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Il digitale può aiutarci a riscoprirci fratelli

Speciale "Fratelli tutti" Il digitale può aiutarci a riscoprirci fratelli Uno speciale per approfondire la Fratelli tutti , la nuova Lettera sulla fraternità e l’amicizia sociale del papa argentino. Le voci di alcuni docenti dell’Ateneo sul documento che raccoglie il pensiero sociale di Jorge Mario Bergoglio. Parla don Luca Peyron 23 ottobre 2020 «Francesco ci aiuta a distinguere tra connessione e relazioni, tra il bisogno di avere un pubblico e la necessità di avere un dialogo». Secondo don Luca Peyron , docente di teologia alla facoltà di Medicina e chirurgia, non si tratta di demonizzare il digitale ma di conoscerne limiti e opportunità. Nel podcast registrato per lo speciale dedicato all’enciclica “ Fratelli tutti ”, il teologo sottolinea che «il digitale ci può anche aiutare: il dialogo si alimenta solo della condivisione delle informazioni. In questo senso una condivisione centrata sulla verità e sulla condivisione fraterna è sostenuta e facilitata dalla trasformazione digitale, che può farci superare timidezze e barriere nella conoscenza reciproca e nel reciproco scambio, realizzando quell’interculturalità, quella connessione e fecondità dell’incontro tra i saperi che il papa auspica». Oltre a don Luca Peyron, sulla Lettera sulla fraternità e l’amicizia sociale - la terza di Jorge Mario Bergoglio - abbiamo chiesto ad alcuni docenti dell’Università Cattolica di proporre un commento dal punto di vista della loro sensibilità e delle loro competenze.

 

Francesco scrive all’umanità, perché siamo Fratelli tutti

La nuova enciclica Francesco scrive all’umanità, perché siamo Fratelli tutti Firmata per la prima volta lontano da Roma, ad Assisi, la nuova enciclica di Papa Francesco è ispirata alle parole del Poverello . Il commento di monsignor Claudio Giuliodori by Paolo Ferrari | 04 ottobre 2020 Una via semplice ed essenziale per un’umanità che, soprattutto dopo la pandemia, si è trovata spaesata: la fraternità. È il messaggio che papa Francesco lancia a tutto il mondo, consapevole che siamo Fratelli tutti . Così titola la nuova Lettera enciclica del Pontefice argentino, firmata, per la prima volta nella storia, lontano da Roma, ad Assisi, davanti all’altare di pietra della tomba del Santo, di cui il Papa ha voluto prendere il nome. Una cerimonia riservata, con poche persone e poche parole, ma con un messaggio carico di significato, perché con l’espressione tratta dalla sesta delle Ammonizioni del poverello di Assisi prende il via la lettera sulla fraternità e l’amicizia sociale ( il testo integrale ) . La sfida a cui guarda Papa Francesco è come vivere oggi da fratelli, perché, come dice nel primo capitolo, se non viviamo da fratelli, tutto rischia di essere distrutto: l’ambiente, le relazioni, la politica, l’economia, con un prezzo altissimo, soprattutto in termini di emarginazione, di ingiustizia e di scarto». Nell’ enciclica Fratelli tutti, critica il populismo - smentendo quanti lo hanno definito populista - e gli contrappone una politica “popolare” capace di “progettare qualcosa di grande a lungo termine” e di incarnare “un sogno collettivo”.

 
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