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Sette gradi, guardare al futuro

Sette gradi Sette gradi, guardare al futuro Settembre è tempo della ripartenza per la politica, per la scuola, per tutti anche in presenza del Covid. La rassegna stampa della settimana dal 29 agosto al 4 settembre con le news più significative su testate nazionali e internazionali by Federica Mancinelli | 03 settembre 2020 Smart and working . “Doppio contagio” anche negli Stati Uniti ? La scienza, prudente, indaga: coronavirus non si è ancora svelato. Nel mondo più di 25 milioni di contagi , più di 6 negli USA, il Paese più colpito. Sta per iniziare un mese impegnativo per il Governo e il Parlamento italiani, sta per iniziare un mese molto impegnativo per gli insegnanti che già da domani saranno a scuola. Si ricorda il Creato , nella giornata mondiale: è la vita sulla Terra che deve “funzionare” in modo intelligente, prima che sia tardi davvero. Come sarà l’opposizione dopo Navalny ? Il dissidente è stato avvelenato, Angela Merkel chiede risposte, l’Europa condanna il crimine, la Russia? Aumentano i tamponi, aumentano i contagi, aumenta la curva epidemica : l’urgenza della primavera lascia il posto alla prevenzione, la guardia resta alta.

 

Sette gradi, la ripresa è vicina

News Sette gradi, la ripresa è vicina Dal caso Navalny alla Bielorussia passando per le elezioni Usa e l’Italia, dove imperversa il dibattito sulla riapertura della scuola. Centinaia di milioni di persone stanno pensando a Novembre: il mondo è già cambiato, le elezioni USA lo cambieranno ancora. Dall’altra parte della mappa la Bielorussia è in tensione: la popolazione protesta, la crisi si aggrava, la Russia osserva, si prepara l’esercito? Per i decreti è ancora Agosto: martedì il Parlamento italiano riapre, si decidono spese e sostegni. Nell’attesa di un vaccino anti Covid, ci si prepara a quello che lo esclude: la “seconda ondata” è un orizzonte lontano, ma l’Autunno richiede prevenzione . Mentre si parla di “doppio contagio” , arresti per proteste a Hong Kong : nell’elenco anche due deputati, la responsabilità delle democrazie è chiamata in causa. Anche in Italia è tempo di elezioni , e la Internet revolution ha cambiato tutto: video, social e web, i classici programmi possono aspettare. E mentre la Terra diventa sempre più calda, Hurricane Laura arriva in Louisiana: evacuazioni complicate dall’emergenza, la fine dell’Estate è sempre più complessa.

 

Sette gradi, è tempo di decisioni

Sette gradi Sette gradi, è tempo di decisioni Le trattative nell'Unione Europea sono state al centro dell'attenzione in questi giorni, insieme con il tema dei contagi e del vaccino. I leader europei non hanno deciso ancora: negoziare non è mai facile e il compromesso intelligente è l’essenza della politica. Chi può decide di andare in vacanza : s’inventano soluzioni, la Primavera è stata dura, l’Autunno è un’incognita. Sulla sicurezza sembra che decidere sia difficile: la mascherina è strumento sociale e gli obblighi sono scelte delicate. Per ora è sicuro, adesso bisogna dimostrare che è efficace: la buona notizia che tutti aspettiamo. Il consolato è chiuso, lo spazio no: la Terra è piccola, meglio su Marte fare domande al cielo. E sotto il cielo per ogni cosa c’è il suo tempo, questo è il tempo di investire: l’Europa della conoscenza ha bisogno di futuro, la “ next generation ” è piena di talenti.

 

Sette gradi, siamo diventati universali

Fra mascherine e restrizioni l’ attenzione resta alta: Covid-19 è la cosa più universale degli ultimi decenni e non è ancora finita. Anche la libertà d’espressione è universale, o almeno dovrebbe: le minacce aumentano, come l’incertezza. In mezzo al Mediterraneo ci sono due barconi , uno è in avaria e imbarca acqua, SOS di angoscia: che cosa c’è di più universale della disperazione? C’è la speranza , a Nord; la resistenza , a Sud. Ed è possibile senza dimenticare “l’Europa del Sud”: l’Italia affronta emergenze diverse , chi si mette in mare non ha la speranza del tempo. E il “ dottore dei poveri ” non c’è più: la Medicina è cura, in tutti i sensi, universale è l’umanità. Ma la cosa più universale è ancora un virus: bilanci quotidiani pesanti nel mondo, da Sud a Nord, la pandemia accelera. Le spiagge vengono usate per gli esami, gli aerei dei grandi film vanno in pensione, la scienza medica è di nuovo universale, si vive in piccolo e si spera lontano.

