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Il cinema in ospedale va al Festival

roma Il cinema in ospedale va al Festival L’esperienza di Policlinico Gemelli e Cattolica è sbarcata al Lido alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini , che ha annunciato un sostegno a queste sale. Presentato il cortometraggio di Andrea De Sica girato tra le corsie dell'ospedale. settembre 2017 Quella del Policlinico A. Gemelli è stata la prima vera sala cinematografica in un ospedale italiano. Aperta ad aprile 2016 all’ottavo piano dell’ospedale grazie al sostegno di The Walt Disney Company Italia e alla generosità di migliaia di persone, è un progetto voluto da MediCinema Italia Onlus e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Ora il progetto del cinema in ospedale e della cinematerapia prende piede in altre realtà italiane. Il ragazzo è troppo timido per farsi avanti, e allora viene in suo aiuto una notte, materializzandosi nella sua camera l'Eroe da film (Christian de Sica, zio di Andrea), che gli continuerà a dare consigli su come agire anche dal grande schermo durante una proiezione in ospedale. Le principali applicazioni del metodo MediCinema prevedono, al momento, l’area pediatrica e dell’età evolutiva, compresa l’interazione familiare, i pazienti chirurgici e oncologici, la clinica riabilitativa nei deficit mentali e quella terapeutica relativa a psicosi, disturbi dell’umore e l’area delle disabilità.

 

Missione, a Brescia il primo Festival

EVENTO Missione, a Brescia il primo Festival Quattro giorni di conferenze, concerti, mostre, flash mob promossi da Missio (Cei), Conferenza degli istituti missionari e diocesi di Brescia. Un’iniziativa promossa dalla Conferenza degli Istituti missionari italiani (Cimi), dalla Fondazione Missio della Conferenza episcopale italiana, e dalla diocesi di Brescia, con il coordinamento operativo del Centro missionario diocesano». Dopo la messa di apertura, la serata di giovedì 12 ottobre sarà dedicata a testimonianze missionarie in una ventina di parrocchie di Brescia e dintorni, e in alcuni monasteri di clausura. Venerdì 13 ottobre tre tavole rotonde, tutte ospitate nella sede di via Trieste dell’Università Cattolica , offriranno contenuti dedicati in particolare a missionari, delegati dei Centri missionari diocesani e studenti. Alle 17 chiuderà il pomeriggio in via Trieste l’appuntamento sul protagonismo delle donne nell’evangelizzazione, con l’intervento della professoressa Lucetta Scaraffia , giornalista, scrittrice e docente di Storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma. La sera di venerdì il Festival proporrà un grande evento alla presenza del cardinale Luis Antonio Tagle , arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, e di nomi noti del mondo dello spettacolo. Il tutto mentre in una chiesa del centro si terrà, per l’intera durata del Festival, l’adorazione eucaristica permanente, a indicare il primato di Dio che rende possibile la missione anche quando essa appare impossibile.

 

Il mio primo Sanremo

SPETTACOLO Il mio primo Sanremo Il Festival raccontato, da dietro le quinte del grande circo dell’informazione, dalla nostra inviata della Scuola di Giornalismo, alle prese con sala stampa, interviste e giornate infinite. La sala è enorme, con lunghe file di banchi: sembra un po’ di essere a scuola, solo che qui si lavora molto di più. È tutto un ticchettio di tastiere di computer, ci sono telecamere e microfoni ovunque, blocchi di carta stampata a non finire, e in sottofondo la parlata ininterrotta dei giornalisti radio, il rumore dei passi avanti e indietro di chi si attacca al telefono alla disperata ricerca di un’intervista esclusiva. La prima comincia alle 12.30 ed è quella con i conduttori, che rispondono di quanto avvenuto nella serata precedente e anticipano ciò che accadrà nella successiva. E poi ci sono le conferenze dal vivo, quelle con i cantanti: in quel caso è tutto uno sciame di telecamere, microfoni, giornalisti urlanti che corrono a prendersi la pole position per poter riprendere al meglio la scena. Ma il momento più sentito, niente da fare, è stato quando Baglioni e Fiorello hanno cantato “E tu”: il lavoro in sala stampa si è sostanzialmente interrotto per quel lasso di tempo. Una canzone è davvero potente se sa rubare l’attenzione in questo modo, soprattutto se sono passati più di 40 anni da quando si è fatta ascoltare per la prima volta.

