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Migranti, dall’emergenza all’integrazione

ateneo Migranti, dall’emergenza all’integrazione L’interculturalità naturale dell’Europa, nata come progetto di unione fra diversità culturali, è sfidata dalla necessità di sviluppare un approccio interculturale verso nuovi cittadini e nuovi arrivati. Dopo l’accoglienza e l’educazione, l’integrazione e l’intercultura All’intercultura è totalmente dedicato un nuovo progetto didattico sperimentale, il Modulo Jean Monnet Ideal (Interculltural Dialogue in Europe and Active Policies ), iniziato nel 2017 per ripetersi in due edizioni nel 2018 e 2019. “Emergenza profughi” e “integrazione” Se è vero che l’intercultura provoca sentimenti dissonanti, dall’entusiasmo alla paura, è vero anche che chi risiede nelle aree del mondo che promuovono la pace e la coesistenza tra diversi, ha l’onere dell’impegno verso il mantenimento di questo modello sociale. Ciò che l’Ateneo si propone di formare nei giovani è la corretta “postura” di fronte all’Alterità, che porta a non negare né se stessi né l’Altro, in nome di una fratellanza che si costruisce giorno per giorno, fatta di gesti, testimonianze e dialogo continuo. Si tratta infatti di un’area-pilota, in Italia, tra le prime mete di approdo dei migranti negli anni 80-90 e tuttora interessata da flussi migratori e dalla decrescita demografica in seguito alla crisi economica. Direttrice del Cirmib - Centro di Iniziative e ricerche sulle migrazioni di Brescia #intercultura #integrazione #accoglienza #immigrazione Facebook Twitter Send by mail Print PROPOSTE FORMATIVE Insieme al master in Competenze interculturali. Corsi per la Scuola e Formazione per gli insegnanti : Misurare la Sensibilità Interculturale per insegnare in classi multietniche La cultura arabo-islamica oltre gli stereotipi La Summer School: “ Mobilità Umana e Giustizia Globale ” Il Corso di Alta Formazione in Sviluppare competenze interculturali nell'accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.

 

Intercultura, le paure da superare

CATTOLICAPOST Intercultura, le paure da superare La lunga durata dell’emergenza profughi, l’escalation del terrorismo, la crescita delle disuguaglianze sociali: sono i fattori che alimentano le resistenze a una società dell’integrazione. In primis c’è la consapevolezza della lunga durata dell’emergenza profughi , che sta assumendo i contorni di un diaspora di massa. Il terzo fattore di rischio è il ciclo negativo delle protezioni sociali , una conseguenza non solo delle congiunture economiche negative, ma anche del fallimento di certe azioni di governo. Anzi, allontanano sempre di più il miraggio che l’intercultura, se uno non la possiede spontaneamente, se la “possa dare”, quindi sia frutto di un lungo e meditato training a contatto con la pluralità. Azione: questo passo indietro, sul piano cognitivo, non ci esime dal continuare a compiere piccoli gesti di comprensione , connessione , solidarietà nel nostro territorio, di umanizzarlo il più possibile. Connettersi con le grandi ragioni della migrazione e con le molteplici presenze di persone, uomini, giovani, donne, bambini che possono avere bisogno anche del più piccolo aiuto, della più elementare speranza. Come l’intervento formativo e culturale rappresenti uno strumento fondamentale per “rinforzare la sensibilità interculturale” e contribuire alla risoluzione di problematiche di inserimento ed integrazione sociale è una sfida e una necessità che sempre più persone – a tutti i livelli - avvertono nel profondo.

 
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