 

Massimo Scaglioni: «Zavoli? Ha incarnato il lato migliore del servizio pubblico»

Media Massimo Scaglioni: «Zavoli? Ha incarnato il lato migliore del servizio pubblico» Il professore di Storia dei media dell’Università Cattolica spiega in un video il ruolo determinante che il giornalista, scomparso a 96 anni, ha avuto nella storia della Rai 05 agosto 2020 È morto all’età di 96 anni Sergio Zavoli . Giornalista, presidente Rai, autore, conduttore e anche ex parlamentare. Nato a Ravenna nel 1923, Zavoli era entrato alla Rai nel 1947 come giornalista radiofonico. Nel 1969 diventò condirettore del Telegiornale e poi ancora direttore del Gr1 (1976) e presidente della Rai (1980-86). Senatore dal 2001 al 2018, nel 2009 è stato eletto presidente della commissione parlamentare per la vigilanza sulla Rai. Ma è soprattutto come giornalista e incarnazione della “parte migliore della Rai”, come ha detto il professor Aldo Grasso sull’ Huffington Post , che vogliamo ricordarlo. Lo facciamo con le parole del professor Massimo Scaglioni , docente di Storia dei media dell’Università Cattolica, autore, tra l’altro di “ Il servizio pubblico televisivo. sergio zavoli #rai #servizio pubblico #informazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Mattia Feltri: «Viviamo nella dittatura dell'attimo»

Mattia Feltri ha esordito nelle redazioni locali bergamasche negli anni '80 per poi passare prima al Foglio e alla Stampa di cui è stato capo della redazione romana ed editorialista di punta, ruolo che ricopre tuttora grazie ai suoi Buongiorno , la rubrica ereditata da Massimo Gramellini. Da una parte la nostra testata ha avuto la possibilità di pubblicare contenuti di alto pregio e dall'altra abbiamo messo a disposizione della Cattolica i nostri numeri, che nell'ambito dell'online italiano, sono molto buoni. Arrivato alla guida dell' HuffPost che giornale ha trovato? Qual è l'impronta che vuole dare alla testata nella sua direzione? «Il lavoro di Lucia Annunziata, che mi ha preceduto, è stato davvero straordinario. Alla fine della giornata a un lettore che ha bisogno di un'informazione rapida e snella basta dare un'occhiata a quest'infilata di titoli e ha capito cosa è successo nel mondo: una cosa stupenda. Detto questo tra qualche mese saremo costretti a modificarla perché abbiamo la necessità di adeguare la nostra grafica al mobile (da cui passa l'88% del nostro pubblico) e di inserire un canale video che in questo momento non è presente e che non è possibile non avere. Nella mia idea di giornale online c'è ovviamente la necessità di dare la notizia in modo rapido anche se la velocità spesso è nemica della qualità: ma questa è una sfida da vincere. Una cosa che mi ha fatto riflettere e che smentisce tutti quegli studi di mercato che ci dicono che dopo dieci righe il lettore molla un articolo.

 

Comunicazione, una responsabilità pubblica e privata

Il confronto è avvenuto tra Fausto Colombo , docente di Teoria della comunicazione e dei media e direttore del Dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo, autore del libro Ecologia dei media. Manifesto per una comunicazione gentile , e Luca Sofri , direttore del Post, moderati da Daniele Bellasio , direttore della Comunicazione dell'Ateneo. Dal dibattito è emersa l’importanza della comunicazione oggi intesa sia come servizio pubblico sia come circolazione privata di informazioni. Da un lato c’è l’attenzione dei singoli utenti a cercare informazioni veritiere, dall’altro il perseguire una informazione corretta è una sfida che riguarda non solo le grandi testate ma anche l’iniziativa dei singoli soggetti che possono mettere in circolazione fake news. Sicuramente il direttore di un quotidiano nazionale che non verifica o volutamente veicola notizie false o non verificate ha una grande responsabilità, ma anche chi le posta sui social semplicemente perché giunte da amici o fonti non attendibili, dovrebbe assumersi il rischio di manipolare la verità. Su questo aspetto Sofri ha invitato a non trincerarsi dietro la scusa che l’utente medio non è un giornalista e quindi si può ritenere svincolato dalla responsabilità comunicativa o dalla verifica delle fonti: «Quando non si è certi non bisogna condividere le notizie». Particolarmente sentito dal moderatore Bellasio è il tema della cura di questi problemi, come è emerso dalla sua domanda agli interlocutori se chi fa informazione debba avere un approccio pedagogico.

