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A lezione con Gomez e Corcione

by Elisa Belussi | 28 marzo 2019 Passione, impegno e adattamento sono tra i requisiti più importanti per la professione, soprattutto ora che l’informazione si spinge sempre più oltre i canoni tradizionali, abbandonando la carta a favore del web. Sapersi cimentare nei campi più disparati, mettersi in gioco e lavorare in squadra: caratteristiche fondamentali per Peter Gomez , direttore de ilfattoquotidiano.it, tra i primi ospiti del ciclo di incontri, introdotto da Gerolamo Fazzini del quotidiano Avvenire. Oggigiorno, infatti, l’informazione sta vivendo una fase in cui il giornalismo a stampa ha ancora un peso politico rilevante, ma la rete si sta facendo sempre più spazio, affiancata dalla televisione. Ovviamente, nel passaggio dalla dimensione cartacea all'online l’informazione cambia sfumatura, pubblico e contenuti: se il primo è fortemente identitario, il secondo è più eterogeneo, multisfaccettato, di semplice e rapida lettura. Open.online, diretto da Massimo Corcione e fondato da Enrico Mentana , è un giornale online che si pone l’obiettivo di coinvolgere i giovani nel vasto mondo dell’informazione, proponendo articoli e servizi brevi, interagendo ampiamente con i propri lettori tramite i social. Corcione interpreta il giornalista come una figura poliedrica, in grado di cogliere i tanti aspetti di una carriera sempre più multidisciplinare. Come i relatori hanno sostenuto durante l’incontro, per essere giornalista ormai non basta più saper scrivere, ma sapersi adattare con le diverse realtà del settore, proponendosi come un professionista a 360°, in grado di interfacciarsi con quante più realtà possibile.

 

A lezione di giornalismo sportivo

Brescia A lezione di giornalismo sportivo I giornalisti sportivi Gabriele Romagnoli e Giovanni Bruno – direttori di RaiSport e SKY Sport - hanno tenuto una lezione aperta agli studenti dello Stars. Protagonista l'informazione sportiva, agli studenti hanno detto: lavorate allargando i vostri orizzonti. by Roberta Angeli | 16 maggio 2017 Dal Giro d’Italia alla partita di calcio della domenica sera: è stato lo sport il protagonista assoluto di Ogni maledetta partita. Ospiti d’eccezione niente meno che i direttori delle due grandi testate televisive sportive di riferimento in Italia, RaiSport e SkySport: i giornalisti Gabriele Romagnoli e Giovanni Bruno. A metà tra i toni formali delle aule universitarie e le chiacchiere tra amici, l’incontro è stato moderato da Giorgio Simonelli , critico e storico della radio e della televisione, e l’occasione per gli studenti di ascoltare aneddoti e consigli da chi nel settore ci lavora da tutta una vita. Collaborate con diverse testate giornalistiche, lavorate tanto sui social e sul web, inventatevi situazioni diverse: non solo la testata a carta stampata o televisiva, lavorate allargando l’orizzonte». ha sottolineato Romagnoli - Se uno trova la propria voce, il proprio sguardo rispetto allo sport, alla politica… in seguito trova la sua strada».

 

Alla ricerca del futuro

Piacenza Alla ricerca del futuro Tra Millennials, generazione Y e generazione Z, il progetto " Sicurezza di futuro " promosso dal Comune di Piacenza con la supervisione scientifica della Facoltà di Scienze della formazione ha tracciato percorsi concreti per costruire il futuro desiderato. È questo l’obiettivo del progetto Sicurezza di Futuro , promosso dal Comune di Piacenza col sostegno della Regione Emilia Romagna e di cui la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Piacenza è stata referente scientifico. Giovedì 21 dicembre il salone monumentale di Palazzo Gotico nel centro di Piacenza ha ospitato l’evento conclusivo dell’iniziativa: ad accogliere gli studenti delle medie inferiori e superiori, la musica del cantautore piacentino Daniele Ronda ( nella foto a destra ). Giuseppe Magistrali , dirigente comunale dell’unità di progetto, ha tracciato un bilancio del progetto “Abbiamo una grande responsabilità – ha ricordato Magistrali - Non sono gli adulti, i tecnici, i politici, ma anche dei ragazzi. Se le condizioni materiali consentono loro di non preoccuparsi di sopravvivere, la loro paura più grande pare essere quella di sotto-vivere, ovvero di non poter scrivere una biografia personale e sociale che dia conto appieno del loro potenziale, dei loro desideri e delle aspirazioni di persone, studenti, lavoratori, cittadini”. In altri termini, l’impressione è quella di lavorare con ragazzi e ragazze che percepiscono di non poter costruire il loro futuro per i limiti strutturali del contesto, in senso fisico e temporale, in cui vivono. Come efficacemente ha sottolineato un operatore coinvolto in un focus group, si tratta di passare da una logica di costo ad una logica di investimento.

