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L’Università Cattolica alle "Frontiere" di Focus Live

Il festival della divulgazione scientifica intende confrontarsi sul mondo nuovo post Covid-19 con professori, scienziati, atleti, star della divulgazione e artisti. Anche in questa occasione l’Università Cattolica sarà presente, non più con stand che illustrano in modo interattivo ricerche e attività laboratoriali dell’Ateneo come nelle precedenti edizioni, ma con la presenza di due docenti sulla piattaforma digitale di Focus Live. Giovedì 19 , dopo l’apertura del festival con lo scienziato Andrea Crisanti, alle 16.20 Alessandro Rosina , parlerà di “Z la generazione dimenticata” . Domenica 22 alle 13.45 sarà il turno di Michela Balconi , docente in Università Cattolica a Milano e a Brescia di Psicofisiologia e Neuroscienze Cognitive. “La super macchina della verità” è il titolo del webinar condotto dalla psicologa che mostrerà cosa guida le nostre memorie, la nostra capacità di riattivare eventi che sono avvenuti nel passato più recente o più lontano e che spesso ci inganna. Sono le neuroscienze forensi ad occuparsi di scoprire quello che veramente avviene nella nostra mente durante la codifica dei ricordi e come sia possibile che noi a volte abbiamo la certezza di ricordare cose che in realtà sono false. Alle 14.30 la docente dialogherà e risponderà alle domande del pubblico.

 

Sanremo, l’enorme bolla del Festival

di Gianni SIbilla Sanremo, l’enorme bolla del Festival Quest’anno la rassegna prova, per l’ennesima volta, a essere più contemporanea, favorendo pop e rap per inseguire lo streaming . gennaio 2020 di Gianni Sibilla * «Ho pensato a un Sanremo attuale, a brani da scaricare domani su Spotify»: in questa frase di Amadeus , direttore artistico e conduttore dell’edizione 2020, c’è tutto il rapporto complesso del Festival con il presente e con gli ascoltatori di musica. La canzone vincitrice del 2019, “Soldi” di Mahmood, è stata ascoltata 141 milioni di volte (alla faccia di chi, l’anno scorso, criticava le giurie perché avevano fatto vincere un brano poco “popolare”). Il Sanremo di Amadeus prova a mantenere questa scia mettendo in secondo piano la canzone melodica classica - quest’anno minoritaria - a favore di pop ritmato e rap.Ma di fatto quello che troviamo nel cast non è proprio quello che funziona sulle piattaforme. Rancore è il nome che gode di maggiore credibilità, mentre Anastasio è famoso per essere il vincitore di X Factor; Junior Cally è un nome minore della scena italiana. Da poco è stato pubblicato “Il festival di Sanremo”, bel volume di Eddy Anselmi uscito da poco per DeAgostini: una cronaca dettagliata del Festival, anno per anno. La precisione dei fatti messi nero su bianco da Anselmi conferma che tutto quello che abbiamo visto e vedremo è già successo.

 

Il Festival di Sanremo visto da vicino

Direttamente dalla sala stampa web-radio gli inviati della Scuola di Giornalismo Luca Barenghi e Emiliano Dal Toso stanno seguendo per l'Ateneo la grande kermesse. Per ricevere tutti gli aggiornamenti seguite le stories Instagram dei canali CattolicaNews e MagZine e l'hashtag #SanremoCatt2020 . I nostri approfondimenti: - L'enorme bolla del Festival - Sanremo sì, Sanremo no - Sanremo? Una playlist di Milano #5febbraio A #Sanremo2020 Cattolica_News è presente con gli inviati della Scuola di Giornalismo Unicatt ! Collegatevi al profilo #Instagram di magzinemag e seguite i nostri EmilDalto e Luca Barenghi direttamente dalla sala stampa! https://t.co/Elf4dRqSBL pic.twitter.com/YuF9DoCi7T CattolicaNews (Cattolica_News) February 5, 2020 #sanremo 2020 #festival di sanremo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Sanremo sì, Sanremo no…

FESTIVAL DI SANREMO Sanremo sì, Sanremo no… Il Festival è un evento imperdibile o uno show datato che ormai non ha più niente da dire? Cinque motivi per vederlo. Perché è un evento, certamente mediatico, ma soprattutto culturale e anche antropologico, è davvero la Festa dell'Italia, non esiste un altro momento di attenzione così popolare per noi e diffuso in tutto il Paese. Ci sono molte cose da imparare per chi voglia occuparsi di comunicazione, management e marketing, di eventi, di moda e cultura, per chi voglia capire questa professione, Sanremo è un grande caleidoscopio, una straordinaria esperienza sul campo. La Rai è la regia (e la regina) della manifestazione, 6 studi televisivi, più il Teatro Ariston, migliaia di giornalisti accreditati, la gestione delle due sale stampa, dell'Altrofestival su RaiPlay, le principali trasmissioni del palinsesto per una settimana sono realizzate in loco. Su questo si può lavorare di più, creare un legame ancora più forte in termini di valorizzazione, una destagionalizzazione che somiglia ai grandi festival cinematografici di Venezia e Cannes. Direzione artistica , il festival è del presentatore, che deve essere anche capace di scegliere le canzoni, gli ospiti, un tuttofare. Unico criterio della riuscita delle serate, se abbiano superato o meno uno share, punti percentuale, media di ascolto, milioni, …troppo poco! Serve un’osservazione più ampia più di respiro, il solo termine di ascolto è troppo soggetto al fluire social delle polemiche del momento.