 

Sette gradi, ri-pensarsi per cambiare direzione

Rassegna stampa Sette gradi, ri-pensarsi per cambiare direzione Il Covid ha costretto il mondo a ridisegnare molti ambiti della nostra vita. Lo dimostra la rassegna stampa della settimana da sabato 11 a venerdì 17 luglio sulle testate nazionali e internazionali by Federica Mancinelli | 17 luglio 2020 (Re)design thinking. C’è fiducia nei mercati digitali : ciò che ancora manca in presenza corre veloce nel Web. Ma è in presenza che si vive: ridisegnare i comportamenti ora significa attenzione . C’è bisogno di pensare ciò che non è stato mai pensato: in fondo siamo nati il 14 luglio . Mai come ora il futuro non è destino: dipende da come lo pensiamo ora, dipende da come ci alleniamo a immaginarlo. Da una parte all’altra delle paratie il colore dell’acqua è diverso, come nel pensiero, da una parte all’altra del tempo.

 

Giornalismo, la Scuola che piace alla Rai

CATTOLICAPOST Giornalismo, la Scuola che piace alla Rai Nel concorso della Tv pubblica, su 100 vincitori sono stati scelti 10 allievi degli ultimi anni del master biennale che forma nuovi professionisti dell’informazione. by Daniela Fogliada | 25 novembre 2015 Un’alta percentuale di successi e una formazione di valore che segue da vicino gli studenti, cercando di anticipare i cambiamenti del mondo dell’informazione. Potrebbe sembrare uno spot, se non fosse la premessa della notizia che all’ultimo concorso Rai, 10 dei 100 posti in palio per gli oltre 4mila aspiranti sono stati appannaggio dei professionisti usciti dalla nostra Scuola di Giornalismo , tra l’altro con un ottimo piazzamento che comprende anche il primissimo posto in graduatoria . Sulle orme di chi, prima di loro, dopo aver frequentato la Scuola è cresciuto professionalmente proprio in Rai o nelle principali testate, scegliendo la strada del giornalista freelance, entrando a far parte delle redazioni dei più importanti quotidiani, scalandone le posizioni fino a raggiungere anche ruoli di dirigenza. Nell’ultimo anno - aggiunge Scanni - i ragazzi della Scuola sono stati coinvolti anche in San Siro Stories , un ambizioso progetto giornalistico, narrativo e multimediale realizzato con strumenti nuovi che il giornalista di oggi deve necessariamente conoscere e padroneggiare per sopravvivere nel mondo del lavoro. Una storia di frontiera che ha molto da dire a quanto succede alle nostre metropoli che si trovano impaurite e impreparate ad affrontare il nemico che cresce dentro di loro. giornalismo #rai #informazione #tv Facebook Twitter Send by mail Print UNA FORTE POLITICA DI STAGE E PLACEMENT Da quest’anno la Scuola di Giornalismo forma 30 studenti , portandoli avanti per un biennio articolato in attività teoriche e laboratori in cui mettersi alla prova a livello pratico per affinare le tecniche giornalistiche.

