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Con FutureLab i giovani scrivono il Brescia Recovery Plan

Scuole superiori Con FutureLab i giovani scrivono il Brescia Recovery Plan Al via i laboratori del futuro con quattro scuole bresciane attivati da Opter. I risultati alla Notte dei ricercatori by Antonella Olivari | 20 ottobre 2020 Non ci possono essere idee di “prossima generazione” che non ascoltino e coinvolgano i giovani. Parte da questa convinzione la scelta di organizzare a Brescia dei FutureLab Giovani , percorsi condivisi e innovativi, che partono dal basso e rappresentano la via di un “ Brescia Recovery Plan ”. Il progetto, coordinato da Barbara Boschetti , docente di diritto amministrativo, insieme a Ivana Pais , docente di Sociologia economica, ha preso forma all’interno dell’ Osservatorio per il territorio (Opter) ed è contenuta nel progetto COM_PACT4Future , un patto di comunità per disegnare il Futuro della comunità e del territorio. Per costruire un Brescia Recovery Plan bisogna partire dai giovani – afferma Barbara Boschetti - ed ecco quindi i FutureLab che da subito coinvolgeranno le classi quarte di quattro scuole bresciane: l’Istituto Abba Ballini e l’Einaudi, i licei privati Carli e Luzzago. I risultati verranno raccontati durante “La Notte dei ricercatori ” che si svolgerà il 27 novembre in due momenti: la mattina verranno coinvolti i presidi delle scuole, mentre il pomeriggio toccherà agli studenti raccontare alla cittadinanza quanto emerso nei gruppi di lavoro. L’ultimo passo, quello che calerà nella concretezza il grande lavoro svolto, prevede invece la creazione di singole iniziative volte a mettere a terra gli scenari emersi durante l’attività di indagine.

 

FutureLab salva pianeta: ecco il Recovery Fund della Generazione Z

MEETMETONIGHT FutureLab salva pianeta: ecco il Recovery Fund della Generazione Z Studenti di scuole di Brescia, assieme ai docenti Unicatt Boschetti e Pais, hanno ideato progetti per usare la Next Generation Ue a difesa dell’ambiente. I risultati sono stati pubblicati durante la Notte dei Ricercatori. by Michele Nardi | 26 novembre 2020 Giovani sulla carta d’identità ma già pronti per far rinascere un paese con un tocco di verde. I ragazzi coinvolti nei FutureLab del progetto di ricerca COM_PACT4 FUTURE dell’Università Cattolica del Sacro Cuore hanno ben chiaro dove vogliono che vada il futuro: verso un mondo sostenibile e attento all’ambiente. Tutti hanno parlato solo di ambiente. Tutela delle api, gassificatori, sostegni per la creazione di nuove aree verdi. Continua a leggere su Huffington Post #futurelab #ambiente #recoveryfund #generazionez Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Uno sguardo sul futuro con Meetmetonight

NOTTE DELLA RICERCA Uno sguardo sul futuro con Meetmetonight Psicologia e musica, matematica e fisica, ambiente e sostenibilità, giovani e covid, scuola e dad, sono le tematiche che hanno animato il faccia a faccia con la ricerca di venerdì 27 novembre. Future be the change - Volgere lo sguardo verso il futuro è stata la prospettiva che ha unito i diversi contributi proposti, a partire da coloro che più di altri rappresentano il futuro: i giovani. Gli studenti ci hanno raccontato le loro preoccupazioni, le nuove sfide e il loro entusiasmo nei 15 video che hanno riassunto i Future Lab realizzati con quattro scuole bresciane: l’Istituto Abba Ballini e l’Einaudi di Chiari, i licei Carli e Luzzago. Il progetto è stato presentato da Barbara Boschetti , docente di diritto amministrativo e da Ivana Pais , docente di Sociologia economica, in dialogo con i presidi delle rispettive scuole che subito hanno accolto la sfida dell’Università Cattolica. Un grido forte e preoccupato è stato lanciato anche da Giacomo Gerosa , docente di fisica dell’ambiente, che ha invitato tutti a ridurre il consumo di carne per diminuire la distruzione del suolo perché “stiamo consumando molto di più di quello che il pianeta ci può dare”. Ha chiuso la partecipazione della Cattolica a Meetmetonight la psicologa Semira Tagliabue che ha presentato la ricerca Giovani&;Covid, uno studio condotto sui giovani per capire che impatto ha avuto su di loro il periodo di lockdown. La pandemia ha aggiunto una crisi alla crisi che solitamente attraversano e ci ha posti di fronte a un evento che ha mandato in crisi sia giovani che adulti.

 
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