 

Alle 18 i talk live nel cuore della realtà

Festival Unicatt Alle 18 i talk live nel cuore della realtà Una settimana di tavole rotonde virtuali con taglio interdisciplinare a conclusione di ogni giornata di Open Week, open mind. Chiusura in chiave europea con il professor Alberto Quadrio Curzio e Valeria Miceli , del Gabinetto di Ursula von der Leyen 15 aprile 2020 Quasi un aperitivo culturale, che suggella i singoli appuntamenti dell’ Open week, open mind . Ogni sera dal 14 al 21 aprile alle 18 dei talk live concludono le giornate di presentazione delle lauree magistrali di 11 facoltà dell’Università Cattolica. Si tratta di tavole rotonde in diretta su vari canali social, con un taglio umanistico, forte attenzione al cuore della realtà e con l’obiettivo di analizzare le problematiche dell’attualità, a partire dalla multidisciplinarietà che da sempre caratterizza l’Ateneo. Grazie all’aiuto di ospiti sempre nuovi si cerca di decifrare la complessità che sperimentiamo in questi giorni, offrendo una chiave di lettura dei possibili scenari che si apriranno dopo questa emergenza sanitaria. Tra i relatori, solo per citarne alcuni, i docenti della Cattolica Fausto Colombo , Giuseppe Lupo , Emanuela Confalonieri , Pier Cesare Rivoltella , Massimo Scaglioni , Damiano Palano , il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli , la giornalista Giuliana Grimaldi . Promosso dalla community Alumni dell’Università Cattolica, sarà arricchito dalla partecipazione del professor Alberto Quadrio Curzio , emerito di Economia politica, di Valeria Miceli , Policy Coordinator del Gabinetto di Ursula von der Leyen , presidente della Commissione europea, e di Antonella Sciarrone Alibrandi , pro rettore vicario dell’Ateneo e presidente Alumni.

 

La Cattolica al Festival dello sviluppo sostenibile

Webinar La Cattolica al Festival dello sviluppo sostenibile Tre eventi del nostro Ateneo nella quarta edizione della manifestazione promossa dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis). Si comincia oggi a partire dalle 16.30 con un evento Altis 01 ottobre 2020 Anche l’Università Cattolica partecipa con una serie di eventi al 4° Festival dello sviluppo sostenibile . Centinaia di eventi sul territorio nazionale, nel mondo e online per affrontare temi cruciali per il futuro dell’Italia e fare il punto sul cammino dell’Italia e dell’Unione europea verso i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Il Festival dello sviluppo sostenibile, la più grande manifestazione italiana sulla sostenibilità è organizzata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Il primo evento dell’Università Cattolica è promosso dall’Alta Scuola Impresa e società (Altis) oggi, 1° ottobre, a partire dalle 16.30, sotto forma di webinar (partecipazione gratuita; verrà comunicato link a cui collegarsi, registrati qui). L’alleanza tra università e imprese e l’ideazione di progetti congiunti sono vincenti in ottica di creazione di valore condiviso: aumentano l’attrattività delle università, la competitività delle aziende, l’occupabilità e favoriscono la formazione di nuovi talenti (junior ed executive) e il progresso economico e sociale dei territori. Il secondo evento della Cattolica nell’ambito del Festival della sviluppo sostenibile è proposto sempre dall’Altis ed è in programma martedì 6 ottobre con il titolo La sostenibilità nella strategia delle aziende idriche.

 