 

A caccia di fake news

L’informazione va OnLine” che approfondisce i settori del giornalismo e della comunicazione nell'era del digitale. by Elisa Belussi | 05 aprile 2019 Il giornalismo digitale ha un ruolo fondamentale nella nostra quotidianità: ci permette di essere informati in tempo reale sulle notizie più disparate condivise da tutto il mondo. È proprio davanti alla verità che i falsi miti si estinguono, lasciando spazio a ciò che la realtà veramente è. Ed è soprattutto di fronte alle notizie più eclatanti che bisogna mantenere alta l’allerta, in particolare se accompagnate da contenuti fotografici o video, che hanno un impatto immediato sullo spettatore. Dubitare, rallentare, pensare e verificare: secondo Massimiliano Menichetti , coordinatore di VaticanNews, ricordarsi che l’informazione parte anche da noi è fondamentale. L’interazione è una lama a doppio taglio: se da un lato amplifica le possibilità di comprensione dei contenuti, dall’altro rischia di seppellire la realtà sotto a strati di interpretazioni e supposizioni inattendibili. Entrare all’interno delle notizie, riportarle oggettivamente, dare agli utenti la possibilità di alimentare la propria coscienza critica: compito del giornalista è fornire un panorama a 360 gradi, che non punti allo schieramento ma a riportare opinioni confrontabili, senza indirizzare il pensiero dei lettori.

 

A lezione di giornalismo sportivo

Brescia A lezione di giornalismo sportivo I giornalisti sportivi Gabriele Romagnoli e Giovanni Bruno – direttori di RaiSport e SKY Sport - hanno tenuto una lezione aperta agli studenti dello Stars. Protagonista l'informazione sportiva, agli studenti hanno detto: lavorate allargando i vostri orizzonti. by Roberta Angeli | 16 maggio 2017 Dal Giro d’Italia alla partita di calcio della domenica sera: è stato lo sport il protagonista assoluto di Ogni maledetta partita. Ospiti d’eccezione niente meno che i direttori delle due grandi testate televisive sportive di riferimento in Italia, RaiSport e SkySport: i giornalisti Gabriele Romagnoli e Giovanni Bruno. A metà tra i toni formali delle aule universitarie e le chiacchiere tra amici, l’incontro è stato moderato da Giorgio Simonelli , critico e storico della radio e della televisione, e l’occasione per gli studenti di ascoltare aneddoti e consigli da chi nel settore ci lavora da tutta una vita. Collaborate con diverse testate giornalistiche, lavorate tanto sui social e sul web, inventatevi situazioni diverse: non solo la testata a carta stampata o televisiva, lavorate allargando l’orizzonte». ha sottolineato Romagnoli - Se uno trova la propria voce, il proprio sguardo rispetto allo sport, alla politica… in seguito trova la sua strada».

 

L’informazione, tra cartaceo e digitale

Il servizio di HUB digitale di Educatt by Valentina Giusti | 13 febbraio 2020 Essere aggiornati su quanto accade nel mondo è (e dovrebbe essere) una priorità per i giovani studenti universitari. Non stupisce perciò che i Collegi dell’Università Cattolica mettano a disposizione per i ragazzi e le ragazze, che lì vivono la propria esperienza universitaria, giornali e riviste per permettere loro di interessarsi e ampliare la propria visione e la propria cultura. La situazione è molto variegata, da Collegio a Collegio, e gli studenti si dividono abbastanza equamente tra chi preferisce sfogliare “fisicamente” una rivista e chi invece apre un’app sul cellulare per avere una visione più ampia e immediata delle notizie dell’ultimo minuto. Il vicino Collegio Ludovicianum invece vede un diffuso utilizzo di risorse online (grazie anche a incontri di formazione organizzati dalla direzione e dalla commissione cultura del Collegio) ad affiancare la lettura “materiale” di “Vita”, “Time”, “Bonhams” e “Studi Cattolici.”. Questo non toglie, come racconta la vicedirettrice del Collegio Giulia Rugna Sapia , che « il cartaceo mantiene sempre il suo impatto ; avvicinarsi alla lettura di un giornale o di una rivista è più facile se è basato su qualcosa di materiale, che si può stringere tra le mani». collegi #educatt #hubdigitale #informazione Facebook Twitter Send by mail Print HUB DIGITALE Libri, quotidiani, musica, video e dati di ogni tipo: una grande varietà di contenuti a disposizione per gli studenti, in maniera facile e intuitiva, letteralmente a portata di click. Promosso da Fondazione ENDISU all’interno del progetto Piazza dello Studente , HUB digitale si aggiunge, con finalità differenti e con una copertura ulteriore di media e titoli, all’offerta di tipo accademico messa a disposizione dal sistema bibliotecario e documentale di Ateneo.