 

A Samo, per fare teatro e pedagogia

Brescia A Samo, per fare teatro e pedagogia È la storia del'educatorel 25enne Michele Senici, che nel campo profughi dell’isola greca ha avviato un progetto che usa il teatro come strumento funzionale ad interventi di pedagogia d’emergenza. L’esperienza di Michele Senici , laureato a pieni voti in Scienze dell’educazione alla Cattolica di Brescia, è una storia d’eccezione svolta in un contesto - quello del campo profughi dell’isola di Samo, situata ad un km dalle coste della Turchia - che per molti è sinonimo di quotidianità. Un’area in cui confluiscono bambini, ragazzi, uomini, donne e famiglie nati e cresciuti nel mezzo della guerra, con alle spalle un bagaglio di dolore, traumi e perdite. Vi rimane un mese, durante il quale lavora alla scuola Mazi, che in greco significa insieme , e il cui nome racconta di quella condivisione che ne anima l’intera attività. Una storia esemplare che ha il suo inizio in Italia, dove Michele lavora da anni come educatore professionale e ha fondato il marchio Pro Teatro . Tornerò» racconta Michele, all’indomani dalla discussione della sua tesi di laurea in cui racconta modalità ed esiti del progetto. Nel frattempo, per conoscere la sua storia e sostenere le iniziative della Onlus, è possibile mettersi in contatto con lui e Pro Teatro tramite i social network Facebook e Instagram.

 

Brescia, città dell'incontro e dell'educazione

Brescia Brescia, città dell'incontro e dell'educazione I 50 anni della sede bresciana dell’Università offrono lo spunto per raccontare la una sfida educativa che guarda al futuro. Questa è la sfida passata e attuale che l’Università Cattolica continua a raccogliere, ben consapevole di come il vantaggio competitivo dato dall’avere una laurea oggi non basti più, occorrono capacità e valori aggiunti”. Sul ruolo educativo rivestito dall’ateneo bresciano è d’accordo anche il sindaco Emilio del Bono : “Cinquant’anni di presenza dell’Università Cattolica a Brescia hanno lasciato il segno, in positivo. Quello dell’educazione è infatti un tema assai importante per una città come la nostra, in cui risiedono il maggior numero di immigrati regolari di oltre 150 diverse nazionalità diverse. Perché una città continui ad essere educata, abbiamo bisogno di enti ed agenti educatori che, a loro volta, necessitano di un percorso educativo eccellente”, ha infine concluso il primo cittadino. Resilienza è un termine di derivazione fisica - indica quei materiali che, anche se stimolati o sottoposti a pressione, non si deformano – che è poi stato mutuato dalle scienze sociali per indicare un tipo di persona o di realtà capace di superare indenne, reagendo, situazioni di criticità. E Brescia , impossibile dimenticarlo, dopo la strage di piazza della Loggia avvenuta in quel drammatico 28 maggio del 1974, è una città resiliente per eccellenza.

 

Career Day, parla Giovanni Rana

"Quando ero giovane io ogni mestiere era fatto da una persona, oggi per realizzare un prodotto occorrono figure professionali diverse e specializzate". Quando ho iniziato negli anni Sessanta mi occupavo personalmente della pasta e tre donne (di cui una era la mia fidanzata) preparavano il ripieno. Il messaggio è stato forte chiaro: per Giovanni Rana , uno dei leader mondiali del settore alimentare, re indiscusso di pasta fresca e tortellini, le idee e i sogni contano ancora. Già perché “le idee battono il capitale e la dimostrazione di questo l’ho avuta dal fatto che, di tante multinazionali, ne è rimasta una sola a competere nel mio settore”. Negli anni Ottanta, dopo uno straordinario successo ottenuto partendo praticamente dal nulla, l’azienda ha cominciato ad essere oggetto di contesa delle grandi industrie: Nestlè, Kraft, Barilla e Star iniziarono a buttarsi nella pasta fresca e alcune di quelle che si sono fatte avanti per acquistare la sua azienda. Ma io gli ho risposto di no. Mio figlio Gianluca stava finendo di studiare per venire a lavorare da me, aveva una grande passione ed era molto bravo. “Per il mercato statunitense produciamo tortelli da 80 gr l’uno e vasi di sugo tre volte grandi quelli che troviamo sui nostri scaffali in Italia, in Cina non apprezzano molto la carne ma amano i ripieni di verdure.

 