Vi racconto il mio Sanremo

Musica Vi racconto il mio Sanremo Luca Barenghi , studente della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica, rivela il Festival visto da dentro l’Ariston, con le sue scenografie, le canzoni, le star e le luci. Dopo aver preso il proprio posto su una delle 1909 poltrone di quella che, dal lontano 1977, è la casa del Festival della Canzone Italiana le meravigliose scenografie del palco abbracciano i quasi 2000 spettatori trepidanti. Tuttavia, una volta appoggiato stancamente l’orecchio sul cuscino, le uniche parole che escono flebili dalla bocca, prima di cadere tra le braccia di Morfeo, sono: «Lunga vita alla musica Italiana… E lunga vita a Sanremo!». studente della Scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica #sanremo #festival #musica #giornalismo Facebook Twitter Send by mail Print LE NOTTI DE L’ALTRO FESTIVAL Si spengono le luci sul palco dell’Ariston, si accendono quelle de L’altro Festival . Le notti di Sanremo sembrano non avere fine: lo spettacolo canoro termina quasi sempre dopo le 2, ma quella di Amadeus non è mai l’ultima parola, perché spetta a Nicola Savino e alla sua troupe commentare con ironia e un pizzico di stravaganza i momenti cruciali della kermesse . Proprio Bugo è stato uno degli artisti più presenti tra gli ospiti di un programma notturno capace di spaziare dalle provocazioni della rapper Myss Keta alla follia musicale dei Gemelli di Guidonia , dalla comicità non-sense di Valerio Lundini agli interventi appuntiti dei giornalisti. La libertà e l’improvvisazione sono elementi che mancano a un Festival di Sanremo che deve rispondere alle regole rigide di una scaletta tesa a smussare ogni voce fuori dal coro.

 

Il mio primo Sanremo

SPETTACOLO Il mio primo Sanremo Il Festival raccontato, da dietro le quinte del grande circo dell’informazione, dalla nostra inviata della Scuola di Giornalismo, alle prese con sala stampa, interviste e giornate infinite. La sala è enorme, con lunghe file di banchi: sembra un po’ di essere a scuola, solo che qui si lavora molto di più. È tutto un ticchettio di tastiere di computer, ci sono telecamere e microfoni ovunque, blocchi di carta stampata a non finire, e in sottofondo la parlata ininterrotta dei giornalisti radio, il rumore dei passi avanti e indietro di chi si attacca al telefono alla disperata ricerca di un’intervista esclusiva. La prima comincia alle 12.30 ed è quella con i conduttori, che rispondono di quanto avvenuto nella serata precedente e anticipano ciò che accadrà nella successiva. E poi ci sono le conferenze dal vivo, quelle con i cantanti: in quel caso è tutto uno sciame di telecamere, microfoni, giornalisti urlanti che corrono a prendersi la pole position per poter riprendere al meglio la scena. Ma il momento più sentito, niente da fare, è stato quando Baglioni e Fiorello hanno cantato “E tu”: il lavoro in sala stampa si è sostanzialmente interrotto per quel lasso di tempo. Una canzone è davvero potente se sa rubare l’attenzione in questo modo, soprattutto se sono passati più di 40 anni da quando si è fatta ascoltare per la prima volta.

 

Teatro antico, attori giovani

milano Teatro antico, attori giovani Tre spettacoli, dal 6 all’8 novembre , dei licei che hanno ricevuto speciali menzioni al Festival Thauma 2018 , che promuove la quinta edizione per le scuole di tutta Italia. novembre 2018 In età arcaica le narrazioni epiche venivano recitate e cantate dagli aedi e da queste esperienze cominciarono a nascere le prime tecniche performative: la grande epica ha nutrito i grandi testi tragici non solo antichi ma di tutti i tempi. Un attento studio dei testi guidato dagli insegnati e l’appassionata partecipazione dei giovani interpreti danno carne, sangue, voci e azioni soprattutto alle vicende di due grandi eroi quali Aiace ed Odisseo e alle loro avventurose storie destinate anche a scontrarsi. Odisseo e Aiace degli studenti del Liceo Volta di Como compiamo un emozionante viaggio nell’Ade realizzato attraverso un consapevole uso di luce e buio, che rende l’atmosfera suggestivamente evocativa dell’Oltretomba. Davvero notevole e toccante è la capacità dei giovani attori di esprimere l’incorporeità delle anime nell’Ade e l’abbraccio di Odisseo con l’anima della madre Euriclea. Epos , da Omero e Virgilio del Liceo Canopoleno di Sassari sceglie e presenta episodi di guerra, fuga, esilio e, a seguire, di amore, nostalgia e ritorno tratti da alcuni quadri dell’Iliade, dell’Odissea, dell’Eneide, intrecciandoli con maestria. Lo spettacolo si presenta ben costruito nei quadri omogenei nonostante la molteplicità dei linguaggi (filmico e teatrale con attenzione agli aspetti metrici e musicali di una rappresentazione epica).

 