 

Coronavirus, le analisi degli esperti dell’Università Cattolica

Spiegare il fenomeno dal punto di vista scientifico e dispensare consigli mirati alle persone bombardate da informazioni non sempre equilibrate è più che mai utile nella fase acuta del problema per inquadrare il fenomeno in modo realistico e affrontarlo con razionalità in modo serio e non allarmistico. A Uno Mattina di RAI 1 è intervenuto il professor Roberto Cauda che ha spiegato che non tutte le persone anziane si ammaleranno, sono maggiormente a rischio solo gli anziani che hanno già patologie pregresse. Certamente si tratta di una malattia nuova di cui sappiamo poco e questo fa sì che le persone la considerino pericolosa. Al programma Bel tempo si spera di TV2000 il 26 febbraio mattina il professor Fabio Sbattella , psicologo dell’emergenza nella sede milanese dell’ateneo, ha evidenziato come siamo tutti di fronte a qualcosa di mai visto che ci accomuna per l’effetto sorpresa e il disorientamento. Siamo tutti chiamati a un forte atto di responsabilità e di altruismo nel momento in cui rinunciare a qualcosa di personale (come fare un viaggio) è un gesto volto a non aggravare il problema e a non mettere rischio di contagio altre persone. Il professor Luigi Janiri , psichiatra della facoltà di Medicina e chirurgia della sede romana al TG5 del 26 febbraio ha spiegato l’atteggiamento irrazionale e controproducente delle persone che hanno saccheggiato i supermercati e che è ascrivibile a una paranoia collettiva. Se per esempio lo stesso numero di persone che in cinque mesi richiede di andare in ospedale o si allontana dal lavoro, ora è concentrato in un mese, ecco che tutto va in crisi.

 

Il virus ha cambiato la nostra lingua

Di più, ha marcato molte lingue e in particolare quelle romanze, quelle che trovano ancora oggi una matrice comune nei Paesi del sud dell’Europa, Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Romania. Parole come “lockdown” che, come ha ricordato il linguista Francesco Sabatini , presidente onorario dell’Accademica della Crusca, ha origini angloamericane ed è nato nell’ambiente carcerario per indicare la situazione di isolamento dei detenuti. Da un uso specialistico se ne è fatto, dunque, un uso generalizzato che ha definito la chiusura e il blocco delle attività di molte popolazioni nel mondo. In base alle richieste arrivate all’Accademia della Crusca, di cui il docente fa parte, si evince che diversi termini anglofoni sono ormai acclimatati nel linguaggio comune, per altri nuovi invece forse è necessario avviare una riflessione per proporre alternative che utilizzino la lingua madre. L’introduzione di questi termini ha sortito anche un effetto ironico in Paesi come la Francia, dove una certa creatività lessicale ha prodotto i “coronaperó” e gli “zoomaperó” al posto dei classici aperitivi, o i “coronabdó”, gli addominali rinforzati dal ripiego della ginnastica casalinga. Oltre al già ricordato lockdown, anche i concetti di tracciabilità, di morbilità, di distanziamento sociale (che in francese riguarda le differenze tra le classi sociali e non la separazione fisica tra i cittadini), o ancora i termini “resistenza”, “confinamento”, “mascherina” nella sua duplice veste di protezione e nascondimento. Il futuro che attende la tv è probabilmente un’estate con un caso fisiologico di ascolti se la situazione si normalizzerà, in attesa di una nuova ondata di informazione in autunno quando torneranno verosimilmente tensioni sociali e politiche.

 

Sette gradi, il tempo delle relazioni

News Sette gradi, il tempo delle relazioni Riaprono, sia pure parzialmente, le nostre città. Ecco come la stampa e il web raccontano l’inizio della Fase 2 nella nostra rassegna stampa settimanale by Federica Mancinelli | 07 maggio 2020 Restano due cose . Restano sempre le Cose che sono una: le relazioni . Mentre le città eterne ancora si riposano, come saranno quelle nuove in questo maggio che è fine e inizio ? Sabato 2 . La prossimità diventa turistica, la comunicazione politica è ancora (quasi) tutto. Cambiano le relazioni e cambiano le città , i Paesi si dividono e i pastori danno la vita per le pecore : le Cose che restano. Si cammina piano , ma in avanti, nelle relazioni e nelle città .