Università e lavoro, i consigli degli esperti

Stage e placement Università e lavoro, i consigli degli esperti Dieci professionisti di diversi settori lavorativi e imprenditoriali hanno incontrato gli studenti nel corso della prima edizione del Career Day della sede di Brescia. Gli studenti e i laureati di tutte le facoltà e corsi di laurea hanno incontrato recruiter e manager aziendali ed hanno presentato personalmente la propria candidatura. Mente aperta e propensione a fare nuove esperienze sono le attitudini fondamentali che gli studenti devono avere secondo Andrea Busato di Safilo Group: «Occorre essere pronti ai cambiamenti: quando il treno delle occasioni passa, bisogna accoglierlo e sopravvivere alle novità». Il consiglio di Lorenzo Dornetti di AGF Group, è invece quello di «partire sempre dalla realtà: oggi una posizione lavorativa su tre riguarda il settore Sales &; marketing, pertanto anche chi sta effettuando un percorso di studi diverso dovrà fare i conti con questo fattore». Sul “Dovere di sapere e il desiderio di conoscere” si è incentrato l’intervento di Stefano Scarpa che agli studenti ha detto: «Occorre crederci, impegnarsi e provarci ma evitate sempre le scorciatoie. Quello che ha fatto Adelaide Corbetta di Adicorbetta, unica donna fra i relatori, come ha tenuto a sottolineare, che ha incalzato gli studenti a studiare la grammatica, fondamentale nell’attività di comunicazione. carriera #orientamento #lavoro #futuro #aziende #careerday Facebook Twitter Send by mail Print LE TESTIMONIANZE Il Career Day della sede di Brescia dell'Ateneo è stato aperto dalle testimonianze di dieci professionisti e imprenditori , coordinati da Alberto Albertini , curatore dell’evento.

 

Un campus sempre più green

Brescia Un campus sempre più green La Cattolica è capofila di un progetto per l’incremento della sostenibilità ambientale sia nella sede universitaria che sul territorio. by Bianca Martinelli | 20 novembre 2018 Operare in termini di sviluppo sostenibile significa pensare a un processo multidimensionale che possa sopperire ai bisogni attuali, ma che limiti gli effetti dell’impatto ambientale che graverà sulle generazioni future. Un tema più che mai attuale e che la Cattolica, in virtù delle competenze multidisciplinari delle sue facoltà e della sua missione educativa, ha deciso di affrontare in sinergica collaborazione con enti e istituzioni della città. Si tratta di un progetto a cui stiamo lavorando da mesi, su un tema di cui la Cattolica si occupa già da tempo con l’Alta Scuola per l’Ambiente – ha introdotto il direttore di sede Giovanni Panzeri . Dalle nostre analisi risulta infatti che proprio l’utilizzo di bottiglie incida in grossa parte sul consumo di plastica» ha anticipato Saverio Zetera di Aprica. Di sanità e sostenibilità ha invece parlato il neodirettore di Fondazione Poliambulanza Alessandro Triboldi che «inizierà con la Cattolica un programma di informazione, prevenzione allo spreco ed educazione alimentare. Infine, il valore fondamentale della co-progettazione è stato ribadito da Alfredo Ghiroldi di Fondazione Asm, che in partnership con la Cattolica si occupa di sostenibilità già dal 2013 «quando, in occasione delle celebrazioni del quarantennale del teleriscaldamento a Brescia, avviammo uno studio sulle capitali green d’Europa».

 

Con Brescia 2030, uniti per la città futura

Brescia Con Brescia 2030, uniti per la città futura Siglato il protocollo tra il Comune di Brescia e i due atenei bresciani che saranno uniti per lo sviluppo economico, culturale e sociale di Brecia. Brescia2030 , questa la denominazione del protocollo – è infatti un percorso di co-progettazione per una visione condivisa di sviluppo del territorio di Brescia promosso dal Comune e dalle Università. Nel concreto ci si focalizzerà su quattro diverse aree di lavoro: Salute e Benessere , Formazione e Istruzione , Cultura e Turismo , Industria e Impresa , analizzate anche in un’ottica che mira alla sostenibilità, all’internazionalizzazione, alla mobilità, alla diminuzione della fragilità sociale e a un’immigrazione sostenibile. Il percorso di co-progettazione Brescia 2030, iniziato lo scorso 8 marzo, ha coinvolto oltre 50 realtà portatrici di interesse per la città e la provincia in uno sforzo di immaginazione e progettualità per il territorio aree. comune #universita #collaborazione #sinergia #citta #futuro #brescia2030 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Idee da The day after Covid-19

L'analisi Idee da The day after Covid-19 Otto docenti dell’Università Cattolica, attingendo alla propria disciplina, hanno immaginato di essere nel post-pandemia per raccontarci il giorno dopo da diversi punti di vista. Fausto Colombo , direttore dipartimento Scienze della comunicazione e dello spettacolo, nel video La rete come non l’abbiamo mai usata spiega che è in atto una vera rivoluzione soprattutto per quanto concerne l’uso dei media. Anche lo smart working richiederà nuove forme di utilizzo di smartphone e tablet, così come la pubblicità per ripartire dovrà essere spalmata su tutti i media. Terza parola è l’incertezza epistemica conoscitiva: non sapere cosa avverrà dopo, crea ansia, sofferenza, così come le scelte di carattere pubblico vengono compiute in una condizione di incertezza. I social ci hanno permesso di mantenerci in contatto con i nostri cari ma c’è il rischio di crisi delle autentiche forme di socialità, della perdita di contatti umani veri. L’impatto sull’industria dell’intrattenimento, dei media e della tv è stato potente, spiega Massimo Scaglioni , docente di Storia, economia e marketing dei media, nel video Il nuovo sistema delle industrie culturali . La tv ha trasmesso alcune delle immagini che sono già storia come per esempio la preghiera di papa Francesco in piazza San Pietro, vuota ma piena di 17 milioni di spettatori.