Sardegna, radiocronaca di un’isola

cattolicapost Sardegna, radiocronaca di un’isola Gli studenti della prima edizione del master Almed “Fare Radio ” hanno presentato al Festival Fru di Cagliari il programma “Occhio + Occhio” che racconta in quattro puntate una terra vista con gli occhi di giovani milanesi. Proprio in questa occasione, che si è tenuta a Cagliari dal 10 al 12 maggio, il master targato Almed e Università Cattolica del Sacro Cuore ha presentato in anteprima quattro produzioni realizzate dagli studenti in collaborazione con Rai Radio Cagliari. A presentare il progetto di fronte ai rappresentanti delle web radio universitarie sono stati il coordinatore didattico del master, insieme al tutor d’aula e di stage: Matteo Di Palma e Sara Franceschini . L’idea alla base di " Occhio + Occhio " (questo il nome del programma) è stata quella di creare un format in quattro puntate, ognuna col compito di rappresentare uno sguardo differente sull’isola, vista con gli occhi di giovani ragazzi di Milano. Una sfida e al tempo stesso un’opportunità, che ha permesso ai 19 allievi del master di produrre un programma commissionato da un’emittente nazionale, che sarà poi messo in onda su Rai Radio Cagliari. I 19 studenti, divisi in quattro gruppi, hanno messo a punto tutte le puntate occupandosi di ogni aspetto: dalla redazione alla stesura del format, dallo speakeraggio alle interviste fino alla registrazione in studio, il tutto coadiuvato dall’autore e regista Stefano Fozzi . Ogni anno il festival si svolge in una diversa città italiana dove ha sede la web radio di una delle 30 università associate.

 

Studenti Stars diventano critici musicali

brescia Studenti Stars diventano critici musicali Per venti allievi della prima edizione del Workshop in Critica musicale della sede bresciana dell’Ateneo, esperienza sul campo al Festival Pianistico internazionale di Brescia e Bergamo . Per alcuni di loro diventa addirittura oggetto di studio, con il sogno di farne una professione: quella di critico musicale. Come faranno venti allievi dello Stars , grazie alla collaborazione dell’Università Cattolica con il Festival Internazionale Pianistico di Brescia e Bergamo , una delle più prestigiose manifestazioni musicali a livelllo mondiale, che unisce le due città lombarde nel nome della grande musica. Per gli studenti della Cattolica si apriranno le porte del Festival per sperimentare sul campo le tecniche della critica musicale. I partecipanti sono studenti del corso di laurea Stars, selezionati dai curricula in Ideazione e produzione per i media e lo spettacolo e Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale» spiega la professoressa Carla Bino , a cui si deve l’idea iniziale del progetto. I ragazzi coinvolti sono iscritti alla prima edizione del Workshop didattico in Critica musicale , - tenuto dal professor Enrico Girardi e attivato dall’Università a partire dal 27 aprile in collaborazione col Festival Internazionale Pianistico di Brescia e Bergamo, quest’anno incentrato sul tema “Beethoven e Napoleone” . Nel corso della mia carriera ho imparato molte cose direttamente sul campo, facendole» racconta il professor Girardi, critico musicale di trentennale esperienza.

 

Sanremo con gli occhi degli studenti

Almed Sanremo con gli occhi degli studenti Cinque allieve praticanti della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica hanno potuto vivere dalla sala stampa dell’Ariston il Festival della canzone italiana. by Luca Monti | 11 febbraio 2019 Un’occasione per cinque ragazze praticanti della scuola di giornalismo di Almed di vedere da vicino il complesso dispositivo di comunicazione della macchina meravigliosa del Festival di Sanremo. Lisa: ho deciso di venire al festival per fare pratica e qui ho lavorato moltissimo su diversi fronti, non solo il tradizionale modo di scrivere ma ho curato interviste, creato video, campagne sui socia. Serena: qui si ha modo di fare pratica, è una esperienza gratificante, molto formativa, si costruiscono relazioni con persone davvero molto diverse e spesso si diventa anche amici. È il clima del festival che in una realtà molto più piccola di Milano si rivela molto più vitale, non me lo aspettavo. La conduzione di Sanremo di Baglioni non ha mai preso il volo, è sempre rimasta un po’ imbrigliata, Carlo Conti era riuscito a fare una edizione diversa per ogni anno dei suoi tre. Angela: Baglioni è stato coerente ha dato spazio alla musica. Si parla di Fiorello ma io non credo che lui mai si lascerà coinvolgere, non aspira a questo tipo di popolarità che viene da un programma molto istituzionale.

 

Il cinema in ospedale va al Festival

roma Il cinema in ospedale va al Festival L’esperienza di Policlinico Gemelli e Cattolica è sbarcata al Lido alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini , che ha annunciato un sostegno a queste sale. Presentato il cortometraggio di Andrea De Sica girato tra le corsie dell'ospedale. settembre 2017 Quella del Policlinico A. Gemelli è stata la prima vera sala cinematografica in un ospedale italiano. Aperta ad aprile 2016 all’ottavo piano dell’ospedale grazie al sostegno di The Walt Disney Company Italia e alla generosità di migliaia di persone, è un progetto voluto da MediCinema Italia Onlus e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Ora il progetto del cinema in ospedale e della cinematerapia prende piede in altre realtà italiane. Il ragazzo è troppo timido per farsi avanti, e allora viene in suo aiuto una notte, materializzandosi nella sua camera l'Eroe da film (Christian de Sica, zio di Andrea), che gli continuerà a dare consigli su come agire anche dal grande schermo durante una proiezione in ospedale. Le principali applicazioni del metodo MediCinema prevedono, al momento, l’area pediatrica e dell’età evolutiva, compresa l’interazione familiare, i pazienti chirurgici e oncologici, la clinica riabilitativa nei deficit mentali e quella terapeutica relativa a psicosi, disturbi dell’umore e l’area delle disabilità.