 

Il Festival cresce sui social

SPETTACOLO Il Festival cresce sui social Rispetto agli anni scorsi Sanremo è diventato un modo per trovare temi comuni di chiacchiera e di riflessione. Al piano di sotto in “Casa Sanremo” Giorgia Venturini , Giulia di Leo , Serena Cauzzi , Lorenzo Romandini ( nella foto in alto ), i quattro allievi sempre del team della scuola, aspiranti redattori, reduci da interviste al Grand Hotel des Anglais. Un prodigio di design oltre che la scena proprio per la realizzazione e la progettazione di una serie di impianti di fonica, di logistica, anche di relazione con il pubblico in sala. Eravamo in sala anche alla finale del 2015, dove lo show era molto calibrato sula diretta tv, oggi la tecnologia permette di valorizzare l’aspetto teatrale e in presenza del pubblico, possiamo nascondere i cameramen, pilotare macchine minuscole che si celano in pezzi della scena o tra l’orchestra. Da qui la scena monumentale, barocca, sembra davvero di stare davanti ad un monumento in una grande piazza italiana, come a Trinità dei Monti, al Vittoriano, al Colosseo, o a Venezia in San Marco, piazza del Campo a Siena o nell’anfiteatro di Lucca. Non smettono di fibrillare i social; per le prime tre puntate del festival si sono registrate e 13 milioni di interazioni con un aumento rispetto alla precedente edizione del 7%; la piattaforma che registra maggiore crescita è proprio Twitter, 100% in più di interazioni ogni singola serata, dati interessanti. Il Festival diventa conversazione, critica, un modo per trovare temi comuni di chiacchiera e di riflessione, polemizzando, parlando, stando insieme a consumare una birra e una pizza davanti al teleschermo.

 

Guarda Sanremo e conoscerai l'Italia

Riconoscendo che il Festival è da sei decenni il termometro con cui misurare la temperatura del Paese e la colonna sonora del nostro sentirci nazione. febbraio 2018 di Giuseppe Lupo * Sarebbe una banalità se dicessi che il Festival di Sanremo possiede una capacità seduttiva in grado di coinvolgere qualsiasi individuo, ma voglio correre ugualmente questo rischio: è una manifestazione a cui nessuno, almeno nella serata finale, riesce a opporre resistenza. L’Italia delle bianche colombe, dei papaveri e delle papere (una nazione un po’ ingenua, ma anche sofferente per questa finta ingenuità che le circostanze impongono) finisce quando comincia quella tumultuosa delle manifestazioni operaie dell’autunno caldo e dell’ austerity . E non di rado è accaduto che nei ritornelli più bistrattati, quelli dove troppo facilmente circolavano parole di una quotidianità logora e incolore, sia transitata la vita degli individui destinati a rimanere numeri adatti alle statistiche. Eppure anche da lì è transitata la colonna sonora che per noi italiani ha significato sentirci nazione, sentirci dentro una memoria che si è fatta patrimonio di tutti. Ma il momento più sentito, niente da fare, è stato quando Baglioni e Fiorello hanno cantato “E tu”: il lavoro in sala stampa si è sostanzialmente interrotto per quel lasso di tempo. Una canzone è davvero potente se sa rubare l’attenzione in questo modo, soprattutto se sono passati più di 40 anni da quando si è fatta ascoltare per la prima volta.

 

