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Un’aula virtuale grande come il Paese

Valentina , di Schiavi di Abruzzo, e Rebecca , di Paullo, raccontano le loro giornate da studenti digitali della Cattolica by Katia Biondi e Paolo Ferrari | 09 marzo 2020 «Sono tornata al mio paese, Schiavi di Abruzzo, il 23 febbraio perché le lezioni sono state sospese. Valentina Bottone (nella foto a sinistra) , ventenne al secondo anno di Economia delle imprese e dei mercati alla facoltà di Economia del campus di Milano, racconta così i primi giorni successivi alla decisione delle autorità di bloccare le lezioni universitarie. Inevitabile la decisione di tornare a casa e di attendere che si mettesse in moto la macchina della formazione a distanza, già sperimentata in Università Cattolica da molti anni a supporto della didattica tradizionale. Come Silvia, molti altri suoi compagni di corso sparsi in tutta Italia, ognuno virtualmente è parte di una comunità chiamata a seguire i corsi online sulla piattaforma di Learning System Management d’Ateneo in tempi di Coronavirus. Stessa sensazione anche per Rebecca Galateo , 21 anni di Paullo (Mi), al terzo anno del corso di laurea in Economia dei mercati e degli intermediari finanziari alla facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative . Noi ci colleghiamo tutti alla stessa ora a Ultra Collaborate di Blackboard e l’aula si trasforma in un’aula virtuale, nel senso che siamo tutti connessi in contemporanea e possiamo interagire in tempo reale, possiamo fare domande, possiamo intervenire, possiamo chiedere di rispiegare ciò che non abbiamo capito. Qualche disguido c’è stato la prima settimana perché nessuno si aspettava una cosa del genere ma dal momento che i professori si sono fatti dare più ore di lezione nel corso della settimana, siamo riusciti a fare quanto era previsto».

 

Se la teledidattica ci interroga sul nostro insegnamento

Piacenza Se la teledidattica ci interroga sul nostro insegnamento Il pedagogista Pierpaolo Triani , alle prese come molti colleghi con le varie modalità di e-learning , propone una riflessione sul senso dell’insegnare. Leggo negli studenti desiderio di contatto, di adulti che sappiano ‘esserci’, anche a distanza» 13 marzo 2020 di Pierpaolo Triani * Tutti noi (forse è meglio dire quasi tutti) che siamo impegnati nell’insegnamento siamo alle prese con un vero ribaltamento delle nostre abitudini e delle nostre sicurezze. Non lo nascondiamo, ci manca l’aula, ci manca il contatto, la possibilità di guardare negli occhi, di cogliere nello sguardo la comprensione e l’incomprensione; di assaporare la gioia del capire e l’interesse del ricercare, che si intrecciano con la noia e il disinteresse. Avvertiamo che manca qualcosa, sentiamo dagli stessi studenti che hanno bisogno di qualcosa di diverso. Hanno bisogni di sentirsi ‘pensati’, stimolati, sollecitati; di avere la possibilità di interagire con una voce che chiarifica e rilancia; di poter fare domande dal vivo; di poter sentirsi in compagnia di altri; di poter raccontare quello che stanno facendo e vivendo. Mi sembra così che si mostri con ancora più chiarezza quello che abbiamo sempre saputo, ma che non poche volte tendiamo a dimenticare. Leggo negli studenti desiderio di contatto, di incontro, di adulti che sappiano ‘esserci’, anche a distanza.

 

La scuola (non) è finita

Podcast La scuola (non) è finita Tra annunci di “liberi tutti” e investimento sulla formazione a distanza, l’anno scolastico non può e non deve considerarsi concluso. L’intervento del professor Pier Paolo Triani su come l’emergenza Coronavirus ha cambiato le carte in tavola by Sabrina Cliti | 16 aprile 2020 Mancano ancora più di due mesi al taglio del traguardo finale. Parliamo della scuola che l’emergenza Coronavirus ha trasformato in tempi record, allestendo ambienti virtuali in cui l’apprendimento non si è mai fermato. Le lezioni online proseguiranno nei prossimi mesi, così come le attività di studio e di valutazione. Ma al di là delle nuove modalità adottate, la scuola non è certo finita, dato che il suo senso va al di là delle aule e dei banchi, il senso è quello di aiutare le persone a crescere e questo indubbiamente permane». Ne è convinto il professor Pier Paolo Triani , pedagogista della facoltà di Scienze della formazione, campus di Piacenza, che abbiamo intervistato. scuola #formazione a distanza #triani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Dopo il lavoro, a lezione su Blackboard