 

Il master Cattolica protagonista al Lido

festival di venezia Il master Cattolica protagonista al Lido Marco Alessi , produttore del film italiano Tony Driver , nella sezione Settimana della critica, si è formato al corso International Screenwriting and Production . Il commento del professor Armando Fumagalli 05 settembre 2019 di Armando Fumagalli * Come molti hanno notato, la selezione del Festival di Venezia è stata senza dubbio di notevole qualità. Generi diversi e stili diversissimi, ma ci piace sottolineare qui – al di là di tanti elementi di colore - l’importanza di alcuni film che hanno trattato tematiche economiche e sociali di rilievo. Il caso del rimborso per un incidente mortale al marito di una anziana signora americana mette in moto il racconto e spalanca le porte su un sistema formalmente legale, ma nella sostanza ingiusto e marcio. Al genere del cinema della realtà fa riferimento anche un piccolo film, unico italiano nella sezione Settimana della critica, Tony Driver . Ci piace parlarne qui anche perché il suo produttore, Marco Alessi, reduce dal successo a Cannes 2018 del film La strada dei Samouni, si è formato in Università Cattolica in quello che oggi è il master in International Screenwriting and Production, dove ora insegna. Tony Driver è la storia vera di un italiano, vero nome Pasquale Donatone, che dai nove ai cinquant’anni ha vissuto in America, dove era finito a fare il taxista per clandestini messicani che volevano varcare il confine.

 

Inaam Kachachi, una storia di libertà

Milano Inaam Kachachi, una storia di libertà La scrittrice irachena, che vive da molti anni a Parigi, parla del ruolo da protagonista che le donne hanno sempre avuto nella storia dell’Iraq, accedendo a posizioni in altri Paesi impossibili. by Benedetta Minoliti e Giorgia Venturini | 10 aprile 2019 Giornalista e scrittrice, Inaam Kachachi è stata tra le donne presenti al Festival della cultura araba. Una donna che sin da giovane ha lavorato per la stampa e la radio irachene e che, nel 1979, si è trasferita a Parigi per proseguire i suoi studi, collaborando come corrispondente per diverse testate arabe, come il quotidiano saudita “Asharq Alawsat”. Le donne che sono riuscite a farsi valere e a darsi una voce, come racconta Kachaci, sono state molte, e tutte in ambiti diversi. La donna nello spazio pubblico e il suo apporto alla lingua e alla cultura araba ”, ha come tema principale la presenza delle donne in tutti gli aspetti della cultura araba. A questo rendez-vous arabo, che si è svolto dal 28 al 30 marzo, sono intervenuti oltre 50 relatori da 19 paesi, di cui 13 arabi, 4 europei (provenienti da Inghilterra, Francia, Spagna e Belgio) più Stati Uniti e Canada. Il Festival ha voluto dimostrare concretamente che esiste un terzo modo di “essere donna”, che va oltre i due classici estremismi: da un lato, l’orientalismo che vede la donna araba velata sotto ogni profilo, dall’altro lato il femminismo.

 

I paradisi fiscali tornano sul grande schermo

Milano I paradisi fiscali tornano sul grande schermo Il film di Steven Soderbergh Panama Papers (The Laundromat) , in gara a Venezia, riporta alla ribalta un famoso caso di cronaca legato al riciclaggio di denaro. La vicenda fece molto scalpore ed ebbe parecchie ripercussioni, anche perché finì con l'investire molti politici e personaggi di rilievo a livello internazionale. Non è la prima volta che il tema dei paradisi fiscali e dei ‘colletti bianchi’ finisce sul grande schermo: l’esempio più calzante è sicuramente The firm di Sidney Pollack (1993) che, in maniera quasi “profetica”, raccontava di uno studio legale specializzato nel costituire società off-shore. Panama Papers fornisce interessanti spunti di riflessione criminologica: sul rapporto tra etica ed affari, tra etica e famiglia e, soprattutto, sulla relazione tra criminalità organizzata e criminalità dei ‘colletti bianchi’ ( white collar crime ), ovvero sull’uso dei professionals (avvocati, notai, intermediari) da parte di evasori fiscali, criminali e mafiosi. In particolare, il film è efficace nello spiegare il meccanismo di creazione e funzionamento di una società off-shore, ossia registrata in una giurisdizione che offre una fiscalità agevolata, e in cui il sistema bancario richiede un livello molto basso o nullo di trasparenza sulla titolarità effettiva dei fondi. Nel raccontare queste storie, la sfida per il regista è quella di spiegare al grande pubblico un caso complesso e ricco di aspetti tecnici difficilmente comprensibili a chi non possiede un’adeguata preparazione finanziaria. Vi ricordate di Margot Robbie nella vasca da bagno che parla di mutui subprime? Qui i vostri professori di finanza sono Jürgen Mossack e Ramón Fonseca, interpretati rispettivamente da Gary Oldman e Antonio Banderas.

