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Quei divoratori di cinema degli Z

Ricerca Quei divoratori di cinema degli Z Altro che fuga: ragazzi e adolescenti vedono senza precedenti contenuti filmici, grazie alla trasversalità dei device , avendo come ideale elettivo quello della sala cinematografica. Parola di Francesco Toniolo , autore insieme a Mariagrazia Fanchi , Fabio Introini e Alessandro Rosina della prima parte del Rapporto Cinema 2019 , realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e la Sezione Cinema del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica. La metà di loro si vedono 1/2 film alla settimana, con un’accessibilità che non ha precedenti» fa notare la professoressa Maria Grazia Fanchi , direttrice dell’ Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo (Almed) . L’accesso trasversale ai contenuti filmici cambia anche i criteri di scelta del film: «Non conta il regista e non contano più neanche gli attori, con buona pace del “fenomeno divistico” che in passato aveva un peso fondamentale», ha spiegato ancora la direttrice dell’Almed. Arrivato alla sua decima edizione, il Rapporto è stato curato nella prima parte da Mariagrazia Fanchi, Fabio Introini, Alessandro Rosina e Francesco Toniolo , dedicata al rapporto tra il grande schermo e la cosiddetta Generazione Z . La seconda parte del volume raccoglie gli interventi di giornalisti, critici cinematografici, professionisti ed esperti di comunicazione presentati in occasione del seminario Il futuro della comunicazione del cinema in Italia: problemi e prospettive, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Un dibattito vivace e ricco di spunti sui cambiamenti di scenario che stanno avvenendo nel panorama della comunicazione e dei prodotti audiovisivi, determinati dalle nuove dinamiche di produzione, distribuzione e fruizione cinematografica.

 

Z, la Generazione dimenticata

L’Università Cattolica, che ha partecipato fin dalla prima edizione del 2018, è stata presente nella prima giornata con l’intervento di Alessandro Rosina , docente di Demografia e Statistica sociale, che ha parlato di Z, la generazione dimenticata. In verità quelle che potenzialmente sembrerebbero opportunità di nuovi percorsi formativi e professionali per i più giovani e maggiori opzioni rispetto alle generazioni precedenti, in realtà si arenano davanti a una crescente incertezza associata alle scelte e alle loro implicazioni. Ancor più, quindi, che nel resto d’Europa, le possibilità di crescita e di sostenibilità sociale dell’Italia dipendono dalla formazione del capitale umano delle nuove generazioni e dalla capacità di piena valorizzazione all’interno del mondo del lavoro. L’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo, di cui Rosina è il coordinatore scientifico, durante il primo lockdown ha raccolto dati che indicavano chiaramente la preoccupazione rispetto ad un quadro di ulteriore scadimento al ribasso delle prospettive delle nuove generazioni. I segnali positivi sono, però, ancora superati dalla preoccupazione dei giovani italiani che si pongono in modo critico su quello che finora si è fatto come sostegno all’occupazione giovanile. Questo è il tema dell’intervento di Michela Balconi , docente di Psicofisiologia e Neuroscienze cognitive in Università Cattolica, che domenica 22 novembre è intervenuta a Focus Live 2020. Dopo aver introdotto il pubblico al mondo delle neuroscienze forensi, Balconi ha presentato esperimenti con visualizzazione di “tracce” del nostro cervello che mente o che dice la verità, in cui è possibile rilevare le modificazioni cerebrali e corporee durante una comunicazione menzognera.

 
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