Lingua e cultura araba, torna il Festival

milano Lingua e cultura araba, torna il Festival Dal 9 all’11 marzo la tre giorni internazionale di eventi dedicati a letteratura, poesia, fotografia e cinema di diversi Paesi. Interverrà la presidente Rai Monica Maggioni 01 marzo 2017 Gli Arabi e l’Europa: intrecci di lingue e culture è il tema della terza edizione del Festival internazionale della lingua e della cultura araba che animerà aule e chiostri di largo Gemelli dal 9 all’11 marzo. Fra le eminenti personalità accademiche del mondo arabo che animeranno il dibattito scientifico di questi giorni ricordiamo Mohammed Berrada, padre del romanzo marocchino moderno e Salah Fadl , professore emerito di letteratura araba e critica letteraria dell’Università di Ayn Shams del Cairo. Il secondo filone, più culturale e artistico, prevede la proiezione di un film in lingua originale con sottotitoli in italiano, la presentazione di una mostra fotografica, la lettura di poesie con accompagnamento musicale, un concerto di musica araba. Di grande rilievo artistico è la mostra fotografica dedicata a “Omar Sharif, il volto umano della transculturalità” che verrà presentata ( sabato 11 marzo alle 10.30 nell’aula Pio XI ) con l’intervento di Gihane Zaki , direttore dell’Accademia d’Egitto a Roma. Il primo è una lettura di poesie arabe con accompagnamento musicale con la partecipazione di Ahmad Yamani , Safaa Fathy e Emad Fouad (giovedì 9 marzo, Aula Magna, ore 20.30) . Chiuderà il Festival il concerto di musica araba con la cantante siriana Mirna Kassis e il suo gruppo musicale ( sabato 11 marzo, Aula Magna, ore 21 ).

 

Sanremo, pop up di meraviglie

MUSICA Sanremo, pop up di meraviglie Il Festival è una perfetta macchina da televisione, una specie di scansione impiegatizia. Il carosello della memoria, il bianco e nero si illumina di colori HD, prezioso archivio delle belle canzoni non prime, ma vincenti, un ponte con il passato che arriva fino a qui: gustosa sintesi del sentire pop italiano. Di questo è fatto il terzo Festival di Carlo Conti : una perfetta macchina da televisione, una specie di scansione impiegatizia, tirata, veloce, a tratti una serialità che annoia. Anche la regia di Maurizio Pagnussat è un po’ ingessata e poco abituata al qui e ora del teatro: “Maria” gioca con i giganti dello sport, si nasconde dietro la pallavolista, la telecamera stringe stretto sul primo piano: peccato abbiamo perso un’occasione di fare show. Per chi vive di cultura e di eventi culturali Sanremo è un caleidoscopio di meraviglie, una macchina che la Rai riesce a tenere costantemente agile, veloce, nonostante un impegno enorme di persone, sei studi televisivi oltre all’Ariston, 40 giorni di lavoro per allestire, turni infiniti. Muoversi a Sanremo diventa complicato, si passa al metal detector da 10 punti di accesso, un enorme apparato di sicurezza: 274 telecamere di sorveglianza, non dentro il teatro, ma che garantiscono la sicurezza di chi vive in città. E sullo sfondo la Liguria, una città di mare chiusa tra le montagne, ristoranti e alberghi pieni, un volteggiare di leggerezza, l’Italia sembra lontana, con la sua politica i suoi problemi, almeno per qualche giorno dimentichiamoci della realtà e lasciamoci travolgere da uno spirito comunque festoso e carnevalesco.

 

Studenti Stars diventano critici musicali

brescia Studenti Stars diventano critici musicali Per venti allievi della prima edizione del Workshop in Critica musicale della sede bresciana dell’Ateneo, esperienza sul campo al Festival Pianistico internazionale di Brescia e Bergamo . Per alcuni di loro diventa addirittura oggetto di studio, con il sogno di farne una professione: quella di critico musicale. Come faranno venti allievi dello Stars , grazie alla collaborazione dell’Università Cattolica con il Festival Internazionale Pianistico di Brescia e Bergamo , una delle più prestigiose manifestazioni musicali a livelllo mondiale, che unisce le due città lombarde nel nome della grande musica. Per gli studenti della Cattolica si apriranno le porte del Festival per sperimentare sul campo le tecniche della critica musicale. I partecipanti sono studenti del corso di laurea Stars, selezionati dai curricula in Ideazione e produzione per i media e lo spettacolo e Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale» spiega la professoressa Carla Bino , a cui si deve l’idea iniziale del progetto. I ragazzi coinvolti sono iscritti alla prima edizione del Workshop didattico in Critica musicale , - tenuto dal professor Enrico Girardi e attivato dall’Università a partire dal 27 aprile in collaborazione col Festival Internazionale Pianistico di Brescia e Bergamo, quest’anno incentrato sul tema “Beethoven e Napoleone” . Nel corso della mia carriera ho imparato molte cose direttamente sul campo, facendole» racconta il professor Girardi, critico musicale di trentennale esperienza.