 

Nek, dal palco alla cattedra

MILANO Nek, dal palco alla cattedra Il cantante, che partecipa al Festival di Sanremo con il brano “Mi farò trovare pronto”, ha tenuto una lezione agli studenti del master in Comunicazione musicale, spiegando il valore di tornare all’Ariston in chiave promozionale e comunicativa. by Silvia Morelli | 01 febbraio 2019 « Nel corso della mia vita, ho trovato nella condivisione l’aspetto migliore per arrivare al traguardo che desidero »: si presenta così Filippo Neviani , in arte Nek , agli studenti del master in Comunicazione Musicale. L’artista, che parteciperà al Festival di Sanremo, è stato invitato da Gabriele Parisi e Giovanni D’Amico di iAM, docenti del master e manager dello stesso cantante, a tenere una lezione durante il laboratorio di Artist Management lo scorso 23 gennaio. Nek ha spiegato di occuparsi esclusivamente dell’aspetto compositivo e creativo, affidando invece ai manager Parisi e D’Amico, quest’ultimo ex alunno del Master, ogni altra situazione, come la gestione della sua immagine. Nek non pensava di tornare a Sanremo: « Credevo che non mi servisse, dato che sarà difficile fare meglio dell’ultima volta, dove sono uscito quasi vincitore ». Al Festival, « l’emozione è unica, ma allo stesso tempo è fondamentale vivere quest’esperienza con serenità, per non finire divorati da quel palco che amplifica pregi e difetti di chi vi sta sopra ». L’artista ha parlato anche del recente tour con gli amici Francesco Renga e Max Pezzali, frutto della “volontà di incontrarsi e condividere momenti importanti”, ricordando, ancora una volta, di come la condivisione stia alla base di ogni suo progetto.

 

Festival della Crescita fra cibo e impresa

Piacenza Festival della Crescita fra cibo e impresa Fa tappa alla Cattolica di Piacenza il progetto del sociologo Morace che unisce istituzioni, imprese e studenti. “Alimentare” inteso non solo come significato di valore per imprese e territori, ma anche come contesto ampio e diversificato dell’agroalimentare: forza e ricchezza dell’area geografica e specificità dell’Ateneo. Numerosi i workshop della giornata, con diversi momenti d’incontri e approfondimenti, e l’attiva partecipazione di esponenti della pubblica amministrazione e del mondo imprenditoriale che si sono confrontati sul tema della crescita. “L’obiettivo dell’iniziativa – ha spiegato l’organizzatore del tour Francesco Morace, di Future Concept Lab – è portare in tutta Italia l’idea che la crescita dipenda dall’incrocio tra Università, imprese e pubblica amministrazione”. I lavori sono stati aperti dal sindaco di Piacenza e dai presidi, la prof.ssa Annamaria Fellegara , preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, e dal prof. Marco Trevisan , preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Un importante contributo da aziende eccellenti del territorio, e di realtà come Credit Agricole Cariparma che sono intervenute su diversi temi, dalla finanza e responsabilità sociale a un Dialogo sul brand e i social , moderato dal prof. Daniele Fornari , docente dell’Ateneo piacentino. Daniele Fornari e Sebastiano Grandi , del corso di laurea magistrale in Food Marketing e strategie commerciali, che ha coinvolto attivamente gli studenti del corso di laurea che hanno partecipato al dibattito, sul tema dell’impresa di alimentare la crescita tra commercio e valori umani.

 

Sanremo, pop up di meraviglie

MUSICA Sanremo, pop up di meraviglie Il Festival è una perfetta macchina da televisione, una specie di scansione impiegatizia. Il carosello della memoria, il bianco e nero si illumina di colori HD, prezioso archivio delle belle canzoni non prime, ma vincenti, un ponte con il passato che arriva fino a qui: gustosa sintesi del sentire pop italiano. Di questo è fatto il terzo Festival di Carlo Conti : una perfetta macchina da televisione, una specie di scansione impiegatizia, tirata, veloce, a tratti una serialità che annoia. Anche la regia di Maurizio Pagnussat è un po’ ingessata e poco abituata al qui e ora del teatro: “Maria” gioca con i giganti dello sport, si nasconde dietro la pallavolista, la telecamera stringe stretto sul primo piano: peccato abbiamo perso un’occasione di fare show. Per chi vive di cultura e di eventi culturali Sanremo è un caleidoscopio di meraviglie, una macchina che la Rai riesce a tenere costantemente agile, veloce, nonostante un impegno enorme di persone, sei studi televisivi oltre all’Ariston, 40 giorni di lavoro per allestire, turni infiniti. Muoversi a Sanremo diventa complicato, si passa al metal detector da 10 punti di accesso, un enorme apparato di sicurezza: 274 telecamere di sorveglianza, non dentro il teatro, ma che garantiscono la sicurezza di chi vive in città. E sullo sfondo la Liguria, una città di mare chiusa tra le montagne, ristoranti e alberghi pieni, un volteggiare di leggerezza, l’Italia sembra lontana, con la sua politica i suoi problemi, almeno per qualche giorno dimentichiamoci della realtà e lasciamoci travolgere da uno spirito comunque festoso e carnevalesco.