 

De Bortoli: «L’Italia si salverà»

Lo ha affermato Ferruccio de Bortoli intervenendo in Cattolica il 14 ottobre alla presentazione del suo nuovo libro “ Ci salveremo. Appunti per una riscossa civica ” organizzata dal Dipartimento di Sociologia nell’ambito dei seminari “Sfide del nostro tempo”. Temi ripresi anche dal professor Guido Merzoni , preside della facoltà di Scienze politiche e sociali, che ha condiviso la preoccupazione per la qualità del dibattito sulle condizioni del nostro Paese al fine di ripensare l’assetto complessivo del vivere civile. Merzoni ha messo in luce l’inadeguatezza del ricambio generazionale, il rischio di individualismo anche nel volontariato, la crisi dei legami sociali, lo sgretolarsi dei corpi intermedi, la mancanza di riferimenti all’identità nazionale e agli elementi che uniscono. Di contro ha citato come elementi positivi la riscoperta del senso di comunità, l’essere cioè consapevoli degli elementi che uniscono e il riproporre una memoria condivisa quale antidoto a risorgere oltre i nazionalismi: «L’Italia può salvarsi perché ha un patrimonio inestimabile di persone di qualità». Il tema della salvezza, richiamato nel titolo del libro, è stato ripreso anche dal professor Marco Lombardi , direttore del Dipartimento di Sociologia, quale monito a un impegno personale, fondato sull’uomo, declinato verso il futuro e aperto alla speranza. Lombardi ha richiamato a una responsabilità educativa, necessaria per raggiungere tali obiettivi, che richiede «piedi ben piantati per terra, schiena dritta, sguardo verso il cielo».

 

Dieci anni di ASA

Brescia Dieci anni di ASA A dieci anni dall’istituzione dell’Alta Scuola per l’Ambiente un convegno affronta i temi di crescente povertà, sviluppo sostenibile e ruolo delle tecnologie. A fronte dell’aumento della povertà, del peggioramento della qualità dell’ambiente e del lavoro in Italia e nel mondo crescono le disuguaglianze. Le diverse parti della società sono quindi chiamate a individuare nella responsabilità per la cura della casa comune un metodo per attuare un nuovo modello di sviluppo e di benessere rivolto alle giovani generazioni, e pratiche virtuose in grado di favorire progetti innovativi e sostenibili. L’intervento del Rettore Anelli, si è concentrato sul concetto di “Utopia della sostenibilità”. Servono a puntare in alto, a qualcosa che non è immediatamente realizzabile coi mezzi a disposizione, ma spronano a tentare di superare i meccanismi sbagliati in atto. Proprio per questo conseguire i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 è un’utopia che può diventare prassi, adottando un nuovo paradigma di progresso, rispettoso dei limiti del pianeta, e una cultura della sostenibilità come forma di capitale sociale”. “In questi 10 anni le occasioni di confronto e collaborazione con ASA sono state molte, tra cui l’istituzione del corso di Etica della sostenibilità presso il nostro Ateneo.

 

Dopo Covid, convivere con l’imprevedibile

Da quella pandemia che ha messo in discussione le nostre certezze e che ora ci costringe a rivedere i nostri schemi, sia quelli personali che quelli delle imprese. Sono stati, infatti, ripescati numerosi libri che parlano di epidemia e di virus: quello ad esempio di Sylivia Browne “ Cosa ci riserva il futuro ”, di David Quammen “ Spillover ”, di Niccolò Ammaniti “ Anna ”, di Roberto Burioni “ Virus. Anche l’economia non è una scienza esatta perché legata all’uomo e l’uomo è legato a un avvenire che non è il futuro. Ne è convinto anche Robiglio affermando che «è necessario riappropriarci del tempo per riuscire ancora a fare impresa e che bisogna mettere al centro la persona, le competenze, i saperi come nel Rinascimento; la persona è il vero driver dell’economia e ha bisogno di formazione continua. Abbiamo voglia di mettere la persona al centro dell’azienda? Dobbiamo sapere che la persona è un disastro, si ammala, non è competente, a volte è incapace, complessa. Per Petrosino l’avventura umana non è una passeggiata nei boschi, dobbiamo liberarci dall’idea del successo poiché l’uomo è chiamato a un compimento che non coincide con il successo, nemmeno quello professionale poiché il lavoro non coincide con la professione. Non dobbiamo cadere nella trappola di considerare il fallimento che è ciò che nella vita si incontra, che è una condizione, una obiezione alla vita.