 

Teatro antico, giovani attori a San Lorenzo

MILANO Teatro antico, giovani attori a San Lorenzo Gli spettacoli vincitori della prima edizione del Festival Thauma rivolto alle scuole superiori di tutta Italia saliranno sul palco del Teatro San Lorenzo alle Colonne di Milano con tre grandi capolavori della drammaturgia classica. Teatro Antico In Scena (che dal 2012, in collaborazione con l’Università Cattolica, anima questo teatro con l’intento di far emergere, nel cuore storico della città, quanto sia ancora significativo, seducente e attuale questo antico repertorio teatrale, promuovendo occasioni di formazione e di spettacoli ( si veda qui ). Proponendo in scena questi tre spettacoli nel Teatro San Lorenzo alle Colonne c’è la volontà di dare luce al prezioso lavoro di formazione teatrale, sommerso e silenzioso, che tradizionalmente avviene in numerose scuole superiori italiane, quale segno di una eccellenza educativa. Si segnala l’intenzione di presentare i tanti volti del mito di Medea via via interpretati da attrici differenti attraverso la trasmissione di un oggetto simbolico, una collana capace di rendere unitario l’accostamento di episodi diversi. novembre ore 20.30 ADELPHOE di Terenzio Liceo Giosuè Carducci di Milano (II classificato Festival THAUMA 2015) Lo spettacolo propone un’originale riscrittura del testo terenziano che intreccia le vicende sentimentali di due fratelli complicate dalla severità di un padre tradizionalista. La regia attualizza in forma moderna, con qualche cedimento di stampo televisivo, la pratica di contaminazione del teatro terenziano, con una buona capacità di valorizzare molte presenze attorali. Nella scena di apertura, la regia universalizza il tema della prigionia di guerra presentando un efficace lamento corale di prigioniere africane, in cui sono riconoscibili riferimenti alla contemporaneità, ma in una dimensione efficacemente extra-temporale e pertanto poetica.

 

Poetry slam per Geco e Asa

Brescia Poetry slam per Geco e Asa La sede di Brescia partecipa al Festival Supernova, nel cuore della città, promuovendo, con una performance sonora, il corso di laurea in Gestione dei contenuti digitali e l’Alta Scuola per l’Ambiente. E' quanto si potrà vedere e ascoltare nel corso del Festival Supernova, in programma sabato 1° ottobre nel cuore della città, nello stand posto in corso Zanardelli, di fronte al Teatro Grande. I tre performer generano materia sonora, semantica, significante e asignificante, estrapolata da testi scientifici redatti dall’Alta Scuola dell’Ambiente dell’Università Cattolica, dilettandosi con i diversi registri linguistici, mentre la tecnologia, usata come moderno utensile creativo, scompone e ricompone la sintassi e il ritmo riportandoci alla sperimentazione linguistica d’avanguardia dadaista. Le tecnologie al servizio di una creatività che si fonda sulla tradizione umanistica, concetto riassunto perfettamente da Tristan Tzara in una sua celebre frase: “Not the old, not the new, but the necessary”. È narratore e cantante nella Spleen Orchestra, band di culto nel suo genere, che ha co-fondato nel 2009 e che ripropone le musiche e le atmosfere dei film di Tim Burton. Nel 2005, per una fortuita coincidenza, entra nel grande mondo del poetry slam grazie a Lello Voce che lo porta con sé in giro per l'Italia. Compositore, musicista e sound designer orientato verso il processo creativo live, incontra nel 1999 il sassofonista Luc Rebelles che gli propone una ricerca musicale sull’interazione tra strumenti tecnologi e musica improvvisata dal vivo dai jazzisti dell’epoca.

 

