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La radio alla ricerca di nuovi format

Marco Pontini, ha ricordato il successo del concerto organizzato a Malta da Radio Italia venerdì 4 ottobre, che ha messo insieme artisti di fama nazionale con un pubblico di 30 mila persone (di cui 8 mila italiani), con una notevole ricaduta economica sul territorio. Marco Maccarini, presentatore del concerto, consapevole di un raffinato, paziente e impegnativo lavoro, ha parlato della risonanza sui social anche nei giorni successivi. È ovvio che la conduzione dal palco è diversa da quella radiofonica o televisiva ma questa esperienza è stata utile nel gestire il concerto in due lingue, italiano e inglese, e nel tradurre in diretta televisiva gli interventi degli artisti». Martino Clericetti, laureato in filosofia in Cattolica, ha confermato che l’esperienza in radio è fondamentale nel campo nella comunicazione, anche per chi poi fa conduzione in tv. Prova ne è che il fatturato del mercato radiofonico è in leggera crescita, a fronte del calo delle tv e della carta stampata. Si parla di “radio di flusso” in antitesi alla tradizionale “radio a programmi” per indicare una radio sempre attiva che comunica direttamente ai suoi ascoltatori senza l’intermediazione e l’interfaccia dei programmi. Più sei, più fai, meglio è»: questo il consiglio lanciato agli studenti da chi ha raggiunto ottimi traguardi nel settore radiofonico.

 

Format italiani? No, non è la BBC

milano Format italiani? No, non è la BBC Secondo una ricerca condotta dal Certa per conto di Atp l’Italia solo il 5% dei titoli e delle ore in onda nel 2015 viene da idee originali italiane: il nostro Paese importa molti programmi e ne esporta pochissimi. L’intrattenimento come risorsa economica e culturale", condotta dal Centro di ricerca sulla televisione e gli audiovisivi (Certa) dell’Università Cattolica per conto dell’Associazione produttori televisivi (Apt), che è stata presentata lunedì 20 giugno al Pavillon Unicredit di Milano. Nel 2015, in Italia, sono stati realizzati 290 programmi di intrattenimento , per un totale di 13.850 ore di programmazione , con una particolare concentrazione sulla fascia pregiata del prime time . La produzione indipendente pesa ancora però troppo poco, soprattutto se valutata in termini di ore di prodotto originale: solo 4.344 ore di intrattenimento (il 31% del totale) sono realizzate da produttori indipendenti (contro un 69% di produzione interna ). Circa un quarto dei programmi di intrattenimento , e un quinto delle ore di programmazione dedicate al genere, è costituito da format , in gran parte di provenienza internazionale: solo il 5% dei titoli e delle ore in onda nel 2015, infatti, è di format originali italiani . Un modello che si riflette sulle potenzialità occupazionali del settore: è un sistema che rischia di generare precarietà, e soltanto la crescita del comparto potrà garantire una maggiore stabilizzazione dei modelli di impiego. PER APPROFONDIRE #tv #televisione #format # Facebook Twitter Send by mail Print L'EVENTO La ricerca è stata presentata il 20 giugno all’Unicredit Pavillon di Milano alla presenza del rettore dell'Università Cattolica Franco Anelli , del presidente Apt (Associazione produttori televisivi) Marco Follini e del direttore del Certa Aldo Grasso .

 

Sardegna, radiocronaca di un’isola

cattolicapost Sardegna, radiocronaca di un’isola Gli studenti della prima edizione del master Almed “Fare Radio ” hanno presentato al Festival Fru di Cagliari il programma “Occhio + Occhio” che racconta in quattro puntate una terra vista con gli occhi di giovani milanesi. Proprio in questa occasione, che si è tenuta a Cagliari dal 10 al 12 maggio, il master targato Almed e Università Cattolica del Sacro Cuore ha presentato in anteprima quattro produzioni realizzate dagli studenti in collaborazione con Rai Radio Cagliari. A presentare il progetto di fronte ai rappresentanti delle web radio universitarie sono stati il coordinatore didattico del master, insieme al tutor d’aula e di stage: Matteo Di Palma e Sara Franceschini . L’idea alla base di " Occhio + Occhio " (questo il nome del programma) è stata quella di creare un format in quattro puntate, ognuna col compito di rappresentare uno sguardo differente sull’isola, vista con gli occhi di giovani ragazzi di Milano. Una sfida e al tempo stesso un’opportunità, che ha permesso ai 19 allievi del master di produrre un programma commissionato da un’emittente nazionale, che sarà poi messo in onda su Rai Radio Cagliari. I 19 studenti, divisi in quattro gruppi, hanno messo a punto tutte le puntate occupandosi di ogni aspetto: dalla redazione alla stesura del format, dallo speakeraggio alle interviste fino alla registrazione in studio, il tutto coadiuvato dall’autore e regista Stefano Fozzi . Ogni anno il festival si svolge in una diversa città italiana dove ha sede la web radio di una delle 30 università associate.

 
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