 

Giornalismo, un dio dal doppio volto

Un viaggio, ancorché breve, che dopo un percorso di studi in Lettere e Giornalismo, l’ha portato nell’anno in corso a iscriversi al master biennale in Giornalismo dell’Università Cattolica e, proprio a quarant’anni della barbara uccisione, a vincere il premio intitolato alla memoria di Walter Tobagi. Quello che ho scritto rappresenta l’oggetto dei miei studi: il concetto di modello di business è uno di quelli che per me è pane quotidiano. Perché? «Anche il giornalismo ha due facce come Giano, una che guarda al futuro, l’altra che non deve mai perdere di vista il passato. Per esempio nel corso dell’emergenza Coronavirus, il giornale ha tolto il paywall sulle notizie relative alla pandemia, col risultato non solo di totalizzare 87 milioni di accessi unici e 168 milioni di visualizzazioni di pagina nel solo mese di marzo ma anche un incremento di 38 mila abbonamenti annuali». È una questione, immagino, che tocca anche il tuo futuro… «All’affermazione che tutti mi fanno quando dico che voglio fare il giornalista: “Ma chi te lo fa fare? Non si campa”, replico approfondendo la questione dei modelli di business dei giornali per dare risposte concrete». E cerco di approfondire i modelli di giornalismo digitale che riescono, oltre che a sopravvivere, anche a fare un giornalismo che può veramente dirsi tale. Quando ho visto il video di presentazione che c’è sul sito, che ho visto una prima volta mentre ero al lavoro, ho deciso che avrei scelto questa Scuola.

 

Il giornale vecchio come l’Italia guarda al futuro

Una sfida di non poco conto quella di assumere la guida di uno dei giornali più antichi al mondo e in un momento storico cruciale per la Chiesa cattolica e il dialogo interreligioso. Neppure la pandemia ha vietato al Santo Padre di trovare modalità inedite di comunicazione: la sua immagine in una piazza San Pietro vuota e quelle sue parole - “Signore, non lasciarci in balìa della tempesta” - resteranno indelebili nell’immaginario collettivo. È il minimo che si possa fare per un organo di comunicazione della chiesa cattolica che è essa stessa una rete, diffusa in tutto il mondo, mossa dalla sua missione che è né più né meno che comunicare una notizia, la Buona Notizia». L’arrivo di papa Francesco ha segnato una svolta sul fronte comunicativo? È stato necessario ripensare la struttura del giornale, introducendo nuove rubriche in sintonia con i temi cari al pontefice? «Senza dubbio con Bergoglio ci troviamo di fronte a un grande comunicatore. Abbiamo dato vita a una serie di interviste che abbiamo voluto intitolare “Laboratorio - Dopo la pandemia” per cominciare a pensare al mondo “dopo”, iniziare ad immaginare come sta uscendo il mondo dall’emergenza e come lo vogliamo, cioè cosa stiamo imparando da questa pandemia. Pensiamo solo all’Europa: se non riscopre questo senso di unione e solidarietà, che sono i valori posti all’origine di questa fondamentale istituzione, allora accadrà proprio il monito che il Papa ha espresso a Pentecoste: peggio di questao pandemia è sprecarla». Anche per questo L’Osservatore Romano sta dando molto spazio al racconto delle storie, le rubriche che ho prima citato, sono tutte basate sul racconto di storie, vicende personali, basate su esperienze di vita molto concrete.

 