 

Musica, dietro le quinte dei festival

Giovedì 5 settembre una open lecture del master in Comunicazione musicale su come funzionano e come sono cambiati gli eventi pop-rock. Ma la realtà va ben oltre la mitologia: la preparazione di un evento musicale, grande o piccolo, ha bisogno di un grande lavoro: una serie di azioni e di scelte molto concrete per permettere alla “magia” di materializzarsi. Valutato con gli standard odierni, fu un clamoroso flop: condizioni di fortuna per gli spettatori, perdite economiche insostenibili, una ricaduta disastrosa sul territorio, tanto che amministrazioni locali impedirono manifestazioni simili negli anni successivi. L’idea di dedicare una open lecture in Cattolica ai festival musicali, però, non ha a che fare con le celebrazioni storico/nostalgiche tipiche di questi anniversari. Il festival è uno dei modelli centrali dell’industria della musica e dell’intrattenimento: cercheremo di capire come si è evoluto questo modello nel corso degli anni e quali sono le sue caratteristiche attuali. Il dato da cui partire è che “festival” è diventato un termine ombrello per indicare tipologie di eventi musicali molto diversi tra loro. Un esempio, di qualche anno fa: il 28 agosto del 2009 gli Oasis litigarono furiosamente dietro le quinte di un festival a Parigi e si sciolsero.

 

Il Festival della televisione

Sanremo Il Festival della televisione Una breve guida per prepararsi alla settimana canora in scena sul palco dell’Ariston: giorni di maratona catodica durante i quali non si parlerà d’altro. Se ancora non ve ne siete accorti, nonostante la martellante campagna di promo on-air sui canali Rai, fra qualche giorno, come sempre da decenni, parte la “settimana di Sanremo”. Dal classico “Sanremo è Sanremo”, tautologia coniata in “epoca Baudo” e perfettamente calzante per spiegare il Festival (magari a uno straniero ignaro dell’inossidabile rito nazional-popolare), siamo passati alla formula ipotetica impiegata quest’anno per ironizzare un po’ sulle immagini di Claudio Baglioni che ruzzola dalla scalinata floreale. E ancora: Baglioni e il presunto “conflitto di interesse” con la società di Ferdinando Salzano, che gestirebbe dieci cantanti in gara più lo stesso direttore artistico (secondo Linkiesta e Striscia la notizia ). Quella che segue è una sintetica guida per arrivare preparati alla “settimana di Sanremo”: giorni di maratona catodica durante i quali, volentieri o recalcitranti, non parleremo né sentiremo parlare d’altro. Al di là del gioco dei vincitori e dei vinti, dietro ai numeri si nasconde una faccenda seria: il Festival ha costi molto elevati (si parla di 18 milioni di euro) e deve fare cassa coi grandi investimenti di sponsor e imprese. Docente di Storia dei media nella facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica #sanremo #canzone #televisione #festival Facebook Twitter Send by mail Print LA CATTOLICA A SANREMO Non solo svago e intrattenimento.

 

Il Festival cresce sui social

SPETTACOLO Il Festival cresce sui social Rispetto agli anni scorsi Sanremo è diventato un modo per trovare temi comuni di chiacchiera e di riflessione. Al piano di sotto in “Casa Sanremo” Giorgia Venturini , Giulia di Leo , Serena Cauzzi , Lorenzo Romandini ( nella foto in alto ), i quattro allievi sempre del team della scuola, aspiranti redattori, reduci da interviste al Grand Hotel des Anglais. Un prodigio di design oltre che la scena proprio per la realizzazione e la progettazione di una serie di impianti di fonica, di logistica, anche di relazione con il pubblico in sala. Eravamo in sala anche alla finale del 2015, dove lo show era molto calibrato sula diretta tv, oggi la tecnologia permette di valorizzare l’aspetto teatrale e in presenza del pubblico, possiamo nascondere i cameramen, pilotare macchine minuscole che si celano in pezzi della scena o tra l’orchestra. Da qui la scena monumentale, barocca, sembra davvero di stare davanti ad un monumento in una grande piazza italiana, come a Trinità dei Monti, al Vittoriano, al Colosseo, o a Venezia in San Marco, piazza del Campo a Siena o nell’anfiteatro di Lucca. Non smettono di fibrillare i social; per le prime tre puntate del festival si sono registrate e 13 milioni di interazioni con un aumento rispetto alla precedente edizione del 7%; la piattaforma che registra maggiore crescita è proprio Twitter, 100% in più di interazioni ogni singola serata, dati interessanti. Il Festival diventa conversazione, critica, un modo per trovare temi comuni di chiacchiera e di riflessione, polemizzando, parlando, stando insieme a consumare una birra e una pizza davanti al teleschermo.

