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Tra le pieghe del Jobs Act

LAVORO E WELFARE Tra le pieghe del Jobs Act Il 2015 sarà senz'altro ricordato come l’anno che ha riscritto una larga parte della disciplina del contratto di lavoro subordinato. Per ragionare sulla fase di prima applicazione delle norme, studiosi provenienti dalle quattro università milanesi sono stati chiamati a discutere della riforma e dell'impatto che questa potrà avere sulla giurisprudenza del lavoro. L'incontro avviene nel nome di un Maestro recentemente scomparso, che ha dedicato l'intera sua fatica scientifica alla tutela della persona del lavoratore, pur nel rispetto dei diritti dell'impresa. Docente di diritto del lavoro, facoltà di Giurisprudenza, direttore del Cedri Il Jobs Act 2015. n. 159 del 2013 ha attuato un’ampia riforma dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), divenuta operativa all’inizio del 2015, ma quasi subito annullata in parte dal Tar Lazio, in attesa che a brevissimo si pronunci il Consiglio di Stato» fa notare il professor Sabbioni. Obiettivo della riforma era quello di stabilire regole uniformi e oggettive sull’accesso alle prestazioni sociali e sui metodi di calcolo della situazione economica degli aventi diritto, a garanzia di una maggiore equità nella partecipazione al costo delle prestazioni. Tra le sfide economicamente più significative che gli enti locali, gli utenti, le famiglie e le case di cura si trovano ad affrontare nell’attuale contesto di crisi economica, occupa senza dubbio un ruolo di primo piano l’accesso alle prestazioni sociali agevolate» afferma Alessandro Candido.

 

Welfare alla prova del nuovo riccometro

Ad aprire i lavori la preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza, prof.ssa Anna Maria Fellegara , che ha sottolineato come il convegno aspiri a dare risposte precise “a un tema molto sentito da cittadini e istituzioni”. “L’intento è duplice: tecnico, per arricchire il bagaglio di conoscenze su una tematica articolata e complessa e “umanistico”, per fornire una visione di prospettiva di questi temi così delicati. n. 159 del 2013 ha attuato un’ampia riforma dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), divenuta operativa all’inizio del 2015, ma quasi subito annullata in parte dal Tar Lazio, in attesa che a brevissimo si pronunci il Consiglio di Stato” fa notare il professor Sabbioni. “Obiettivo della riforma era quello di stabilire regole uniformi e oggettive sull’accesso alle prestazioni sociali e sui metodi di calcolo della situazione economica degli aventi diritto, a garanzia di una maggiore equità nella partecipazione al costo delle prestazioni”. “Tra le sfide economicamente più significative che gli enti locali, gli utenti, le famiglie e le case di cura si trovano ad affrontare nell’attuale contesto di crisi economica, occupa senza dubbio un ruolo di primo piano l’accesso alle prestazioni sociali agevolate”, afferma Alessandro Candido. Francesco Trebeschi ha ripercorso l’evoluzione normativa in tema di compartecipazione al costo dei servizi, con particolare riferimento al problema della rivalsa da parte dei soggetti pubblici sui parenti dell’assistito. In occasione del Convegno, che ha visto la partecipazione di più di 150 persone (soprattutto assistenti sociali, avvocati, amministratori locali e responsabili di strutture assistenziali) è stato presentato il volume di Gioncada, Candido, Trebeschi e Mirri, edito da Maggioli nel 2015, dal titolo “Isee e prestazioni sociali e socio-sanitarie”.

 
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