 

Eredi & Innovatori, giovani protagonisti

GIORNATA UNIVERSITARIA 2018 Eredi & Innovatori, giovani protagonisti Per la Giornata universitaria , giovedì 19 aprile a Milano incontro aperto alla città con l’inaugurazione nei chiostri dell’ installazione ideata per l'Ateneo dallo Studio Giò Forma . Giovani protagonisti della storia ”, giovedì 19 aprile , nel contesto della settimana milanese dedicata al design e all’innovazione, l’Ateneo aprirà la sua sede storica di Milano in largo Gemelli per un evento rivolto agli studenti, ai laureati e alla città. Nel Cortile d'Onore alle ore 17.30 (scarica il programma) , dopo l'intervento del rettore Franco Anelli , il professor Aldo Grasso dialogherà con alcuni giovani alumni dell’Ateneo, protagonisti di storie di progettualità creativa, per interpretare il tema della Giornata Universitaria a partire dalla loro concreta esperienza. Costruita attorno ad alcune parole suggerite da Emilio Isgrò , Roberto Cingolani , direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Aldo Grasso , e due giovani alumni dell’Ateneo, Margherita Casale e André Ndereyimana , l’Installazione sarà visibile nel primo chiostro dell’Ateneo. Oggi più che mai c’è bisogno che i giovani si sentano protagonisti e che vivano il presente coscienti del loro passato e dell’eredità ricevuta. Credo che i giovani abbiano bisogno soprattutto di sentire che ci si fida di loro; devono essere aiutati a guardare avanti». BRESCIA, LEZIONE SU GIOVANI E IMPRESE Finanza, innovazione, comunicazione: nuove frontiere del capitalismo globale per giovani e imprese è il tema della lezione aperta promossa nella sede di Brescia dell’Ateneo in occasione della 94a Giornata Universitaria.

 

Estrarre benzina dall'acqua, si può!

La nostra società è basata sui combustibili fossili – ha raccontato il ricercatore - Essi permeano l’essenza stessa della società moderna, permettendo di produrre elettricità, riscaldare le nostre case, cucinare il nostro cibo e muovere i nostri veicoli. Combinando questi due elementi in un reattore Fischer Tropf, è possibile produrre catene di idrocarburi adatte ad essere utilizzate nei motori esistenti, come recentemente dimostrato dal “Naval Research Laboratory” della marina degli Stati Uniti, e da altre istituzioni civili in paesi come Israele, Germania e Islanda. I combustibili prodotti in questo modo sono inoltre molto puri, cosa che produce una maggiore efficienza nel motore, e non contengono le impurità presenti nei conbustibili tradizionali quali mercurio e zolfo. Infatti, malgrado lo sviluppo di molte promettenti tecnologie ci sono ancora importanti problemi pratici da superare: nel caso delle energie rinnovabili, specialmente solare ed eolico, il problema principale èla loro dipendenza dal tempo atmosferico. Tuttavia, avendo definito il problema in questo modo, la soluzione ideale sarebbe utilizzare le energie alternative per produrre combustibili ecologici che possano essere utilizzati da tutti i macchinari originariamente intesi per i combustibili fossili. Ma quali saranno vantaggi concreti derivati dall’applicazione di questa incredibile scoperta? «I combustibili sintetici convertono l’energia prodotta da fonti rinnovabili in un comune idrocarburo semplice da stivare e maneggiare e nel fare ciò risolvono il problema gravoso della dipendenza dal tempo atmosferico, che le rende imprevedibili e intermittenti. Permettono inoltre di mantenere l’attuale infrastruttura economica senza significativi processi di adeguamento, contrariamente ad altre tecnologie come per esempio l’idrogeno, che comunque è affetto da problematiche ancora da risolvere.

 

Formazione oggi, quali sfide?

Brescia Formazione oggi, quali sfide? Alleanza e dialogo tra giovani, network, istituti scolastici e imprese: ecco gli ingredienti per formare le risorse del futuro. by Bianca Martinelli | 10 aprile 2018 Riflettere sulle frontiere della formazione umana e professionale al giorno d’oggi non può prescindere dal perseguire una realizzazione personale e comunitaria del singolo, a cui una società deve aspirare. I lavori si sono aperti con i saluti del Presidente della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati e con l’intervento del sindaco Emilio Del Bono , che si è espresso per sottolineare come "il patto formativo tra imprese, università e giovani, è sinergico per la crescita di un territorio". Al centro degli interventi è stata la consapevolezza di come una nuova formazione possa concretizzarsi soltanto attraverso un’alleanza tra persone attente all'attuale condizione giovanile, creando così i presupposti per individuare e sviluppare talenti e competenze specifiche di ciascuno. “Oltre alle competenze avanzate e digitali, un ruolo sempre più cruciale è riconosciuto a life skills come intraprendenza, creatività, apertura al nuovo e disponibilità ad aggiornarsi continuamente – ha sottolineato il coordinatore del corso di laurea magistrale in Progettazione Pedagogica e formazione delle risorse umane, Pierluigi Malavasi . Occorre dunque effettuare un riflessione in questo senso poiché formare individui vincenti e generazioni in grado di capire il mondo che cambia è fondamentale per il funzionamento della società” ha concluso Malavasi. Il problema maggiore della scuola, oggi, è forse quello di non saper leggere le reali inclinazioni dei ragazzi, che sbagliano così la scelta del percorso di studi poiché non sufficientemente indirizzati.”.

