da mattina a sera per cinque giorni, con piattaforme social che vedono dallo scorso anno incrementi stellari di oltre 300.000 interazioni, fenomeno più rilevante dell’anno. Le canzoni parlano di cuore e amore, i cantanti parlano coi giornalisti a nastro senza soluzione di continuità, ma soltanto i più maturi e più avvezzi con diverse presenze al festival si avventurano a dire qualcosa di significativo sul presente. Come fare a mantenere una sorta di presenza di una buona resa dal punto di vista dell’udienza del pubblico? La direzione artistica risponde al passato: una complessa operazione nostalgia.

 

Studenti Stars diventano critici musicali

brescia Studenti Stars diventano critici musicali Per venti allievi della prima edizione del Workshop in Critica musicale della sede bresciana dell’Ateneo, esperienza sul campo al Festival Pianistico internazionale di Brescia e Bergamo . Per alcuni di loro diventa addirittura oggetto di studio, con il sogno di farne una professione: quella di critico musicale. Come faranno venti allievi dello Stars , grazie alla collaborazione dell’Università Cattolica con il Festival Internazionale Pianistico di Brescia e Bergamo , una delle più prestigiose manifestazioni musicali a livelllo mondiale, che unisce le due città lombarde nel nome della grande musica. Per gli studenti della Cattolica si apriranno le porte del Festival per sperimentare sul campo le tecniche della critica musicale. I partecipanti sono studenti del corso di laurea Stars, selezionati dai curricula in Ideazione e produzione per i media e lo spettacolo e Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale» spiega la professoressa Carla Bino , a cui si deve l’idea iniziale del progetto. I ragazzi coinvolti sono iscritti alla prima edizione del Workshop didattico in Critica musicale , - tenuto dal professor Enrico Girardi e attivato dall’Università a partire dal 27 aprile in collaborazione col Festival Internazionale Pianistico di Brescia e Bergamo, quest’anno incentrato sul tema “Beethoven e Napoleone” . Nel corso della mia carriera ho imparato molte cose direttamente sul campo, facendole» racconta il professor Girardi, critico musicale di trentennale esperienza.

 

La sfida di Alimentare la crescita

piacenza La sfida di Alimentare la crescita La tappa piacentina del Festival della Crescita coinvolgerà giovedì 20 settembre la sede di Piacenza e gli studenti di Food Marketing. settembre 2018 Giovedì 20 settembre il Festival della Crescita riprende il Tour 2018 con la tappa di Piacenza , realizzata in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro. Un Festival ricco di incontri, workshop e convivi che, nell’arco dell’intera giornata presso l’ Aula Magna del Campus dell’Ateneo (in Via Emilia Parmense 84), saranno dedicati ad “Alimentare la Crescita”: un titolo che è anche un obiettivo chiaro e lungimirante. Riprendendo il titolo, “Alimentare” non viene inteso solo come significato di valore per imprese e territori, ma anche come contesto ampio e diversificato dell’agroalimentare: forza e ricchezza dell’area geografica e specificità dell’Ateneo. La “Crescita” troverà spazio anche in confronti dedicati a nuovi orizzonti e sfide, soprattutto per realizzare una crescita più umana “investendo sulle persone” : se ne parlerà, ad esempio, nel Dialogo con Francesco Cancellato (Direttore de Linkiesta), Manlio Ciralli (Adecco) e Roberto Pancaldi (Mylia). Nel pomeriggio, il workshop “L’impresa di alimentare la crescita tra commercio e valori umani” , curato dai docenti Daniele Fornari e Sebastiano Grandi e moderato da Cristina Lazzati (Direttore Mark Up), coinvolgerà attivamente gli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Food Marketing e Strategie Commerciali. La partecipazione agli appuntamenti del Festival è gratuita, con registrazione al sito: www.festivalcrescita.it #piacenza #crescita #festival Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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