 

Commedia dell'Arte, ecco la 12° edizione

L'edizione 2019 del Festival si compone di cinque spettacoli, di cui il primo, in programma martedì 15 ottobre, si terrà al Teatro Mina Mezzadri. Durante il percorso proposto dal Festival ,personaggi e maschere faranno rivivere antiche e diverse vicende che possono inscriversi nel nostro mondo contemporaneo, con storie e situazioni comiche e nel contempo drammatiche, in grado di far emergere amare riflessioni sulle radici contraddittorie della nostra cultura mediterranea. In aggiunta agli spettacoli, martedì 12 novembre alle 17.30 nel Foyer del Teatro Sociale, sarà proposta una conferenza-spettacolo sulla figura di Didone, a cura di Massimo Rivoltella , docente di Letteratura Latina. Queste rappresentazioni, che rievocheranno teatralmente la storia del Castello e della città di Brescia, prevedono un intervento finale di approfondimento da parte di guide specializzate, in collaborazione con Fondazione Brescia Musei. commediadellarte #teatro #festival # Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La sfida di Alimentare la crescita

piacenza La sfida di Alimentare la crescita La tappa piacentina del Festival della Crescita coinvolgerà giovedì 20 settembre la sede di Piacenza e gli studenti di Food Marketing. settembre 2018 Giovedì 20 settembre il Festival della Crescita riprende il Tour 2018 con la tappa di Piacenza , realizzata in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro. Un Festival ricco di incontri, workshop e convivi che, nell’arco dell’intera giornata presso l’ Aula Magna del Campus dell’Ateneo (in Via Emilia Parmense 84), saranno dedicati ad “Alimentare la Crescita”: un titolo che è anche un obiettivo chiaro e lungimirante. Riprendendo il titolo, “Alimentare” non viene inteso solo come significato di valore per imprese e territori, ma anche come contesto ampio e diversificato dell’agroalimentare: forza e ricchezza dell’area geografica e specificità dell’Ateneo. La “Crescita” troverà spazio anche in confronti dedicati a nuovi orizzonti e sfide, soprattutto per realizzare una crescita più umana “investendo sulle persone” : se ne parlerà, ad esempio, nel Dialogo con Francesco Cancellato (Direttore de Linkiesta), Manlio Ciralli (Adecco) e Roberto Pancaldi (Mylia). Nel pomeriggio, il workshop “L’impresa di alimentare la crescita tra commercio e valori umani” , curato dai docenti Daniele Fornari e Sebastiano Grandi e moderato da Cristina Lazzati (Direttore Mark Up), coinvolgerà attivamente gli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Food Marketing e Strategie Commerciali. La partecipazione agli appuntamenti del Festival è gratuita, con registrazione al sito: www.festivalcrescita.it #piacenza #crescita #festival Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Lingua e cultura araba, torna il Festival

milano Lingua e cultura araba, torna il Festival Dal 9 all’11 marzo la tre giorni internazionale di eventi dedicati a letteratura, poesia, fotografia e cinema di diversi Paesi. Interverrà la presidente Rai Monica Maggioni 01 marzo 2017 Gli Arabi e l’Europa: intrecci di lingue e culture è il tema della terza edizione del Festival internazionale della lingua e della cultura araba che animerà aule e chiostri di largo Gemelli dal 9 all’11 marzo. Fra le eminenti personalità accademiche del mondo arabo che animeranno il dibattito scientifico di questi giorni ricordiamo Mohammed Berrada, padre del romanzo marocchino moderno e Salah Fadl , professore emerito di letteratura araba e critica letteraria dell’Università di Ayn Shams del Cairo. Il secondo filone, più culturale e artistico, prevede la proiezione di un film in lingua originale con sottotitoli in italiano, la presentazione di una mostra fotografica, la lettura di poesie con accompagnamento musicale, un concerto di musica araba. Di grande rilievo artistico è la mostra fotografica dedicata a “Omar Sharif, il volto umano della transculturalità” che verrà presentata ( sabato 11 marzo alle 10.30 nell’aula Pio XI ) con l’intervento di Gihane Zaki , direttore dell’Accademia d’Egitto a Roma. Il primo è una lettura di poesie arabe con accompagnamento musicale con la partecipazione di Ahmad Yamani , Safaa Fathy e Emad Fouad (giovedì 9 marzo, Aula Magna, ore 20.30) . Chiuderà il Festival il concerto di musica araba con la cantante siriana Mirna Kassis e il suo gruppo musicale ( sabato 11 marzo, Aula Magna, ore 21 ).

 

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