 

Governare le aspettative per superare l'emergenza

L'onda del contagio del Covid-19 è ineludibile, ma possiamo spezzarne il fronte in onde sempre più piccole che lambiranno così con minor impatto la nostra amata spiaggia, il nostro Paese. Dobbiamo comprendere che le nostre aspettative sul futuro guidano le nostre azioni nel presente che a loro volta condizioneranno gli effetti sul futuro stesso. Ciascuno di noi agisce in base alle proprie convinzioni, alle idee che sviluppa beneficiando delle informazioni (anche sull'agire degli altri) che raccoglie nel tempo, nonché in base alla propria conoscenza pregressa. Dalla varietà di letture e interpretazioni della realtà che ognuno di noi elabora discendono azioni che possono anch'esse differire molto le une dalle altre. La lettura che le scienze economiche e sociali ci offrono di alcuni fenomeni complessi diventa quindi solo una delle possibili letture e comprensioni che gli individui possono raggiungere nel loro percorso di apprendimento e interpretazione della realtà. È infatti in questa poliedricità interpretativa dei singoli cittadini che si manifesta anche la difficoltà di coordinare un comune sentire e, quindi, un coerente comune agire di fronte a problemi complessi come quello che stiamo affrontando tutti in questi giorni per l'emergenza Covid-19. È in questo spazio che la ricerca delle scienze cognitive, dell'economia comportamentale e della teoria dei giochi ci offrono uno sguardo profondo sull'essere umano e sul suo modo di agire.

 

Il CV internazionale fa la differenza

Il suo approccio al lavoro? È iniziato partecipando ai molti progetti internazionali offerti dall’Ateneo by Bianca Martinelli | 22 settembre 2020 Una carriera costruita tra l’Italia e Londra, iniziata durante gli anni universitari cogliendo l’opportunità di partecipare a diversi progetti e soggiorni all’estero offerti dall’Ateneo, stimolato dall’interesse nei confronti dei contesti internazionali. È la storia di Alberto Pagani , laureato in Scienze linguistiche per le relazioni internazionali, che oggi svolge la professione di Account Manager per l’italiana Atlas Concorde, azienda tra i leader mondiali nel settore degli arredi in ceramica e gres porcellanato. Per il 95% del mio tempo vivo e lavoro a Londra e nel sud dell’Inghilterra, in più capita di dovermi spostare in occasione delle fiere di settore che si svolgono nel mondo. Rientrato in Italia sono stato assunto nel ruolo di Commerciale estero per una azienda bergamasca nel settore marmo, ho così potuto viaggiare in Paesi come Iran, India, Algeria e muovere i primi passi nel mio settore merceologico. Poi si è presentata l’opportunità di effettuare un colloquio per il mio attuale posto, ed eccomi qua. Cosa è cambiato nel tuo settore alla luce della questione Brexit? A me personalmente non molto, ad esclusione dei disagi causati dalla maggiore burocrazia oggi necessaria. Quali delle competenze acquisite sui banchi dell'Università Cattolica ti porti appresso nella tua attuale professione e quali invece è necessario continuare ad aggiornare? Indubbiamente si è rivelata utile l’ottima preparazione ricevuta a livello di competenze linguistiche e grammaticali, fondamentale se si aspira ad un lavoro di un certo tipo. Al di là del fatto che non è vero poiché io ho sostenuto molti esami all’estero portandomi dunque avanti sulla tabella di marcia, ma è importante considerare come le esperienze all’estero rendano più aperti, recettivi e predisposti a lavorare con interlocutori e controparti straniere.

 

Il pedagogista, una risorsa nel post-Covid

Formazione Il pedagogista, una risorsa nel post-Covid Il seminario ha messo in luce le responsabilità che gli educatori di oggi sono chiamati ad affrontare nell'organizzazione delle risorse umane. Brescia ha bisogno di voi" by Antonella Olivari | 08 ottobre 2020 "Dovete avere fiducia nel futuro, la stessa con cui avete scelto il corso di laurea in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane". Questo il messaggio che il prof. Pierluigi Malavasi , coordinatore scientifico, ha rivolto agli studenti che si sono dati appuntamento a palazzo Loggia per l’evento inaugurale del corso. L’attualità, incerta e sospesa, dell’impatto che avrà Covid-19 sul mercato del lavoro, nei diversi ambiti dei servizi educativi e della formazione, della consulenza e della progettazione pedagogica chiede un’attenta riflessione sul futuro di questa professione. “La riflessione pedagogica deve orientare meglio il suo modo di pensare per tracciare nuovi pensieri di sviluppo – incalza Luigi Pati , preside della facoltà di Scienze della Formazione. L’avvio della seconda sezione dell’evento, alla presenza degli studenti del secondo anno, è stata affidata a Alessandra Vischi , co-direttore del corso di laurea magistrale e a Monica Amadini , coordinatrice scientifica del corso di Scienze dell’educazione e della formazione della sede di Brescia. Spazio poi alla lectio di Emilio Del Bono , sindaco della città di Brescia, che prende avvio sull’importanza di investire in educazione e formazione.