Comunicazione sanitaria, professione futuro

Relatori della presentazione, moderata dal dottor Nicola Cerbino, responsabile Ufficio stampa dell’Università Cattolica e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, il professor Luca Richeldi , docente di Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Università Cattolica, e la dottoressa Maria Luisa Bionda , Owner 2BResearch. Il master in Comunicazione Sanitaria formerà professionisti della comunicazione capaci di gestire le complessità comunicative (numerosità degli attori, media tradizionali e innovativi, obiettivi, territori) presenti oggi nel contesto della Sanità, sia essa pubblica che privata. Covid-19 e gli eventi delle settimane passate hanno evidenziato la crucialità della comunicazione nella tutela della salute e del benessere nelle nostre società» ha affermato la professoressa Mariagrazia Fanchi , direttrice dell’Almed. L’informazione è, infatti, il primo e fondamentale presidio che consente ai cittadini di maturare una piena consapevolezza sia dei rischi, sia delle buone pratiche, a tutela della propria salute e di quella di chi ci circonda. Tuttavia gestire i flussi comunicativi, pensare e realizzare contenuti che siano in grado di arrivare a tutti, usando i canali giusti e i linguaggi più appropriati, produrre una comunicazione autorevole e fidedegna non è semplice. La comunicazione della salute unisce infatti le sfide del comunicare oggi, legate al cambiamento epocale che la società dell’informazione ha vissuto, con una responsabilità sociale ineludibile. Le attività saranno modalità didattiche coerenti con le attuali restrizioni previste per le attività didattiche di livello universitario prevedendo comunque anche attività pratiche con modalità laboratoriali e la possibilità di stage e tirocini presso strutture socio-sanitarie, ospedali e agenzie di stampa.

 

Sette gradi, ritorno alla normalità

Ci stiamo quasi abituando: nuova scuola , nuovo welfare , nuovo lavoro , nuova comunicazione , nuova memoria , nuova prossimità . La nuova normalità è anche nuova comunicazione: ora sono i video a svelare le verità. Sono diventate normali tutte le protezioni e quasi normali anche gli spostamenti . È diventato normale che lo sia il secondo candidato presidente mentre proprio tornare alla normalità è la vera emergenza . Intanto, l’Italia racconta la ripresa in tutte le sue forme, anche ricreative ; più su l’Austria che forse riapre tutte le frontiere, ancora più a nord la Germania che ancora industrialmente non decolla. L’Europa riapre quasi tutte le frontiere e nei cieli si rivedono gli aerei, gli Stati Uniti sono a un turning point : ora non solo le vite, ma anche le immagini contano . Mentre si aprono quasi tutte le frontiere, i giovani universitari faticano a partire: il sogno europeo è di nuovo più lontano? Non è lontano Luglio, ma quest’anno nessuna bastiglia, gli stati generali serviranno a ricostruire: se non la normalità, almeno il cammino.

 

Sette gradi, è l’ora della resilienza

News Sette gradi, è l’ora della resilienza La scienza prosegue il suo corso e di vaccino s’inizia a parlare davvero. Il disagio è ancora grande, ma si può: impariamo nuove vie, reimpariamo a comunicare, anche con gli occhi . Tutto torna, ma diversamente: anche i venditori di strada ora sono attori economici, reiniziando dove tutto ebbe inizio. Oggi Villa Pamphili non è solo un parco cittadino, è un’occasione di risposta, visione che molti Paesi non possono ancora permettersi: negli altri continenti è sempre emergenza . La resilienza appartiene ai bambini, che non sanno ancora di averla: la presenza a scuola appare rischiosa, l’ assenza certamente lo è. Resilienza significa anche sicurezza nella solidarietà: la carenza di sangue non diminuisce a causa di un virus e per molti le trasfusioni sono ancora un dono inaccessibile. Negli USA è tempo dei piccoli passi, è il turno delle forze di polizia : Novembre è ancora lontano, ma i segnali ci sono.

 

Sette gradi, la vita è il viaggio

News Sette gradi, la vita è il viaggio La rassegna stampa della settimana dal 4 al 10 luglio. Virus, lavoro, diritti umani, accordi tra i Paesi da sfogliare in un lungo percorso tra le principali notizie nazionali e internazionali by Federica Mancinelli | 10 luglio 2020 Buon viaggio. In tutto il Continente ogni giorno è record di contagi , ma anche in Europa l’attenzione resta alta. Finalmente anche Patrick riesce a viaggiare, però solo con le parole: a volte, anche ora, la normalità è un sogno. Torna una Kennedy nelle Primarie dem : la nipote di JFK riporterà il sogno a Capitol Hill? La Covid colpisce tutti, ma alcuni molto di più: le rimesse dei migranti diminuiscono e nei Paesi più poveri sono i troppo giovani a lavorare. Il post Covid non è per tutti: a Tulsa dati preoccupanti, curva ancora alta in Brasile, in Texas nuovo picco di contagi, nel mondo più di 12 milioni. Intanto, cambia anche la natura: il canto degli uccelli è nuovo, anche per loro il finale di stagione sarà diverso dal solito.

 
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