eCatt Dopo il lavoro, a lezione su Blackboard Gabriele Bondioni, laureando in Giurisprudenza, racconta le sue giornate di responsabile delle Aree finanziarie del Comune di Pisogne (Bs) e della Comunità Montana di Scalve (Bg). Storie di ordinaria quotidianità per Gabriele Bondioni , che dopo aver concluso il percorso triennale in Scienze dei servizi giuridici è ora iscritto al secondo anno della magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza al campus milanese dell'Università Cattolica. L’aspetto positivo è che localmente abbiamo potuto contare su un tessuto economico e sociale forte, fatto di aziende solide e che non hanno mai chiuso, avendo ricevuto il via libera alla produzione da parte della prefettura. Al contrario, una situazione emergenziale è andata creandosi nel settore dell’artigianato e dei negozi, così come per lo stesso Comune che, avendo sospeso l’attività di accertamento tributario, è l’ente che economicamente ha risentito maggiormente della situazione. Utili e funzionali, permettono anche ad uno studente lavoratore come me – impegnato professionalmente per circa 36 ore settimanali - di poter fare lezione la sera da casa o nel tempo libero, senza il rischio di rimanere indietro nel mio percorso di studi e utilizzando le ore rimanenti per preparare gli esami. A proposito di futuro, credi che l’esperienza lavorativa all’interno di istituzioni territoriali schierate in prima linea nella gestione dell’emergenza ti abbia lasciato qualcosa di utile per il domani? «Indubbiamente, anche se le idee in merito al mio futuro le ho abbastanza chiare. Una risorsa umana di grande importanza che negli ultimi anni qualcuno ha cercato di sminuire, per questo la mia tesi magistrale verterà sui decreti legislativi che hanno modificato il ruolo di una figura che dovrebbe essere valorizzata e non ridimensionata».

 

Internationalization at home, studiare e lavorare all’estero anche da casa

eCatt Internationalization at home, studiare e lavorare all’estero anche da casa L’emergenza Covid ha costretto a ricalibrare la proposta di esperienze e stage internazionali per gli studenti Unicatt. Ne è nata l’opportunità di programmare una serie di iniziative interamente a distannza che fanno Cv. Ecco le occasioni per l’estate by Paolo Ferrari | 22 maggio 2020 Summer program a distanza, stage internazionali in smart working, webinar, sportello virtuale . L’emergenza sanitaria ha inevitabilmente bloccato le partenze degli studenti Unicatt verso destinazioni internazionali ma non ha fermato le possibilità di fare esperienze, sia pure da remoto, in moltissimi Paesi del mondo. Il coronavirus, una volta gestiti i rientri degli studenti che si trovavano all’estero per programmi universitari o per internship e quelli che avrebbero dovuto partire, ha costretto Cattolica International ad affrontare l’emergenza. Discorso analogo per gli stage internazionali , dove gli studenti che sono dovuti rientrare anticipatamente hanno potuto proseguire il loro lavoro in smart working , da casa loro. Per l’estate sono stati calendarizzati Summer Program Online : sono già una trentina gli studenti che hanno confermato e le destinazioni maggiormente richieste sono le regine dei ranking internazionali, UC Berkeley, UCLA, Stanford University. Anche per questa tipologia di programmi abbiamo circa un centinaio di studenti che stavano svolgendo lo stage all’estero e, causa Covid, lo hanno terminato o lo termineranno da remoto e una trentina di studenti che svolgeranno invece lo stage internazionale da remoto quest’estate».

 

Il prorettore Sciarrone Alibrandi: le grandi occasioni formative estive dell'Ateneo

La professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Università Cattolica risponde a Radio 24 – Effetto giorno sull’andamento delle immatricolazioni e sull’esperienza dei percorsi estivi quest’anno in formula a distanza. Nonostante la situazione, gli Atenei, soprattutto del Nord, non sembrano perdere significativamente la capacità di attrarre studenti. Come sarà il futuro dei fuori sede? «La nostra Università accoglie numerosi studenti da tutta Italia e dell’estero. Per facilitare gli studenti, quest’anno prolunghiamo i tempi di iscrizione e apriamo a colloqui online: siamo rimasti molto piacevolmente sorpresi dalle tante domande per i collegi milanesi e piacentini». Le offriamo gratuitamente, come investimento sui giovani, sull’importanza per loro in questo momento più che mai, per accrescere le competenze, allargare lo sguardo». Un grande successo; in particolare la Summer School sul settore bancario e finanziario, che seguo direttamente ( International Summer School on Banking and capital markets law ) ha appena concluso la prima parte con cento partecipanti da tutto il mondo, facilitati dall’essere online, riscuotendo tanto apprezzamento». E ora riapre agli interessati, come il resto dei programmi estivi, sempre in modalità gratuita e a distanza, accessibile fino al 25 settembre .

 
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