Giustizia e letteratura al Festival del diritto

by Velania La Mendola | 16 settembre 2016 L’edizione 2016 del Festival del Diritto , in calendario a Piacenza dal 23 al 25 settembre , di cui l’Università Cattolica è uno degli enti promotori, è dedicata al tema della " Dignità ". Intervengono Alessandra Ballerini , Emanuele Maffi, Alessandra Ballerini , già avvocata di strada a Genova, racconterà la migrazione di persone che abbandonano la propria terra di origine, devastata dalla guerra, per inseguire il sogno di una vita migliore in altre zone del mondo. Scopo dell’incontro è riflettere sulla non autosufficienza sotto diverse prospettive: quella costituzionalistica, che muove dal presupposto di uno stato sociale sempre più in crisi; quella civilistica, che si sofferma sull’amministrazione di sostegno; quella pratica, che considera il ruolo del magistrato rispetto all’esigenza di effettività della tutela del non autosufficiente. Di Seguito quelle promosse da Caffexpo , a cura del Centro di Ricerca per lo sviluppo sostenibile Opera, Alta Scuola di dottorato Agrisystem, Università Cattolica di Piacenza e Associazione Piace Cibo Sano. settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ - CONSUMO DI CIBO: LA DIGNITÀ DI UNA SCELTA CONSAPEVOLE NEL MERCATO ODIERNO Coordina il professor Ettore Capri . Intervengono Miriam Bisagni, Antonia Corini, Agostino Macrì, Donatello Sandroni, Marco Trevisan 24 settembre 2016 - 17.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL MONDO VEGETALE: IL RAPPORTO CONTROVERSO DELL’UOMO CON LE PIANTE coordina il professor Ettore Capri. Intervengono Matteo Andreozzi, Miriam Bisagni, Roberto Defez, Beatrice La Porta, Marco Trevisan 25 settembre - 11.30 Portici di Palazzo Gotico CAFFEXPÒ – LA DIGNITÀ DEL RUOLO DEGLI SCIENZIATI coordina il professor Ettore Capri .

 

Lo Stars tra le stelle di Venezia

BRESCIA Lo Stars tra le stelle di Venezia Due studenti della laurea in Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo della sede di Brescia hanno fatto parte della Giuria Classici della 73esima Mostra del Cinema e hanno postato sui social media il Festival visto da loro. Si è appena conclusa l'esperienza degli studenti della sede di Brescia Lia Cocca e Francesco Soliani , che hanno partecipato alla 73° Mostra del Cinema di Venezia. Già da qualche anno due studenti del corso di laurea triennale Stars hanno la possibilità di vivere il festival del cinema più antico del mondo nella veste privilegiata di giurati della sezione Classici. Il loro compito è quello di segnalare un film restaurato per una sua nuova uscita nelle sale e un documentario sul mondo del cinema. Un'impresa non semplice quella della giuria, composta da 25 ragazzi provenienti da vari Dams italiani, che è stata guidata dal regista Roberto Andò ( Sotto falso nome , Viva la Libertà , Le confessioni ). L'anno scorso era stata premiata l'opera di Pasolini “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, q uest'edizione ha premiato “Break-up, l'uomo dei 5 palloni” di Marco Ferreri , un'opera che non ha mai visto la luce nella sua versione integrale. Grande soddisfazione dopo il ritorno a casa per i due studenti in trasferta al Lido, per quella che è stata un'esperienza professionale, oltre che umana, molto arricchente.

 

Sardegna, radiocronaca di un’isola

cattolicapost Sardegna, radiocronaca di un’isola Gli studenti della prima edizione del master Almed “Fare Radio ” hanno presentato al Festival Fru di Cagliari il programma “Occhio + Occhio” che racconta in quattro puntate una terra vista con gli occhi di giovani milanesi. Proprio in questa occasione, che si è tenuta a Cagliari dal 10 al 12 maggio, il master targato Almed e Università Cattolica del Sacro Cuore ha presentato in anteprima quattro produzioni realizzate dagli studenti in collaborazione con Rai Radio Cagliari. A presentare il progetto di fronte ai rappresentanti delle web radio universitarie sono stati il coordinatore didattico del master, insieme al tutor d’aula e di stage: Matteo Di Palma e Sara Franceschini . L’idea alla base di " Occhio + Occhio " (questo il nome del programma) è stata quella di creare un format in quattro puntate, ognuna col compito di rappresentare uno sguardo differente sull’isola, vista con gli occhi di giovani ragazzi di Milano. Una sfida e al tempo stesso un’opportunità, che ha permesso ai 19 allievi del master di produrre un programma commissionato da un’emittente nazionale, che sarà poi messo in onda su Rai Radio Cagliari. I 19 studenti, divisi in quattro gruppi, hanno messo a punto tutte le puntate occupandosi di ogni aspetto: dalla redazione alla stesura del format, dallo speakeraggio alle interviste fino alla registrazione in studio, il tutto coadiuvato dall’autore e regista Stefano Fozzi . Ogni anno il festival si svolge in una diversa città italiana dove ha sede la web radio di una delle 30 università associate.

 
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