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“Presenza”, le voci di studenti e alumni

Ogni anno l’ufficio relazioni internazionali cerca volontari che passino la giornata a gestire le attività di accoglienza per gli studenti internazionali che arrivano in Cattolica. La bellezza di queste giornate è di trovarsi con persone che hanno voglia di scoprire il mondo anche attraverso gli occhi degli altri. La prima settimana di lezioni ho conosciuto una ragazza che oggi è (a distanza di otto anni) una delle mie migliori amiche e grazie alla quale ho incontrato quello che a giugno diventerà mio marito. In quel momento ho capito di aver trovato il mio posto nel mondo, ho capito che non avrei voluto essere da nessun’altra parte e che la mia decisione di iscrivermi a questa facoltà, nonostante le mille difficoltà, sia stata la scelta più giusta, coraggiosa e coerente della mia vita. Sono seduta al mio posto di Mariaelena Alberti Terzo anno del corso di laurea in Psicologia, facoltà di Psicologia Sono seduta al mio posto, in università. Una voce che tramanda conoscenze secolari o anche millenarie e che parla attraverso semi di verità depositati in ognuna delle persone che hanno contribuito a essa e che ci hanno lasciato i loro scritti per renderci partecipi delle loro riflessioni. La mia presenza di ragazza sognatrice di Virginia Leonardi III anno di Linguaggi dei Media, facoltà di Lettere e filosofia Ecco la mia “presenza”: l’Università Cattolica è per me formazione, condivisione, conoscenza, incontro, maturità.

 

I racconti di una Presenza

Le frasi importanti che in questo anno accademico mi hanno fatto riflettere sono tante, ma solo raramente si incontrano quelle parole incisive che si imprimono nella nostra mente e non ci abbandonano più. Vorrei riportarne due che maggiormente sono state significative per me nel mio percorso personale e professionale: le parole “ filo” e “ricordo” di cui già conoscevo il significato ma che apprese in contesto universitario hanno assunto un nuovo “senso” di guida e catarsi. La parola filo è stata la protagonista del nostro primo incontro di tirocinio indiretto, quel filo disposto in aula sul quale ognuno di noi studenti ha appeso qualcosa per presentarsi agli altri e raccontare se stesso. Quel filo mi ha accompagnato durante tutto l’anno accademico intrecciandosi con tanti altri fili fatti di esperienze, insegnamenti, immagini che hanno creato una grande rete. Nell’ultimo incontro di tirocinio indiretto abbiamo ritrovato in aula quel filo esile e sottile e su di lui ciascuno di noi studenti ha appeso le immagini più significative della propria esperienza da cui trarre insegnamento per conservarne il ricordo e depositarlo nella propria “cassetta degli attrezzi”. Musica ed emozione in Aula Magna di Sara Testa , corso di laurea in Media management della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere Una presenza indimenticabile : quando per la prima volta mi sono trovata sotto i riflettori dell’Aula Magna e ho cantato con il coro dell’Università. Aule di ogni tipo; professori amati o odiati – non c’è mai una via di mezzo; esami con nomi lunghissimi che portano a pensare se una laurea è davvero così necessaria; e studenti.

 
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