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Più sostenibilità = più competitività

Piacenza Più sostenibilità = più competitività Lo scorso 16 novembre, a Piacenza, l'incontro dei 5 partner del progetto europeo FoodChains 4 EU . Il prof. Gabriele Canali è il referente italiano del progetto, in cui l'Emilia Romagna è l'unica regione a rappresentare il nostro Paese. novembre 2017 La Cattolica di Piacenza è parte di “ FoodChains 4 EU ”, progetto Europeo che coinvolge cinque Paesi ( Italia , Regno Unito , Paesi Bassi , Bulgaria e Romania ), già tutti caratterizzati da un solido e ampio settore alimentare che garantisce ai propri cittadini benefici economici e sociali. Tutti i Paesi partecipanti riconoscono che l’unica strategia possibile per mantenere la competitività sia concentrarsi sulla sostenibilità di questo settore, migliorandola. Per raggiungere questo obiettivo, autorità e università delle regioni coinvolte lavorano a stretto contatto con gli altri stakeholders presenti sul territorio, condividendo la propria esperienza nel campo dell’innovazione e della sostenibilità durante incontri e workshop . Basandosi su questo scambio di conoscenze ed esperienze, ogni regione potrà sviluppare un piano di azione che permetterà all’economia regionale di “creare” innovazioni sostenibili. Il professor Gabriele Canali , docente presso la sede di Piacenza, è il referente Italiano del progetto: il coinvolgimento della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza rende l’ Emilia-Romagna l’unica regione a rappresentare l’Italia in FC4EU.

 

Covid-19, i beni essenziali restano in tavola

Ma il Covid 19 lascia la sua traccia anche qui e ce ne accorgiamo dagli scaffali dei supermercati: farina e pasta che vanno a ruba, il lievito che non si trova, il rifornimento delle uova che va a rilento. In situazioni di emergenza economica il primo impatto sui consumi si ripercuote sulla scelta dei beni di acquisto: si acquistano le calorie più economiche, quelle cioè che derivano dai cereali: pane, pasta, farina. Tuttavia non ci sono dati che evidenzino l’effettiva carenza di questi beni: la logistica ha tenuto, si è trattato per ora di un problema di tempistiche di approvvigionamento dovute all’aumento, anche del 50%, dell’acquisto di certi prodotti». A compensazione di questa corsa all’acquisto, va evidenziato che tutta la filiera che fornisce ristorazione, catering e mense ha subito un grandissimo contraccolpo, che ha riguardato soprattutto prodotti di alta qualità e una parte della filiera del biologico. Che azioni ritiene più urgenti? «Va detto che la filiera alimentare, quella dei beni essenziali, è una delle poche che non si è fermata. Affinché ciò avvenga è essenziale che si agisca su due fronti, quello della logistica, ovvero della possibilità che le merci, prodotti e materie prime, continuino a circolare senza confini. E poi è indispensabile gestire il tema della mano d’opera agricola, che si basa su lavoratori stagionali, molti dei quali stranieri, che con la chiusura dei confini non possono raggiungere le aziende agricole e gli stabilimenti di trasformazione».

 

SAFE-food production management: prime lauree, in presenza

A parlare è Stefano Poni , coordinatore del corso di laurea triennale SAFE-Food production management , che laurea oggi i suoi primi 8 dottori, 5 italiani e 3 internazionali. Una sessione di laurea che segna un parziale ritorno alla normalità, con gli studenti e la commissione in presenza, con i parenti e gli amici ad assistere, tra qualche lacrima di commozione e i sorrisi che le mascherine non hanno saputo nascondere. Dopo le lauree in Economia e Giurisprudenza, anche la facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali ha dato la possibilità agli studenti di laurearsi in presenza, nel rispetto del protocollo di sicurezza. La giornata è proseguita con la seduta delle lauree magistrali in “ Scienze e tecnologie alimentari ”: alle 158 lauree di Economia e Giurisprudenze di luglio, si sommano le 41 di Scienze agrarie alimentari e ambientali. Grande anche la soddisfazione del preside di facoltà Marco Trevisan : «Sono felice che si sia tornati a laureare in presenza: è un segnale molto importante di ripresa e di fiducia. Ed è bello che i primi laureati in presenza dopo l’emergenza Covid 19 siano gli studenti della triennale SAFE, che hanno espresso performance eccellenti: stiamo pensando di dare uno sviluppo alla loro formazione internazionale attraverso l’implementazione di un curriculum in viticoltura ed enologia erogato completamente in lingua inglese. E per chi voglia proseguire con una formazione spiccatamente internazionale, a Cremona è attiva la nuova laurea magistrale in lingua inglese in “ Food processing: innovation and tradition ”».

 
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