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La startup dell’inclusive business

Cattolicapost La startup dell’inclusive business Lucia Dal Negro , dopo il master Asa , ha fatto della sua tesi di dottorato in Istituzioni e politiche il suo lavoro, diventando la rappresentante italiana del modello imprenditoriale che combina green economy e progetti sociali nei Paesi in via di sviluppo. by Matteo Zorzoli | 16 giugno 2016 È la rappresentante italiana dell’ Inclusive Business , un modello di sviluppo imprenditoriale che combina green economy e progetti sociali nei Paesi in via di sviluppo. Lucia Dal Negro (qui a lato e al centro nella foto in alto) , trentenne veronese, è arrivata a questo traguardo, fondando una start-up a conclusione di un percorso condotto quasi interamente in Università Cattolica. Ho condotto la tesi di dottorato dopo un periodo di ricerca e relazioni con la comunità internazionale di esperti di business inclusivo, iniziato nel 2009 e poi portato avanti durante un’esperienza a Londra e a Berlino» afferma Lucia. Lavoriamo con aziende di tutte le dimensioni perché il modello ci permette di essere flessibili ed egualmente innovativi, sia che si lavori con una Pmi che con una grossa azienda». Cos’è l’Inclusive Business? «Si tratta di soluzioni di mercato (cioè attivate da attori profit, ossia imprese) sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale, che vanno oltre il modello della filantropia per espandere l’accesso di beni, servizi e opportunità di sostentamento a comunità a basso reddito». Immagino però che rispetto ad altri contesti ci siano pochi “maestri” disposti a rischiare su idee nuove, poca protezione per idee che necessitano dell’interazione di attori e di interessi diversi per funzionare e poca liquidità in assenza di qualche precedente incentivo istituzionale.

 
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