 

Il tedesco, chiave per l’ingresso in azienda

Employability Il tedesco, chiave per l’ingresso in azienda Parla per esperienza Marco Mostarda, laureato in lingue a Brescia e oggi Area Manager responsabile dei mercati di lingua tedesca per un’azienda del settore idro-termico-sanitario. Perché ben oltre gergo e tecnicismi di ciascun settore, oggi a fare la differenza in termini di contratti e collaborazioni commerciali tra aziende e fornitori, sono i legami umani, l’empatia e la capacità di mettersi nei panni dell’altro, comprendendone il punto di vista per soddisfarne le esigenze. Marco parlaci del tuo lavoro e di cosa ti occupi quotidianamente… Sono stato assunto in azienda per gestire i mercati di lingua tedesca, ovvero Germania, Svizzera e Austria, e successivamente mi sono state affidate anche aree come le Repubbliche baltiche, la Polonia e l’Ungheria. La cultura, la letteratura tedesca, la conoscenza della loro storia e delle loro trazioni apprese durante le lezioni di Letteratura tedesca sono state fondamentali per approcciarmi alla mentalità e trovare spunti di conversazione col cliente. Come? Mostrando di conoscere l’altrui cultura e i modi di dire, essendo un buon ascoltatore e dimostrando di sapersi mettere nei panni di chi ci sta di fronte. Per questo motivo considero i miei maestri due professori di altissimo livello, conosciuti in Cattolica, che hanno fatto la differenza nella mia formazione: Lucia Mor , docente di Lingua e letteratura tedesca e Adriano dell’Asta , docente di Lingua e letteratura russa. Tuttavia credo che avere la possibilità di approcciarsi ad una cultura diversa da quella di provenienza stimoli le capacità di adattamento e di problem solving , requisiti importanti nella professione che svolgo.

 

In dialogo col mondo del lavoro

Career Day In dialogo col mondo del lavoro Grande successo per l’edizione 2019 del Career Day della sede bresciana, che ha offerto agli studenti di entrare in contatto diretto con aziende alla ricerca di personale. È accaduto grazie al Career Day 2019 , l’appuntamento annuale dedicato all’incontro e al dialogo tra studenti, laureati e rappresentanti delle imprese di diversi settori, quest’anno riassunto nello slogan Start today to build tomorrow. Lo sa bene Cecilia Pasqua , Export Manager e Brand manager dell’azienda veronese Cecilia Beretta Pasqua Vigneti e Cantine Spa, intervenuta per parlare agli studenti della facoltà di Lingue. “Apertura mentale, conoscenza delle lingue ed empatia per calarsi nei panni del consumatore sono fondamentali nel lavoro di commerciale estero. Pregiudizi sulle donne? In 15 anni di lavoro ho visto mutare in meglio la situazione: oggi non è raro vedere donne in ruoli commerciali e di produzione” conclude. Il futuro lavorativo di molti giovani è anche questo, come ha illustrato Maria Mazza , Responsabile Risorse umane della bresciana Fondazione Richiedei, agli studenti della magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane. La giornata è infine proseguita con le domande e le richieste di informazioni da parte degli studenti ai desk della aziende presenti, tra cui Lidl, Ubi Banca, Allianz, Adecco, Antaresi Vision, Terme di Sirmione e AIB. #carriera #lavoro #futuro #professioni # Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La biblioteca oggi, tra cartaceo e digitale

Brescia La biblioteca oggi, tra cartaceo e digitale Il Creleb ha riunito in Cattolica esperti per analizzare il valore economico, sociale e culturale della biblioteca nella società attuale. by Bianca Martinelli | 07 dicembre 2016 Divisa tra il fascino dei voluminosi depositi di libri e l’innovativa rivoluzione del web e del digitale, la biblioteca di oggi vive la dicotomia tra la continuità del cartaceo e le trasformazioni in termini di velocità e smaterializzazione introdotte dal digitale. La doppia natura di questa luogo è stata illustrata nel seminario Library Telling , in cui vari esperti del settore bibliotecario bresciano e nazionale sono intervenuti per portare la loro personale esperienza professionale. Il direttore del Centro di ricerca europeo libro, editoria, biblioteca (Creleb) Edoardo Barbieri ha raccontato che «oggi per ottenere informazioni veloci Internet è uno strumento imbattibile. Nell’era degli smartphone la biblioteca non deve più essere mero strumento di accesso all’informazione, bensì diviene centro autorevole di sviluppo di una conoscenza di livello superiore e approfondito». Volgendo lo sguardo alla realtà italiana in generale, e bresciana in particolare, i fatti non sono di minor interesse: «La realtà bibliotecaria crea tre tipi di valori: culturali, sociali ed economici – ha sottolineato Alberto Bettinazzi , responsabile del sistema bibliotecario Brescia-Est». Negli ultimi anni ci siamo dovuti confrontare con una visione ragionieristica dei contenuti, abbiamo dovuto dimostrare di essere in grado di reggerci economicamente e, nel contempo, di essere in grado di creare un valore per società».

