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Diventare mamma in tempo di Coronavirus

Roma Diventare mamma in tempo di Coronavirus Se la situazione di questi giorni è difficile per tutti, è ancora più elicata per le donne in gravidanza. Le attenzioni di Università e Policlinico Gemelli nelle parole del ginecologo Antonio Lanzone by Federica Mancinelli | 20 marzo 2020 Sono giorni importanti e non senza preoccupazioni e timori, questi del Coronavirus e per una donna in gravidanza possono essere molto complessi da gestire. Dal 28 febbraio scorso, per decreto dell'Assessore Regionale alla Sanità, il Policlinico A. Gemelli IRCCS, insieme al Policlinico Umberto I, è stato indicato struttura hub nella ricezione di casi sospetti o accertati per infezione da Covid-19 in gravidanza. Nel Pronto Soccorso Ostetrico da anni esiste una camera di isolamento che ora funge da primo filtro di valutazione sia per pazienti sospette in attesa dell'esito del tampone faringeo sia per i casi già diagnosticati. E se la paziente è prossima al parto? Nel caso la paziente debba partorire (sia positiva sia in attesa di risultato o con sintomi respiratori severi), viene accolta nella nostra Sala Parto in una stanza di travaglio/parto già individuata come la più sicura e idonea. Com’è la situazione attuale nel Campus di Roma per gli studenti ancora residenti nei Collegi? Questa situazione, che ci coinvolge davvero tutti, va vissuta con sobrietà, ma anche con molta coscienza di ciò che è il nostro ruolo e di quali sono le nostre responsabilità. Questa è per tutti noi una prova dura, ma ne usciremo sicuramente cambiati: in meglio, se avremo fatto ammenda di tutte la serie di distorsioni del nostro modello di sviluppo, sperando di ripartire da qui, basandoci su principi più sani e solidi.

 

I danni del diabete in gravidanza

la ricerca I danni del diabete in gravidanza Può alterare le capacità cognitive dei nascituri ma anche delle generazioni successive. È quanto emerso da uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale " Nature Communications ”, condotto da un gruppo di giovani ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Umana dell’Università Cattolica, diretto dal professore Claudio Grassi e finanziato dal Ministero dell’Istruzione, della Università e della Ricerca e dal Ministero della Salute. Lavorando su modelli animali di diabete gestazionale i ricercatori hanno osservato che i cuccioli delle femmine con diabete in gravidanza avevano ridotte capacità di apprendimento e memoria, come pure i “nipoti” e i “pronipoti”, insomma il diabete in gravidanza incide sulle capacità cognitive di tre generazioni. Gli esperti hanno visto che il diabete gestazionale lascia il segno sul DNA dei cuccioli, alterando il funzionamento di alcuni geni “vita natural durante”. Infine, i ricercatori hanno anche compreso che a questa alterazione dell'attività dei geni corrisponde la carenza nel cervello dei cuccioli di un fattore essenziale per lo sviluppo e il funzionamento del cervello stesso, il fattore di crescita BDNF. In questo studio, racconta nel dettaglio il dottor Salvatore Fusco , Istituto di Fisiologia Umana dell’Università Cattolica e primo autore del lavoro, «abbiamo visto come una dieta ricca di grassi saturi produca insulino-resistenza nella madre e trasmetta alla prole delle “impronte molecolari” che interferiscono con il funzionamento del cervello ». Le nostre ricerche evidenziano, infine, la necessità di prestare la massima attenzione al diabete in gravidanza, per i potenziali danni che questa condizione può generare a carico delle capacità di apprendimento e memoria della prole».

 
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