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Amazzonia, patrimonio dell’umanità

attualità Amazzonia, patrimonio dell’umanità Proteggere la foresta è interesse di tutti e i pochi milioni stanziati dal G7 sono pannicelli caldi. Il Brasile è da tempo alla ricerca di risorse per spingere il proprio sviluppo economico e per alimentare la propria crescita demografica e, soprattutto con la nuova presidenza Bolsonaro, sostiene di avere tutto il diritto di farlo in Amazzonia senza alcun vincolo perché si tratta di territorio esclusivamente brasiliano. Tuttavia il governo brasiliano non considera l’unicità della foresta amazzonica e l’importanza per l’intera biosfera di quella che è un vero e proprio patrimonio mondiale dell’umanità che, come tale, andrebbe protetto e conservato. La foresta amazzonica infatti è un vero e proprio scrigno di biodiversità: tra tutti gli ecosistemi terrestri è quello che racchiude il numero più alto di specie viventi, molte delle quali ancora sconosciute al punto che si scopre una nuova specie ogni due giorni. Forse tra queste nuove specie si cela quella dalla quale potremo ottenere il farmaco per curare qualche importante malattia: possiamo permetterci di perdere tale ricchezza? L’Amazzonia, poi, è il più grande serbatoio di carbonio organico terrestre. Si tratta dunque di una quantità ingente di gas climalteranti, oltre che di gas e particelle inquinanti, che andranno ad avere conseguenze globali. È dunque anche per questo che dovremmo fare il massimo possibile per conservare questo importante ecosistema e offrire al Brasile e alle popolazioni locali un aiuto concreto per realizzare un modello di sviluppo che sia sostenibile, nel loro e nel nostro interesse.

 

Amazzonia, in fiamme il nostro futuro

attualita' Amazzonia, in fiamme il nostro futuro Oltre all’enorme quantità di CO2 liberata, gli incendi bruciano la foresta primaria che non si ricreerà più. agosto 2019 La foresta amazzonica è la più grande del mondo, con i suoi 5,5 milioni di kmq. Da sola produce circa il 20% dell’ossigeno della Terra e assorbe ogni anno circa 2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica . Una ricchezza che sta andando in fumo ormai da mesi e gli scienziati di tutto il mondo lanciano l’allarme perché tra gennaio e agosto 2019 si sono verificati 72mila incendi contro i 40mila dello stesso periodo del 2018, con un aumento dell’83%. La foresta diventa un formidabile immettitore di CO2 nell’atmosfera, come se fosse un enorme gruppo di ciminiere, aggravando in questo modo l’effetto serra». Però è certo che se distruggiamo anche solo un ettaro di foresta primaria, non ricrescerà più; avremo una foresta secondaria che sarà solo una pallida copia di quella primaria. Quella che abbiamo ora non si riformerà più perché si è creata in condizioni che ora non ci sono più. La foresta che rinascerà avrà caratteristiche diverse, una ricchezza di specie inferiore e anche le stesse piante avranno un’altezza non più 40-50 metri, ma arriveranno solo a 20-25 metri.

 
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