 

Laboratorio Futuro mappa l’Italia

ricerca Laboratorio Futuro mappa l’Italia La nuova iniziativa dell’Istituto Toniolo produrrà ricerche inedite e proiettate ai prossimi dieci anni, grazie a cui sarà possibile fotografare con precisione i grandi cambiamenti in arrivo by Federica Vernò | 16 ottobre 2019 Delineare la nuova mappa sociale dell’Italia dei prossimi anni attraverso indagini e ricerche. È l’obiettivo di “ Laboratorio Futuro ”, la nuova iniziativa promossa dall’Istituto Giuseppe Toniolo (ente fondatore dell’Università Cattolica), che dal 2012 promuove il Rapporto Giovani , il più ricco e completo osservatorio sulla realtà giovanile in Italia. Ed è proprio dall’esperienza del Rapporto Giovani che nasce questo nuovo progetto allo scopo di aiutare il Paese a giocare d’anticipo: attraverso ricerche inedite e proiettate ai prossimi dieci anni, grazie a cui sarà possibile fotografare con precisione i grandi cambiamenti in arrivo. Sarà, così, a disposizione di tutti uno strumento di conoscenza per orientarsi nella complessità del presente, per compiere scelte migliori, per individuare politiche più efficaci. Laboratorio Futuro opera attraverso l’approfondimento di temi specifici, individuati grazie alla Partnership con IPSOS perché percepiti come urgenti dall’opinione pubblica oppure individuati dal Laboratorio per le importanti ricadute sociali. Il Laboratorio esamina la situazione attuale e, in termini il più possibile divulgativi, tratteggia alcuni possibili scenari a dieci anni per il Paese. Lavoro, innovazione scientifica e tecnologica, immigrazione, istruzione, istituzioni, demografia, interdipendenza globale, rapporto tra le generazioni, ambiente, convivenza sociale: questi i temi del Laboratorio.

 

La città del futuro

Brescia La città del futuro Sanità, turismo e impresa al femminile: nel “Libro bianco di co-progettazione territoriale integrata Brescia 2030” concertato dal Comune coi due Atenei cittadini, presentati 16 progetti per una città sempre più smart, attrattiva e tecnologicamente evoluta. Sono alcune delle 16 proposte concrete elaborate da quattro tavoli di lavoro che, chiamati dal Comune di Brescia e coordinati dall’Università degli Studi e dalla Cattolica di Brescia, si sono confrontati per individuare le linee guida e metodi applicativi per la città del futuro. Quello attuale è infatti un punto di partenza: i progetti potranno essere implementati, aggiornati, trovare finanziamenti per poi, infine, divenire fatti concreti. Riflettori punati anche sulle evoluzioni dell'industria 4.0, con progetti che mirano alla promozion di ambienti innovation friendly, e all'istituzione di percorsi di affiancamento alle aziende locali nella svolta di trasformazione digitale. Esempio concreto di questa sfida è InnexHub che, nato sotto la supevisione dell'Associazione Industriali Bresciani (Aib), si pone l'obiettivo lungimirante e fattibile di condurre il sistema imprenditoriale dei territori della provincia bresciana, di Mantova, e Cremona, verso un progressivo avvicinamento al digitale, fondamentale per rimanere sul mercato.

 

La scuola oggi, povera e multiculturale

Brescia La scuola oggi, povera e multiculturale La giornalista Benedetta Tobagi ha presentato il suo ultimo volume “La scuola salvata da bambini”, in cui illustra problematiche e situazioni connesse all’istruzione e all’immigrazione con cui insegnanti e studenti si trovano a dover convivere. Benedetta Tobagi , autrice, giornalista di Repubblica e conduttrice radiofonica, ha presentato in Cattolica la sua ultima fatica letteraria, edita da Rizzoli, in cui affronta i temi strettamente connessi tra loro - delicati e attualissimi - dell’immigrazione e dell’istruzione. Ad introdurre e dialogare con l’autrice, nell’aula Magna dell’Università, sono intervenuti il Preside della Facoltà di Scienze delle Formazione Luigi Pati , e i docenti Domenico Simeone e Pierluigi Malavasi , quest’ultimo coordinatore della Laurea magistrale in Progettazione pedagogica delle risorse umane. Tra i dati di fatto che accompagnano la contemporaneità del mondo scolastico attuale emerge infatti sempre più prepotentemente la paura e la reticenza dei genitori italiani ad iscrivere i propri figli in scuole con un’alta presenza di studenti stranieri. Da giornalista, ho quindi sentito l’obbligo morale di effettuare un ricerca sul tema: mi sono così ritrovata a compiere un viaggio, prima interiore e poi attraverso le scuole d’Italia, e un’analisi nella mia stessa ipocrisia democratica». Tra i dati di maggior rilievo illustrati da Tobagi: «La fuga di genitori e alunni italiani non è stata conseguente alla presenza di alunni immigrati, bensì è avvenuta in seguito al taglio delle risorse agli istituti. Ne ho ricavato una chiave di lettura della società: molto dei problemi della società odierna hanno alla base un processo di mancata integrazione; occorre capire che la scuola è quel luogo dove realmente, se si agisce correttamente, è possibile incidere sulla società del futuro».

 

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